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Riassunto
Wild Horse Nine arriva al cinema in Italia giovedì 5 novembre 2026. Il nuovo film scritto e diretto da Martin McDonagh segue due agenti della CIA mandati da Santiago all’Isola di Pasqua mentre il Cile si avvicina al golpe del 1973. John Malkovich interpreta Chris, il ruolo con cui ha vinto la Coppa Volpi alla Mostra di Venezia, e Sam Rockwell è Lee, il suo compagno di lavoro. Il punto di partenza è un incarico assegnato dall’alto, ma la domanda che rende intrigante la premessa è più personale. Quanto puoi fidarti di qualcuno con cui hai lavorato per anni, se quel lavoro ti ha abituato a tenere per te le cose importanti?
L’uscita italiana, con The Walt Disney Company Italia e Searchlight Pictures, arriva due mesi dopo la presentazione veneziana. Il film dura 118 minuti e mette insieme un cast che comprende anche Steve Buscemi, Mariana Di Girolamo, Ailín Salas, Tom Waits e Parker Posey. Se cerchi un’idea di cosa aspettarti prima di scegliere uno spettacolo, bastano il luogo, il momento storico e il rapporto tra i due agenti. La trama ufficiale dà già abbastanza materiale per orientarsi senza anticipare come va a finire.
Wild Horse Nine parte da Santiago alla vigilia del golpe
Chris e Lee lavorano insieme da tempo. Il loro capo, MJ, interpretato da Steve Buscemi, li spedisce da Santiago a Rapa Nui, l’isola del Pacifico nota anche come Isola di Pasqua. Il viaggio sposta il centro della vicenda lontano dalla capitale, ma si porta dietro il peso delle decisioni prese lì. È una scelta di ambientazione che rende interessante persino la distanza. A Santiago i due rispondono a una gerarchia, mentre sull’isola devono muoversi in un contesto dove i legami tra le persone diventano più importanti di quanto lasci intendere un ordine di servizio.
Il riferimento al 1973 serve a collocare questa storia in un momento preciso. La prospettiva del golpe fa capire quanto siano grandi gli interessi che circondano l’incarico e quanto poco spazio ci sia per improvvisare senza conseguenze. Allo stesso tempo, la premessa invita a seguire Chris e Lee soprattutto come personaggi. La cornice storica dà un peso alle loro scelte e lascia spazio a un racconto di finzione che si gioca su quello che i due uomini si raccontano e su quello che preferiscono tacersi.
La presenza di MJ aggiunge un terzo punto a questo rapporto. È lui che dispone il trasferimento e stabilisce il punto di partenza, mentre saranno Chris e Lee a dover affrontare ciò che li aspetta. Da qui viene una delle idee più interessanti del film sulla carta. Per capire la missione conta osservare chi può decidere a distanza e chi, una volta arrivato, deve assumersi il rischio di quelle decisioni.

Due vecchi compagni e due incontri che cambiano il viaggio
Secondo la sinossi, mentre i due agenti fanno i conti con il loro passato e con gli intrighi del presente, Chris stringe un legame con due studentesse ribelli. È il particolare che impedisce di ridurre l’isola a uno scenario suggestivo. Il viaggio lo mette davanti a persone che hanno una prospettiva diversa dalla sua e che possono cambiare il modo in cui guarda a ciò che sta facendo. Anche per Lee questo incontro conta. Quando il tuo compagno di lavoro comincia a farsi domande nuove, l’intesa che davi per scontata può diventare la parte più delicata della missione.
Chi segue McDonagh può riconoscere un interesse per le relazioni incrinate. In Gli spiriti dell’isola la frattura tra due amici bastava a cambiare l’equilibrio di una comunità. Qui la coppia ha un’altra storia e un altro mestiere, con la politica internazionale sullo sfondo. Il parallelo più curioso sta nel modo in cui la familiarità complica le cose. Chris e Lee condividono abbastanza passato da conoscere le debolezze l’uno dell’altro, il che può aiutarli a capirsi oppure dare loro strumenti molto precisi per ferirsi.
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Sulla carta il contrasto di tono nasce proprio da questa vicinanza. Da una parte ci sono la tensione di un incarico segreto e il rischio politico. Dall’altra c’è lo spazio per l’umorismo nero, che Searchlight indica tra le caratteristiche del film. Immaginare due uomini abituati a lavorare insieme alle prese con una conversazione che nessuno dei due vorrebbe cominciare fa capire come possano convivere i due registri. La battuta può alleggerire un momento e, subito dopo, rendere ancora più scomoda la domanda che resta sospesa.
La Coppa Volpi di John Malkovich e il lavoro del cast
Il film è stato presentato in concorso alla Mostra di Venezia il 3 settembre. Il 12 settembre la giuria ha assegnato a John Malkovich la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile per il ruolo di Chris. La notizia conta anche adesso che il film raggiunge le sale. In un cast pieno di nomi riconoscibili, il premio invita a guardare il personaggio attorno al quale cambia l’equilibrio del viaggio. Chris parte con un collega che conosce e finisce per creare nuovi legami. È una posizione che richiede di far intuire allo spettatore quanto possono cambiare le priorità di un uomo senza spiegargliele a ogni scena.
Per Rockwell è un ritorno al lavoro con McDonagh dopo Tre manifesti a Ebbing Missouri. Qui la curiosità è vedere come il suo Lee risponda al Chris di Malkovich, visto che il rapporto tra loro viene presentato già con una lunga storia alle spalle. Anche dietro la macchina da presa ci sono nomi che aiutano a inquadrare il progetto. La fotografia è di Ben Davis, il montaggio di Mikkel E. G. Nielsen e la musica di Carter Burwell. Sono crediti da tenere a mente in un film che alterna il peso di ciò che i personaggi sanno e il fascino di un paesaggio che li mette fuori dal loro ambiente abituale.

Una missione che vale il viaggio fino a Rapa Nui
Dal 5 novembre il pubblico italiano può vedere in sala il film e farsi un’idea di quanto il luogo, il periodo storico e il rapporto tra Chris e Lee riescano a stare insieme. Il dettaglio che incuriosisce di più è la direzione del viaggio. Due agenti lasciano la capitale per un’isola remota e proprio lì incontrano persone capaci di mettere in discussione le loro certezze. È una buona premessa per entrare in sala con una domanda e lasciare al film il tempo di rispondere.
Tu cosa vorresti ritrovare in Wild Horse Nine, la tensione di una missione che si complica o l’umorismo nero di McDonagh? Per seguire le prossime uscite puoi leggere gli articoli sul sito e seguire il canale YouTube Top Games.










