Dopo un’attesa che sembrava più lunga di un’immortalità concessa dal Clan delle Dee, finalmente ci siamo. The Seven Deadly Sins: Origin non è più solo un miraggio scintillante all’orizzonte, ma una realtà che abbiamo toccato con mano.
Annunciato anni fa e poi caduto in un silenzio quasi assordante, il nuovo colosso open world di Netmarble è riemerso dalle ceneri, più bello e promettente che mai, e la sua Closed Beta ha finalmente aperto i cancelli, permettendoci di immergerci nel regno di Britannia.
E, ragazzi, che immersione! Prima che il gioco arrivi ufficialmente per tutti, abbiamo raccolto ogni singolo dettaglio, ogni impressione e ogni segreto che abbiamo scoperto durante le nostre intense sessioni di gioco. Siete pronti a scoprire tutto, ma proprio tutto, quello che abbiamo imparato giocando a Seven Deadly Sins: Origin? Allacciate le cinture, perché il nostro viaggio è appena iniziato.
Cose da sapere prima di iniziare Seven Deadly Sins Origin
La Closed Beta di The Seven Deadly Sins: Origin si è aperta, fornendoci un misto di euforia e un’insaziabile voglia di tornare a giocare. In questi giorni intensi, abbiamo esplorato, combattuto, risolto enigmi e, francamente, ci siamo persi in un mondo di gioco che ha superato di gran lunga le nostre più rosee aspettative.
È il momento di tirare le somme e condividere con voi tutto ciò che abbiamo scoperto. Questa guida completa, basata sulla nostra esperienza diretta, vi preparerà a dominare il mondo di Britannia fin dal primo giorno del lancio ufficiale.

Analizzeremo ogni aspetto, da un open world sbalorditivo a un sistema di combattimento profondo e innovativo, passando per una trama che promette di riscrivere le regole. Mettetevi comodi, perché Origin ci ha mostrato di che pasta è fatto, e c’è davvero tanto di cui parlare.
Seven Deadly Sins Origin: Di cosa stiamo parlando?
Prima di tuffarci nelle meccaniche più complesse, chiariamo subito un punto fondamentale emerso dalla no stra prova: Seven Deadly Sins: Origin non è un sequel di Grand Cross, né un semplice remake.
È un’esperienza completamente nuova, un progetto mastodontico che alza l’asticella per i giochi tratti da anime, portando l’universo di Nakaba Suzuki a un livello di interattività che ci ha lasciato a bocca aperta.
Un Open World che ci ha stregato
La prima cosa che salta all’occhio, e che abbiamo potuto confermare con gioia, è che Origin è un Action RPG open world nel vero senso della parola. L’Unreal Engine 5 non è solo una sigla su un comunicato stampa; è il motore pulsante di un mondo vivo, vibrante e straordinariamente bello. La sensazione di libertà è palpabile fin dai primi minuti. Dimenticate i corridoi mascherati da aree aperte: qui si può andare quasi ovunque.

Abbiamo corso per praterie sconfinate che ondeggiavano al vento, scalato montagne vertiginose (sì, la meccanica di arrampicata c’è e funziona alla grande, in stile Breath of the Wild), e ci siamo tuffati in fondali marini pieni di tesori e segreti, gestendo la nostra riserva d’aria per non fare una brutta fine.
La verticalità è un elemento di gameplay costante e ben implementato. Planare da un’altura per raggiungere un obiettivo lontano o volare in groppa a creature maestose è diventata la nostra attività preferita tra una missione e l’altra. Il ciclo giorno/notte è un altro elemento che abbiamo apprezzato enormemente.
Non si tratta solo di un cambiamento estetico: abbiamo notato che alcuni mostri appaiono solo con il buio e certi enigmi ambientali richiedono condizioni di luce specifiche, rendendo l’esplorazione un’esperienza dinamica e in continua evoluzione. Britannia è un mondo che chiede di essere esplorato, e noi abbiamo risposto alla chiamata con entusiasmo.
Una storia tutta nuova (ma con volti familiari)
Avevamo qualche dubbio sulla scelta di una trama originale, ma dopo averla provata, possiamo dire che è stata una mossa vincente. Invece di rivivere eventi già noti, ci siamo trovati catapultati in un’avventura inedita nei panni di Tristan Liones, il carismatico figlio di Meliodas ed Elizabeth.
La storia si svolge in un multiverso alternativo, minacciato da un caos che distorce tempo e spazio, e il nostro compito è quello di rimettere le cose a posto usando il “Libro delle Stelle”.

Questa premessa si è rivelata un espediente narrativo brillante. Ci ha permesso di incontrare versioni alternative e inaspettate di personaggi iconici, mantenendo la narrazione fresca e imprevedibile anche per chi, come noi, conosce a menadito ogni saga dell’anime.
La storia è un ottimo punto d’ingresso per i nuovi giocatori, che non si sentiranno sopraffatti da decenni di lore, ma allo stesso tempo è piena di chicche e riferimenti che faranno la gioia dei fan più accaniti. Abbiamo affiancato Tristan e i suoi nuovi compagni, come l’adorabile fata Tioreh, e abbiamo interagito con i Sette Peccati in modi che non ci saremmo mai aspettati.
Il Gameplay: Un mix esplosivo tra Genshin Impact e Grand Cross che funziona!
Il cuore di Origin è il suo gameplay, e possiamo confermarlo: è una bomba. Netmarble ha chiaramente preso ispirazione dai migliori del genere, mescolando elementi familiari con idee innovative per creare un’esperienza di combattimento tanto spettacolare quanto profonda.
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🔔 Iscriviti al canaleIl Sistema di Combattimento: Dinamico e sorprendentemente tattico
Il combattimento è un action in tempo reale frenetico e reattivo. Abbiamo gestito il nostro party di quattro eroi, passando al volo da uno all’altro con la pressione di un tasto per concatenare abilità e creare combo devastanti.
Ogni personaggio ha i suoi attacchi base, due skill speciali e un’Ultimate che, ve lo assicuriamo, riempie lo schermo di effetti particellari. Ma sono state le meccaniche uniche a conquistarci.
Questa è stata la meccanica che più ci ha sorpreso e messo alla prova. In Origin, l’intero party condivide un’unica barra della vita. All’inizio eravamo scettici, ma dopo qualche scontro impegnativo ne abbiamo capito il genio. Questa scelta di design ci ha costretto a un approccio radicalmente diverso dal solito “sacrifica il tank”.
Ogni schivata mancata, ogni colpo subito, pesa sull’intero gruppo. Di colpo, abilità difensive, scudi, cure ad area e il corretto posizionamento non sono più opzioni, ma necessità assolute. Ogni boss fight si è trasformata in una danza tattica, dove la sopravvivenza del team dipendeva dalla nostra capacità di gestire le risorse e di evitare i danni, rendendo ogni vittoria incredibilmente gratificante.
Ecco un’altra trovata che abbiamo adorato. Ogni personaggio può equipaggiare fino a tre armi diverse, e cambiarle in battaglia è un’azione istantanea che stravolge il gameplay. Abbiamo passato ore a sperimentare con Tristan: le sue doppie spade ci hanno permesso di infliggere raffiche di colpi veloci, perfette per applicare status; lo spadone ci ha trasformato in una macchina da danni ad area, lenta ma inesorabile; la spada lunga ci ha offerto un equilibrio perfetto tra attacco e difesa.
Ma non è tutto. Cambiare arma modifica anche l’attributo elementale del personaggio e il suo set di abilità. Lo stesso personaggio può passare da Fuoco a Vento a Ghiaccio semplicemente cambiando l’arma equipaggiata. Questo introduce un livello di personalizzazione e strategia che non abbiamo mai visto in un gioco simile.
Invece di dover “pullare” disperatamente per un personaggio di un certo elemento, potremmo semplicemente dover trovare o craftare l’arma giusta. È un sistema che premia la preparazione e la conoscenza del proprio arsenale, e che promette una longevità e una varietà di build pazzesche.

Le mosse Ultimate, che si caricano accumulando globi d’energia, sono state il nostro “pulsante del panico” preferito, capaci di ribaltare le sorti di uno scontro con animazioni epiche e danni ingenti.
Tuttavia, la vera profondità del combat system risiede nelle sinergie tra i personaggi. Lo “switch” non è solo un cambio, ma un vero e proprio attacco. Abbiamo scoperto che passando da un personaggio all’altro con il giusto tempismo si attivano “combo switch” potentissime.
Lanciare un attacco che solleva i nemici in aria per poi passare a un compagno specializzato in attacchi aerei è solo la punta dell’iceberg. Le combinazioni possibili sono tantissime e sperimentarle è stato uno degli aspetti più divertenti della beta.
Esplorazione, segreti e attività secondarie: C’è vita oltre il combattimento
Seven Deadly Sins: Origin ci ha dimostrato di non essere solo un gioco di combattimento. Il mondo di Britannia è un vero e proprio parco giochi. Ci siamo persi per ore a cercare forzieri nascosti dietro cascate, a risolvere puzzle ambientali che richiedevano l’uso combinato delle abilità dei personaggi, e a dare la caccia a boss opzionali che pattugliavano aree remote della mappa, offrendo sfide uniche e ricompense preziose.
Quando eravamo stanchi di salvare il mondo, ci siamo dedicati alle numerose attività secondarie. Abbiamo passato un pomeriggio intero a pescare in un lago tranquillo, abbiamo raccolto erbe e funghi per cucinare piatti che ci hanno dato buff potentissimi prima di una boss fight, e abbiamo passato del tempo a raccogliere materiali per il crafting.
Queste attività non ci sono sembrate un riempitivo, ma parti integranti e ben sviluppate dell’esperienza di gioco. Offrono una pausa rilassante dall’azione e forniscono risorse utili, creando un loop di gioco equilibrato e incredibilmente appagante.
I Personaggi Giocabili: Chi abbiamo guidato in questa avventura?
Una delle domande più grandi riguardava il roster. La Closed Beta ci ha dato una risposta chiara, anche se ha lasciato aperte molte porte per il futuro.
Il roster della Closed Beta: i nostri compagni d’avventura
Ecco la lista definitiva dei personaggi che abbiamo potuto utilizzare durante la nostra prova. Una selezione che mescola volti iconici e novità assolute:
Tristan: Il protagonista, che si è rivelato incredibilmente versatile e divertente da giocare grazie al suo sistema di armi multiple.
Tioreh: Una fata e compagna di Tristan, un ottimo personaggio di supporto con abilità di cura e buff.
Meliodas: Il Capitano, veloce e letale come sempre. Un must-have in quasi ogni team.
Diane: La nostra gigantessa preferita, un tank formidabile con un controllo del campo di battaglia eccezionale.
King: Il Re delle Fate, un mago a distanza capace di infliggere danni ingenti rimanendo al sicuro.
Howzer: Specialista del vento, perfetto per controllare gruppi di nemici.
Gilthunder: Maestro del fulmine, un DPS veloce e scattante.
Guila: Abile con le esplosioni, ottima per i danni ad area.
Slater: Un personaggio che abbiamo ottenuto garantito dal banner iniziale, solido e affidabile.
Elaine: Una guaritrice a distanza, fondamentale per la sopravvivenza del team.
Mina e Drake: I due personaggi originali, che si sono rivelati interessanti e ben caratterizzati, con stili di gioco unici.
E gli altri Sins? Le nostre speculazioni post-beta
L’assenza di alcuni pezzi da novanta si è fatta sentire, alimentando le nostre speculazioni per il lancio.
Ban: L’assenza del Peccato d’Avarizia ci è sembrata quasi una conferma. Come già accaduto in Grand Cross, è quasi certo che Ban sarà il protagonista di uno dei primi “banner” post-lancio, una mossa astuta per spingere i giocatori a interagire con il sistema gacha fin da subito.
Merlin e Gowther: Non averli potuti provare è stato un piccolo dispiacere, specialmente Merlin. Li abbiamo visti nei trailer, e la loro mancanza nella beta ci suggerisce che saranno tenuti come assi nella manica per il lancio ufficiale o per i primissimi aggiornamenti.
Escanor: Il Lord del Sole rimane il grande punto interrogativo. La sua assenza è giustificabile a livello di trama, ma in un gioco che fa del multiverso il suo cavallo di battaglia, scommettiamo che troveranno un modo per inserirlo. Sarà probabilmente un personaggio “evento” molto atteso.
La Closed Beta: Le nostre impressioni a caldo
La struttura della beta ci ha convinto. Netmarble ha gestito bene il flusso di contenuti, mantenendo l’esperienza fresca per tutta la settimana.
Un’avventura a tappe che ha funzionato
L’introduzione graduale dei contenuti multiplayer, come il Demone Rosso/Grigio e la Miniera di Ferzen, è stata una scelta saggia. Ci ha dato il tempo di padroneggiare le basi prima di buttarci nelle sfide di gruppo, che si sono rivelate divertenti e ben bilanciate. La cooperazione con altri giocatori è stata fluida e necessaria per superare le difficoltà più elevate.

Performance e feeling generale
Abbiamo giocato principalmente su PC e l’esperienza è stata estremamente solida. Il gioco è visivamente sbalorditivo, con un’art direction che cattura perfettamente l’essenza dell’anime e la eleva grazie all’Unreal Engine 5. I modelli dei personaggi sono dettagliati e le animazioni sono fluide e spettacolari. A parte qualche piccolo bug, tipico di una beta, non abbiamo riscontrato problemi di performance significativi. I controlli sono risultati intuitivi e reattivi, sia con mouse e tastiera che con il controller.
Monetizzazione e Gacha: Il portafoglio è al sicuro (per ora)?
E ora, la domanda da un milione di dollari. Come se la cava Origin sul fronte monetizzazione? La beta ci ha dato un indizio, ma il quadro completo è ancora avvolto nel mistero.
Il sistema Gacha della Beta: un assaggio cauto
L’unico sistema di evocazione presente nella beta era un “banner per principianti”. Questo banner, dopo 10 pull (effettuabili con ticket gratuiti forniti per la prova), garantiva al 100% il personaggio di Slater.
Questo ci ha dato un segnale, seppur piccolo, potenzialmente positivo: la presenza di un sistema “pity” o di garanzie è un’ottima cosa. Non c’erano banner a pagamento, né abbiamo avuto modo di vedere i tassi di drop o la struttura dei banner futuri (personaggi? armi? entrambi?).
La lezione di Ni no Kuni: Netmarble ha imparato?
La community è giustamente cauta, memore delle pratiche aggressive viste in Ni no Kuni: Cross Worlds. Origin, però, sembra un progetto di un’altra caratura, un titolo su cui Netmarble sta puntando tutto per competere con i giganti del mercato. La nostra speranza, rafforzata da questa beta cauta sul fronte gacha, è che l’azienda abbia capito l’importanza di un modello di monetizzazione equo. Un sistema “Genshin-like”, che permette di godersi il 99% del gioco senza spendere, sarebbe la scelta ideale per garantire a Origin il successo a lungo termine che merita. La qualità del gioco c’è tutta; ora la palla passa a Netmarble.
E questo è tutto! La nostra immersione nella Closed Beta di The Seven Deadly Sins: Origin ci ha lasciato con un’enorme voglia di giocare ancora. Il gioco è solido, bellissimo da vedere e incredibilmente divertente. Le premesse per un capolavoro ci sono tutte, e l’attesa per il lancio globale si è fatta ancora più spasmodica.
E voi? Avete partecipato alla beta? Quali sono state le vostre impressioni? Se non ci siete riusciti, cosa vi incuriosisce di più di quello che vi abbiamo raccontato? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto! E se volete rimanere sempre aggiornati su Origin e su tutti i migliori giochi in arrivo, non dimenticate di iscrivervi al nostro canale Youtube dedicato al mondo del Gaminge seguite sempre le nostre guide qui sul sito. Ci vediamo in Britannia, Cavalieri










