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Riassunto
Ragazzi, mettetevi comodi, prendete un caffè (magari doppio) e preparatevi, perché quello che sto per raccontarvi non è il solito “copia e incolla” da una cartella stampa spedita via mail nel cuore della notte. No, stavolta Samsung ha deciso di fare le cose in grande e io ero lì, nel cuore pulsante di Milano, tra i grattacieli di Porta Nuova e l’aria frizzante della città che non dorme mai, per toccare con mano il futuro.
Sono stato invitato in anteprima assoluta per provare la nuova serie Galaxy S26 e, credetemi, dopo aver passato ore a stressare questi dispositivi, a scattare foto in ogni angolo del set e a cercare di mandare in crisi l’intelligenza artificiale, ho capito che quest’anno la musica è cambiata davvero. Non si tratta di un semplice aggiornamento incrementale; qui siamo di fronte a una ridefinizione di cosa significhi “smartphone premium”. Quindi, se siete tra quelli che pensano “eh, ma tanto sono sempre uguali”, preparatevi a cambiare idea. Ecco tutto quello che ho scoperto, visto e provato durante la mia anteprima milanese sui nuovi Samsung Galaxy S26, S26+ e l’inarrivabile S26 Ultra.
L’impatto estetico e la rivoluzione del Privacy Display: quando il vetro diventa intelligente
Appena entrato nello showroom a Milano, la prima cosa che mi ha colpito non è stata la scheda tecnica (che pure è mostruosa), ma la sensazione al tatto. Avvicinandomi al tavolo dove svettava il Galaxy S26 Ultra, la prima cosa che noti è la coerenza. Samsung ha adottato un linguaggio di design unificato che rende tutta la serie S26 incredibilmente elegante e, oserei dire, quasi “architettonica” nelle forme. Ma la vera magia è iniziata quando ho acceso il display.

Un display che protegge i tuoi segreti: la magia del Privacy Display
Parliamo del Galaxy S26 Ultra, perché qui c’è una tecnologia che mi ha lasciato a bocca aperta e che risponde finalmente a uno dei problemi più fastidiosi della vita moderna: i curiosi. Quante volte vi è capitato sul treno, in metro o semplicemente al bar di sentire lo sguardo di uno sconosciuto fisso sul vostro schermo mentre scrivete un messaggio privato o controllate il conto in banca? Ecco, Samsung ha inserito una funzione chiamata Privacy Display integrata direttamente a livello di singolo pixel.
Non è una pellicola, non è un vetro scuro. È hardware e software che lavorano insieme. Durante la prova, ho attivato la modalità “Massima protezione privacy” e ho chiesto a un collega di provare a leggere cosa stessi scrivendo mettendosi di fianco a me. La sua faccia? Impagabile. Mentre io vedevo tutto chiaro, luminoso e definito (perché il display controlla come i pixel disperdono la luce), lui vedeva praticamente il nulla, o comunque una superficie talmente scura da rendere impossibile la lettura.

La cosa incredibile è che questa protezione funziona anche passando dall’orientamento verticale a quello orizzontale. Potete personalizzare tutto: decidere che il Privacy Display si attivi solo quando aprite l’app della banca o quando state inserendo un PIN. È la fine dei vetri oscuranti cinesi comprati online che rovinano la qualità dei colori; qui la qualità visiva del Dynamic AMOLED 2X da 6,9 pollici resta intatta per voi, ma scompare per gli altri.
Dimensioni e materiali: ergonomia tra le mani
Tenere in mano l’S26 Ultra è un’esperienza. Nonostante lo schermo sia imponente, il peso di 214 grammi è distribuito talmente bene che sembra più leggero del suo predecessore. Le dimensioni di 78,1 × 163,6 × 7,9 mm lo rendono solido, un vero “lingotto” di tecnologia.
L’S26 e l’S26+ seguono la stessa linea, ma con una leggerezza che li rende perfetti per chi odia le “padelle”. Il modello base da 6,3 pollici è un piccolo gioiello da 167 grammi che scompare in tasca, mentre il Plus da 6,7 pollici è il compromesso perfetto. I colori? Il Cobalt Violet e lo Sky Blue visti dal vivo hanno dei riflessi che le foto non riescono a catturare, per non parlare delle versioni esclusive come il Pink Gold che, ironia a parte, è davvero stiloso.
Sotto il cofano: Snapdragon 8 Elite Gen 5 e la potenza bruta che non scalda
A Milano non ci siamo limitati a guardare l’estetica. Samsung ci ha permesso di mettere sotto stress i processori e qui c’è da divertirsi. Sull’Ultra batte il cuore dello Snapdragon 8 Elite Gen 5 Mobile Platform for Galaxy, un nome lunghissimo per dire: “faccio tutto e lo faccio più veloce di chiunque altro”.
Un salto prestazionale senza precedenti
Numeri alla mano, parliamo di un incremento della CPU del 19% e della GPU del 24% rispetto all’S25 Ultra. Ma il dato che mi ha fatto saltare sulla sedia è il +39% di prestazioni della NPU (Neural Processing Unit).
Perché è importante? Perché oggi lo smartphone non è più solo potenza di calcolo bruta, ma intelligenza. Quel 39% in più serve a far girare l’intelligenza artificiale Galaxy AI in modo “always-on”, senza che il telefono debba sforzarsi troppo. Durante il multitasking estremo – con video 4K in background, mappe aperte e AI che riscriveva un testo per me – non ho percepito il minimo lag. Zero. Nada.

Dissipazione e Vapor Chamber: addio mani bruciate
Uno dei problemi storici degli smartphone ultra-potenti è il calore. Samsung ha risolto la questione ridisegnando completamente la Vapor Chamber. Hanno inserito materiale termico lungo i lati del processore per distribuire il calore su una superficie più ampia. Ho provato a registrare video in sequenza e a giocare a un titolo pesante per qualche minuto: il retro del dispositivo rimaneva tiepido, mai bollente. È una stabilità che garantisce prestazioni costanti anche dopo ore di utilizzo intenso.
Ricarica Ultrarapida 3.0: il tempo è denaro
Sulla batteria, Samsung ha finalmente dato una scossa (scusate il gioco di parole). L’Ultra supporta la Ricarica ultrarapida 3.0. Durante la prova ci è stato mostrato come si possa raggiungere il 75% di carica in soli 30 minuti con l’adattatore da 60W. Questo significa che mentre vi fate una doccia e bevete un caffè, il telefono è praticamente pronto per affrontare l’intera giornata. I 5.000 mAh dell’Ultra sembrano infiniti, specialmente grazie all’ottimizzazione energetica del nuovo processore a 3 nanometri.
La fotografia del futuro: 200 Megapixel di pura luce
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Ok, parliamo di quello che interessa a tutti: le fotocamere. Samsung ha sempre dominato in questo campo, ma con l’S26 Ultra ha deciso di umiliare la concorrenza. La configurazione è da urlo: un sensore principale da 200 MP, un ultra-grandangolo da 50 MP e due teleobiettivi (uno da 50 MP con zoom ottico 5x e uno da 10 MP con zoom 3x).

Nightography: vedere nel buio pesto
La novità più rilevante riguarda le aperture focali. Samsung è riuscita a far arrivare il 47% di luce in più sul sensore principale da 200 MP e il 37% in più sul teleobiettivo da 50 MP. Tradotto dal linguaggio tecnico: potete scattare foto al buio che sembrano fatte al tramonto.
Guarda il nostro ultimo video
🔔 Iscriviti al canaleAbbiamo fatto una prova in una stanza quasi completamente oscurata dello showroom e il risultato è stato impressionante. La funzione Nightography migliorata non si limita alle foto: anche i video sono incredibilmente chiari, con un rumore digitale praticamente inesistente. Se amate i concerti o le cene a lume di candela, questo è il vostro strumento definitivo.
Video professionali e il codec APV
Per i creator (quelli veri, non quelli che fanno solo balletti), l’S26 Ultra introduce il supporto al codec APV. È la prima volta su un dispositivo Galaxy. È un codec di livello professionale che permette una compressione efficiente senza perdita di qualità visiva. Questo significa che potete editare e ri-editare i vostri video senza che diventino un ammasso di pixel sgranati.
Se a questo aggiungete la funzione Stabilizzatore potenziata con il “Blocco orizzontale”, potete letteralmente correre su un terreno sconnesso e ottenere un’inquadratura fluida come se aveste un gimbal professionale. Ho provato a scuotere il telefono violentemente durante una ripresa: l’immagine rimaneva dritta e ferma. Magia? No, ingegneria.
AI ISP e selfie naturali
Anche la fotocamera frontale ha ricevuto un aggiornamento importante grazie all’AI ISP. Spesso i selfie sugli smartphone sembrano finti, con la pelle che sembra fatta di plastica. Qui l’IA lavora per mantenere le tonalità della pelle naturali, anche in condizioni di luce mista (tipo quelle luci gialle fastidiose degli uffici o dei bar). I dettagli della barba o della trama dei vestiti sono nitidissimi.
Galaxy AI: l’intelligenza che non ti aspetti (e che serve davvero)
L’intelligenza artificiale è la parola d’ordine di quest’anno, ma Samsung ha fatto un passo avanti rispetto alla concorrenza: l’ha resa utile nella vita di tutti i giorni. Non sono funzioni da mostrare agli amici una volta e poi dimenticare; sono strumenti proattivi.
Now Nudge e Now Brief: il tuo assistente personale
Immaginate di ricevere un messaggio da un amico che vi dice “Ehi, mi mandi le foto della vacanza?”. Il Galaxy S26 riconosce il contesto grazie a Now Nudge e vi suggerisce immediatamente le foto giuste dalla Galleria, senza che dobbiate cercarle. O ancora, se arriva una mail per una riunione, il telefono controlla il calendario e vi avvisa se c’è un conflitto.

Now Brief è invece l’evoluzione del classico riassunto mattutino. È diventato proattivo: vi ricorda le prenotazioni, vi dà aggiornamenti sui viaggi basati sul vostro contesto personale. Non è più un elenco di notifiche, ma un vero e proprio maggiordomo digitale che sa di cosa avete bisogno prima ancora che lo chiediate.
Cerchia e Cerca: lo shopping non è mai stato così facile
La funzione “Cerchia e Cerca” con Google ora supporta il riconoscimento multi-oggetto. Se vedete una foto di un influencer e vi piace tutto il suo look, potete cerchiare l’intera persona e l’IA identificherà separatamente la giacca, le scarpe e persino gli occhiali in un’unica ricerca. È la rovina definitiva del vostro conto in banca, ma è di una comodità disarmante.
Bixby, Gemini e Perplexity: il trio delle meraviglie
Samsung ha finalmente dato una rinfrescata a Bixby, trasformandolo in un assistente conversazionale che capisce il linguaggio naturale. Non servono più comandi specifici; potete parlargli come parlereste a un amico. Ma la vera chicca è l’integrazione di agenti esterni come Gemini e Perplexity. Potete chiedere a Gemini di prenotarvi un taxi: l’IA gestisce la comunicazione con l’app in background, voi dovete solo toccare “Conferma”. È questo il senso del nuovo corso di Samsung: la tecnologia passa in secondo piano e gestisce le attività noiose, lasciandovi liberi di concentrarvi sui risultati.
Creatività senza limiti: trasformare foto con un prompt
Qui entriamo nel campo della fantascienza applicata alla fotografia. La suite Assistente foto è stata aggiornata in modo incredibile.
Cambiare il mondo (o almeno le foto) con le parole
Durante la prova a Milano, ho preso una foto scattata di giorno e ho scritto nel prompt: “trasforma in una scena notturna”. In pochi secondi, l’IA ha cambiato le luci, aggiunto ombre coerenti e trasformato l’atmosfera. Potete aggiungere elementi mancanti (tipo una fetta di torta che avete già mangiato, per far finta che sia ancora intera!) o, udite bene, cambiare l’outfit alle persone nelle foto. Avete scattato la foto perfetta ma avevate una maglietta stropicciata o macchiata? L’IA di Galaxy S26 ve la cambia con un vestito elegante. E la cosa migliore è che ogni modifica è reversibile passo dopo passo; non dovete ricominciare da capo se un dettaglio non vi piace.

Creative Studio e Scansione documenti
Per chi lavora, Creative Studio è una manna dal cielo. Potete partire da uno schizzo fatto con la S Pen (sull’Ultra è ancora più fluida) e trasformarlo in un contenuto visivo rifinito, come un invito o uno sfondo personalizzato. Anche la Scansione documenti è stata potenziata: l’IA rimuove automaticamente le distorsioni, le pieghe dei fogli e persino le dita che finiscono nell’inquadratura mentre tenete fermo il foglio. Il risultato è un PDF pulito che sembra uscito da uno scanner professionale da ufficio.
Sicurezza e Privacy: un fortino nel palmo della mano
In un’epoca in cui i nostri dati sono ovunque, Samsung ha deciso di alzare il livello di protezione a livelli militari. Oltre al già citato Privacy Display, ci sono novità software che meritano attenzione.
Filtro chiamate AI e Avvisi sulla privacy
Il nuovo Filtro chiamate identifica le chiamate da numeri sconosciuti e vi riassume l’intento della telefonata prima ancora che rispondiate. Se è un call center molesto, lo saprete subito senza nemmeno dire “pronto”. Gli Avvisi sulla privacy utilizzano invece il machine learning per avvisarvi in tempo reale se un’app sta cercando di accedere ai vostri dati sensibili (posizione, contatti, microfono) senza un motivo valido. È un controllo trasparente che ti fa sentire padrone del tuo dispositivo.
Crittografia Post-Quantistica (PQC)
Questo è un tema molto tecnico, ma fondamentale. Samsung ha esteso la crittografia post-quantistica ai processi critici del sistema. In parole povere: il Galaxy S26 è progettato per resistere anche ai futuri attacchi informatici sferrati dai computer quantistici. È una protezione a prova di futuro che garantisce l’integrità del dispositivo per anni. E parlando di anni, Samsung conferma 7 anni di aggiornamenti di sicurezza, il che rende l’acquisto dell’S26 un investimento a lunghissimo termine.
L’ecosistema: Galaxy Buds4 e la continuità perfetta
Insieme agli smartphone, abbiamo potuto provare anche le nuove Galaxy Buds4. La parola d’ordine qui è “invisibilità”. Quando le abbinate all’S26, l’esperienza diventa fluida. Potete attivare gli agenti IA tramite comandi vocali senza toccare il telefono. Se state cucinando e avete le mani sporche, potete gestire una chiamata semplicemente muovendo la testa grazie alla funzione “Movimenti con la testa” (disponibile sulle Buds4 Pro). Il suono hi-fi è ricco, profondo, e la cancellazione del rumore è così efficace che nello showroom di Milano, nonostante il brusio della stampa, mi sembrava di essere in una stanza insonorizzata.

Specifiche tecniche a confronto: quale scegliere?
Per aiutarvi a capire quale modello faccia per voi, ecco un riepilogo rapido ma dettagliato basato sui test effettuati.
Galaxy S26 Ultra: È il re. Schermo da 6,9″ QHD+, Snapdragon 8 Elite Gen 5, fotocamera da 200MP con zoom ottico fino a 10x (grazie al sensore adattivo). La batteria da 5.000 mAh e la ricarica da 60W lo rendono un carro armato. È per chi vuole il massimo senza compromessi.
Galaxy S26+: Schermo da 6,7″ QHD+, processore Exynos 2600 (che durante i test si è dimostrato fluidissimo e molto simile allo Snapdragon per l’uso quotidiano), batteria da 4.900 mAh e ricarica da 45W. È l’equilibrio perfetto tra dimensioni e potenza.
Galaxy S26: Schermo da 6,3″ FHD+, ideale per chi vuole un telefono compatto ma potente. Ha lo stesso processore del Plus e una batteria da 4.300 mAh. Nonostante le dimensioni ridotte, non rinuncia alla qualità fotografica del sensore principale da 50MP.
Tutti i modelli sono certificati IP68, quindi non abbiate paura se vi cade nel lavandino o se vi sorprende un temporale milanese mentre cercate di usare le mappe.
Prezzi, disponibilità e la promozione “Raddoppio Memoria”
Arriviamo alla nota dolente (o forse no, grazie alle promozioni). La serie S26 sarà disponibile in preordine dal 25 febbraio 2026. I prezzi di listino sono i seguenti:
Galaxy S26: da €1.029 (12/256GB).
Galaxy S26+: da €1.289 (12/256GB).
Galaxy S26 Ultra: da €1.499 (12/256GB), arrivando fino ai €1.999 per la versione mostruosa da 16GB di RAM e 1TB di memoria.
Ma attenzione: se acquistate tra il 25 febbraio e il 10 marzo, Samsung lancia la promozione del raddoppio della memoria. In pratica, potete portarvi a casa la versione da 512GB al prezzo della 256GB, o l’Ultra da 1TB a €1.799 invece di €1.999. È un risparmio reale che, unito ai bonus per il trade-in (la permuta del vostro usato), rende l’acquisto molto più accessibile.
Considerazioni finali dopo l’anteprima
Uscendo dallo showroom di Samsung, la sensazione è stata quella di aver visto finalmente la maturità tecnologica. Il Galaxy S26 Ultra non è solo uno smartphone, è uno strumento di produttività, una macchina fotografica professionale e un assistente personale tutto racchiuso in un design iconico. Il Privacy Display è la funzione “killer” di quest’anno, quella che ti fa dire “come abbiamo fatto finora senza?”. L’integrazione dell’IA non è invasiva, ma è lì quando serve, come un compagno di fiducia che ti semplifica la vita.
Samsung ha ascoltato gli utenti: ha migliorato la ricarica, ha potenziato la dissipazione del calore, ha reso le fotocamere ancora più luminose e ha garantito un supporto software lunghissimo. Se state cercando il miglior smartphone Android (e probabilmente il miglior smartphone in assoluto) del 2026, la ricerca finisce qui.
Allora ragazzi, cosa ne pensate di questi nuovi Galaxy S26? Io sono ancora galvanizzato dall’esperienza di Milano, ma ora la palla passa a voi. Vi convince il nuovo Privacy Display o pensate sia solo un gadget?
E cosa ne pensate dei prezzi e della promozione sul raddoppio della memoria? Scrivetemi qui sotto nei commenti le vostre impressioni, sono curiosissimo di sapere quale modello punterete quest’anno! E mi raccomando, se volete vedere i nuovi Galaxy in azione, correte a iscrivervi al nostro canale YouTube: caricheremo a brevissimo il video hands-on completo con tutti i test sul campo, i confronti fotografici e qualche chicca che non ho potuto inserire in questo articolo. Non perdetevelo, attivate la campanellina e restate sintonizzati sul futuro!










