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Riassunto
Un trasloco può mandare all’aria la giornata anche quando tutto va come previsto. Per Gabby e Sebastian cambia la città, cambia la casa e, a un certo punto, arriva anche un gatto che ha il compito di tirarli su di morale. È la premessa de Il Gatto col Cappello, nelle sale italiane dal 5 novembre 2026 con Warner Bros. Pictures. Nella versione italiana Stefano Fresi dà voce al Gatto e Herbert Ballerina interpreta Waffle. Negli Stati Uniti e in Canada il film esce il 6 novembre.
Il personaggio viene dal libro illustrato di Dr. Seuss pubblicato nel 1957. In questa versione animata entra in scena con un incarico preciso e qualcosa da perdere. Se la missione va storta, rischia di dover rinunciare proprio al cappello che lo rende riconoscibile. La regia è di Erica Rivinoja e Alessandro Carloni, che firmano anche la sceneggiatura, mentre la storia è di Caroline Williams. Per Warner Bros. Pictures Animation è il primo lungometraggio del nuovo studio.
Un trasloco e un gatto con un incarico
Gabby e Sebastian sono fratelli. Quando la famiglia si trasferisce, devono fare i conti con un posto in cui tutto è ancora da imparare. Anche le piccole abitudini che sembravano scontate, come sapere dove si trova qualcosa o chi si può chiamare per uscire, cambiano insieme all’indirizzo. L’idea di far arrivare il Gatto in quel momento ha senso proprio perché i due vorrebbero ritrovare un po’ di familiarità. Lui, a giudicare da come Warner presenta il personaggio, tende a risolvere qualunque problema facendo succedere ancora più cose.
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Il Gatto lavora per un’organizzazione dal nome volutamente lungo, l’Istituto per l’Istituzione dell’Immaginazione e dell’Ispirazione. La sigla I.I.I.I. compare nella sinossi italiana e introduce una delle aggiunte più evidenti del film. Dietro la visita c’è un incarico, con qualcuno che glielo ha assegnato e con conseguenze se esagera. Il suo modo di aiutare i bambini passa per un viaggio fantastico, e il cappello magico finisce al centro della posta in gioco. La situazione ha già qualcosa di comico prima ancora che inizi il viaggio. La persona incaricata di rimettere un po’ d’ordine nella vita dei due fratelli è quella a cui riesce più naturale mettere tutto sottosopra.
Nella versione originale il Gatto ha la voce di Bill Hader, che figura anche tra i produttori esecutivi. Nel cast vocale inglese Warner cita, fra gli altri, Xochitl Gomez, Quinta Brunson, Matt Berry e America Ferrera. Il dato che riguarda direttamente chi va al cinema in Italia è il doppiaggio di Fresi e Herbert Ballerina. Warner associa chiaramente i due nomi a personaggi diversi, il Gatto e Waffle. È una distinzione utile se avete incrociato il trailer in inglese e poi avete cercato il film nella programmazione della vostra città.
Per un personaggio nato in un libro in rima, la voce ha parecchio lavoro da fare. Una battuta può stare tutta nell’attesa fra due parole, e un cambio di ritmo può far intuire ai bambini che qualcosa sta per succedere prima ancora che lo mostri il disegno. Al cinema quel ritmo passa anche per il montaggio di Dan Molina e per la musica di Lorne Balfe, accreditati dal distributore. La curiosità sta nel sentire come quella parlantina si lega ai movimenti di un protagonista sempre pronto a passare all’idea successiva, magari mentre gli altri stanno ancora cercando di capire la prima.
C’è anche un dettaglio interessante nei crediti. L’italiano Alessandro Carloni condivide la regia con Erica Rivinoja e i due hanno scritto insieme il copione. La storia di Caroline Williams parte dal personaggio del libro e gli costruisce attorno un incarico abbastanza grande da reggere un lungometraggio. Il cappello diventa così anche il modo più semplice per capire che cosa il Gatto teme di perdere, mentre i bambini cercano di trovare il loro posto in città.

Dal libro illustrato al mondo dietro il cappello
Il libro di Dr. Seuss era nato come lettura per l’infanzia con un vocabolario accessibile. Le ripetizioni e le rime permettevano di seguire una storia mentre il gatto faceva saltare la routine di una casa. L’immagine del cappello a righe diceva già molto prima di voltare pagina. Era grande, esagerata e abbastanza semplice da ricordare. Quella riconoscibilità aiuta a capire perché il titolo italiano abbia conservato proprio quell’oggetto come punto di riferimento, anche per chi si avvicina al personaggio dal film.
A cambiare è la quantità di storia che deve stare attorno a quell’immagine. Il trasloco dà ai due bambini un problema concreto già prima dell’arrivo del Gatto. L’istituto dà al Gatto una ragione per intervenire e gli impone una responsabilità. Il viaggio, poi, sposta la vicenda fuori dagli spazi quotidiani. Sono tre modi di allargare una premessa che sulla pagina poteva permettersi di andare dritta al primo pasticcio. Al cinema aiutano anche a dare a Gabby e Sebastian qualcosa da desiderare per conto loro, oltre alla possibilità di assistere ai numeri del loro ospite.
Chi ricorda il film con Mike Myers del 2003 ritroverà il personaggio in un progetto nuovo, realizzato in animazione. Qui la presentazione ufficiale mette in primo piano i due fratelli e il loro trasferimento. È un modo piuttosto immediato di dare un punto d’appoggio a chi conosce il Gatto solo di nome. Il problema di partenza si capisce anche senza aver letto il libro o visto il film precedente. Prima arriva una scatola da disfare, poi si presenta qualcuno capace di fare sembrare il trasloco la parte più tranquilla della giornata.
Il primo fine settimana del Gatto in sala
Per il primo fine settimana italiano, la data da tenere a mente è quella del 5 novembre. Il 6 che compare nei materiali in inglese si riferisce al debutto nordamericano. Per orari e versione proiettata conta il programma della singola sala. Il film porta con sé una domanda che resta interessante anche una volta tolto il cappello al protagonista. Quanto scompiglio serve davvero per distrarre qualcuno da un cambiamento che gli pesa? Gabby e Sebastian partono da una nuova casa e si ritrovano a doverlo scoprire insieme.
Voi siete curiosi di sentire Stefano Fresi nei panni del Gatto o di vedere come il film amplia la storia di Dr. Seuss? Continuate a seguirci con gli articoli sul sito e sul canale YouTube Top Games.









