Il cuore ti martella nelle orecchie, un tamburo impazzito che copre persino il ronzio metallico in lontananza. Ogni fruscio di foglie è un potenziale nemico, ogni ombra un’imboscata. Lo zaino pesa sulla schiena, non tanto per il suo contenuto, ma per il valore di ogni singolo pezzo di ferraglia che hai rischiato la pelle per raccogliere.
L’ascensore dell’estrazione è lì, a cinquanta metri che sembrano un chilometro. Un rumore sordo, un passo pesante. Non è il vento. Ti giri di scatto, il dito già sul grilletto, e ti chiedi se hai fatto la scelta giusta. Questo non è solo un gioco. Questo è l’elettrocardiogramma di un infarto annunciato. Questo è ARC Raiders.
Embark Studios, la congrega di veterani di DICE che ci ha già regalato il caos pirotecnico di The Finals, ha deciso di cambiare completamente registro. Ha preso il genere degli extraction shooter, lo ha spogliato di alcuni dei suoi orpelli più punitivi e lo ha rivestito di un’atmosfera opprimente e di un sound design che meriterebbe un Grammy.
Il risultato è un’esperienza che, sulla nostra fidata Xbox Series X, si è rivelata una delle dipendenze più sane e al contempo più logoranti degli ultimi anni. Allacciate le cinture, caricate le armi e soprattutto… tendete le orecchie. Stiamo per scendere in superficie.

ARC Raiders Recensione Xbox: L’Ansia Diventa la Tua Migliore Amica
Partiamo da un presupposto fondamentale, per mettere subito le cose in chiaro: cos’è esattamente un extraction shooter? Immaginate di entrare in un supermercato durante un’apocalisse zombie. L’obiettivo non è uccidere tutti i non-morti, ma riempire il carrello di beni preziosi (cibo in scatola, acqua, l’ultimo pacco di carta igienica) e riuscire a tornare alla cassa e poi a casa, senza farvi sgranocchiare. Se morite nel reparto surgelati, perdete tutto: carrello, dignità e forse un braccio.
ARC Raiders è questo, ma con robot assassini al posto degli zombie, altri sopravvissuti avidi come iene al posto degli altri clienti, e un’ambientazione post-apocalittica dalle tinte del nostro Sud Italia al posto del supermercato.
Sviluppato da Embark Studios, ARC Raiders è un titolo PvPvE (Player vs Player vs Environment) in terza persona che vi cala nei panni di un Raider, un sopravvissuto che dalla città sotterranea di Speranza si avventura in superficie per recuperare tutto ciò che può essere utile. Il problema? La superficie è il regno incontrastato degli ARC, entità robotiche di origine sconosciuta che vanno da piccoli droni ronzanti a colossi alti come palazzi. E, come se non bastasse, non siete soli.
Ogni mappa ospita altre squadre di giocatori, e non saprete mai se l’incontro si risolverà con una stretta di mano virtuale o con una raffica di proiettili alla schiena. Il gioco è disponibile su Xbox Series X|S, PC e PS5 ed è un titolo premium, una scelta coraggiosa in un mercato dominato dai free-to-play, che però si traduce in un’economia di gioco onesta e priva di meccaniche pay-to-win. La nostra lunga prova su Xbox Series X ci ha permesso di sviscerare un loop di gameplay che, una volta che ti ha preso, non ti molla più.
Benvenuti a Speranza… o Forse all’Inferno in Terra
Il vostro viaggio inizia e finisce sempre a Speranza, un hub sotterraneo che ricorda incredibilmente la Galleria Umberto I di Napoli. Questo non è un caso: l’ambientazione del gioco è palesemente ispirata a un’Italia meridionale fittizia, tra paesaggi brulli che evocano la Calabria e architetture che strizzano l’occhio alla Campania. È qui che gestirete il vostro bottino, accetterete missioni da PNG non troppo loquaci, modificherete il vostro equipaggiamento e darete da mangiare a Scartino, un gallo che, con il tempo, vi genererà risorse utili. Già, un gallo. Preparatevi.
Speranza è il vostro unico angolo di pace, il luogo dove la tensione si allenta e potete pianificare la prossima, inevitabile discesa nell’incubo. È un’introduzione intelligente a un mondo di gioco che vive di contrasti: la relativa sicurezza del sottosuolo contro la paranoia costante della superficie. È qui che capirete la regola numero uno di ARC Raiders: ogni oggetto ha un valore, e ogni uscita è una scommessa. Siete pronti a puntare tutto?

Il Piombo ha un Peso: Anatomia di uno Sparatutto Magistrale
Un gioco di questo genere vive o muore sulla qualità del suo shooting. E lasciatecelo dire, quello di ARC Raiders non solo vive, ma prospera e banchetta sui resti dei suoi concorrenti meno ispirati. Non aspettatevi il gunplay fulmineo di un Call of Duty o la fisica arcade di Fortnite. Qui, ogni arma ha un’anima, un peso specifico che si traduce in una sensazione di fisicità quasi tangibile.
Armi con un’Anima e un Rinculo Veritiero
Il team di Embark, composto in gran parte da ex-sviluppatori di Battlefield, ha riversato tutta la sua esperienza nel creare un sistema di fuoco che si posiziona in un perfetto equilibrio tra realismo e divertimento. Il rinculo non è un fastidio, è una caratteristica. Ogni proiettile sparato da un fucile d’assalto fa vibrare il controller, ogni colpo di fucile a pompa sembra quasi spingervi indietro, ogni proiettile di un DMR (Designated Marksman Rifle) che centra il bersaglio regala una soddisfazione viscerale.
Questa filosofia si estende a tutto l’arsenale. Le mitragliette (SMG) sono perfette per il panico a corto raggio, spruzzando proiettili in modo quasi incontrollabile se non si impara a gestire le raffiche. I fucili d’assalto (AR) sono i tuttofare, ma richiedono una gestione attenta del fuoco per essere efficaci sulla media distanza. Gli shotgun, beh, sono la soluzione definitiva a chi viola la vostra bolla di spazio personale, ma ricaricarli sotto pressione è un esercizio di puro terrore.
Le armi non sono semplici “puntamento e clic” sul controller o il mouse, sono strumenti che richiedono di essere capiti, padroneggiati. Sparare a vuoto non significa solo sprecare un proiettile, significa sprecare una risorsa preziosa, fare rumore inutile e, molto spesso, firmare la propria condanna a morte.
Modding che Conta Davvero, non Solo per Estetica
In molti giochi, il modding delle armi si riduce a un +5% di danni o un -3% di rinculo. Numeri su un foglio di calcolo che cambiano poco la sostanza. In ARC Raiders, le modifiche trasformano letteralmente il comportamento della vostra arma.
Un calcio tattico su un’SMG non è un vezzo estetico: la trasforma da una bestia imbizzarrita a uno strumento di precisione chirurgica sulle brevi-medie distanze.
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🔔 Iscriviti al canaleUn’ottica 4x su un DMR vi permette di controllare intere aree aperte, trasformandovi in un fantasma che dispensa morte da lontano.
Un silenziatore è forse l’oggetto più prezioso del gioco. Non vi rende invisibili, ma quel decimo di secondo di ritardo con cui i nemici (umani e non) capiscono da dove state sparando può fare la differenza tra un’estrazione pulita e una tomba improvvisata.
Il risultato è che la preparazione della run diventa essa stessa parte del gioco. Non state solo scegliendo un’arma, state scegliendo uno stile di gioco, una strategia. Entrerete leggeri con solo una pistola silenziata per un’incursione stealth? O vi caricherete come un mulo con un fucile pesante e munizioni perforanti per andare a caccia di ARC più grossi, accettando il rischio enorme che questo comporta? La scelta è vostra, e il gioco vi chiederà di pagarne le conseguenze.
Ogni Passo è una Scelta: Muoversi con la Testa, non solo con i Pollici
Se lo shooting è il cuore pulsante di ARC Raiders, il sistema di movimento ne è lo scheletro. Dimenticatevi scivolate infinite, wall-jump e movimenti da supereroe. Il vostro Raider è un essere umano in un mondo ostile, e si muove di conseguenza. Il movimento è deliberato, meccanico e incredibilmente tattico.
Ogni azione ha un costo, governato principalmente dalla barra della stamina e dal peso del vostro equipaggiamento. Uno scatto vi permette di coprire rapidamente una zona esposta, ma vi lascerà senza fiato e vulnerabili per qualche istante. Scavalcare un muro (vaulting) è un’animazione che vi espone al fuoco nemico per un secondo che sembrerà un’eternità. Persino sdraiarsi a terra va fatto con cognizione di causa: nel punto sbagliato, diventerete solo una sagoma più facile da colpire per un cecchino.
Questo approccio “pesante” ha due effetti straordinari sul gameplay:
Trasforma la mappa in un puzzle tattico. Non correrete più a testa bassa da un punto A a un punto B. Valuterete ogni copertura, ogni angolo cieco, ogni percorso alternativo. Attraversare una strada aperta non è un’azione banale, è una decisione che potrebbe costarvi tutto.
Valorizza la progressione del personaggio. Quando, attraverso l’albero delle abilità, sbloccherete un perk che aumenta la rigenerazione della stamina o riduce il costo di una schivata, la differenza sarà immediatamente percepibile. Non è un +2% a una statistica invisibile; è una sensazione fisica, la percezione di essere diventati più agili, più efficienti, più letali. È una progressione che si “sente” nel corpo del vostro avatar.
In squadra, questo sistema diventa ancora più profondo. Chi fa fuoco di copertura mentre il compagno attraversa la strada? Chi si arrampica su un tetto per fornire una visuale dall’alto? Il movimento non è più un’azione individuale, ma una coreografia di squadra dove un singolo passo falso può far crollare l’intero castello.

Sinfonia di un Mondo Morente: Direzione Artistica e Sound Design Divino
ARC Raiders è un gioco che va ascoltato prima ancora che visto. L’impatto visivo è solido, ma è il comparto audio a elevare l’esperienza a un livello superiore, trasformando ogni partita in un’opera di tensione psicologica.
Una Desolazione Familiare ma Efficace
Visivamente, il gioco non cerca di stupire con un fotorealismo spinto. La direzione artistica punta a una “post-apocalisse pulita”: rovine di cemento invase dalla vegetazione, complessi industriali abbandonati, autostrade crollate che si stagliano contro un cielo perennemente grigio. Non è nulla che non si sia già visto, ma la composizione delle scene è magistrale. Le mappe sono ampie, verticali e soprattutto leggibili. Ogni area è progettata per offrire opportunità tattiche, linee di tiro, percorsi di fuga e punti perfetti per un’imboscata.
Il vero fiore all’occhiello del design visivo sono però gli ARC. Ogni robot ha una silhouette unica e immediatamente riconoscibile, con punti deboli chiaramente visibili (spesso evidenziati da luci o colori specifici). Un piccolo drone da ricognizione è diverso da un’unità di assedio pesante, e il gioco ve lo comunica visivamente prima ancora che inizi a sparare. Questo è design funzionale al gameplay, non semplice decorazione.
L’Audio: Il Tuo Vero Sesto Senso, la Tua Condanna a Morte
E ora, il capolavoro. Il sound design di ARC Raiders è, senza mezzi termini, uno dei migliori mai concepiti in un videogioco multiplayer. È un’affermazione forte, ma pienamente meritata. In questo gioco, le vostre orecchie sono lo strumento di sopravvivenza più importante che avete. L’audio non è atmosfera, è informazione tattica pura.
Con un buon paio di cuffie, il mondo di gioco si trasforma in una mappa sonora tridimensionale di una precisione quasi terrificante.
Potete distinguere il rumore dei passi di un giocatore sull’erba, sul cemento o sul metallo, e capirne la distanza e la direzione.
Il ronzio piezoelettrico di un drone ARC in avvicinamento vi farà gelare il sangue e vi costringerà a cercare immediatamente una copertura al chiuso.
Il sibilo di un proiettile che vi passa vicino all’orecchio vi dirà istantaneamente il tipo di arma usata contro di voi e, con un po’ di esperienza, anche da che angolazione è arrivato il colpo.
L’attivazione di un punto di estrazione produce un rumore meccanico assordante, un vero e proprio faro sonoro che attira ogni essere vivente (e non) nel raggio di centinaia di metri.
Questo livello di cura maniacale per l’audio genera uno stato di paranoia costante e produttiva. Smetterete di correre a caso e inizierete a muovervi lentamente, fermandovi ogni pochi metri per ascoltare. Il silenzio diventerà il vostro peggior nemico, perché saprete che è solo una questione di tempo prima che venga rotto da un suono che preannuncia il pericolo. L’ansia di cui parlavamo nel titolo nasce in gran parte da qui: dal cervello che elabora minacce che gli occhi non hanno ancora visto. Ed è, ludicamente parlando, una sensazione meravigliosa e terrificante.

Il Loop Infernale (e Celestiale) dell’Estrazione
Abbiamo parlato di shooting, movimento e audio. Ma come si legano insieme questi elementi? Nel sacro e crudele loop dell’extraction. Ogni partita di ARC Raiders segue un ciclo tanto semplice da spiegare quanto complesso da padroneggiare.
Rischio, Ricompensa e la Paura che ti Frega
Il concetto di “gear fear”, la paura di perdere il proprio equipaggiamento migliore, è il motore emotivo del genere. ARC Raiders lo abbraccia completamente. Se morite, perdete tutto ciò che avete nello zaino e addosso, ad eccezione degli oggetti riposti in piccole “tasche sicure” (se le avete sbloccate e equipaggiate) e del vostro progresso in punti esperienza. Questa regola, brutale e spietata, colora ogni singola decisione che prenderete.
Quel drop di rifornimenti al centro della mappa contiene sicuramente del bottino raro. Ma è anche una trappola mortale, un’esca che attirerà altre squadre. Vale la pena rischiare?
Avete appena abbattuto un giocatore ben equipaggiato. Il suo zaino è una miniera d’oro. Ma saccheggiare il suo corpo richiede tempo e vi lascia completamente esposti. Siete sicuri che il suo compagno non sia nascosto tra i cespugli, pronto a vendicarlo?
Il vostro zaino è pieno. Avete completato la vostra missione. L’estrazione più vicina è a 200 metri. Ma sentite degli spari in lontananza… Potreste fare un’ultima deviazione per vedere cosa succede, magari raccogliendo qualche altro pezzo pregiato. O forse è meglio non sfidare la sorte e filarsela finché si è in tempo?
Questa costante contrattazione con il rischio è ciò che rende ARC Raiders così magnetico. Ogni estrazione riuscita, anche con un bottino modesto, è una vittoria esaltante. Ogni morte a un passo dall’ascensore è una sconfitta bruciante che vi farà mettere in discussione ogni vostra scelta. È una montagna russa emotiva che può creare dipendenza, ma che potrebbe anche risultare indigesta per chi non tollera la frustrazione.
Il Triangolo delle Bermude: Tu, Loro e i Robot
Una delle intuizioni più brillanti di ARC Raiders è come gestisce la dinamica PvPvE. A differenza di molti altri giochi in cui i nemici controllati dall’IA sono semplici “mob” da farmare, qui gli ARC sono una terza fazione attiva e imprevedibile che cambia costantemente le regole del gioco.
Gli ARC non sono solo ostacoli; sono strumenti. Una pattuglia di robot può essere usata per bloccare una via di fuga a una squadra nemica. Il rumore di uno scontro a fuoco attirerà inevitabilmente gli ARC, trasformando un duello 3v3 in un caos totale dove la minaccia meccanica diventa il problema principale. Un giocatore intelligente non pensa solo a come combattere gli altri Raider e gli ARC separatamente, ma a come sfruttare gli uni contro gli altri.
La Chat di Prossimità: L’Arma più Letale
A complicare (o a semplificare, a seconda dei casi) questo triangolo c’è la chat vocale di prossimità. Poter parlare con i giocatori nemici che si trovano vicino a voi apre un mondo di possibilità tattiche e sociali.
- Potete negoziare una tregua per abbattere un ARC gigante, per poi tradire i vostri nuovi “alleati” e rubare tutto il bottino.
- Potete provare a intimidire un giocatore solitario per farlo scappare.
- Potete coordinarvi con un’altra squadra per assaltare un punto di interesse difeso da una terza.
Questa meccanica dà vita a un gameplay emergente incredibilmente ricco. Ogni incontro con altri giocatori è carico di tensione e incertezza. Ci si può fidare? È una trappola? Quella voce amichevole è sincera o sta solo cercando di guadagnare tempo mentre il suo compagno vi aggira? Le storie più memorabili di ARC Raiders nascono da queste interazioni precarie, da alleanze improbabili e da tradimenti degni di un film di Tarantino.
Crescere tra le Macerie: Progressione, Crafting ed Endgame
ARC Raiders non è solo una serie di partite slegate tra loro. C’è un solido sistema di progressione che vi terrà incollati allo schermo per decine, se non centinaia, di ore.
Un Albero di Abilità che non Ti Rende un Dio
Come accennato, ogni azione in gioco vi fornisce punti esperienza che non vengono persi con la morte. Questi punti vi fanno salire di livello, garantendovi punti abilità da spendere in un albero di talenti suddiviso in tre rami principali (legati a mobilità, sopravvivenza e condizionamento). Gli sblocchi sono significativi ma mai sbilanciati. Non diventerete mai un super-soldato inarrestabile, ma potrete specializzare il vostro Raider, rendendolo più veloce, più resistente o più efficiente nel crafting e nel looting. È una progressione orizzontale, che offre più opzioni, non solo più potere.
L’Arte del Fai-da-Te: il Crafting è il Re
La maggior parte del vostro equipaggiamento migliore non lo troverete per terra, ma dovrete costruirlo. Tornati a Speranza, potrete usare i materiali raccolti in superficie per craftare armi, mod, scudi, consumabili e gadget di ogni tipo sui banchi da lavoro (che a loro volta andranno costruiti e potenziati). Questo sistema incentiva un looting intelligente: non raccoglierete più solo armi, ma anche viti, cavi, plastiche e componenti elettronici. Ogni run diventa una spedizione mirata alla ricerca di quel materiale specifico che vi serve per completare il vostro nuovo fucile da cecchino.
Cosa Fare Dopo 100 Ore? Sfide e Spedizioni
L’endgame di ARC Raiders si articola su due sistemi principali:
Le Sfide: Sono obiettivi settimanali PvE (es. “uccidi X nemici”, “raccogli Y risorse”) che vi inseriscono in una classifica con altri giocatori. Scalare le divisioni e raggiungere i ranghi più alti vi garantirà ricompense cosmetiche esclusive. È un modo intelligente per dare uno scopo competitivo anche a chi non ama il PvP diretto.
Le Spedizioni: Raggiunto un certo livello, sbloccherete la possibilità di partecipare a una “Spedizione”. Si tratta di un sistema di prestigio opzionale: azzererete tutti i vostri progressi (livello, abilità, inventario) in cambio di bonus permanenti, come uno spazio maggiore nel magazzino e punti abilità extra alla partenza. È una scelta per i giocatori più hardcore, che offre una rigiocabilità a lunghissimo termine.

Non è Tutto Oro Quello che Luccica: Ripetitività e la Curva di Apprendimento
Nessun gioco è perfetto, e ARC Raiders non fa eccezione. Il suo difetto più evidente risiede nella struttura delle missioni, che alla lunga tende a essere ripetitiva. Gli obiettivi si riducono quasi sempre a “vai nel punto X, raccogli l’oggetto Y, attiva l’interruttore Z”. La varietà è affidata interamente al gameplay emergente e all’imprevedibilità degli incontri con ARC e altri giocatori. Se una run “fila liscia”, senza intoppi, la ripetitività di fondo può affiorare.
Inoltre, la combinazione tra la severità della morte e la forte componente di casualità (RNG) nel loot può risultare frustrante. Potreste passare tre partite di fila senza trovare nulla di utile, per poi morire nella quarta a causa di un incontro sfortunato, perdendo quel poco che eravate riusciti a mettere insieme. Il gioco non fa sconti e non perdona. È un “filtro selettivo”: per alcuni, questa durezza sarà parte del fascino; per altri, sarà un muro insormontabile che li allontanerà dal gioco.
ARC Raiders su Xbox Series X: Analisi Tecnica di una Piccola Magia
La nostra prova si è svolta interamente su Xbox Series X, e l’esperienza è stata tecnicamente solidissima. In un’epoca in cui i giochi tripla A escono spesso in condizioni precarie, Embark Studios ha fatto un lavoro di ottimizzazione che sa quasi di magia nera, specialmente considerando l’uso dell’Unreal Engine 5.
Il gioco punta a un frame rate stabile di 60 fotogrammi al secondo, e lo mantiene quasi sempre, anche nelle situazioni più concitate. Abbiamo notato qualche sporadico episodio di tearing (l’immagine che sembra “spezzarsi” orizzontalmente), ma nulla che comprometta seriamente la leggibilità dell’azione o la reattività dei comandi. La priorità degli sviluppatori è stata chiaramente quella di garantire un’esperienza fluida e reattiva, sacrificando magari il dettaglio grafico estremo in favore della giocabilità. In un gioco dove ogni millisecondo conta, è la scelta giusta.
Un plauso va anche all’interfaccia utente, che è pulita, minimale e incredibilmente funzionale anche con un controller. La gestione dell’inventario “a slot” (ogni oggetto occupa uno spazio, senza incastri alla Tetris) è una benedizione e rende le operazioni di looting e riordino rapide e intuitive, un aspetto cruciale quando si è sotto pressione.

Il Verdetto: A Chi Dovrebbe Interessare Davvero ARC Raiders?
ARC Raiders non è un gioco per tutti, ed è questo uno dei suoi più grandi pregi. Non cerca di compiacere ogni tipo di palato, ma offre un’esperienza precisa, profonda e incredibilmente a fuoco per un pubblico specifico.
È un gioco che ti chiede tanto – attenzione, pazienza, sangue freddo – ma che sa ricompensarti con picchi di adrenalina e soddisfazione che pochi altri titoli possono eguagliare.
ARC Raiders è il tuo prossimo gioco se:
Ami la tensione e la paranoia, e l’idea di rischiare tutto in ogni partita ti esalta.
Cerchi uno sparatutto tattico e ragionato, dove il cervello conta più dei riflessi.
Consideri il sound design un elemento fondamentale del gameplay.
Ti piace giocare in squadra e capisci l’importanza della comunicazione.
Non ti spaventa la frustrazione e vedi ogni sconfitta come una lezione da imparare.
Forse è meglio passare oltre se:
La perdita dei progressi ti manda su tutte le furie.
Cerchi un’esperienza rilassante e un’azione spensierata.
La ripetitività delle missioni in stile “fetch quest” ti annoia a morte.
Preferisci giocare sempre e solo in solitaria (il gioco è fattibile, ma dà il suo meglio in gruppo).
L’idea di essere ucciso a tradimento da un altro giocatore ti fa venire l’orticaria.
In conclusione, ARC Raiders è un trionfo.
È un extraction shooter che riesce a essere spietato ma accessibile, profondo ma non inutilmente complesso. Prende i migliori elementi del genere e li raffina, costruendo un’impalcatura ludica solidissima sostenuta da un gunplay eccezionale e da un comparto sonoro che da solo vale il prezzo del biglietto. Se Embark Studios saprà supportarlo nel tempo con nuove mappe e una maggiore varietà di missioni, potremmo trovarci di fronte a un nuovo punto di riferimento per il genere. Per ora, è una discesa adrenalinica in un inferno da cui, stranamente, non vorrete più risalire.
Noi ci stiamo divertendo!
E voi cosa ne pensate? Siete già scesi in superficie o state ancora radunando il coraggio a Speranza? Raccontateci le vostre storie più tese, i vostri tradimenti più vili e le vostre estrazioni più gloriose nei commenti qui sotto! Siete lupi solitari che si muovono nell’ombra o preferite la potenza di fuoco di una squadra ben coordinata?
Se questa recensione vi è piaciuta e volete approfondire ARC Raiders, vi consigliamo le nostre guide! La guida per iniziare e la guida avanzata. E non dimenticate di iscrivervi al nostro canale YouTube di Top Games Italia! Vi aspettiamo al prossimo drop. Occhi aperti, Raider.










