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Riassunto
Amici di Top Games Italia, tenetevi forte perché quello che è successo ai The Game Awards 2025 ha fatto tremare le fondamenta del Microsoft Theater e, molto probabilmente, anche le vostre coronarie se siete fan di vecchia data della saga survival horror per eccellenza. Era il segreto di Pulcinella, diciamocelo chiaramente.
Le voci correvano nei corridoi del web come un Licker sul soffitto della stazione di polizia, ma vederlo lì, nero su bianco (o meglio, pixel su schermo), ha tutto un altro sapore. Capcom ha finalmente calato l’asso, e che asso: Resident Evil Requiem è realtà e non si limiterà a introdurre facce nuove. Preparate munizioni e erbe verdi, perché si torna a casa. Ma non una casa qualsiasi: stiamo parlando di Raccoon City. E non saremo soli.
Se pensavate che il futuro della serie fosse un salto nel buio totale, vi sbagliavate di grosso. Capcom ha deciso di giocare sporco, colpendo dritto al cuore della nostalgia ma con una mano tesa verso l’innovazione.
Mettetevi comodi, prendete un caffè (o un drink al bar di Barry Burton, se preferite), perché abbiamo una montagna di informazioni da analizzare. Qui non si parla solo di trailer, ma di gameplay, trama, personaggi, edizioni speciali e persino di… macchine di lusso? Sì, avete letto bene. Ecco tutto, ma proprio tutto, quello che dovete sapere sul prossimo incubo targato Capcom.
Resident Evil Requiem il ritorno di Leon S. Kennedy
Partiamo subito con il botto, o meglio, con il ciuffo più famoso della storia dei videogiochi. La conferma che tutti aspettavamo è arrivata: Leon S. Kennedy sarà uno dei protagonisti giocabili di Resident Evil Requiem. E no, non stiamo parlando di un cameo glorificato alla Chris Redfield in Village, dove appariva giusto il tempo di confonderci le idee e sparare due colpi. Qui la faccenda è seria, strutturata e, lasciatecelo dire, incredibilmente promettente.
Capcom, tramite le parole del director Akifumi Nakanishi e del producer Masato Kumazawa ai microfoni di Automaton Japan, ha voluto mettere subito le cose in chiaro per evitare rivolte popolari con forconi e torce sotto la sede di Osaka. La struttura del gioco sarà divisa quasi perfettamente a metà. 50% Leon, 50% Grace. Un equilibrio zen che promette di soddisfare sia chi vuole spaccare teste con calci rotanti, sia chi preferisce farsela addosso dalla paura in un angolo buio.
Chi è il “nuovo” Leon S. Kennedy?
Dimenticate il poliziotto alle prime armi del 1998 e mettete da parte, anche se solo per un attimo, l’agente speciale super acrobatico del 2005. Il Leon che vedremo in Resident Evil Requiem è un uomo che ha visto l’inferno e ci ha costruito una casa vacanze. Nakanishi ha utilizzato un termine giapponese molto specifico per descriverlo: “Ikeoji”. Per chi non mastica lo slang del Sol Levante, stiamo parlando di un uomo maturo, affascinante, un “zio attraente” se vogliamo tradurlo letteralmente, ma con quell’aura di chi ne sa una più del diavolo.

Leon è invecchiato, ma come il buon vino. È un personaggio che porta sulle spalle il peso di decenni di orrori bioterroristici, ma che non ha perso il suo smalto. Gli sviluppatori hanno sottolineato come abbiano lavorato duramente per mantenere intatto il suo sarcasmo raffinato e quell’umorismo sottile che lo contraddistingue. È un uomo che non esita a sacrificarsi per gli altri, ma lo fa senza l’arroganza del supereroe. È stanco? Forse. È ancora letale? Assolutamente sì.
Il Gameplay di Leon: Azione Pura e Motoseghe
Se vi state chiedendo come si giocherà con Leon, la risposta è musica per le orecchie dei fan di Resident Evil 4. Le sezioni dedicate al nostro biondo preferito saranno incentrate sull’azione. Nakanishi ha confermato che la battaglia spingerà Leon al limite come mai prima d’ora. Avendo un’esperienza tattica e di combattimento enormemente superiore rispetto alla sua compagna di sventura, Leon potrà affrontare le minacce a viso aperto.
Si parla di calci volanti, di suplex (speriamo!), e di un approccio molto più fisico allo scontro. Il trailer mostrato ai TGA 2025 ci ha dato un assaggio di questa potenza: Leon non scappa, Leon risolve. È il veterano che entra nella stanza e tutti gli zombie, se avessero ancora un cervello funzionante, capirebbero che è arrivato il momento di fingersi morti davvero. È il gameplay che vi farà sentire potenti, ma mai al sicuro, perché Capcom ha promesso che la sfida sarà tarata verso l’alto proprio per bilanciare le sue capacità.
Grace Ashcroft: L’eredità di Outbreak
Dall’altra parte della barricata abbiamo Grace Ashcroft, la co-protagonista che avrà l’arduo compito di non sfigurare accanto a un mostro sacro come Kennedy. Ma Grace non è una novellina qualunque pescata dal mazzo. Il suo cognome dovrebbe far suonare più di un campanello d’allarme ai fan più hardcore, quelli che hanno consumato i dischi di Resident Evil Outbreak.
Grace è un’analista dell’FBI, ma soprattutto è la figlia di Alyssa Ashcroft, la giornalista investigativa che molti di noi hanno guidato nelle disperate fughe di Raccoon City nei titoli spin-off. La storia qui si fa profonda e tragica: Alyssa è scomparsa otto anni prima degli eventi del gioco (quindi intorno al 2018) proprio mentre indagava su nuove piste legate alla Umbrella. Grace arriva a Raccoon City non per caso, ma per chiudere un cerchio di sangue e misteri.

Il Gameplay di Grace: Terrore e Stealth
Se con Leon ci sentiamo Rambo, con Grace torneremo a sentirci delle prede. Gli sviluppatori hanno paragonato le sue sezioni a quelle di Resident Evil 2 Remake o, per certi versi, alle parti più tese di Resident Evil 7. Grace non è un soldato, non è un’agente delle forze speciali. È un’analista. Sa sparare? Probabilmente sì, è pur sempre nell’FBI, ma non ha la prontezza di riflessi o la forza bruta di Leon.
Questo significa che il gameplay con lei virerà pesantemente verso il survival horror classico. Munizioni contate, necessità di aggirare i nemici piuttosto che affrontarli, e una gestione delle risorse che vi farà sudare freddo. È qui che risiede il cuore pulsante della paura in Requiem. Grace è il nostro avatar vulnerabile, quello che ci ricorda che, nonostante tutto, siamo umani fragili in un mondo di mostri.
La dicotomia del Gameplay: L’effetto “Sauna”
Nakanishi ha usato una metafora geniale per descrivere l’alternanza tra le fasi di Leon e quelle di Grace: “È come tuffarsi in una vasca di acqua fredda dopo essere stati in una sauna calda”.
All’inizio, il team di sviluppo temeva che questo cambio di ritmo potesse disorientare i giocatori. Passare dall’adrenalina pura di Leon alla tensione strisciante di Grace potrebbe sembrare schizofrenico, ma è proprio questo contrasto che, secondo Capcom, darà al gioco un ritmo unico.
Guarda il nostro ultimo video
🔔 Iscriviti al canaleNon ci saranno campagne separate come nell’originale RE2. La storia è un flusso unico, un intreccio narrativo che ci sbalzerà da un punto di vista all’altro senza darci la possibilità di scegliere. Siete costretti a vivere entrambe le facce della medaglia: il potere e la paura. È una scelta coraggiosa che mira a tenere il giocatore sempre sulle spine, costringendolo a cambiare mentalità di gioco in corsa.

Raccoon City: Il ritorno dove tutto ebbe inizio
A trent’anni dal debutto della serie su PlayStation (era il 1996, come passa il tempo quando ci si diverte a scappare dagli zombie), Capcom ha deciso che era giunto il momento di tornare sul luogo del delitto. Raccoon City.
Ma non aspettatevi la città in fiamme del 1998. Resident Evil Requiem è ambientato nel 2026 (o comunque nel presente narrativo della serie). Sono passati decenni. La città è una cicatrice sulla faccia dell’America, un luogo spettrale dove il tempo sembra essersi fermato e, al contempo, aver accelerato il processo di decadimento.
Il decadimento atmosferico
Il trailer ci ha mostrato immagini che sono pura poesia macabra. Il cartello stradale “Welcome to Raccoon City” è ormai quasi illeggibile, corroso dalla ruggine e dall’abbandono. La stazione di polizia, l’iconico R.P.D., è ancora lì, ma è l’ombra di se stessa, segnata non solo dalla distruzione originale ma dall’inesorabile scorrere del tempo.
Il tema visivo del gioco sembra essere proprio questo: il decadimento. Non solo quello della carne putrescente dei non-morti, ma quello delle strutture, dei ricordi e delle istituzioni. Tornare in quei luoghi con una grafica di nuova generazione (ricordiamo che il gioco gira su RE Engine evoluto per PS5, Series X e Switch 2) sarà un colpo al cuore per chiunque abbia vissuto l’epoca d’oro dei 32 bit. È un’operazione nostalgia, certo, ma declinata in una versione “urbex” da incubo.
Il mistero del Wrenwood Hotel
Se la stazione di polizia è un luogo del cuore, il vero fulcro delle nuove indagini sembra essere il Wrenwood Hotel. È qui che le strade di Leon e Grace si incrociano. È un hotel abbandonato, lo stesso luogo dove, secondo le indagini, è morta Alyssa Ashcroft nel 2018.
Cosa ci fanno lì i nostri eroi? C’è un cadavere fresco e un agente di polizia scomparso. Per Leon, è una missione che richiama il dovere; per Grace, è una discesa personale negli inferi per scoprire la verità su sua madre. L’hotel si preannuncia come la classica location “alla Resident Evil”: corridoi stretti, stanze chiuse a chiave (preparatevi a cercare chiavi con simboli di fiori o semi di carte, scommettiamo?), e segreti nascosti dietro la carta da parati ammuffita.

Victor Gideon e il Progetto Elpis
Ogni grande Resident Evil ha bisogno di un cattivo degno di nota, e Requiem ci presenta il Dottor Victor Gideon. Ex affiliato della Umbrella Corporation (perché, diciamocelo, la Umbrella non muore mai veramente), Gideon sembra essere il burattinaio dietro questo nuovo orrore.
La trama ruota attorno a un misterioso piano chiamato “Elpis”. Nella mitologia greca, Elpis è la personificazione della speranza, l’ultima cosa rimasta nel vaso di Pandora. Ma conoscendo Capcom, questa “speranza” sarà probabilmente qualcosa di geneticamente modificato, pieno di tentacoli e con troppi occhi. Alyssa Ashcroft aveva scoperto un collegamento tra Gideon e lo sterminio della città, e per questo è stata messa a tacere. Ora, sembra che la chiave per attivare Elpis risieda proprio in Grace. Questo mette la ragazza al centro del mirino, trasformando la missione di Leon da semplice indagine a una disperata operazione di scorta e protezione.
Piattaforme, Data di Uscita e la Rivoluzione Switch 2
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Segnatevi questa data sul calendario, mettete una sveglia, tatuatevela sull’avambraccio: 27 febbraio 2026.
È il giorno in cui Resident Evil Requiem invaderà gli scaffali fisici e digitali di tutto il mondo. Ma la vera notizia bomba riguarda le piattaforme. Oltre alle ovvie PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC (via Steam ed Epic Games Store), il gioco arriverà al day one anche su Nintendo Switch 2.
Il supporto alla Next-Gen Nintendo
Questa è una conferma enorme. Non stiamo parlando di una versione Cloud zoppicante come visto in passato su Switch, ma di un titolo che gira nativamente sulla nuova console della Grande N. Capcom sta puntando fortissimo su questo hardware.
Per festeggiare l’evento, gli utenti Nintendo riceveranno un trattamento di favore che farà invidia ai possessori delle altre console:
Resident Evil Generation Pack: Un bundle esclusivo per Switch 2 che include Resident Evil 7 Gold Edition, Resident Evil Village Gold Edition e il nuovo Resident Evil Requiem. Tutto disponibile lo stesso giorno. Praticamente un’overdose di horror portatile.
Controller Pro Edizione Speciale: Un controller nero metallizzato con design ispirati al gioco. Un pezzo da collezione istantaneo.
Il primo Amiibo di Resident Evil: Ebbene sì, Grace Ashcroft diventerà una statuetta Amiibo (disponibile dall’estate 2026). I collezionisti sono già avvisati.
Il fatto che Requiem giri su Switch 2 suggerisce che il RE Engine è stato ulteriormente ottimizzato per essere scalabile come non mai, promettendo meraviglie tecniche anche su un hardware ibrido.

Collaborazioni Folli: Zombie, Fortnite e… Porsche?!
Qui entriamo nel territorio del bizzarro, quello che ci fa amare l’industria videoludica moderna. Capcom ha stretto accordi commerciali che spaziano dal “molto figo” al “completamente inaspettato”.
Leon guida con stile: La Porsche Cayenne Turbo GT
In un mondo devastato dalle armi biologiche, dove le risorse scarseggiano e la benzina dovrebbe essere oro colato, Leon S. Kennedy non si accontenta di una jeep militare scassata. No, signori. Capcom e Porsche hanno annunciato una collaborazione ufficiale. Nel gioco sarà presente una Porsche Cayenne Turbo GT unica nel suo genere, che fungerà da “auto di fiducia” per Leon.
Immaginate la scena: Raccoon City in rovina, zombie che barcollano, e Leon che sfreccia su un SUV di lusso tedesco da 600 cavalli. È talmente assurdo che fa il giro e diventa magnifico. Sarà interessante vedere come questa vettura verrà integrata nel gameplay. Ci saranno sezioni di guida? La useremo per investire orde di non-morti con classe? O sarà solo un glorioso mezzo per le cutscene? Qualunque sia la risposta, Leon ha decisamente buon gusto in fatto di motori.
Il marketing cross-mediale: Fortnite ed Epic Games
Non poteva mancare il battle royale più famoso del mondo. Per celebrare l’arrivo di Capcom sull’Epic Games Store, chi acquisterà il gioco su questa piattaforma riceverà oggetti esclusivi in Fortnite, tra cui la skin di Grace Ashcroft. Vedere Grace fare la “Floss dance” dopo aver sparato a un nemico in Fortnite potrebbe rompere l’immersione dell’horror, ma ehi, è il 2026, tutto è concesso.
Inoltre, Capcom ha promesso un Resident Evil Showcase all’inizio del 2026, poco prima del lancio, per approfondire ulteriormente il gioco. Preparate i popcorn, perché ci sarà ancora molto da vedere.
Edizioni e Pre-Order: Come svuotare il portafoglio
Se avete intenzione di comprare il gioco, Capcom vi offre diverse opzioni per spendere i vostri sudati risparmi.
Bonus Pre-Order
Chiunque preordini il gioco (su qualsiasi piattaforma) riceverà in omaggio il costume “Apocalypse” per Grace. Un tocco di stile post-apocalittico per iniziare l’avventura con il piede giusto.
Deluxe Edition
Per chi vuole di più, la Deluxe Edition è un pacchetto ricco di fan service, soprattutto per gli amanti di Leon. Include:
Costume “Resident Evil 4”: Il classico giubbotto da bomber che tutti amiamo.
Costume “Apocalypse” (per Leon): Per fare pendant con Grace.
Costume “Film Noir”: Per trasformare l’avventura in un giallo anni ’40 (speriamo con filtro bianco e nero opzionale come nel remake del 2).
Ciondolo per arma DSO: Un piccolo accessorio che farà la felicità dei feticisti dei dettagli.
Cosa significa tutto questo per Resident Evil Requiem?
Guardando il quadro completo, Resident Evil Requiem si configura come un capitolo di transizione fondamentale. Chiusa la parentesi della famiglia Winters (Ethan e Rose), Capcom doveva trovare un modo per unire il vecchio e il nuovo.
Riportare Leon è una mossa sicura, quasi “facile” dal punto di vista del marketing, ma accoppiarlo con un personaggio legato alla lore profonda come la figlia di Alyssa Ashcroft dimostra una volontà di premiare i fan più attenti. Non è un reboot, non è un semplice sequel action: è un ibrido.
La struttura 50/50, se bilanciata bene come promette Nakanishi, potrebbe risolvere l’eterno dilemma della serie: meglio l’action di RE4/5/6 o l’horror di RE1/2/7? La risposta di Requiem sembra essere: “Perché non entrambi?”. L’idea di dover cambiare approccio mentale a metà partita, passando dall’onnipotenza di Leon alla fragilità di Grace, è stimolante. Potrebbe creare un ritmo di gioco incalzante, dove i momenti di sollievo (quando torniamo nei panni di Leon) vengono subito smorzati dalla tensione (quando torniamo nei panni di Grace).
Inoltre, l’investimento su Switch 2 è un segnale fortissimo per il mercato. Capcom crede che la nuova console Nintendo possa gestire un’esperienza AAA senza compromessi eccessivi, e questo potrebbe aprire le porte a un futuro in cui la parità (o quasi) tra le piattaforme portatili e home console diventi realtà.
Conclusione: L’Hype è reale?
La risposta breve è: sì. La risposta lunga è: assolutamente sì, ma con cautela. Abbiamo visto trailer spettacolari in passato che si sono tradotti in giochi mediocri, ma il pedigree recente di Capcom (dai remake di RE2 e RE4 a Village) è impeccabile. Sembrano aver trovato la formula magica per rivitalizzare i loro brand.
Resident Evil Requiem ha tutte le carte in regola per essere un successo clamoroso: nostalgia, innovazione, personaggi amati, misteri intriganti e un comparto tecnico che promette scintille. Il 27 febbraio 2026 non è poi così lontano, ma l’attesa sarà straziante. Riuscirà Leon a salvare la situazione ancora una volta? Grace scoprirà la verità su sua madre senza farsi sbranare? E soprattutto, quanto costerà fare il pieno alla Porsche Cayenne in un mondo post-apocalittico?
Un grande ritorno per un grande gioco…
Queste sono le domande che ci terranno svegli la notte. E voi, siete pronti a tornare a Raccoon City? O preferite restare al sicuro sotto le coperte?
Vogliamo sapere la vostra! Cosa ne pensate del ritorno di Leon? Vi piace l’idea del doppio gameplay o avreste preferito un solo protagonista? E che ne dite della Porsche?! Scrivetecelo qui sotto nei commenti, siamo curiosissimi di leggere le vostre teorie più folli! Se l’articolo vi è piaciuto e volete rimanere aggiornati su ogni singolo sussurro riguardante Resident Evil Requiem, non dimenticate di iscrivervi al nostro canale YouTube di Top Games Italia, dove presto porteremo analisi video, reazioni e gameplay esclusivi. Cliccate sulla campanellina, lasciate un like e… ci vediamo a Raccoon City!










