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Hope di Na Hong Jin porta la caccia di Hope Harbor al cinema

Un villaggio portuale si mette sulle tracce di una creatura che nessuno sa spiegare

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Hope di Na Hong-jin arriva nelle sale italiane il 5 novembre con MUBI. Il regista sudcoreano di The Wailing torna con una storia che inizia in un piccolo villaggio portuale e cresce fino a coinvolgere una minaccia che i suoi abitanti non sanno interpretare. In concorso a Cannes nel 2026, il film mette insieme lโ€™indagine di due poliziotti, una spedizione di cacciatori e il panico di una comunitร  che deve decidere come difendersi. รˆ il genere di premessa che conviene conoscere a grandi linee. Una parte del divertimento, sulla carta, sta proprio nello scoprire quanto lontano possa portare il primo allarme.

Il punto di partenza รจ Hope Harbor. Il capo del posto di polizia Bum-seok, interpretato da Hwang Jung-min, e lโ€™agente Sung-ae, interpretata da Hoyeon, devono affrontare una creatura che ha giร  seminato il caos. La ricerca coinvolge anche Sung-ki, il personaggio di Zo In-sung, e chi conosce i boschi attorno al paese. In quella situazione, sapere come muoversi sul territorio sembra un vantaggio. Il problema รจ che la familiaritร  con il luogo dice poco su ciรฒ che lo attraversa. Quello scarto fra la sicurezza di chi conosce ogni strada e lโ€™incertezza su cosa vi stia accadendo รจ il motore della storia.

Quando arriva qualcosa che nessuno sa spiegare, quanto dipende dalla minaccia in sรฉ e quanto da quello che le persone pensano di aver capito
Generato con l'IA

Hope di Na Hong Jin parte da una caccia nel villaggio

La polizia, i cacciatori e gli abitanti hanno motivi diversi per agire. Chi porta un distintivo deve capire che cosa sta succedendo e proteggere le persone. Chi sa orientarsi nei boschi puรฒ pensare di avere gli strumenti giusti per seguire le tracce. Chi vive in paese vuole semplicemente sapere se puรฒ ancora sentirsi al sicuro a casa. La stessa informazione, passata da una persona allโ€™altra, puรฒ quindi produrre decisioni molto diverse. In un racconto di questo tipo รจ facile immaginare quanto contino le cose date per scontate, soprattutto quando non cโ€™รจ tempo di fermarsi a confrontare le versioni.

La scelta di ambientare la vicenda in un centro isolato aiuta a dare peso a quelle decisioni. Una strada, un posto di polizia o lโ€™imbocco del bosco sono luoghi con una funzione precisa per chi abita lรฌ. Quando diventano pericolosi, cambia anche il modo in cui le persone si muovono e si cercano. รˆ una delle idee piรน promettenti del film. Il paesaggio ha una geografia concreta, fatta di distanze e ostacoli, e il pericolo costringe tutti a ripensarla. Un percorso che in un giorno qualunque si farebbe senza pensarci puรฒ diventare il tratto piรน difficile da attraversare.

Na Hong-jin conosce bene le storie in cui unโ€™indagine cambia forma mentre va avanti. The Chaser e The Yellow Sea lo hanno fatto conoscere per lโ€™energia con cui mette in moto i personaggi. In The Wailing unโ€™indagine in un villaggio diventava via via piรน difficile da leggere per chi pensava di avere giร  capito cosa cercare. Hope riprende la tensione fra ciรฒ che i personaggi vedono e ciรฒ che riescono a spiegare, dentro un film che concede molto spazio allโ€™azione. Anche nei materiali promozionali basta unโ€™inquadratura con un cavallo e unโ€™auto della polizia lanciati sulla stessa strada per capire quanto poco convenzionali possano diventare gli inseguimenti.

Un cavallo al galoppo accanto a unโ€™auto della polizia in una scena di Hope di Na Hong Jin

Il pericolo cambia faccia quando cambia il punto di vista

Hwang Jung-min aveva giร  lavorato con Na Hong-jin in The Wailing. Qui al suo fianco cโ€™รจ Hoyeon, che il pubblico internazionale ha conosciuto con Squid Game, in un ruolo che la porta sul fronte dellโ€™emergenza fin dallโ€™inizio. Zo In-sung aggiunge alla storia il versante della ricerca nei boschi. La divisione del racconto fra personaggi che operano in luoghi diversi crea una possibilitร  interessante. Ciascuno puรฒ vedere qualcosa che agli altri sfugge e arrivare a una conclusione sulla base di un pezzo soltanto. Quando i punti di vista si incrociano, perfino una scelta fatta per proteggere qualcuno puรฒ apparire sotto una luce diversa.

Nel cast figurano anche Michael Fassbender, Alicia Vikander, Taylor Russell e Cameron Britton. Sono nomi che hanno accompagnato il film fin dalla presentazione internazionale, ma per avvicinarsi alla storia vale la pena partire dai tre personaggi coreani. Sono loro a dare un volto al villaggio e a farci capire quale equilibrio venga messo in crisi. I crediti raccontano anche un incrocio interessante dietro la macchina da presa. La fotografia รจ di Hong Kyung-pyo, mentre la musica รจ firmata da Michael Abels. In un film che passa dalla ricerca di tracce a un confronto su scala piรน ampia, immagine e suono hanno il compito di far percepire quel cambio di dimensioni.

Per chi aspettava di vederlo in Italia, il passaggio concreto รจ dunque lโ€™uscita del 5 novembre. MUBI lo distribuisce al cinema, dopo le anteprime che hanno preceduto la data nazionale. Il debutto in sala dร  finalmente al pubblico italiano unโ€™occasione per incontrare il film nello stesso formato per cui sono stati pensati i suoi spazi piรน ampi. In un inseguimento conta anche quello che riesci a cogliere ai lati dellโ€™inquadratura. Un movimento sulla strada, la distanza fra due figure o il modo in cui un veicolo entra nella scena possono suggerire un pericolo prima ancora che i protagonisti abbiano il tempo di voltarsi.

Resta la domanda che rende la premessa piรน curiosa di una semplice caccia. Quando arriva qualcosa che nessuno sa spiegare, quanto dipende dalla minaccia in sรฉ e quanto da quello che le persone pensano di aver capito? Il regista ha legato il film proprio ai fraintendimenti e allo scontro fra prospettive. รˆ unโ€™idea che si adatta bene al villaggio di Hope Harbor, dove ogni gruppo parte con un obiettivo diverso e tutti devono prendere decisioni sulla base di informazioni parziali. Per arrivare in sala con la curiositร  intatta puรฒ bastare questo, insieme allโ€™immagine di una comunitร  costretta a rimettere in discussione ciรฒ che credeva di conoscere.

Il titolo coincide con il nome del paese e con la parola inglese per speranza. Il doppio senso acquista peso giร  nella premessa. Per gli abitanti difendere Hope significa difendere un luogo concreto, con volti conosciuti e abitudini che tengono insieme le giornate. Per chi arriva al film dallโ€™esterno, invece, il nome apre una domanda su quanta fiducia possa sopravvivere quando anche le persone dalla stessa parte faticano a capire che cosa stanno guardando.

Di Hope di Na Hong-jin vi incuriosisce di piรน la caccia attorno al villaggio o il modo in cui il film cambia prospettiva? Per le prossime uscite seguite gli articoli sul sito e il canale YouTube Top Games.

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