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Lorenzo Boccadamo
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Sembra strano....ma sono un vero e proprio Nerd, sin da quando ho memoria del primo computer visto da piccolo. Appassionato di Gaming, Tech, Informatica, audio Production e..... Libri..... a vagonate ....

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Geralt torna sulla Via con The Witcher 3 Songs of the Past

Una nuova regione, nuovi mostri e un sistema di combattimento rinnovato segnano il ritorno di Geralt.

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Pensavate davvero che Geralt di Rivia avesse appeso le spade al chiodo dopo l’ultima avventura sotto il sole di Toussaint? Se lo avete pensato, CD Projekt RED sembra pronta a farvi cambiare idea. Durante la Gamescom è arrivato l’annuncio di The Witcher 3: Wild Hunt – Songs of the Past, una nuova espansione che riporta lo Strigo al centro della scena molti anni dopo l’uscita del gioco originale.

Il progetto non si limita a riportarci nel mondo di The Witcher 3. Songs of the Past introduce una nuova regione, nuovi personaggi, un mistero legato al passato di Ranuncolo e diverse modifiche al sistema di combattimento. A tutto questo si affianca una versione Remastered pensata per aggiornare il comparto tecnico e rimettere mano ad alcuni sistemi del gioco base.

Il ritorno di Geralt può funzionare proprio perché non sembra limitarsi a una celebrazione del passato.
Generato con l'IA

In questo articolo raccogliamo ciò che è stato mostrato e analizziamo gli elementi più interessanti dell’espansione. Dalla regione di Letten al Giardino delle Spine, passando per il nuovo ruolo di Ranuncolo, la catena con rampino e le possibili connessioni con il futuro della saga, il ritorno di Geralt sembra voler essere molto più di una semplice operazione nostalgica.

The Witcher 3 torna a sorprendere con Songs of the Past

A distanza di undici anni dal lancio originale, The Witcher 3 continua a dimostrare quanto sia difficile considerarlo davvero un gioco del passato. Songs of the Past nasce dalla collaborazione tra CD Projekt RED e Fool’s Theory, studio nel quale lavorano anche sviluppatori che hanno partecipato alla creazione dell’opera originale.

Questa continuità è importante perché permette al progetto di mantenere un legame diretto con il tono, il ritmo e la struttura narrativa che hanno reso celebre Wild Hunt. L’obiettivo non sembra essere quello di aggiungere un contenuto minore in attesa del prossimo capitolo, ma di costruire un’espansione capace di reggersi sulle proprie gambe.

Il paragone inevitabile è con Blood and Wine. Anche quella espansione sembrava quasi un gioco a sé stante, grazie a una nuova regione, una lunga storia principale e numerosi contenuti secondari. Songs of the Past sembra voler seguire una filosofia simile, puntando soprattutto sulla densità del mondo e sui personaggi.

Fool’s Theory raccoglie un’eredità pesante

Affidare una parte importante dello sviluppo a Fool’s Theory ha un significato preciso. Lo studio conosce l’universo di The Witcher e può lavorare su una base già consolidata senza dover reinventare completamente il linguaggio del gioco.

Questo dovrebbe permettere al team di concentrarsi sulle aree che contano di più. Narrazione, esplorazione, missioni e interazioni con il mondo possono ricevere maggiore attenzione proprio perché le fondamenta sono già note. Allo stesso tempo, però, il confronto con due espansioni come Hearts of Stone e Blood and Wine alza inevitabilmente le aspettative.

Songs of the Past dovrà quindi trovare un equilibrio delicato. Deve sembrare parte autentica di The Witcher 3, ma deve anche giustificare il ritorno di Geralt con idee abbastanza forti da non apparire come un semplice viaggio nella nostalgia.

La sensazione, almeno partendo da ciò che è stato mostrato, è che gli sviluppatori vogliano evitare proprio questo rischio. Il ritorno di personaggi conosciuti serve a creare familiarità, mentre Letten, i nuovi mostri e le modifiche al combattimento cercano di dare all’espansione una propria identità. Se questa combinazione funzionerà, potremo ritrovarci davanti a un contenuto capace di parlare sia a chi non ha mai davvero abbandonato The Witcher 3 sia a chi aveva bisogno di un motivo concreto per tornare sulla Via.

La nuova regione di Letten è protagonista

La nuova protagonista geografica dell’espansione è Letten. La regione appare molto diversa dal Velen, da Skellige e persino dal coloratissimo Toussaint. I paesaggi mostrati puntano su campagne luminose, vallate coltivate e boschi fitti, con un’atmosfera che richiama tanto l’Europa centrale quanto alcune zone rurali dell’Inghilterra.

A prima vista potrebbe sembrare uno dei luoghi più tranquilli mai visitati da Geralt. Naturalmente, trattandosi di The Witcher, la bellezza del paesaggio nasconde qualcosa di molto meno rassicurante. Letten è una regione isolata dalle montagne e sembra vivere quasi al di fuori delle grandi tensioni politiche che attraversano il resto del Continente.

Gli abitanti si preoccupano soprattutto del raccolto, delle tradizioni locali e delle proprie credenze. Questa distanza dai grandi conflitti offre agli sviluppatori la possibilità di costruire una storia più intima, fondata sul folklore e sui segreti di una comunità che ha imparato a convivere con il proprio passato.

Le notizie Top Games su The witcher 3 song of the past

Un mondo più vivo passa dalle piccole routine

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il comportamento degli abitanti. La vita quotidiana di Letten dovrebbe essere scandita da attività più credibili e legate all’economia locale. Non ci limiteremo quindi a vedere personaggi fermi nello stesso punto o impegnati in animazioni che si ripetono senza conseguenze.

I pescatori potranno uscire all’alba, gestire le reti e rientrare in paese più tardi. I carrettieri trasporteranno merci tra gli insediamenti, mentre botteghe e locande seguiranno ritmi differenti a seconda dell’ora. Sono dettagli apparentemente piccoli, ma in un open world fanno molto per aumentare la sensazione di trovarsi in un luogo che esiste anche senza di noi.

Questa filosofia potrebbe rendere l’esplorazione più interessante. Se Letten funzionerà davvero come un ecosistema coerente, osservare ciò che accade intorno a Geralt potrà diventare parte dell’esperienza e non soltanto un elemento decorativo.

È un approccio che si sposa bene con il modo in cui The Witcher 3 ha sempre raccontato il proprio mondo. Le missioni migliori non erano necessariamente quelle con il mostro più grande, ma spesso quelle in cui un villaggio, una leggenda o una semplice conversazione cambiavano completamente il significato di ciò che avevamo davanti. Una regione costruita attorno a routine più credibili può amplificare proprio questo tipo di narrazione, facendo sembrare ogni incontro meno artificiale e ogni deviazione dalla strada principale più interessante.

Bragot e tradizioni pagane raccontano l’identità di Letten

La cultura locale ruota anche attorno al bragot, una bevanda che mescola caratteristiche della birra e dell’idromele. A Letten non rappresenta soltanto qualcosa da bere nelle locande, ma una parte importante dell’economia e della vita sociale.

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Le fabbriche e i luoghi dedicati alla produzione potranno diventare punti utili per raccogliere informazioni, incontrare personaggi e dare il via a missioni. In un mondo come quello di The Witcher, anche un’attività apparentemente ordinaria può trasformarsi rapidamente in una situazione molto meno tranquilla.

Un ruolo altrettanto importante sarà occupato dalle tradizioni pagane. Il Belleteyn apre l’espansione e mette subito in evidenza il legame tra gli abitanti, la fertilità della terra e antichi rituali. Come spesso accade nella saga, però, il confine tra tradizione, superstizione e pericolo sembra destinato a diventare molto sottile.

Ranuncolo torna al centro della storia in modo inatteso

Songs of the Past utilizza Ranuncolo come punto di partenza per mostrarci un lato del personaggio che il gioco originale aveva soltanto sfiorato. Dietro il bardo vanesio e sempre pronto a raccontare le proprie imprese esiste infatti Julian Alfred Pankratz de Lettenhove, un uomo legato a una famiglia nobile e a responsabilità dalle quali ha preferito allontanarsi.

Letten è la sua terra natale. Tornare qui significa quindi entrare in contatto con persone che lo conoscevano prima che diventasse il compagno di viaggio di Geralt e uno dei bardi più famosi del Continente.

Questo cambio di prospettiva può essere molto interessante. Ranuncolo ha sempre funzionato bene come elemento comico, ma la sua storia personale offre abbastanza spazio per costruire qualcosa di più profondo senza snaturarne il carattere.

La scomparsa del bardo mette subito Geralt sulle sue tracce

L’avventura prende davvero forma quando Ranuncolo scompare. Geralt arriva a Letten su invito dell’amico, ma dopo i festeggiamenti del Belleteyn il bardo non si trova più. Il ritrovamento del suo liuto nei pressi di un molo rende immediatamente la situazione sospetta.

Da qui parte un’indagine che sembra voler recuperare uno degli aspetti migliori di The Witcher 3. Seguire le tracce, parlare con gli abitanti e ricostruire versioni contrastanti degli stessi eventi permette a Geralt di muoversi tra piste diverse.

Il mistero non riguarda soltanto il luogo in cui si trova Ranuncolo. Le informazioni raccolte portano anche verso le bugie che il bardo ha raccontato alla propria famiglia e verso una serie di segreti che sembrano collegare il suo passato alla storia più oscura della regione.

Questa scelta può dare maggiore peso anche alle fasi investigative. Geralt non deve soltanto seguire impronte o utilizzare i sensi da witcher, ma capire quali testimonianze siano affidabili e quali persone stiano cercando di nascondere qualcosa. Il tono può quindi oscillare tra ironia e inquietudine senza perdere coerenza, sfruttando Ranuncolo come punto di contatto tra il lato più leggero della saga e quello decisamente più oscuro che emerge dal folklore di Letten.

Lilla porta un punto di vista diverso accanto a Geralt

Durante la ricerca entra in scena Lilla, cugina di Ranuncolo e nuova compagna di viaggio per una parte dell’avventura. Il personaggio viene presentato come energico, curioso e molto meno intimorito da Geralt rispetto alla maggior parte delle persone che incontra lo Strigo.

La dinamica tra i due può funzionare proprio grazie alla distanza che li separa. Geralt ha alle spalle una vita di mostri, guerre e decisioni impossibili. Lilla conosce molte delle sue imprese attraverso i racconti del cugino e guarda quel mondo con un entusiasmo che inevitabilmente si scontra con il pragmatismo dello Strigo.

Inoltre, la sua conoscenza delle leggende e delle tradizioni locali la rende utile all’indagine. Non è quindi soltanto una presenza narrativa, ma un personaggio capace di collegare Geralt a un territorio che per lui è completamente nuovo.

Lilla con una lanterna in The Witcher 3 Songs of the Past nelle notizie Top Games

Humbert de Lettenhove è il cuore oscuro del mistero

Tra le storie che circolano a Letten emerge quella di Humbert de Lettenhove, un antenato di Ranuncolo ricordato come il Conte Pazzo. La leggenda racconta di un amore impossibile per una strega chiamata Naghag, uccisa brutalmente dagli abitanti.

La reazione di Humbert sarebbe stata altrettanto violenta. Secondo la storia, il conte avrebbe massacrato i responsabili e gettato i loro corpi in un antico pozzo nel bosco. Da quel luogo sarebbe nato il Giardino delle Spine.

Come sempre accade nelle migliori storie di The Witcher, la versione tramandata dagli abitanti potrebbe non raccontare tutta la verità. Geralt dovrà quindi capire se Humbert fosse davvero impazzito, se la maledizione abbia origini differenti o se dietro la leggenda si nasconda qualcosa di ancora più complesso.

Il Giardino delle Spine trasforma la natura in una minaccia

Il Giardino delle Spine sembra essere uno degli ambienti più caratteristici dell’espansione. Appena Geralt e Lilla si avvicinano alla zona, il paesaggio cambia. La luce diminuisce, i suoni diventano più inquietanti e la vegetazione assume un aspetto sempre meno naturale.

Le piante non sono soltanto parte dello scenario. Alcune sembrano nutrirsi direttamente della linfa vitale delle creature che riescono a intrappolare. Carcasse avvolte dai rovi e radici capaci di reagire alla presenza di Geralt trasformano l’area in un luogo nel quale anche il terreno può diventare pericoloso.

Geralt ne Giardino delle Spine. The Withcer 3 Song of the past.

L’idea più interessante è che l’esplorazione non dovrebbe ridursi a una serie di combattimenti. Il design verticale e labirintico costringe a osservare l’ambiente, individuare passaggi e fare attenzione alle trappole naturali.

Il folklore torna a essere parte del level design

The Witcher ha sempre funzionato meglio quando mostri, folklore e ambiente raccontano la stessa storia. Il Giardino delle Spine sembra seguire esattamente questa direzione.

Le radici che cercano di immobilizzare Geralt, i pollini capaci di alterare la percezione e le creature che hanno adattato il proprio comportamento alla zona costruiscono un ecosistema ostile ma coerente.

In questo modo il folklore di Letten non rimane confinato nei dialoghi o nei libri sparsi per il mondo. Diventa qualcosa con cui dobbiamo interagire direttamente, trasformando la storia della regione in una vera meccanica di gioco.

Il combattimento di Geralt cambia volto

Songs of the Past e la versione Remastered introducono diversi interventi al combattimento. L’obiettivo sembra essere quello di rendere Geralt più reattivo senza trasformare completamente il sistema che conosciamo.

Le schivate diventano più immediate, la mira manuale per gli strumenti a distanza viene rivista e le esecuzioni acquistano maggiore varietà. Anche le animazioni sembrano puntare su una risposta più rapida ai comandi, un elemento importante soprattutto dopo tanti anni di evoluzione degli action RPG.

La modifica più sostanziale riguarda però la costruzione delle build. Il nuovo albero delle abilità punta meno sui semplici bonus numerici e più su talenti capaci di influenzare concretamente lo stile di combattimento.

Geralt combatte una creatura in The Witcher 3 Songs of the Past nelle notizie Top Games

La catena con rampino introduce nuove possibilità tattiche

La novità più evidente nell’equipaggiamento di Geralt è la catena con rampino. Non è soltanto uno strumento utile per raggiungere alcune zone, ma una vera arma tattica.

Geralt può utilizzarla per agganciare un nemico lontano, trascinarlo verso di sé e interrompere la formazione di un gruppo. Contro creature più grandi può invece colpire parti specifiche del corpo, limitando alcuni movimenti e creando nuove finestre per attaccare.

Questo sistema cambia soprattutto la gestione degli scontri con più avversari. Invece di aspettare che tutti entrino nel raggio della spada, possiamo decidere quale nemico isolare e in quale momento farlo.

Se verrà integrata bene con Segni, bombe e pozioni, la catena potrebbe diventare una delle aggiunte più significative al combattimento di Geralt.

La cosa importante sarà evitare che diventi una soluzione universale. Il sistema di The Witcher funziona meglio quando ogni strumento ha una funzione precisa e ci costringe a cambiare approccio. Se la catena servirà soprattutto per controllare la distanza, interrompere determinati attacchi o creare aperture contro nemici specifici, potrà aggiungere profondità senza rendere inutili le altre opzioni. È proprio questa complementarità a determinare quanto una nuova meccanica riesca davvero a migliorare un sistema già conosciuto.

Lo Swarmion obbliga a studiare il nemico prima di colpire

Tra le nuove creature, lo Swarmion è quella che sembra voler mettere maggiormente alla prova il nuovo sistema. Si tratta di un essere umanoide che vive in simbiosi con uno sciame di insetti aggressivi.

Lo sciame funziona sia come protezione sia come arma a distanza. Avvicinarsi senza preparazione può quindi diventare molto pericoloso. La catena permette invece di trascinare la creatura lontano dagli insetti e creare un breve momento nel quale attaccare.

Geralt affronta lo Swarmion in The Witcher 3 Songs of the Past

Accanto allo Swarmion compaiono anche piante carnivore e centopiedi corazzati capaci di muoversi sotto il terreno. L’idea sembra chiara: riportare al centro dello scontro la preparazione del witcher.

Oli, pozioni e conoscenza del bestiario devono tornare ad avere un peso reale. Non basta attaccare più velocemente, bisogna capire cosa stiamo affrontando e scegliere gli strumenti corretti.

La Remastered vuole aggiornare The Witcher 3 senza snaturarlo

In attesa di Songs of the Past, la versione Remastered del gioco base punta ad aggiornare l’esperienza anche dal punto di vista tecnico. Non si tratta soltanto di aumentare la risoluzione o migliorare qualche texture.

Gli asset ambientali vengono rielaborati più in profondità, con una vegetazione più densa e materiali più dettagliati. Volti, armature e superfici dovrebbero beneficiare di una definizione maggiore, mentre l’illuminazione viene completamente rivista.

L’obiettivo è evidente: rendere The Witcher 3 più vicino agli standard tecnici moderni senza cancellare l’identità visiva costruita dal gioco originale.

Geralt osserva il paesaggio nella Remastered di The Witcher 3 nelle notizie Top Games

Ray Tracing e illuminazione cambiano il volto degli ambienti

Il Ray Tracing non viene utilizzato soltanto per i riflessi. L’intervento riguarda soprattutto l’illuminazione globale, le ombre dinamiche e l’occlusione ambientale.

In luoghi come Toussaint questo può cambiare sensibilmente la percezione del paesaggio, soprattutto durante l’alba e il tramonto. Nelle caverne, invece, una gestione più realistica della luce può rendere gli ambienti ancora più opprimenti.

Anche l’acqua riceve miglioramenti. Laghi, fiumi e superfici bagnate reagiscono in modo più credibile alla luce e al movimento. Sono dettagli che non modificano la struttura del gioco, ma possono rendere più convincente un mondo che continua a essere uno dei grandi punti di forza di Wild Hunt.

Il nuovo albero delle abilità punta su build più personali

La Remastered interviene anche sulla progressione. Il vecchio albero delle abilità viene riorganizzato per offrire una maggiore libertà nella costruzione del personaggio.

Le scelte dovrebbero influenzare in modo più evidente il modo in cui affrontiamo gli scontri. Chi preferisce velocità e contrattacchi può specializzarsi in quella direzione, mentre chi vuole puntare su forza, resistenza o Segni avrà percorsi differenti.

Un ruolo importante sarà occupato anche dai mutageni speciali. Alcuni potranno attivarsi soltanto in determinate condizioni, creando effetti temporanei legati alla tossicità, al meteo o ad altri elementi del combattimento.

Questa struttura incentiva la sperimentazione e rende più interessante tornare su un personaggio che molti giocatori conoscono ormai quasi a memoria.

Rivedere la progressione ha senso soprattutto in un’espansione che arriva così tanto tempo dopo il gioco originale. Molti di noi hanno già completato Wild Hunt più volte e conoscono le combinazioni più efficaci. Offrire nuove sinergie può quindi restituire quella curiosità che normalmente accompagna le prime ore di un grande RPG. Non significa cambiare Geralt da zero, ma darci motivi reali per rimettere mano alla build e provare soluzioni che nel gioco originale non avremmo mai preso in considerazione.

Songs of the Past potrebbe preparare il terreno per The Witcher 4

Il ritorno di Geralt porta inevitabilmente a una domanda. Songs of the Past sarà soltanto un’altra storia dedicata allo Strigo oppure avrà un ruolo nel futuro della saga?

Il materiale presentato lascia spazio a diverse interpretazioni. Si parla di nuove scuole di witcher, di territori ancora poco esplorati e di minacce che potrebbero avere conseguenze oltre i confini di Letten.

È naturale pensare a un possibile collegamento con The Witcher 4, soprattutto considerando la posizione temporale dell’espansione. Tuttavia, finché non avremo conferme più precise, è meglio distinguere le ipotesi dagli elementi realmente mostrati.

Il passaggio di testimone resta la domanda più interessante

Geralt non ha bisogno di un’altra conclusione forzata. Blood and Wine gli aveva già regalato una chiusura molto efficace. Proprio per questo Songs of the Past può funzionare meglio se utilizza il personaggio come ponte verso qualcosa di nuovo invece di provare a cancellare ciò che era stato costruito.

Se alcune scelte o alcuni personaggi dell’espansione avranno conseguenze sul futuro della serie, il ritorno di Geralt acquisterà un significato ancora maggiore.

Per il momento possiamo soltanto osservare gli indizi. Ma l’idea di collegare una nuova avventura dello Strigo alla prossima fase dell’universo di The Witcher rende Songs of the Past ancora più interessante.

Geralt torna sulla Via e noi siamo pronti a seguirlo!

Songs of the Past ha davanti a sé una sfida complicata. Deve riportarci in uno dei giochi di ruolo più amati degli ultimi anni senza vivere soltanto della sua fama. Letten, la storia di Ranuncolo, il Giardino delle Spine e le modifiche al combattimento rappresentano però una base decisamente promettente.

Il ritorno di Geralt può funzionare proprio perché non sembra limitarsi a una celebrazione del passato. L’espansione prova ad aggiungere nuovi sistemi, approfondire personaggi conosciuti e costruire un territorio con una propria identità.

Ora vogliamo sapere cosa ne pensate voi. La catena con rampino vi convince oppure preferite il combattimento più tradizionale? Vi incuriosisce di più il mistero legato a Ranuncolo o la possibilità che Songs of the Past possa aprire la strada al futuro della saga?

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