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I 10 personaggi più forti di Final Fantasy che cambiano le regole

Final Fantasy da sempre nasconde personaggi incredibili, ma i più forti cambiano letteralmente il gameplay!

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Chi sono i personaggi più forti di Final Fantasy? La risposta cambia appena smettiamo di guardare soltanto la spada più grande o la magia più spettacolare. Alcuni protagonisti diventano devastanti perché attaccano molte volte, altri perché moltiplicano il lavoro dei compagni. Qualcuno riesce perfino a rendere quasi irrilevante la quantità di punti vita del nemico.

Questa classifica raccoglie dieci casi particolarmente interessanti fra capitoli classici, Tactics e il progetto Remake di Final Fantasy VII. L’ordine è una scelta editoriale basata su impatto sul combattimento, utilità concreta e capacità di cambiare il modo in cui affrontiamo una sfida. Non è una graduatoria ufficiale né un confronto matematico fra universi con regole differenti.

La mettiamo al vertice perché riassume una delle idee più affascinanti della saga: il personaggio decisivo può essere quello che permette agli altri di funzionare meglio.
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Troverai combinazioni di abilità, vantaggi e limiti reali. Quando una configurazione può essere usata anche da altri membri del gruppo, lo specifichiamo: attribuire al protagonista un’esclusiva che appartiene al sistema dei job sarebbe poco corretto. Useremo alcuni nomi inglesi delle tecniche per riconoscerle fra localizzazioni diverse. Ci sono anticipazioni su abilità avanzate e personaggi reclutabili, ma evitiamo di raccontare i principali colpi di scena delle trame.

Il gruppo di Final Fantasy VII Rebirth cammina in un paesaggio aperto
Final Fantasy VII Rebirth mette al centro il gruppo e le sue sinergie

Il Monaco di Final Fantasy trasforma la pazienza in potenza

Cominciamo da un caso che mette in discussione una delle abitudini più radicate dei giochi di ruolo. Normalmente, quando un combattente resta indietro, cerchiamo un’arma migliore. Il Monaco del primo Final Fantasy ci invita invece a controllare se quell’arma gli serva davvero. La sua identità ruota attorno al combattimento a mani nude e alla crescita del personaggio, con risultati che diventano più interessanti proseguendo nell’avventura.

La classe, chiamata Black Belt in alcune edizioni occidentali, può evolvere in Master. Il rendimento degli attacchi disarmati segue regole specifiche, diverse dal semplice confronto fra i valori delle armi; formule e particolarità non sono identiche in tutte le versioni. Non conviene quindi trasformare il consiglio in una regola assoluta valida dal primo minuto: equipaggiamento e crescita vanno valutati nell’edizione che stai giocando.

Il modo sensato di inserirlo in squadra è considerarlo un investimento. All’inizio potresti apprezzare maggiormente la solidità di un compagno che offre subito un contributo evidente. Più avanti, però, il Monaco diventa un ottimo esempio di potenza che emerge dalla comprensione del sistema. Verificare i danni con e senza arma è una piccola abitudine che può evitare molti acquisti inutili e, soprattutto, una valutazione sbagliata del personaggio.

Il suo limite è altrettanto educativo. Un attaccante fisico molto efficace non sostituisce cure, protezioni e una squadra costruita con criterio. Se il gruppo non gli permette di restare operativo, il suo potenziale rimane sulla carta. Per una prima partita consigliamo dunque di osservarne la crescita senza pretendere che risolva immediatamente ogni incontro.

Si prende il decimo posto perché rappresenta la forma più semplice di ribaltamento delle aspettative. Non richiede una coreografia di comandi o una combinazione segreta: chiede di smettere di associare automaticamente l’equipaggiamento più elaborato al risultato migliore. In una saga piena di sistemi complessi, questa lezione elementare conserva un fascino notevole. È anche un ottimo promemoria per tornare nei menu con curiosità, anziché limitarsi a scegliere il numero più alto.

Setzer in Final Fantasy VI scommette sulle regole del danno

Setzer è perfetto per ricordarci che la scheda delle statistiche non racconta sempre tutta la storia. In Final Fantasy VI, i Fixed Dice gli permettono di seguire una strada particolare: il danno dipende dai risultati dei dadi e dal suo livello, anziché dal normale calcolo di un’arma fisica. È un’identità meccanica coerente con il personaggio, ma anche una possibilità concreta per costruire un attaccante diverso dagli altri.

La combinazione più nota aggiunge il Master’s Scroll, chiamato Offering in altre traduzioni, che consente quattro attacchi. I Fixed Dice ignorano la penalità ai danni normalmente associata a quell’accessorio e la difesa avversaria. Sono inoltre un’arma a distanza, perciò la seconda linea non ne riduce il rendimento offensivo. L’arma si trova nella Torre di Kefka: parliamo dunque di una configurazione avanzata, non di una soluzione disponibile nelle prime ore.

Il punto interessante, dal punto di vista della costruzione della squadra, è la possibilità di assegnare a Setzer un compito chiaro senza costringerlo a imitare gli altri combattenti. Se un personaggio sfrutta una formula speciale, investire tutte le risorse nella stessa statistica usata dal resto del gruppo può essere una scelta poco efficiente. Prima di ottimizzare, conviene capire che cosa stiamo effettivamente potenziando.

Resta però un giocatore d’azzardo. Una serie di lanci favorevoli può essere impressionante, ma non offre la stessa prevedibilità di un risultato ripetibile. Per questo, nella nostra classifica, la sua spettacolarità non basta a spingerlo ancora più in alto. È molto divertente quando vuoi sperimentare; meno rassicurante se cerchi una sequenza che si comporti sempre nello stesso modo.

La soddisfazione di questa configurazione sta nel trovare un’interazione intelligente fra due oggetti, anziché nel pretendere che ogni singolo attacco tocchi il limite dei danni. Valutare la resa su più azioni aiuta a non farsi ingannare dal lancio migliore o da quello peggiore. Setzer premia una lettura curiosa dell’equipaggiamento e rende più varia una squadra che, altrimenti, rischierebbe di affidarsi soltanto ai soliti protagonisti.

Il gruppo esplora la mappa del mondo in Final Fantasy VI Pixel Remaster
La mappa di Final Fantasy VI nella versione Pixel Remaster

Quina in Final Fantasy IX rende pericoloso un solo punto vita

Quina può sembrare una scelta stravagante quando stai cercando una squadra affidabile. È proprio questa impressione a rendere interessante il suo posto fra i personaggi più forti di Final Fantasy. Il suo valore non deriva soltanto dai numeri mostrati nel menu: dipende da quanto sei disposto a esplorare la magia blu e a costruire le condizioni che rendono utili le singole tecniche.

Limit Glove è il caso più immediato. Infligge 9999 danni quando Quina ha esattamente un punto vita; se la condizione non è rispettata, fallisce. La tecnica può diventare disponibile molto presto, creando un divario notevole rispetto ai danni normalmente prodotti in quella fase. La vera sfida consiste nel trasformare una condizione tanto precisa in un’occasione utile durante il combattimento.

Il vantaggio va letto insieme al rischio. Non basta vedere quattro cifre nove e immaginare una vittoria automatica: bisogna mettere Quina nelle condizioni di agire. Una cura fuori programma modifica i punti vita, mentre un attacco nemico può chiudere la questione prima che il comando parta. La difficoltà si sposta quindi dalla quantità di danni alla preparazione del turno decisivo. È un tipo di strategia che cambia il modo di osservare lo scontro.

Più avanti entra in gioco anche Frog Drop, una magia blu il cui danno cresce con il livello di Quina e il numero di rane catturate, fino al limite previsto. L’investimento necessario è differente: invece di mantenere una condizione fragile, devi dedicare tempo a un’attività secondaria. Non è una scorciatoia gratuita, ma una forma alternativa di progressione.

Quina si ferma all’ottavo posto perché la potenza richiede attenzione e una certa disponibilità a lavorare fuori dal percorso più immediato. Eppure è una delle scelte più gratificanti per chi ama scoprire che un personaggio apparentemente eccentrico nasconde un sistema ricco. Il consiglio è provarlo con un obiettivo preciso, anziché giudicarlo dopo qualche attacco normale. In questo caso, la pazienza serve soprattutto a capire quale domanda porre al gioco.

Tifa in Final Fantasy VII Remake fa rendere tutta la squadra

Un personaggio fortissimo non deve per forza aggiudicarsi l’ultimo colpo. Tifa, in Final Fantasy VII Remake, merita spazio perché può aumentare il valore dell’intera finestra offensiva del gruppo. Quando il nemico entra in stremo, la sua capacità di far crescere il moltiplicatore dei danni rende più produttive anche le azioni preparate dagli alleati. Il risultato è una potenza condivisa, che un semplice confronto fra attacchi individuali rischia di sottovalutare.

Il bonus di danno dello stremo parte normalmente dal 160 per cento. True Strike, abilità associata ai guanti Purple Pain, aggiunge 30 punti percentuali al moltiplicatore di un bersaglio già in stremo e costa una barra ATB. È importante parlare di punti percentuali: passare dal 160 al 190 non significa aumentare del 30 per cento il valore precedente. Capire questa distinzione aiuta a valutare il vantaggio senza attribuirgli numeri sbagliati.

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La preparazione conta quanto l’esecuzione. Spendere tutte le risorse appena diventano disponibili può lasciare Tifa e i suoi compagni senza strumenti proprio quando il bersaglio è più vulnerabile. Conservare le barre utili e coordinare l’attacco pesante degli alleati con l’aumento del bonus è una scelta più ragionata. Non stai soltanto premendo comandi in fretta: stai decidendo quando il gruppo deve concentrare il proprio lavoro.

Questo spiega anche il limite della strategia. Le finestre non durano indefinitamente e alcuni combattimenti includono transizioni che interrompono la pressione. Cercare una sequenza perfetta a ogni costo può essere meno efficace di una combinazione più breve ma completata nel momento giusto. Per imparare, conviene osservare quanto tempo rimane e scegliere pochi comandi affidabili, aggiungendo complessità quando il ritmo diventa familiare.

Tifa occupa il settimo posto per il suo equilibrio fra tecnica e utilità. Non elimina la necessità di conoscere l’avversario, ma ricompensa quella conoscenza con un contributo che coinvolge tutti. È la scelta ideale per chi preferisce migliorare una squadra attraverso la coordinazione, invece di affidarsi a un’unica trovata risolutiva. Il suo esempio rende evidente una cosa: a volte il combattente più prezioso è quello che fa diventare migliori anche gli altri.

Primo piano di Cloud in Final Fantasy VII Remake Intergrade
Final Fantasy VII Remake Intergrade rinnova il mondo di Midgar

Bartz in Final Fantasy V unisce tre mestieri in una raffica

Il caso di Bartz è una celebrazione del sistema dei job. In Final Fantasy V, una configurazione molto efficace combina la doppia impugnatura del Ninja, Rapid Fire del Ranger e Spellblade del Mystic Knight. Prima di attribuire tutto il merito al protagonista, però, serve una precisazione: anche gli altri membri del gruppo possono costruire questa combinazione. Bartz è il nostro rappresentante, non il proprietario esclusivo della strategia.

Dopo aver padroneggiato il Ninja, il Freelancer beneficia della doppia impugnatura come capacità innata, lasciando spazio ai comandi Rapid Fire e Spellblade. Il vantaggio nasce proprio dal modo in cui queste capacità si completano, invece di competere per gli stessi spazi. La costruzione richiede apprendimento e organizzazione: non basta selezionare tre nomi in un menu senza aver prima sviluppato i job necessari.

Rapid Fire esegue quattro attacchi e, con due armi, può produrre otto colpi. Normalmente riduce la potenza del singolo attacco, ma ignora difesa ed evasione; i bersagli vengono scelti casualmente fra i nemici presenti. Spellblade aggiunge la possibilità di sfruttare le proprietà dell’incantamento sulle armi compatibili. Anche qui è bene tenere presenti le particolarità dell’edizione utilizzata e dell’equipaggiamento scelto.

La conseguenza pratica è che la stessa configurazione va valutata in base all’incontro. Quando devi concentrare la pressione su un unico bersaglio, la raffica è più facile da interpretare. In presenza di più avversari, la distribuzione dei colpi può allontanarsi da ciò che desideravi. Anche la scelta dell’elemento va ragionata: un incantamento utilizzato senza controllare le caratteristiche del nemico non è automaticamente un miglioramento.

Il sesto posto premia la soddisfazione di costruire qualcosa che funziona attraverso parti comprensibili. È una strategia adatta a chi ama pianificare la crescita, vedere un progetto prendere forma e poi verificarlo in battaglia. Il compromesso sta nel tempo necessario per arrivarci e nel fatto che la configurazione occupa risorse che potresti destinare ad altri ruoli. Per questo consigliamo di pensarla insieme al resto del gruppo: un eccellente attaccante rende molto di più se la squadra conserva anche le risposte difensive necessarie.

Zell in Final Fantasy VIII vince con le mosse più semplici

Zell mostra quanto possa essere ingannevole l’equazione fra spettacolarità e potenza. La sua Limit Break, Duel, chiede di inserire combinazioni di comandi entro un tempo limitato. La tentazione naturale è inseguire subito le tecniche più elaborate, magari quelle che sembrano il coronamento dell’apprendimento del personaggio. Una delle strategie più efficaci procede invece nella direzione opposta: riduce la complessità per aumentare il numero delle azioni.

La sequenza soprannominata Armageddon Fist dai fan alterna rapidamente tecniche brevi come Punch Rush e Booya. Sono mosse disponibili fin dall’inizio del suo repertorio, e il tempo dedicato all’inserimento dei comandi diventa il fattore da ottimizzare. Il nome identifica una strategia elaborata dalla comunità, non una tecnica ufficiale da trovare in un manuale o sbloccare attraverso una missione.

La forza del risultato nasce dalla somma. Concentrarsi su un colpo conclusivo molto appariscente può essere meno vantaggioso che ripetere una coppia di attacchi rapidi, soprattutto quando Zell è stato preparato bene attraverso il sistema Junction. Il numero di colpi ottenibili non va però trattato come una promessa uguale per tutti. Contano l’esecuzione, il tempo disponibile e le caratteristiche della versione utilizzata.

È un caso in cui allenare una piccola competenza può rendere più di aggiungere continuamente nuove opzioni. Per familiarizzare con la strategia, conviene provare una sequenza breve e ripetibile in un incontro poco rischioso. Il primo obiettivo è la regolarità, non il risultato più impressionante visto in un video. Quando le mani smettono di cercare i comandi, diventa più facile capire quanto rendimento stai davvero ricavando dal personaggio.

Zell è quinto perché unisce accessibilità concettuale e un margine di miglioramento legato al giocatore. Non serve aspettare una tecnica segreta per iniziare a comprenderlo, ma non basta neppure conoscere il nome della combinazione. La sua potenza è particolarmente soddisfacente per chi ama affinare l’esecuzione. Dietro una strategia apparentemente ripetitiva c’è una domanda interessante: quante azioni utili riesci a ottenere dallo stesso spazio di tempo? Qui la risposta può cambiare radicalmente il peso di un personaggio nella squadra.

Unità schierate su una mappa di battaglia in Final Fantasy Tactics The Ivalice Chronicles
Una battaglia di The Ivalice Chronicles la sezione analizza le meccaniche di Tactics classico

Orlandeau in Final Fantasy Tactics porta la forza già pronta

Molte configurazioni di questa classifica hanno un costo evidente in termini di preparazione. Devi imparare abilità, cercare oggetti o allenare una sequenza. Orlandeau è memorabile per il motivo opposto: quando si unisce al gruppo nel quarto capitolo di Final Fantasy Tactics, offre già una base di potenza estremamente convincente. Il cambiamento può essere avvertito senza dover inventare da zero una nuova identità per il personaggio.

Il suo job esclusivo, Sword Saint, riunisce tecniche provenienti da diverse specializzazioni di cavalieri. Entra inoltre in squadra con Excalibur, una spada che concede Haste permanente mentre è equipaggiata. La combinazione fra repertorio e velocità aiuta a spiegare perché venga spesso ricordato come una presenza capace di ridimensionare gli scontri successivi. Il riferimento meccanico qui è il Tactics classico, senza presumere che ogni edizione mantenga identico qualsiasi dettaglio.

Dal punto di vista del giocatore, il beneficio è anche organizzativo. Una squadra tattica vive di posizionamento, coperture e ruoli che devono sostenersi a vicenda. Avere un’unità versatile e subito efficace permette di dedicare più attenzione agli altri componenti, o di correggere una composizione che fino a quel momento era rimasta fragile. È una forma di comodità strategica che le classifiche basate soltanto sul danno massimo tendono a ignorare.

Naturalmente non significa che il resto del sistema scompaia. Il terreno, la distanza e gli obiettivi continuano a contare, e un’unità potente resta inserita in una battaglia che richiede decisioni. Il consiglio più utile è non lasciare che la sua presenza diventi una scusa per smettere di leggere la mappa. Può essere il perno della squadra senza doverne assorbire ogni funzione.

Il quarto posto riconosce soprattutto il rapporto fra efficacia e sforzo richiesto. Non è necessario scegliere sempre la configurazione più elaborata per ottenere un cambiamento sostanziale: a volte il gioco ti affida un personaggio che arriva con una soluzione già molto ben costruita. Usarlo può essere liberatorio, mentre limitarlo volontariamente può diventare una scelta interessante per una partita successiva. Anche questa libertà di decidere quanta potenza desideri portare in campo fa parte del fascino di Tactics.

Rikku in Final Fantasy X cambia il rendimento del gruppo

Rikku è il motivo per cui un inventario merita di essere letto con la stessa attenzione riservata all’equipaggiamento. La sua Turbotecnica Mix combina due oggetti per produrre effetti differenti. È una risorsa capace di cambiare la preparazione di uno scontro, perché permette di ottenere benefici che non coincidono semplicemente con le statistiche raggiunte dai personaggi attraverso il loro sviluppo.

Uno dei risultati più celebri è Trio of 9999. Una delle ricette richiede la combinazione di due Wings to Discovery. L’effetto porta i danni e le cure compatibili a un minimo di 9999 per i membri attivi coinvolti, senza trasformare un’azione normalmente inefficace in una garanzia universale. Per questo va distinto dall’affermazione, troppo generica, secondo cui qualsiasi comando produrrebbe sempre quel numero.

La logica premia le azioni con più impatti: quando una tecnica distribuisce il proprio risultato su diversi colpi compatibili, il beneficio può accumularsi in modo molto interessante. Il dato da osservare non è quindi soltanto la potenza nominale di un attacco, ma anche il modo in cui viene applicata. Rikku invita a leggere il gruppo come un insieme di possibilità che possono essere amplificate, anziché come tre schede indipendenti.

La preparazione richiede scelte precise. Devi possedere gli oggetti corretti, avere disponibile la Turbotecnica e decidere quando consumare risorse che potrebbero servirti altrove. Inoltre, il KO fa perdere al personaggio il beneficio. Difendere il vantaggio ottenuto diventa dunque parte della strategia, non un dettaglio successivo: una cura o una protezione tempestiva può salvare anche il lavoro fatto per impostare la combinazione.

Rikku sale sul podio perché il suo impatto riguarda tutta la squadra. La soddisfazione non arriva solo dal vedere un numero alto, ma dal riconoscere un momento in cui un oggetto apparentemente secondario cambia le opzioni disponibili. È un personaggio ideale per chi ama sperimentare con criterio e preparare una risposta mirata a un problema. Prima di cercare ore di crescita aggiuntiva, il suo esempio suggerisce una domanda pratica: hai già in inventario qualcosa che potrebbe rendere più efficace ciò che sai fare?

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Cait Sith in Final Fantasy VII può chiudere lo scontro

Cait Sith occupa il secondo posto perché incarna una forma di potenza diversa da quella di un normale attaccante. Nel Final Fantasy VII originale, la sua Limit Break Slots può produrre Game Over: un esito capace di eliminare i nemici senza affrontare la battaglia come una progressiva sottrazione di punti vita. È una possibilità che cambia il significato stesso del confronto con un avversario molto resistente.

La combinazione dei tre volti sui rulli genera questo effetto, che supera la normale immunità alla morte. Non bisogna però confondere tale proprietà con la capacità di ignorare qualunque forma di invulnerabilità: fasi protette, come quella iniziale di Ruby Weapon prima dell’affondamento dei tentacoli, richiedono attenzione. I rulli includono inoltre meccanismi che ostacolano alcuni risultati, e un’altra combinazione può eliminare il nostro gruppo. Non è dunque una scommessa da affrontare alla cieca.

È proprio questa differenza fra possibilità teorica e affidabilità quotidiana a rendere il caso interessante. Sapere che un risultato esiste non significa saperlo ottenere quando serve. Guardare soltanto l’esito migliore porta facilmente a sopravvalutare una strategia, dimenticando il lavoro necessario per renderla ripetibile e il rischio di un tentativo sbagliato. Cait Sith merita quindi curiosità, ma anche una valutazione onesta del controllo che hai sul comando.

Per una prima partita non consigliamo di fondare ogni sfida su questa singola soluzione. È più utile considerarla una dimostrazione di quanto possano essere eccentriche le regole di un gioco apparentemente familiare. Una volta completato il percorso principale, studiare i sistemi meno usati può diventare un modo coinvolgente per tornare su incontri già conosciuti con una prospettiva diversa.

Il secondo posto non dichiara Cait Sith il compagno migliore in ogni situazione. Premia invece la distanza fra l’aspetto modesto del comando e la portata del suo risultato estremo. Ci sono personaggi che vincono aumentando i danni, e altri che costringono a riconsiderare che cosa significhi vincere. Questo caso appartiene al secondo gruppo. La sua forza resta legata alla conoscenza dei rulli e delle condizioni del bersaglio, ed è proprio tale complessità a impedirci di descriverlo come un pulsante automatico per cancellare qualsiasi ostacolo.

Battaglia di Final Fantasy VII con Cait Sith elencato nel gruppo attivo
Il sistema di combattimento del Final Fantasy VII originale

Yuffie in Final Fantasy VII Rebirth alimenta tutta la squadra

Al primo posto scegliamo Yuffie in Final Fantasy VII Rebirth, ma il merito va condiviso apertamente con Aerith. La ragione è semplice: una delle combinazioni più note ruota attorno a Brumal Form e ATB Ward. Non stiamo premiando una ninja che risolve tutto in isolamento, bensì il suo ruolo centrale in un’interazione capace di trasformare il ritmo delle azioni dell’intero gruppo.

La configurazione sfrutta l’uso ripetuto di Brumal Form all’interno del cerchio ATB creato da Aerith. Haste e gli strumenti di recupero o supporto ATB previsti dalla costruzione aiutano a sostenere la sequenza e ad alimentare le barre dei compagni. È una strategia avanzata e dipendente dalla configurazione: non basta equipaggiare una singola abilità per ottenere lo stesso comportamento. Il contributo di Aerith resta una parte essenziale della combinazione.

Il vantaggio si comprende pensando all’ATB come alla possibilità di compiere scelte significative. Avere accesso più frequente a tecniche e magie rende la squadra più attiva, ma non decide automaticamente quali comandi siano corretti contro il nemico. Per sfruttare bene il beneficio occorre conservare una lettura dello scontro: pressione offensiva, recupero e gestione degli eventuali pericoli continuano a richiedere attenzione.

Anche i limiti sono concreti. Il posizionamento nel cerchio conta, gli effetti che sostengono la sequenza devono essere mantenuti e gli MP non diventano inesauribili soltanto perché l’ATB si ricarica rapidamente. Una battaglia che interrompe la preparazione può cambiare il risultato. Per questo è più corretto parlare di una forte accelerazione dell’economia delle azioni che di una vittoria garantita in ogni circostanza o versione.

La mettiamo al vertice perché riassume una delle idee più affascinanti della saga: il personaggio decisivo può essere quello che permette agli altri di funzionare meglio. È una scelta editoriale discutibile, come deve essere una buona classifica, ma ha un criterio preciso. Fra un colpo potentissimo e una squadra che trova continuamente nuove occasioni per agire, qui premiamo la seconda possibilità. Se ami costruire sinergie e verificare come una piccola interazione influenzi tutto il combattimento, questo è uno degli esempi più interessanti da studiare.

Il più forte dipende da come vuoi giocare

Questi dieci casi raccontano forme differenti di potenza. Il Monaco premia la lettura dell’equipaggiamento, Setzer sfrutta una formula particolare, Quina richiede condizioni precise. Bartz dimostra il valore della costruzione dei job, Zell quello dell’esecuzione. Tifa, Rikku e la coppia Yuffie Aerith ricordano invece che il contributo di un personaggio può estendersi a tutta la squadra.

Per scegliere chi usare, chiediti che cosa cerchi nella prossima partita. Vuoi una soluzione subito comoda, un progetto da completare nel tempo o una tecnica che richieda pratica? Non esiste una sola risposta soddisfacente per tutti. Un personaggio meno adatto al tuo stile può sembrarti debole anche quando possiede un potenziale enorme, mentre una configurazione intuitiva può darti risultati migliori di una strategia estrema che non riesci a gestire.

La nostra classifica dei personaggi più forti di Final Fantasy vuole soprattutto offrire un motivo per riaprire un menu, provare un compagno trascurato e osservare meglio le regole. Quale personaggio ti ha sorpreso di più, e quale avresti inserito al primo posto? Raccontacelo nei commenti con il capitolo e la combinazione che preferisci.

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