Il 2026 si apre con una notizia che sta facendo discutere l’intera community degli shooter multiplayer: ARC Raiders sta dominando Battlefield 6 in termini di retention dei giocatori su Steam. I dati raccolti da SteamDB mostrano una differenza impressionante tra i due titoli usciti a pochi mesi di distanza, con l’extraction shooter di Embark Studios che mantiene quasi il 90% della sua base giocatori, mentre il colosso di EA fatica a trattenere appena il 16% degli utenti.
Non si tratta solo di numeri: stiamo assistendo a un cambio di paradigma nel mercato degli shooter multiplayer, dove un titolo nuovo di una IP sconosciuta sta battendo uno dei franchise più iconici dell’industria videoludica.

I numeri che raccontano due storie diverse
Quando parliamo di successo nel gaming moderno, i numeri di lancio sono solo metà della storia. La vera sfida per qualsiasi titolo live service è mantenere i giocatori attivi nel tempo, trasformando l’entusiasmo iniziale in una community stabile e duratura.
Il picco di ARC Raiders
ARC Raiders ha raggiunto il suo picco massimo di 481.966 giocatori contemporanei su Steam a novembre 2025, circa due settimane dopo il lancio del 30 ottobre. Un numero impressionante per una nuova IP, soprattutto considerando che il gioco non è free-to-play ma costa 39,99 euro per la Standard Edition.
Ma il dato veramente sorprendente arriva guardando le statistiche attuali: il picco nelle ultime 24 ore si attesta intorno ai 428.000 giocatori contemporanei. Facendo due conti, significa che ARC Raiders ha mantenuto circa il 89% della sua popolazione di picco dopo oltre due mesi dal lancio.
Il crollo di Battlefield 6
Battlefield 6 aveva tutto per dominare: il marchio storico, il budget AAA, una campagna marketing massiccia. Al lancio di ottobre 2025, il gioco ha raggiunto un picco straordinario di 747.440 giocatori contemporanei su Steam, superando di gran lunga ARC Raiders.
Eppure, guardando i dati attuali, la situazione è drammaticamente diversa. Il picco nelle ultime 24 ore si ferma a circa 119.000 giocatori contemporanei. In percentuale, Battlefield 6 ha perso circa l’84% della sua base giocatori, mantenendone solo il 16%.
Un crollo verticale che EA non può ignorare, soprattutto considerando che stiamo parlando del titolo che avrebbe dovuto riportare in auge il franchise dopo anni di risultati deludenti.
Perché ARC Raiders funziona
La domanda che tutti si pongono è: come fa un gioco nuovo, senza storia alle spalle, a trattenere i giocatori meglio di Battlefield? La risposta sta in una combinazione di fattori che Embark Studios ha saputo gestire con maestria.
Il gameplay che premia la skill
ARC Raiders è un extraction shooter PvPvE che mescola combattimenti contro altri giocatori con la minaccia costante delle macchine ARC controllate dall’intelligenza artificiale. A differenza di altri extraction shooter come Escape from Tarkov, il gioco di Embark Studios è stato progettato per essere accessibile ma profondo.
Le partite durano tra i 15 e i 30 minuti, un timing perfetto che permette sessioni brevi ma intense. Non serve investire ore per una singola run come in Tarkov: puoi entrare, fare una spedizione, estrarre con il bottino e sentirti soddisfatto anche se hai solo mezz’ora libera.
Il sistema di progressione è calibrato per premiare sia i giocatori casuali che quelli hardcore. Ogni partita ti fa avanzare grazie alle risorse raccolte, agli obiettivi completati, alle missioni portate a termine. Non c’è quella sensazione frustrante di “ho perso tempo” che affligge molti extraction shooter.
La mappa Rust Belt
Il setting post-apocalittico della Rust Belt offre cinque mappe principali, ognuna con un’identità unica. Stella Montis, l’ultima aggiunta di novembre, ha espanso ulteriormente le opzioni di esplorazione e combattimento.
Le mappe non sono solo arene di battaglia: sono puzzle tridimensionali pieni di segreti, percorsi alternativi, punti di estrazione strategici. Conoscere la mappa diventa fondamentale, e i veterani hanno un vantaggio reale sui nuovi arrivati senza che questo renda il gioco ingiocabile per i principianti.
Il supporto post-lancio
Embark Studios non ha perso tempo dopo il lancio. La roadmap di fine 2025 ha portato:
- Eventi della community a tema natalizio
- Nuove macchine ARC che hanno cambiato le strategie di combattimento
- Arsenale del Portiere, un battle pass completamente gratuito con 500 Token e cosmetici
- Bilanciamento continuo basato sul feedback della community
La prima Spedizione (un wipe volontario del personaggio in cambio di bonus) si è appena conclusa, dimostrando che gli sviluppatori non hanno paura di sperimentare con meccaniche hardcore.

Cosa non ha funzionato in Battlefield 6
Dall’altra parte della barricata, Battlefield 6 sta affrontando una crisi di identità che rischia di compromettere l’intero futuro del franchise.
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🔔 Iscriviti al canaleLa modalità battle royale flop
Uno degli errori più evidenti è stato il lancio di Redsec, la modalità battle royale free-to-play legata a Battlefield 6. L’idea sulla carta sembrava vincente: offrire un’esperienza gratuita che potesse attrarre nuovi giocatori verso l’ecosistema Battlefield.
Nella realtà , Redsec è stato accolto con totale indifferenza. Il mercato dei battle royale è saturo, dominato da titani come Fortnite, Apex Legends e Warzone. Lanciare un nuovo BR nel 2025 senza un’identità forte o meccaniche innovative è stato un suicidio commerciale.
Il risultato? Redsec conta nei numeri complessivi di Battlefield 6 su Steam, contribuendo al crollo generale della popolazione invece di sostenerla.
I problemi di gameplay
Lo YouTuber JackFrags, uno dei content creator più seguiti nel mondo Battlefield, ha pubblicato il 28 dicembre un video intitolato “Battlefield 6 desperately needs a wake up call”. Nel video analizza le criticità più gravi:
- Mappe troppo grandi con troppi momenti morti
- Bilanciamento delle armi che favorisce meta rigide
- Sistema di progressione poco soddisfacente
- Mancanza di contenuti nella Season 1
Il feedback della community è stato chiaro: Battlefield 6 non sembra un’evoluzione del franchise, ma piuttosto un tentativo di inseguire tendenze senza capirle veramente.
La competizione spietata
Battlefield 6 si è trovato a competere in un mercato incredibilmente affollato. Non solo ARC Raiders, ma anche:
- Call of Duty: Black Ops 7, che nonostante i problemi mantiene una fanbase enorme
- Fortnite, che continua a dominare con stagioni sempre fresche
- Marvel Rivals, il nuovo hero shooter che sta spopolando
In questo contesto, un Battlefield che non riesce a distinguersi chiaramente perde rilevanza in fretta.
Il confronto multipiattaforma
È importante sottolineare che i dati SteamDB riguardano solo la versione PC dei due giochi. Sia ARC Raiders che Battlefield 6 sono disponibili anche su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, dove probabilmente la situazione è diversa.
ARC Raiders su console
Embark Studios ha confermato che ARC Raiders ha superato i 700.000 giocatori contemporanei su tutte le piattaforme a metà novembre. Con circa 462.000 su Steam, significa che circa 240.000 giocatori erano su console.
La percentuale di giocatori console è significativa ma non dominante, segno che il gioco è stato sviluppato pensando principalmente al PC ma senza trascurare le console.
Battlefield 6 su console
Per Battlefield, storicamente il franchise ha sempre avuto una presenza forte su console. È probabile che su PlayStation e Xbox la retention sia migliore che su PC, ma non abbiamo dati ufficiali per confermarlo.
Ciò che sappiamo è che Battlefield 6 è stato il gioco più venduto del 2025 negli Stati Uniti, superando persino Call of Duty. Un traguardo storico che però non si è tradotto in una community duratura.

L’impatto su Call of Duty
Un altro aspetto interessante di questa situazione è come sta influenzando Call of Duty: Black Ops 7. Gli analisti hanno evidenziato che il nuovo COD sta soffrendo della competizione spietata di ARC Raiders e Battlefield 6.
I numeri bassi di Black Ops 7
Nonostante abbia dominato le classifiche di vendita di novembre negli Stati Uniti, Black Ops 7 ha registrato numeri di giocatori contemporanei inferiori alle aspettative. Gli analisti attribuiscono questo risultato a diversi fattori:
- Mercato saturo con troppi shooter competitivi
- Decisioni sbagliate di Activision sul modello di monetizzazione
- Stanchezza della formula COD tradizionale
Il fatto che sia ARC Raiders (un extraction shooter) che Battlefield 6 (un large-scale shooter) stiano rubando giocatori a Call of Duty dimostra che il pubblico cerca esperienze diverse dal classico formato arena 6v6.
Il modello di business vincente
Un aspetto fondamentale del successo di ARC Raiders è il modello di business. Il gioco costa 39,99 euro, una cifra ragionevole per un titolo multiplayer moderno, ed evita le pratiche predatorie del free-to-play aggressivo.
Battle pass gratuito
L’Arsenale del Portiere è completamente gratuito. Non devi pagare per accedere alla progressione, non ci sono tier premium nascosti dietro paywall. Tutti i giocatori hanno accesso agli stessi contenuti.
Certo, ci sono cosmetici a pagamento, ma sono opzionali e non influenzano il gameplay. Un approccio che la community ha apprezzato enormemente.
Sconti strategici
Durante i Saldi Invernali di Steam (fino al 5 gennaio 2026), ARC Raiders è scontato del 20%: 31,99 euro per la Standard Edition e 47,99 euro per la Deluxe. Una mossa intelligente per attrarre nuovi giocatori nel momento in cui il gioco sta ricevendo massima visibilità .
Il futuro dei due titoli
Guardando avanti, cosa possiamo aspettarci da questi due shooter?
ARC Raiders: la crescita continua
Con una community stabile di oltre 400.000 giocatori giornalieri su Steam, ARC Raiders ha le carte in regola per diventare uno dei multiplayer dominanti del 2026. Embark Studios ha già confermato una roadmap ricca di contenuti per i prossimi mesi.
La sfida sarà mantenere il bilanciamento tra accessibilità e profondità , continuando ad attrarre nuovi giocatori senza alienare i veterani. Se riusciranno a farlo, potrebbero creare un fenomeno duraturo simile a what Supergiant Games ha fatto con Hades.
Battlefield 6: la rimonta difficile
EA si trova davanti a una scelta difficile. Può continuare sulla strada attuale, sperando che le stagioni future riconquistino i giocatori persi, oppure può fare cambiamenti drastici al gioco.
Il problema è che i giocatori hanno già emesso il loro verdetto: con i piedi, lasciando il gioco in massa. Riconquistare quella fiducia richiederà più di qualche aggiornamento cosmetico: servirà un ripensamento profondo della direzione del gioco.
La buona notizia per EA è che 119.000 giocatori contemporanei non sono affatto pochi. È un numero più che sufficiente per mantenere vivi i server e offrire partite veloci. Ma per un franchise come Battlefield, che ha dominato il mercato degli shooter large-scale per anni, è comunque un risultato deludente.
Le lezioni da imparare
Questa situazione offre diverse lezioni importanti per l’industria:
- Il marchio non basta più: Battlefield è un nome iconico, ma i giocatori moderni non comprano per nostalgia. Vogliono giochi che funzionino, che rispettino il loro tempo, che offrano progressione soddisfacente.
- La retention è più importante del picco: Meglio avere 400.000 giocatori stabili che 750.000 al lancio che spariscono in due mesi. I giochi live service vivono di community durature, non di hype passeggeri.
- Il supporto post-lancio è fondamentale: ARC Raiders ha dimostrato che aggiornamenti frequenti, bilanciamento attento e comunicazione trasparente fanno la differenza.
- Il prezzo giusto esiste: 39,99 euro con battle pass gratuito batte il free-to-play aggressivo. I giocatori sono disposti a pagare se il valore percepito è alto.

Una nuova era per gli shooter
Il dominio di ARC Raiders su Battlefield 6 nella retention dei giocatori segna potenzialmente l’inizio di una nuova era per gli shooter multiplayer. Non bastano più budget AAA, campagne marketing mastodontiche, franchise storici. Servono gameplay solido, rispetto per il giocatore, supporto continuo.
Embark Studios, team relativamente piccolo proveniente dal successo di The Finals, ha dimostrato che si può competere con i giganti dell’industria. Il segreto? Ascoltare la community, iterare velocemente, non aver paura di sperimentare.
Battlefield 6 non è morto: 119.000 giocatori contemporanei sono comunque un successo per molti standard. Ma per un franchise che aspirava a riconquistare la corona degli shooter, è una delusione cocente.
La vera domanda ora è: EA saprà imparare da questa lezione, o continuerà a inseguire tendenze senza capirle? La risposta determinerà non solo il futuro di Battlefield 6, ma dell’intero franchise.
Nel frattempo, ARC Raiders continua la sua scalata, trasformando giorno dopo giorno una nuova IP in un fenomeno consolidato. E per chi cerca uno shooter che rispetti il proprio tempo e premi la skill, la scelta sembra chiara.
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