Avete mai avuto l’impressione di guardare un incidente ferroviario al rallentatore? Uno di quelli dove sai già che l’impatto sarà devastante, dove vedi le lamiere accartocciarsi centimetro dopo centimetro, ma non riesci a staccare gli occhi dai binari? Ecco, se siete stati tra i migliaia di sognatori che hanno finanziato Ashes of Creation, oggi non solo avete gli occhi stanchi, ma probabilmente avete anche un travaso di bile che farebbe invidia a un critico gastronomico dopo una cena a base di plastica.
La Fenice, il simbolo di rinascita che doveva salvare il genere MMORPG, non è risorta dalle ceneri. Si è schiantata al suolo, e quelle ceneri che restano sanno di bruciato, di tradimento e di una gestione finanziaria che definire “allegra” sarebbe un complimento per chiunque abbia mai giocato a Monopoli con le banconote fotocopiate.

Benvenuti nell’era dei videogiochi come promessa perenne, dove il prodotto non è il gioco, ma l’hype che lo precede, e dove il consumatore è solo un bancomat con le dita sporche di patatine. In questo speciale di Top Games Italia, scaveremo nella tomba di Intrepid Studios per capire come un sogno da milioni di dollari sia diventato l’incubo di ogni videogiatore.
Il Miraggio di Kickstarter: Come 3 Milioni di Dollari sono Diventati Cenere
Tutto ebbe inizio nel lontano 2017. Il mondo degli MMORPG era in una fase di stagnazione profonda. I giganti come World of Warcraft e Final Fantasy XIV dominavano incontrastati, mentre i nuovi progetti morivano prima ancora di uscire dalla fase di prototipo. In questo scenario desertico, appare lui: Steven Sharif.

Un uomo che non veniva dall’industria, ma dal settore immobiliare e, dettaglio non trascurabile che molti hanno ignorato per troppo tempo, dal mondo del Multi Marketing Level. Sharif prometteva l’impossibile: un mondo dinamico dove ogni scelta del giocatore avrebbe cambiato permanentemente la mappa, l’economia e la politica. Era il progetto “Nodi”, il sacro Graal dei sandbox.
L’ascesa di Steven Sharif e il Culto della Personalità
Sharif non ha venduto solo un gioco; ha venduto se stesso. Si è presentato come il messia dei videogiocatori, quello che metteva i propri soldi (milioni, a suo dire) per garantire l’indipendenza da publisher “cattivi”.
La campagna Kickstarter fu un trionfo: oltre 3,2 milioni di dollari raccolti da quasi 20.000 backer. Ma qui c’è il primo campanello d’allarme, uno di quelli che suonano così forte da spaccare i timpani, eppure siamo rimasti tutti lì a sorridere, abbagliati dai trailer in 4K.
Dal Real Estate al Game Design: Una Scommessa Azzardata?
Passare dal vendere appartamenti o succhi di frutta “miracolosi” nel mondo dell’Multi Marketing Level a dirigere un MMORPG tripla A è come chiedere a un pasticciere di progettare una centrale nucleare: entrambi usano il calore, ma i risultati sono leggermente diversi. Sharif ha usato la sua dialettica per creare una community che non era solo un gruppo di fan, ma un vero e proprio esercito di difensori.
Chiunque osasse mettere in dubbio la fattibilità tecnica di un mondo totalmente dinamico veniva etichettato come “hater”. E intanto, gli anni passavano, i pacchetti di skin si accumulavano e il codice… beh, il codice era un’altra storia.
Il Modello di Business Multi Marketing Level applicato ai Videogiochi
Ricordate il sistema di referral di Ashes of Creation? Quello che prometteva il 15% di cashback su ogni acquisto fatto dagli amici invitati? Se non vi sembrava uno schema piramidale mascherato da marketing moderno, forse dovreste rivedere le vostre nozioni di economia di base.
Questo sistema ha incentivato i creatori di contenuti a pompare il gioco oltre ogni limite, perché ogni nuovo iscritto significava soldi veri nelle loro tasche. Un conflitto di interessi grande quanto un castello medievale di Verra, che ha silenziato la critica oggettiva per quasi un decennio.
Lo Sviluppo Infinito: Otto Anni di Promesse, Pixel e Ritardi Strategici
Dal 2017 al 2025, Ashes of Creation è stato un fantasma digitale. Abbiamo visto video bellissimi, demo tecniche di foreste lussureggianti e orchi che correvano con Ray Tracing. Ma il gioco dov’era? Siamo passati attraverso l’Alpha 1, poi l’annuncio del passaggio da Unreal Engine 4 a Unreal Engine 5.

Una mossa che ha aggiunto anni di lavoro, ma che faceva benissimo nei comunicati stampa: “Vogliamo il meglio per voi!”. In realtà, ogni cambio tecnologico era un comodo reset per giustificare la mancanza di contenuti reali.
Il Passaggio a Unreal Engine 5: Un’Arma a Doppio Taglio
Il passaggio all’UE5 è stato venduto come una rivoluzione. Ma nel mondo dello sviluppo, cambiare motore a metà opera significa spesso buttare via mesi di ottimizzazione. Per Intrepid Studios, è stato il pretesto perfetto per spostare la data di rilascio ancora più avanti.
La community, invece di arrabbiarsi, ha applaudito, convinta che Sharif stesse cercando la perfezione. In realtà, lo studio stava lottando con problemi di performance basilari che nessun motore grafico avrebbe mai potuto risolvere senza una programmazione solida alle spalle.
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🔔 Iscriviti al canaleLa Monetizzazione della Speranza: Skin da 500 Dollari
Mentre i programmatori annaspavano, il reparto marketing non ha mai perso un colpo. Ogni mese venivano rilasciati pacchetti cosmetici “limitati”. La gente comprava arredamento per case digitali che non poteva ancora visitare. È stata una delle operazioni di monetizzazione più aggressive della storia del gaming indipendente. Sharif incassava milioni vendendo pixel estetici per un gioco che non aveva ancora superato i test di carico sui server.
Ashes of Creation Apocalypse: Il Fallimento come Test
Nel 2018, lo studio lanciò un Battle Royale spin-off chiamato Apocalypse. Ufficialmente serviva per testare il combattimento e i server. In realtà, fu un flop clamoroso che sottrasse risorse preziose allo sviluppo del MMORPG. Molti backer iniziarono a capire che i loro soldi venivano usati per inseguire i trend del momento piuttosto che per costruire il mondo di Verra. La chiusura di Apocalypse poco dopo fu la prima grande crepa nel muro di invulnerabilità di Sharif.

Il Lancio disastroso di Dicembre 2025: Steam e l’Inganno Finale
Arriviamo al Natale del 2025. Dopo otto anni di attesa, Intrepid lancia finalmente il gioco in Early Access su Steam. Ma la sorpresa fu amara: il gioco era tecnicamente ancora in Alpha. Vendere un’Alpha a prezzo pieno (con pacchetti che arrivavano a cifre folli) è stato l’ultimo tentativo di mungere una mucca che stava già tirando le cuoia.
Bug, Lag e la Morte del Sistema dei Nodi
Chi ha giocato a dicembre si è trovato davanti a un disastro. I server crashavano ogni trenta minuti. Il sistema dei “Nodi”, che doveva essere la rivoluzione del genere, era ridotto a una serie di quest ripetitive e meccaniche che non comunicavano tra loro. Le recensioni su Steam sono precipitate rapidamente a “Perlopiù negative”.
I giocatori, stanchi di essere trattati come tester paganti per un progetto che sembrava non finire mai, hanno iniziato a chiedere rimborsi di massa.
Lo Scam Legale: Perché lanciare un gioco rotto?
C’è una teoria molto cupa che circola nei forum legali. Kickstarter obbliga a rimborsare i fondi se il progetto non viene “consegnato”. Lanciando Ashes of Creation su Steam, Sharif ha “consegnato” il prodotto.
Poco importa se è un ammasso di bug: legalmente, il contratto è soddisfatto. È stata una mossa calcolata per blindare i milioni raccolti in otto anni e proteggere la società da un’ondata di rimborsi obbligatori? Tutti gli indizi portano a una risposta affermativa.
Il Caso SADA Systems: Debiti Cloud e Bugie Aziendali
Mentre il gioco affondava, è emersa una causa legale da parte di SADA Systems, fornitore di Google Cloud. Pare che Intrepid non pagasse le fatture dei server da quasi un anno, accumulando un debito di oltre 852.000 dollari.

Sharif ha sempre dichiarato che il gioco era “autofinanziato” con i suoi milioni personali. Allora perché non pagare i server? Forse perché quei milioni non esistevano, o erano già finiti altrove.
31 Gennaio 2026: Il Sabato Nero di Verra e le Dimissioni di Sharif
Tutto è esploso nell’arco di poche ore. Steven Sharif è apparso sul server Discord ufficiale con un messaggio che ha raggelato la community. Ha annunciato le sue dimissioni “per protesta” contro le decisioni del “Consiglio d’Amministrazione” (The Board). Ma la storia puzza di bruciato fin dalle prime righe.

Chi è davvero “Il Consiglio d’Amministrazione”?
Nel suo post, Sharif dipinge il Board come un’entità esterna che gli ha sottratto il controllo. Peccato che, secondo i registri pubblici della California, il consiglio d’amministrazione di Intrepid Studios sia composto da lui e da suo marito, John Moore.
Sharif si è dimesso per protestare contro se stesso e il proprio partner? O forse, come suggeriscono le gole profonde, lo studio è stato ceduto in segreto a una società di Private Equity per coprire i debiti, e i nuovi padroni hanno deciso di smantellare tutto?
La Fuga del Capitano e l’Abbandono dell’Equipaggio
Dopo le dimissioni di Sharif, gran parte della leadership senior è sparita nel nulla. Hanno lasciato 250 dipendenti nel panico, senza indicazioni e con la consapevolezza che lo studio era ormai un guscio vuoto.
Sharif ha cercato di passare per vittima, ma agli occhi del mondo è apparso come il capitano che salta sulla prima scialuppa lasciando che la nave affondi con tutti i passeggeri a bordo.
Il WARN Act e la Chiusura Permanente
Pochi giorni dopo, la conferma ufficiale: Intrepid Studios ha emesso le notifiche del WARN Act per licenziamento collettivo permanente. Non è una pausa, è la fine. Gli uffici di San Diego sono stati svuotati. Circa 250 professionisti del settore si sono ritrovati senza lavoro e, come vedremo, con una serie di problemi finanziari non indifferenti.
Il Dramma dei Dipendenti: Stipendi Spariti e Status LinkedIn
Mentre la community urlava sui forum, il vero dramma si consumava tra le mura dello studio. I dipendenti hanno iniziato a cambiare freneticamente il loro status su LinkedIn in “Open to Work”. Ma la rabbia è esplosa quando è emerso che l’ultimo mese di stipendio, i bonus e il TFR (la severance pay) non sono stati pagati.
Violazioni Legali e Conti Svuotati
In California, la legge è molto severa: se licenzi un dipendente, devi pagarlo immediatamente. Intrepid Studios ha ignorato ogni regolamento, dichiarando di non avere liquidità. Dove sono finiti i milioni incassati su Steam solo due mesi prima? Dove sono finiti i soldi dei pre-order delle skin? C’è il forte sospetto che le casse siano state svuotate prima dell’implosione per mettere al sicuro il patrimonio dei fondatori, lasciando gli sviluppatori con un pugno di mosche.

Margaret Krohn: La Voce della Delusione
Margaret Krohn, direttrice della comunicazione, ha espresso tutto il suo dolore in un post pubblico. “Non era ciò che mi aspettavo”, ha scritto. Se persino chi doveva gestire l’immagine pubblica è stata colta di sorpresa dal tradimento di Sharif, immaginate lo stato d’animo di chi ha passato notti intere a scrivere righe di codice per un sogno che è stato venduto al miglior offerente.
La Livestream Fantasma del 13 Febbraio
In un tentativo grottesco di mantenere le apparenze, il “team rimanente” (ovvero nessuno) aveva annunciato una livestream per il 13 febbraio. È stata l’ultima, patetica menzogna di una gestione che ha perso ogni contatto con la realtà. La livestream ovviamente non avverrà mai, lasciando la community in un silenzio assordante interrotto solo dai click degli avvocati che preparano le cause.
La Reazione di Valve e il Ritiro da Steam: Una Sconfitta per il Gaming
Valve non ritira quasi mai un gioco dalla vendita a meno che non ci siano prove schiaccianti di comportamenti fraudolenti o l’azienda sviluppatrice cessi di esistere legalmente. Il fatto che Ashes of Creation sia stato rimosso è la prova del nove del fallimento totale del progetto.

Rimborsi e Rabbia: Chi paga il conto?
Steam ha iniziato a rimborsare gli acquirenti di dicembre, ma la vera tragedia riguarda i backer di Kickstarter del 2017. Loro non hanno la protezione di Valve. Hanno donato milioni otto anni fa basandosi sulla fiducia verso un uomo che si è rivelato un venditore di succhi di frutta mascherato da game designer.
Per loro, i soldi sono persi per sempre, a meno che le azioni legali non portino a un pignoramento dei beni personali di Sharif.
Lo Studio Legale Strauss Borrelli e la Class Action
Le voci di una Class Action si sono concretizzate rapidamente. Lo studio legale Strauss Borrelli ha iniziato a raccogliere migliaia di firme. L’accusa è frode aggravata e violazione delle leggi sul lavoro. Sarà una battaglia legale che durerà anni, ma che servirà come monito per l’intera industria: non si possono rubare i sogni (e i soldi) della gente senza conseguenze.
L’Eredità Tossica di Intrepid Studios
Cosa resterà di questa vicenda? Ashes of Creation non sarà ricordato per il suo sistema di nodi, ma per essere stato il chiodo finale nella bara del crowdfunding videoludico. Sharif ha avvelenato il pozzo per ogni futuro sviluppatore indipendente onesto.
Ogni volta che vedremo una promessa di “libertà totale” e “mondi dinamici”, ci ricorderemo delle skin da 500 dollari e dei dipendenti lasciati senza stipendio a San Diego.
Analisi Tecnica del Collasso: Perché il Gioco non poteva Funzionare
Molti si chiedono come sia possibile che, con tanti soldi, il gioco fosse in quello stato. La verità è tecnica. Intrepid Studios ha costruito un motore grafico bellissimo su un’infrastruttura di rete fatiscente.
Gestire migliaia di giocatori in un mondo totalmente dinamico richiede una competenza che il team di Sharif, composto per lo più da junior entusiasti e pochi veterani strapagati, non possedeva.

Il Problema del Netcode e dei Nodi
Il sistema dei nodi richiedeva una sincronizzazione lato server che semplicemente non esisteva. Durante i test di dicembre, si è visto che non appena la popolazione di una zona superava le cinquanta persone, il server iniziava a ignorare gli input dei giocatori.
Sharif sapeva da anni che questa meccanica era impossibile da realizzare con le tecnologie attuali, ma ha continuato a venderla come “già pronta” per continuare a raccogliere fondi.
Unreal Engine 5: Un Sogno Troppo Pesante
L’uso estremo di Nanite e Lumen ha reso il gioco inaccessibile alla maggior parte dei PC. Intrepid non ha mai lavorato sull’ottimizzazione, puntando tutto sulla “bellezza” dei trailer. È l’errore classico di chi viene dal marketing: se il pacchetto è bello, la gente lo compra. Peccato che nel gaming, se il gioco non gira a più di 15 FPS, il pacchetto te lo tirano dietro.
La Mancanza di un Game Loop Reale
Al di là dei problemi tecnici, Ashes of Creation mancava di anima. Dopo otto anni, non c’era un vero motivo per giocare se non quello di accumulare skin. Le quest erano filler puro, il bilanciamento delle classi inesistente e l’economia interna era già distrutta dai bug di duplicazione che Sharif e il suo team non erano in grado di fixare.
La Fine di un’Era: Il Futuro degli MMORPG dopo il Disastro
Il collasso di Intrepid Studios segna la fine di un’epoca. Quella dei “sogni venduti su Kickstarter”. Il genere MMORPG ora si trova davanti a un bivio: tornare a produzioni piccole e sostenibili o restare nelle mani dei giganti che hanno le risorse per fallire senza distruggere la vita dei dipendenti.
Il Modello Warframe come Unica Via
Come hanno dichiarato veterani dell’industria del calibro di Greg Street, l’unico modo per fare un MMO oggi è il modello Warframe: partire piccoli, creare un gioco che funziona, e poi espanderlo lentamente. Sharif ha cercato di fare il contrario: promettere l’infinito, incassare i soldi e poi cercare di capire come costruirlo. È un modello che porta inevitabilmente alla distruzione.

La Fiducia Perduta dei Giocatori
Chi finanzierà più un progetto indipendente? La ferita lasciata da Ashes è profonda. Abbiamo visto persone investire i risparmi di una vita in questo gioco, convinte di far parte di una rivoluzione. Sharif ha calpestato questa fiducia per alimentare il suo ego e, forse, i suoi conti bancari personali. È una macchia indelebile sulla storia del medium.
Una Lezione per i Content Creator
Questa vicenda dovrebbe insegnare qualcosa anche a chi vive di YouTube e Twitch. Molti creator hanno spinto questo gioco per anni, ignorando i segnali evidenti di fallimento pur di incassare le commissioni del referral. Oggi fanno video di “analisi del crollo”, ma per anni sono stati complici di questo miraggio. La responsabilità verso il proprio pubblico dovrebbe venire prima dei soldi di uno sponsor.
Verità o Finzione? Il Mistero del “Team Rimanente”
Ancora oggi, ci sono fan che credono che il gioco possa tornare. Si aggrappano a quel comunicato che parlava di una livestream del 13 febbraio. Ma la realtà è scritta nei documenti del WARN Act: lo studio è chiuso. Il “team rimanente” è un’invenzione legale per cercare di mantenere attivo il valore degli asset (ovvero il codice e i disegni) in vista di una vendita fallimentare.

Cosa succederà agli Asset di Ashes of Creation?
Probabilmente il codice verrà venduto a qualche azienda cinese o coreana che lo userà come base per un giochino mobile pieno di microtransazioni. La visione originale di Sharif è morta e sepolta. Non ci sarà nessuna resurrezione, solo una spartizione delle spoglie tra i creditori, con SADA Systems e gli ex dipendenti in prima fila.
Steven Sharif: L’uomo che visse due volte
Molti si chiedono cosa farà ora Sharif. Con i milioni messi al sicuro, probabilmente sparirà per un po’ per poi riemergere in qualche nuovo settore, magari vendendo NFT o crypto-valute “rivoluzionarie”. Un uomo con il suo talento per la manipolazione delle masse non resta mai disoccupato a lungo. Ma nel mondo del gaming, la sua reputazione è carta straccia.
Il Ruolo della Stampa Specializzata
Dobbiamo fare un mea culpa. Per troppo tempo, anche noi della stampa abbiamo dato spazio alle promesse di Sharif senza scavare abbastanza a fondo. Ci siamo lasciati incantare dalle immagini e dalle parole facili. Questo disastro deve servire da lezione anche a noi: il nostro compito non è essere fan, ma essere cani da guardia della verità.
Cenere alla Cenere, Hype all’Hype
Ashes of Creation è stato il più grande esperimento sociale della storia dei videogiochi. Ha dimostrato quanto siamo disposti a credere a una bugia ben confezionata pur di evadere dalla realtà di un’industria che ci sembra noiosa. Steven Sharif ha costruito un impero sulla nostra nostalgia e sul nostro desiderio di avventura, e poi lo ha dato alle fiamme quando non serviva più ai suoi scopi.
Oggi Verra è una terra desolata non per colpa di qualche mostro fantasy, ma per colpa dell’avidità umana e della mancanza di etica professionale. La Fenice è morta, e questa volta non ci saranno preghiere o donazioni su Kickstarter che potranno riportarla in vita. È tempo di voltare pagina, con la speranza che la prossima volta saremo più saggi, più critici e meno disposti a regalare i nostri sogni al primo venditore di fumo che incontriamo sulla strada.
E voi, siete tra quelli che hanno visto svanire i propri risparmi in questo colossale fallimento o avevate sentito puzza di bruciato fin dal 2017? Vogliamo sentire la vostra voce, specialmente se siete stati dei backer della prima ora: raccontateci la vostra odissea qui sotto nei commenti.
Il vostro feedback è fondamentale per far capire a tutta l’industria che non siamo solo numeri su un bilancio, ma persone con una passione che merita rispetto. Se volete continuare a seguire l’evoluzione della class action, vedere la progressione con le dichiarazioni dei dipendenti e ricevere analisi oneste sul futuro degli MMORPG, iscrivetevi subito al nostro canale YouTube.
Noi non vi vendiamo skin “early access”, vi vendiamo la realtà, anche quando fa male. Alla prossima, restate svegli e non fatevi incantare da altre fiamme fatue!









