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Riassunto
Benvenuti, sognatori, eroi della tastiera e amanti del cinismo allo stato puro! Se state ancora cercando di raccogliere la mascella da terra dopo aver visto l’ultimo, folle trailer della quinta stagione televisiva di The Boys, è giunto il momento di fare un passo indietro. O meglio, un passo nell’abisso. Abbiamo visto Antony Starr donare un volto, un tic nervoso e una sociopatia palpabile al leader dei Sette sul piccolo schermo, ma vi siete mai chiesti quanto sia profonda la tana del Bianconiglio di carta e inchiostro?
Oggi, noi di Top Games Italia vi portiamo in un viaggio senza ritorno attraverso le pagine crude, scorrette e ultra-violente del capolavoro a fumetti di Garth Ennis e Darick Robertson. Dimenticatevi il Patriota “televisivo”, per quanto disturbato possa sembrarvi. Il Patriota originale, quello nato nel 2006 sulle pagine della Wildstorm (e poi Dynamite), è un concentrato di orrore corporativo, incompetenza cronica e tragedie psicologiche che vi farà riconsiderare tutto ciò che pensavate di sapere su di lui.
Mettetevi comodi, allacciate le cinture e preparatevi a scoprire la vera storia di Homelander. Spoiler alert: non ci sono eroi in questa storia, solo vittime e carnefici avvolti in una bandiera a stelle e strisce.

Le Origini del Dio di Plastica in The Boys
Nel mondo patinato ma marcio ideato da Garth Ennis, non esistono pianeti alieni in via di distruzione, nessun Krypton da cui fuggire a bordo di una navicella spaziale atterrata in una ridente fattoria del Kansas. Tutta la narrativa del “ragazzo alieno adottato da amorevoli genitori terrestri” è solo una mastodontica, milionaria campagna di pubbliche relazioni messa in piedi dalla Vought-American (l’equivalente fumettistico della Vought International). Il Patriota non è un dono del cosmo; è il prodotto in provetta di un’azienda senza scrupoli, un esperimento genetico nato con il solo scopo di garantire appalti militari governativi da miliardi di dollari.

Un’infanzia peggiore del Sottosopra in The Boys
Se pensavate che le scampagnate della giovane Undici nei freddi e asettici laboratori di Hawkins, sotto l’occhio vigile e manipolatorio del “Papà” Martin Brenner, fossero il non plus ultra dell’abuso infantile su esseri dotati di poteri, credetemi, i dirigenti della Vought-American fanno sembrare il team del Sottosopra di Stranger Things una banda di dilettanti alle prime armi. Patriota non ha mai avuto una madre, non ha mai avuto una casa. È stato coltivato in un laboratorio, nutrito a dosi massicce di Compound V fin dai primi istanti della sua vita cellulare.
Durante i suoi anni formativi, la Vought non sapeva letteralmente come gestire l’arma di distruzione di massa che aveva creato. La sua forza era tale che, per tenerlo sotto controllo e impedirgli di radere al suolo le strutture aziendali durante i suoi capricci infantili, il giovane Patriota veniva tenuto costantemente incatenato a una bomba all’idrogeno. Avete capito bene: una bomba H.
L’unico modo per fargli capire chi comandava era la minaccia di un’esplosione nucleare che avrebbe polverizzato lui e mezzo stato. Questo ambiente freddo, calcolatore e privo di qualsiasi affetto umano ha plasmato un essere onnipotente ma con la maturità emotiva di un bambino viziato e terrorizzato, incapace di relazionarsi con l’umanità se non attraverso la lente del terrore o dell’adulazione pre-confezionata dai sondaggi d’opinione.
La verità dietro la propaganda e l’illusione del controllo
James Stillwell, l’algido e sociopatico dirigente della Vought (personaggio che ha ispirato sia Madelyn Stillwell che Stan Edgar nella serie TV), è l’unica persona che Patriota sembra temere e rispettare nel fumetto. Stillwell non lo tratta come un dio, ma come un prodotto difettoso, un asset aziendale che necessita di costante manutenzione.
La Vought spende milioni di dollari per insabbiare i crimini di Patriota, creare finti villain da fargli sconfiggere e orchestrare salvataggi eroici fasulli per alimentare il mito dell’Eroe Americano per eccellenza. Patriota vive in una bolla di cristallo, consapevole di essere una frode, ma troppo inebriato dal proprio potere per volerla infrangere. È una marionetta che crede di muovere i propri fili.
L’Uomo Immagine e la Macchina del Fango Corporativa
Il ruolo di Patriota all’interno dei Sette nei fumetti è sottilmente diverso da quello della serie TV. Sullo schermo lo vediamo come un calcolatore manipolatore, un leader autoritario che incute terrore nei suoi stessi compagni. Sulla carta stampata, Patriota è certamente il più forte, ma è anche grottescamente incompetente.

I Sette non sono una squadra tattica, sono una boy-band glorificata. Passano il loro tempo tra feste a base di droghe pesanti, abusi sessuali nei confronti delle nuove reclute (l’iniziazione di Starlight nel fumetto è ancora più cruda e corale) e apparizioni televisive.
Il leader dei Sette: Incompetenza al Potere
Garth Ennis usa Patriota per smontare sistematicamente il mito del supereroe classico. Nei fumetti, quando Patriota e compagni provano a intervenire in situazioni di vera crisi militare o terroristica, il risultato è un disastro di proporzioni bibliche. Non avendo alcun addestramento tattico, nessuna vera morale e nessuna comprensione delle conseguenze delle loro azioni (vista l’onnipresenza della squadra di ripulitori della Vought), i Super finiscono regolarmente per uccidere più civili dei criminali stessi. Patriota è il re dei raccomandati: l’uomo che ha ottenuto il lavoro più importante del mondo senza avere la minima qualifica per svolgerlo, forte solo del suo privilegio genetico.
Il Disastro Inconfessabile
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Per comprendere a fondo la psiche di Patriota e il momento in cui la sua percezione di invincibilità si incrina irrimediabilmente, dobbiamo analizzare l’evento più tragico del fumetto: il fallito salvataggio aereo. Se nella serie TV vediamo Patriota lasciare cadere un aereo in mezzo all’oceano per nascondere un suo errore di calcolo (scena memorabile e agghiacciante), nel fumetto questo evento è legato a doppio filo con la vera storia americana, rendendo la satira di Ennis ancora più tagliente e controversa.

La satira feroce di Garth Ennis sull’11 Settembre
Nel mondo di The Boys a fumetti, l’11 Settembre avviene, ma con una variante devastante. I Sette vengono inviati a intercettare uno degli aerei di linea dirottati dai terroristi. L’idea della Vought è semplice: far salvare l’aereo dai supereroi per dimostrare al governo degli Stati Uniti che l’esercito tradizionale è obsoleto e che i Super dovrebbero essere inseriti nella difesa nazionale. È la più grande operazione di marketing della storia. Peccato che si trasformi nella più grande carneficina.
Patriota irrompe nell’aereo, ma non ha idea di come gestire la decompressione, non sa come pilotare il velivolo e, preso dal panico e dalla rabbia per l’incapacità dei terroristi di assecondare il suo copione eroico, perde completamente il controllo.
I suoi compagni si dimostrano altrettanto inutili, scappando o peggiorando la situazione. Nel disperato tentativo di deviare la rotta, Patriota danneggia irrimediabilmente l’aereo, che finisce per schiantarsi clamorosamente contro il Ponte di Brooklyn a New York, causando una strage immane di civili innocenti.
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La Vought riesce a coprire miracolosamente il coinvolgimento dei Sette, incolpando unicamente i terroristi. Ma per Patriota, questo evento è un punto di rottura. Si rende conto, forse per la prima volta nella sua vita, di essere un bluff. Sotto il mantello e i muscoli d’acciaio, c’è solo un bambino spaventato e incompetente che ha appena ucciso migliaia di persone. L’arroganza inizia a mescolarsi con una sotterranea, inconfessabile insicurezza.
La Discesa nella Follia
Il vero motore della storia a fumetti di The Boys non è solo la faida tra Billy Butcher e i Super, ma il lento, inesorabile deterioramento della psiche di Patriota. A un certo punto della narrazione, Patriota inizia a ricevere fotografie anonime.

Non scatti compromettenti dei suoi vizi noti, ma immagini di brutalità indicibili: atti di cannibalismo (incluso il divorare neonati vivi), omicidi sadici, torture efferate e, cosa più importante, le prove dell’aggressione ai danni di Becca, la moglie di Billy Butcher (evento che scatena l’odio del protagonista).
Le foto di Herogasm e gli orrori dimenticati
Il problema, per Patriota, è uno solo: lui non ricorda di aver commesso queste atrocità. È consapevole di essere una persona orribile, di disprezzare l’umanità e di abusare del suo potere, ma le cose ritratte in quelle foto superano di gran lunga il suo livello di depravazione cosciente. Patriota cerca conferme, prova a ricostruire le sue notti buie durante gli eventi di Herogasm (il ritiro annuale in cui i Super danno sfogo a ogni perversione), ma la sua mente è un vuoto assoluto.
Questo genera un fenomeno di gaslighting auto-indotto. Patriota, non potendo negare l’evidenza delle fotografie in cui lui stesso è ritratto con la faccia sporca di sangue, arriva a una conclusione terrificante: deve avere uno sdoppiamento della personalità. Crede di essere affetto da fughe dissociative durante le quali un “alter ego” mostruoso prende il sopravvento compiendo atti indicibili.
La scissione della personalità indotta e la rassegnazione al male
Questo è il colpo di genio narrativo di Garth Ennis. Convinto di essere un mostro irredimibile, un abominio che compie massacri senza nemmeno ricordarlo, Patriota smette di provare a trattenersi. Se è destinato a essere l’Anticristo, tanto vale abbracciare il ruolo. La sua psiche cede definitivamente e organizza un vero e proprio colpo di stato contro il governo degli Stati Uniti, massacrando il Presidente e prendendo il controllo della Casa Bianca, scatenando un’orda di Super senza controllo per le strade di Washington.
L’Ombra di Black Noir Nei Fumetti di The Boys
Ed eccoci arrivati al climax, al capolavoro di brutalità e ribaltamento delle aspettative che ha reso il fumetto di The Boys una pietra miliare. Mentre Patriota siede nello Studio Ovale, imbrattato del sangue dei politici, si prepara ad affrontare Billy Butcher per la resa dei conti finale. Butcher varca la soglia, stringendo il suo piede di porco. La tensione è alle stelle. Ma la vera rivelazione non arriverà da Butcher, bensì da un’ombra silenziosa che è sempre stata sullo sfondo fin dal primo numero: Black Noir.

Il vero villain di The Boys
Nella serie TV, Black Noir è Earving, un ex membro dei Rappresaglia sfigurato e silenzioso, ma dal cuore sorprendentemente tenero (almeno per un Super). Nel fumetto, la verità è un pugno allo stomaco. Black Noir entra nello Studio Ovale, si avvicina a Patriota, si toglie la maschera e rivela il suo vero volto: è identico a Patriota.
Black Noir non è altro che un clone perfetto di Patriota. La Vought-American, consapevole di aver creato un dio instabile e potenzialmente incontrollabile incatenato a una bomba, aveva bisogno di un piano di riserva definitivo. Hanno creato Black Noir, lo hanno potenziato per renderlo persino leggermente più forte dell’originale, e gli hanno dato una sola direttiva latente: “Se Patriota impazzisce, uccidilo”.
Ma c’è un problema. Patriota, fino a quel momento, non era impazzito abbastanza da giustificare l’intervento del clone. Black Noir ha trascorso anni, decenni, aspettando il momento di compiere il suo destino. L’attesa, il silenzio forzato e la frustrazione di non poter compiere il suo unico scopo lo hanno fatto letteralmente impazzire di noia e di rabbia.
Il massacro nello Studio Ovale
È stato Black Noir a compiere tutte le atrocità indicibili. È stato lui a mangiare i bambini. Lui ad ad aggredire Becca Butcher, condannando la donna e scatenando l’ira di Billy. Ed è stato sempre lui, vestito con il costume di Patriota, a scattarsi le foto e a inviarle all’originale per farlo impazzire. Black Noir ha orchestrato l’intera caduta psicologica di Patriota affinché l’originale perdesse il controllo, in modo da poter finalmente ricevere l’ordine dalla Vought (o agire di propria iniziativa) per ucciderlo.

Patriota, in quel momento, crolla. Si rende conto che tutto il suo odio, la sua follia, la sua convinzione di essere un mostro assoluto, era tutto basato su una menzogna orchestrata dal suo stesso riflesso. Ha distrutto il mondo per crimini che non aveva nemmeno commesso lui. Si volta verso Butcher in un attimo di rara, patetica lucidità e gli dice che lui non c’entra niente con Becca. Ma ormai è troppo tardi. Black Noir si avventa su Patriota.
La battaglia tra i due cloni è un tripudio di splatter puro. Non è epica, è semplicemente brutale. Black Noir, essendo un upgrade genetico, ha la meglio. Strappa la mascella e un braccio a Patriota, uccidendolo in modo umiliante e definitivo proprio sul pavimento dello Studio Ovale. Il Dio americano, la più grande creazione della Vought, muore a causa del suo stesso rimpiazzo corporativo. Subito dopo, un Black Noir gravemente ferito e con le budella di fuori, verrà finito da Billy Butcher e dai marine statunitensi.
La storia di Patriota nel fumetto non è la caduta di un eroe, né l’ascesa di un grande villain. È la storia patetica di un burattino corporativo che non ha mai avuto il controllo della propria vita.
E ora? Tocca a Voi!
Lettori incalliti e amanti del lato oscuro dei fumetti, cosa ne pensate di questa versione originale di Patriota? Preferite il folle manipolatore interpretato magistralmente da Antony Starr nella serie TV, o quello manipolato da Black Noir nei fumetti? La mente dietro i fumetti di The Boys ci ha regalato una delle decostruzioni del mito del supereroe più feroci della storia.
Fateci sapere la vostra opinione nei commenti qui sotto! Qual è stato il colpo di scena del fumetto che vi ha sconvolto di più? E mi raccomando, per non perdervi i nostri prossimi approfondimenti sulla lore videoludica e televisiva, assicuratevi di iscrivervi al nostro canale YouTube. La lotta contro i Super è appena iniziata, e noi saremo in prima linea a raccontarvela! E soprattutto di visitare la nostra sezione Tech!










