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Michele Conforti
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The Witcher 3 il Nuovo DLC Songs of the Past SVELATO

Ti serve un riassunto?

Il medaglione vibra, ma questa volta non c’è nessun Drowner nascosto nel fango di Velen, né un Vampiro in agguato nei vicoli di Beauclair. Questa volta la vibrazione l’abbiamo sentita noi, nelle nostre case, davanti ai nostri schermi. Sono passati dieci anni da The Witcher 3, un decennio intero da quando abbiamo cavalcato per la prima volta con Rutilia attraverso il Velen, convinti che la gloriosa epopea dello Strigo avesse trovato la sua parola “fine” sotto il sole caldo e accogliente del Toussaint.

Eppure, nel mondo dei videogiochi, mai dire mai. CD Projekt RED ha letteralmente sganciato una bomba termonucleare sul mercato videoludico: The Witcher 3: Wild Hunt riceverà una terza, massiccia espansione intitolata Songs of the Past. Mettetevi comodi, preparate le spade d’argento e un bel decotto di Rondine, perché abbiamo una quantità industriale di carne al fuoco da analizzare.

CD Projekt RED ha letteralmente sganciato una bomba termonucleare sul mercato videoludico: The Witcher 3: Wild Hunt riceverà una terza, massiccia espansione intitolata Songs of the Past.
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Quando lo Strigo Rifiuta la Pensione

Se c’è una cosa che abbiamo imparato giocando ai titoli di CD Projekt RED, è che le sorprese sono sempre dietro l’angolo, ma nessuno – e sottolineo, assolutamente nessuno – si aspettava un annuncio del genere per un gioco uscito nel lontano 2015. Eravamo tutti mentalmente proiettati verso i nuovi orizzonti del franchise, con la mente rivolta ai futuri capitoli sviluppati in Unreal Engine 5. Invece, l’azienda polacca ha deciso di fare un triplo salto carpiato all’indietro, tornando alle origini del loro più grande successo commerciale e critico.

GERALT DI RIVIA DI THE WITCHER 3 IN PENSIONE CHE GUARDA UN CANTIERE

Il Leak del Red Launcher di The Witcher 3

Prima di addentrarci nei contenuti, è doveroso fare un passo indietro e sorridere (o piangere, a seconda di chi era il responsabile tecnico di turno) su come questa notizia sia arrivata al grande pubblico. Non c’è stato alcun trailer in CGI mostrato sul palco di Geoff Keighley, né un evento patinato con fuochi d’artificio e cosplayer di Triss Merigold. Tutto è nato da uno dei più clamorosi scivoloni tecnici degli ultimi anni.

Poche ore prima del comunicato ufficiale, il Red Launcher su PC ha improvvisamente iniziato a fare i capricci. Alcuni utenti, avviando la piattaforma per farsi la solita partita serale a Cyberpunk 2077 o allo stesso The Witcher 3, si sono trovati di fronte a schermate anomale. Immagini placeholder, stringhe di codice non compilate a dovere e, campeggiante al centro dello schermo, un logo che recitava inequivocabilmente Songs of the Past.

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La Reazione della Community al DLC di The Witcher 3

Potete solo immaginare cosa sia successo su Reddit e X (ex Twitter) nei minuti successivi. La community è letteralmente esplosa in un turbine di panico, hype e sano scetticismo. I primi screenshot condivisi venivano bollati come fake generati da qualche intelligenza artificiale particolarmente addestrata. “È impossibile”, dicevano in molti, “CD Projekt è andata oltre, perché sprecare risorse sul vecchio Red Engine?”.

Ma la qualità delle key art trafugate e la precisione dei file directory esposti non lasciavano spazio a dubbi. Messa con le spalle al muro da una fuga di notizie inarrestabile come una carica della Caccia Selvaggia, l’azienda polacca ha dovuto anticipare i tempi, rilasciando un comunicato ufficiale che ha mandato in crash mezza internet: l’espansione è reale, ed è enorme.

Chi Muove i Fili?

Un’espansione di questa portata per un gioco di dieci anni fa richiede una forza lavoro non indifferente. Considerando che il team principale di CD Projekt RED è attualmente diviso tra i lavori sul sequel di Cyberpunk (Project Orion) e il nuovo capitolo della saga di The Witcher (Project Polaris), chi si sta occupando di forgiare questa nuova avventura?

LOGO DI FOOL'S THEORY SVILUPPATORI DI THE WITCHER 3 SONGS OF THE PAST

La Scelta di Fool’s Theory per The Witcher 3 Songs of the Past

La risposta è tanto intelligente quanto rassicurante. Lo sviluppo di Songs of the Past è stato affidato in co-sviluppo a Fool’s Theory. Se questo nome vi fa accendere una lampadina in testa, è perché questo studio polacco è attualmente incaricato di realizzare l’attesissimo remake del primissimo The Witcher del 2007. Ma non è solo questo a renderli il candidato ideale.

Perché Possiamo Stare (Quasi) Tranquilli

Fool’s Theory non è semplicemente uno studio satellite scelto a caso dal cilindro. Il team è composto da numerosi veterani dell’industria che hanno militato per anni all’interno della stessa CD Projekt, lavorando in prima linea al design e alle quest di The Witcher 2: Assassins of Kings e The Witcher 3: Wild Hunt. Stiamo parlando di game designer, sceneggiatori e programmatori che conoscono Geralt di Rivia, Yennefer, Dandelion e il Continente come le loro tasche. Sanno esattamente quale tono debba avere una quest del franchise, come bilanciare il dramma oscuro con quell’umorismo cinico tipico dello Strigo. Il fatto che le redini siano (anche) nelle loro mani è la garanzia di qualità di cui avevamo bisogno per non bollare l’intera operazione come una mera mossa commerciale.

il 2027 è Una Data Lontana ma Necessaria

L’unico boccone amaro di questo annuncio è la data di uscita: 2027. Arriverà su PlayStation 5, Xbox Series X|S e ovviamente PC. Un’attesa che sembra infinita per chi ha già la spada d’argento sguainata, ma che ha senso considerando la portata del progetto e il fatto che il team ha promesso una scala di contenuti paragonabile alle migliori produzioni del passato.

Fortunatamente, non ci lasceranno a bocca asciutta troppo a lungo. CD Projekt RED ha già promesso che rilascerà un primo approfondimento corposo, con probabili scorci di gameplay e un reveal trailer, alla fine dell’estate del 2026. Segnatevi il periodo sul calendario.

Stiamo Parlando di un Nuovo Blood and Wine?

La domanda che tutti ci stiamo facendo è una sola: quanto sarà grande questa espansione? Quando parliamo dei DLC di The Witcher 3, non stiamo parlando di due armatture in croce e una quest secondaria di mezz’ora. Stiamo parlando dei maestri indiscussi del contenuto post-lancio. Hearts of Stone ci ha regalato una delle narrative più intense del decennio, mentre Blood and Wine era, a tutti gli effetti, un gioco completo camuffato da DLC.

COPERTINA DI BLOOD AND WINE

30 Ore di Pura Magia Striga

Secondo le voci trapelate dai corridoi degli studi polacchi e dalle analisi dei dataminer, Songs of the Past punterà alla grandezza del Ducato di Toussaint. Si parla di un’esperienza che garantirà dalle 20 alle 30 ore di contenuti originali. Nuove mappe esplorabili (o espansioni massicce di quelle esistenti), nuovi set di armature per le scuole dei Witcher, armi inedite e, ovviamente, una serie di contratti da far tremare i polsi a qualsiasi cacciatore di mostri.

Un’Operazione Nostalgia Calcolata al Millimetro

Siamo onesti e non prendiamoci in giro: questa è anche una grandiosa, spettacolare operazione nostalgia. Ma a noi va benissimo così. Il mercato attuale ha un disperato bisogno di titoli single-player forti, narrativi e densi di significato. Riportare in auge The Witcher 3 serve a CD Projekt RED per due motivi fondamentali: riaccendere la passione dei fan più accaniti e tenere altissimo l’engagement sul franchise mentre il quarto capitolo ufficiale continua il suo lento e silenzioso ciclo di sviluppo, lontano da occhi indiscreti e leak dannosi.

L’Unica Immagine Rivelatrice

Al momento, le nostre speculazioni si basano principalmente sul materiale testuale rilasciato e sull’unica immagine promozionale sfuggita alle maglie della sicurezza. Ma, come ogni fan di The Witcher sa bene, il diavolo (o il Gaunter O’Dimm) si nasconde nei dettagli.

Guarda il nostro ultimo video

THE WITCHER 3 SONGS OF THE PAST COPERTINA

Un Design Mai Visto in The Witcher 3 Songs of The Past

Nell’immagine, Geralt sfoggia un’armatura che sembra un mix letale tra l’equipaggiamento della Scuola del Lupo e qualcosa di molto più antico e logoro. Ma è l’arma che impugna a catturare davvero l’attenzione. L’elsa della spada presenta una peculiare forma a cuore rovesciato, con incisioni runiche che non appartengono a nessuna delle scuole conosciute. Non è un design standard presente nel gioco base o nelle precedenti espansioni. Si tratta di un reperto di una civiltà perduta? Un’arma maledetta legata a un patto scellerato del passato? Considerando il titolo, Songs of the Past, è altamente probabile che le armi che impugneremo siano strettamente collegate agli eventi storici che andremo a svelare.

Molto Più di un Semplice Leshen

E poi c’è la creatura alle spalle dello Strigo. A una prima, fugace occhiata, chiunque griderebbe “Un Leshen!”. Ma guardando bene, le proporzioni, la corruzione del legno e i bagliori spettrali che emanano dalle giunture raccontano un’altra storia. Sembra un Leshen ancestrale, una creatura distorta, quasi fusa con uno spirito arboreo di natura demoniaca o uno spettro del passato alimentato da un antico rancore. Non il classico mostro che risolvi con un colpo di Igni e due schivate, ma una minaccia legata a doppio filo alla lore più profonda del mondo di Sapkowski.

Dove Ci Porterà The Witcher 3 Songs of the Past?

Se c’è una cosa che i videogiocatori amano fare, è speculare. E con un titolo come “Canti del Passato”, le porte del theory-crafting si spalancano su paesaggi infiniti. Geralt dovrà inevitabilmente confrontarsi con le conseguenze di eventi accaduti decenni, se non secoli, prima della caccia a Eredin e alla Caccia Selvaggia.

Da Cintra a Zerricania

I leak più interessanti parlano dell’introduzione di regioni geografiche che finora abbiamo solo letto nei libri o sentito nominare nelle taverne del Velen. C’è chi sussurra insistentemente il nome di Cintra, la patria natale di Ciri, ormai ridotta in rovine e dominata dall’Impero di Nilfgaard. Esplorare le ceneri del passato di Ciri e della regina Calanthe sarebbe un colpo narrativo di una potenza emotiva devastante.

Altre voci puntano verso sud-est, verso la misteriosa Zerricania. Una terra di deserti, culture esotiche, adoratori di draghi e letali guerriere tatuate. Immaginate Geralt, abituato alle piogge di Velen e alle nevi di Skellige, dover affrontare i mostri del deserto e la politica brutale di un regno così alieno. Il potenziale visivo e narrativo è spaventoso.

Il Ritorno dei Contenuti Tagliati

Ma la teoria che, onestamente, ci fa battere il cuore più forte riguarda il possibile recupero di contenuti storici tagliati prima del lancio del 2015. I veterani e i modder più esperti sanno bene che The Witcher 3 doveva originariamente contenere una mastodontica questline dedicata alla Peste di Catriona. Un arco narrativo cupo, opprimente e pieno di bivi morali insostenibili che vedeva coinvolta in prima linea la maga Keira Metz.

Le idee originali per questa storyline erano considerate tra le più cupe mai concepite dallo studio, ma vennero tagliate per problemi di tempo e di ottimizzazione. È estremamente probabile che CD Projekt RED e Fool’s Theory abbiano riaperto i cassetti polverosi del 2015, recuperando quelle idee brillanti per espanderle con la tecnologia odierna, regalandoci finalmente la versione definitiva di quella tragedia che non abbiamo mai potuto giocare. Attenzione però: ripescare dal passato richiede maestria. Gli sviluppatori dovranno maneggiare questa lore con estrema cura per evitare di creare fastidiosi paradossi narrativi con gli eventi successivi della storia.

Un Ponte Verso The Witcher 4?

Non possiamo analizzare l’annuncio di Songs of the Past senza guardare al quadro generale dell’azienda. Perché rispolverare The Witcher 3 ora, a così tanta distanza dal lancio di The Witcher 4 (Project Polaris)?

Il Paradosso di Ciri e il Destino degli Strighi

La risposta potrebbe celarsi in quello che poco sappiamo del prossimo capitolo. Sappiamo che la saga continuerà, e molti indizi (tra cui il famoso medaglione della Lince) puntano a una nuova scuola o a una nuova era per gli Strighi. Ma c’è un “elefante nella stanza” narrativo che prima o poi andrà affrontato: Ciri.

Nei finali canonici di The Witcher 3, l’abbiamo lasciata in posizioni di estremo potere (come Imperatrice) o come Witcher in addestramento. Ma soprattutto, l’abbiamo lasciata come l’entità più potente del multiverso, capace di fermare il Bianco Gelo. Se il prossimo capitolo la vedesse protagonista (o anche solo co-protagonista), gli sceneggiatori si troverebbero di fronte a un problema insormontabile di power scaling. Come si crea tensione per un personaggio che può viaggiare nello spazio-tempo e disintegrare nemici con uno starnuto?

Un Passo Indietro per un Balzo in Avanti

Ed è qui che Songs of the Past potrebbe correre in nostro soccorso. L’espansione potrebbe fungere da tessuto connettivo per contestualizzare la lore che ci accompagnerà in The Witcher 4. Potremmo esplorare il vero percorso che un umano (o qualcuno con il Sangue Antico) deve affrontare per diventare un vero e proprio Witcher. Magari scopriremo i dettagli di rituali perduti o il prezzo magico che Ciri deve pagare per stabilizzare i suoi poteri, giustificando così un suo eventuale “depotenziamento” narrativo nel prossimo gioco. Sarebbe un modo geniale per sbrogliare una matassa di trama complicatissima, preparando il terreno per il futuro senza alienare i fan.

Il Lato Tecnico e i Nuovi Requisiti Hardware per The Witcher 3

Chiudiamo con l’argomento che sicuramente farà discutere di più gli appassionati di PC gaming. Songs of the Past non utilizzerà l’Unreal Engine 5. Nonostante CD Projekt RED abbia firmato un accordo storico con Epic Games per il futuro dei propri franchise, questa espansione rimarrà fedele alle proprie origini, utilizzando un’evoluzione diretta del Red Engine.

GERALT DI RIVIA CON UNA RTX 5090 IN MANO

Il Motore di Cyberpunk 2077 Incontra il Continente

Non pensate però di trovarvi davanti alla grafica del 2015. Il gioco base ha già ricevuto un fenomenale aggiornamento Next-Gen che ha introdotto il Ray Tracing, texture in 4K e un’illuminazione globale da capogiro, rendendolo ancora oggi uno dei titoli visivamente più impattanti sul mercato. Ma per Songs of the Past, i tecnici polacchi hanno promesso di fare un ulteriore passo in avanti, implementando feature e routine grafiche ereditate direttamente dall’ultima iterazione del motore usato per l’espansione Phantom Liberty di Cyberpunk 2077.

Ciò significa foreste molto più fitte, simulazione dei tessuti incredibilmente realistica, densità volumetrica della nebbia e un Path Tracing (Overdrive Mode) che farà letteralmente impazzire i fotografi virtuali che passano ore su questo gioco.

Preparate i Vostri PC

Tutto questo splendore visivo, ovviamente, esigerà un tributo di sangue dal vostro hardware. Gli utenti console su PS5 e Xbox Series X|S possono dormire sonni tranquilli con le loro impostazioni pre-configurate. Per l’utenza PC, invece, l’asticella si è alzata notevolmente.

Le specifiche preliminari trapelate indicano che i requisiti minimi per far girare decentemente l’espansione sono stati rivisti al rialzo. Saranno necessari almeno 12 GB di RAM di sistema, e una scheda video pari o superiore a una GTX 1660 solo per l’ingresso nel gioco a 1080p. Inoltre, a causa di alcune istruzioni per la gestione della memoria, l’utilizzo di Windows 11 diventerà praticamente obbligatorio per evitare colli di bottiglia e stuttering.

Ma chi di noi si accontenta dei requisiti minimi? Per godersi Songs of the Past al massimo del suo splendore geometrico e di illuminazione, in glorioso 4K con Ray Tracing attivo, i frame-generator al massimo e ogni singolo filo d’erba renderizzato alla perfezione, bisognerà puntare alle ammiraglie della next-gen. Stiamo parlando di build di fascia enthusiast. Mettere in ginocchio questo motore richiederà il meglio del mercato odierno: l’imminente potenza bruta di una RTX 5080 o di una 5090, accoppiata a un processore che sappia gestire l’enorme carico dell’intelligenza artificiale degli NPC e della fisica del mondo, come il fenomenale AMD Ryzen 7 9800X3D. Se avete in mente di aggiornare il vostro setup per l’editing video in 4K o per il gaming più estremo, il 2027 sarà decisamente l’anno per mettere queste bestie tecnologiche alla prova del fuoco contro i mostri del Continente.

Diteci la Vostra!

Insomma, ragazzi, l’hype è ufficialmente decollato e non c’è segno di atterraggio. Ora la palla passa a voi. Cosa ne pensate di questo annuncio a sorpresa? Siete pronti a vestire di nuovo i panni del Lupo Bianco o pensate che CD Projekt RED avrebbe dovuto concentrarsi esclusivamente su The Witcher 4? Fatevi sentire nella sezione commenti qui sotto, vogliamo leggere tutte le vostre teorie più folli sulla lore e su cosa ci aspetta!

E non dimenticatevi: per restare sempre aggiornati sulle ultime bombe videoludiche, iscrivetevi al canale YouTube di Top Games Italia e correte a recuperare l’ultimo video di Andrea, dove analizza nel dettaglio i segreti dell’immagine trapelata. Al prossimo articolo, e buona caccia sul Sentiero!

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