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Lorenzo Boccadamo
Lorenzo Boccadamo
Sembra strano....ma sono un vero e proprio Nerd, sin da quando ho memoria del primo computer visto da piccolo. Appassionato di Gaming, Tech, Informatica, audio Production e..... Libri..... a vagonate ....

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10 giochi in terza persona che sfiorano la perfezione

Mondi indimenticabili e altrettante storie da vivere. Preparatevi a perdervi in esperienze fuori dal comune!

Ti serve un riassunto?

Avete mai provato quella strana, quasi inquietante sensazione in cui la realtà circostante inizia a sfocarsi?
Quando smettete di fissare un pannello di pixel e iniziate, quasi fisicamente, a percepire il peso degli stivali del vostro personaggio sul terreno?
Non è solo “giocare”. È qualcosa di più profondo.

La prospettiva in terza persona è, per molti versi, la chiave di volta di questa magia. È lì che il cinema sposa l’interattività, mettendo letteralmente il destino di un eroe sotto la punta delle vostre dita. Ma siamo onesti. Di titoli action o adventure ne escono a centinaia ogni anno, eppure solo pochissimi riescono a toccare le corde giuste.

La prospettiva in terza persona è, per molti versi, la chiave di volta di questa magia.
Generato con l'IA

Quali sono quelli che rasentano la perfezione? Mettetevi comodi e stappate una bibita. Stiamo per immergerci in un viaggio attraverso dieci capolavori in terza persona che ogni videogiocatore dovrebbe aver vissuto almeno una volta nella vita.

Red Dead Redemption 2 e la vita vissuta nel selvaggio west

Arthur Morgan a cavallo in Red Dead Redemption 2 tra i grandi giochi in terza persona

Iniziamo con quello che molti considerano il re indiscusso degli open world moderni. Quando Rockstar Games ha rilasciato Red Dead Redemption 2, non ha semplicemente lanciato un gioco ma ha pubblicato una tesi di laurea su quanto possa essere profondo il legame tra un giocatore e il suo alter ego virtuale. Qui non si tratta solo di sparare a dei fuorilegge o rapinare treni, attività che comunque danno una soddisfazione incredibile. Si tratta di esistere in un tempo che non ci appartiene più. La visuale in terza persona non è una scelta di comodo ma una necessità per ammirare la maestosità di un mondo che sembra fregarsene altamente della nostra presenza.

Il realismo maniacale come scelta narrativa superiore

La forza di questo titolo risiede nei dettagli che molti altri sviluppatori avrebbero ignorato per paura di annoiare il pubblico.

La barba di Arthur Morgan cresce in tempo reale e vi costringe a una sosta dal barbiere. Non è solo estetica ma un marcatore temporale della vostra avventura. Il fango che si incrosta sui vestiti dopo una scazzottata fuori da un saloon a Valentine o il modo in cui il vostro cavallo reagisce fisicamente al freddo delle montagne sono elementi che costruiscono una credibilità senza precedenti.

Questi non sono semplici orpelli grafici ma sono le fondamenta di un mondo che respira senza di voi. In terza persona vedere Arthur che si sistema il cappello dopo una corsa o che fatica a camminare nella neve alta crea una fisicità che la prima persona non potrebbe mai restituire con la stessa forza comunicativa.

Arthur Morgan e la tragedia dell’uomo fuori dal tempo

Oltre la tecnica cristallina troviamo un cuore pulsante. Arthur Morgan è senza ombra di dubbio uno dei personaggi meglio scritti nella storia dei videogiochi.

La sua non è la storia di un eroe invincibile ma quella di un uomo che vede il suo mondo morire sotto i colpi della civilizzazione forzata. La prospettiva esterna ci permette di osservare la sua postura che cambia e il suo sguardo che si fa più stanco col passare dei capitoli.

Ogni missione anche la più piccola contribuisce a dipingere il ritratto di un uomo in cerca di una redenzione che forse non arriverà mai. Quando cavalcate verso il tramonto nelle Grand Plains non state solo muovendo una levetta analogica ma state accompagnando un amico verso la fine inevitabile del suo viaggio terreno.

L’ecosistema e l’interazione organica con ogni singolo abitante

Un altro pilastro fondamentale è il sistema di interazione. Potete salutare o provocare ogni singolo abitante del mondo di gioco.

Questo crea situazioni organiche imprevedibili dove un semplice buongiorno può trasformarsi in una sparatoria o in una missione secondaria inaspettata. Il mondo non sembra una scatola di giocattoli messa lì per il vostro divertimento ma un luogo dove le persone hanno una vita propria e soprattutto una memoria corta per i vostri errori. Se fate un torto a un negoziante in una città state pur certi che se ne ricorderà la prossima volta che varcherete la sua soglia magari alzando il prezzo delle provviste.

La gestione del campo base e la coralità del gruppo

Vedere la banda di Dutch van der Linde vivere la quotidianità tra una rapina e l’altra aggiunge uno strato di profondità incredibile. Osservare i compagni in terza persona mentre bevono caffè intorno al fuoco o litigano per le razioni rende il gruppo una vera famiglia. Non siete il centro dell’universo ma un ingranaggio di una macchina complessa e spesso malfunzionante. Questa dinamica rende ogni perdita all’interno del gruppo un colpo al cuore per il giocatore.

Stellar Blade e il nuovo volto dell’azione frenetica

Eve affronta un Naytiba nel combattimento di Stellar Blade scelto nella classifica Top Games

Cambiamo totalmente registro perché se Red Dead è una ballata lenta e malinconica Stellar Blade è un assolo di chitarra elettrica suonato alla velocità della luce. Shift Up è riuscito in un’impresa che sembrava impossibile per uno studio emergente ovvero prendere il meglio dei character action alla Devil May Cry e fonderlo con la precisione tecnica dei soulslike più moderni il tutto condito da un’estetica che toglie il fiato a ogni inquadratura.

Un sistema di combattimento che premia la danza dei riflessi pronti

In Stellar Blade ogni scontro è una coreografia brutale e precisissima. La terza persona qui è fondamentale per gestire gli spazi e leggere i movimenti dei nemici chiamati Naytiba. Non basta premere tasti a caso sperando che succeda qualcosa di buono perché il gioco esige che impariate il ritmo del nemico quasi fosse uno spartito musicale. Parate perfette e schivate millimetriche non sono solo opzioni coreografiche ma sono necessità assolute per sopravvivere. Quando azzeccate il timing di un contrattacco e vedete Eve scatenare una combo devastante in un tripudio di effetti particellari la scarica di dopamina è istantanea e travolgente.

Estetica e world building in un futuro post apocalittico

Sotto la superficie di un gioco visivamente pulito e quasi esagerato nella sua bellezza batte un cuore sci-fi molto profondo. Il design di Eve e degli ambienti è una vera lettera d’amore al genere cyberpunk e alla fantascienza d’autore. Camminare tra le rovine di una Terra abbandonata dove la natura ha ripreso il sopravvento sul cemento e sull’acciaio regala una sensazione di solitudine e mistero che ricorda le atmosfere di grandi classici. La pulizia dell’immagine rende ogni frame simile a un’illustrazione digitale d’avanguardia. Un risultato studiato per colpire l’occhio del giocatore più esigente.

La personalizzazione tattica e il feedback aptico del controller

Il gioco non dimentica mai l’importanza della progressione del personaggio. Ogni potenziamento dell’equipaggiamento o sblocco di una nuova abilità nell’albero dei talenti cambia radicalmente il modo in cui approcciate le battaglie più ostiche.

Inoltre l’implementazione del feedback aptico rende ogni colpo di spada e ogni impatto contro le corazze nemiche qualcosa di fisico che passa attraverso le vostre mani aumentando ancora di più quell’immersione totale che cerchiamo in un titolo di questo livello tecnico.

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La colonna sonora come motore dell’azione

Non si può parlare di Stellar Blade senza citare la sua musica. I brani cambiano intensità a seconda di quello che accade a schermo passando da melodie malinconiche durante l’esplorazione a ritmi martellanti durante i boss fight. Questa fusione tra udito e vista rende la terza persona ancora più immersiva proiettandovi direttamente al centro della battaglia per la salvezza dell’umanità.

Dead Space Remake e l’orrore che striscia tra le ombre spaziali

Isaac Clarke affronta un Necromorfo nei corridoi della USG Ishimura in Dead Space Remake

Se avete paura del buio Dead Space Remake farà di tutto per confermare che avete perfettamente ragione a essere terrorizzati. EA Motive ha preso un classico dell’horror sci-fi e lo ha ricostruito da zero rendendolo non solo splendido da vedere ma infinitamente più inquietante grazie a una gestione della luce magistrale. Qui la terza persona non serve a farvi sentire potenti ma a farvi percepire quanto siate piccoli e vulnerabili nel vuoto cosmico.

L’interfaccia diegetica e la genialità dell’immersione totale

Uno dei motivi per cui Dead Space è considerato un capolavoro di design è la sua interfaccia rivoluzionaria. Non ci sono barre della vita colorate che fluttuano agli angoli dello schermo o mappe giganti che coprono la visuale interrompendo il flusso di gioco.

Tutto ciò che vi serve sapere è integrato direttamente nella tuta di Isaac Clarke. La salute è indicata sulla sua colonna vertebrale tramite dei led luminosi e le munizioni vengono proiettate olograficamente davanti alle armi durante il puntamento. Questo significa che i vostri occhi non lasciano mai il mondo di gioco permettendo alla tensione di accumularsi senza alcuna distrazione. Sentirete ogni cigolio della USG Ishimura come se fosse proprio dietro di voi.

Il sistema di smembramento tattico e la brutalità delle armi

Dimenticate i classici colpi alla testa perché in Dead Space sparare al volto di un necromorfo è spesso il modo più veloce per farsi uccidere brutalmente. Il gioco vi insegna con una logica disarmante a mirare agli arti superiori e inferiori. È una meccanica che trasforma ogni scontro in un puzzle ad alta velocità dove dovete decidere in pochi secondi quale braccio staccare prima o se sia meglio puntare alle gambe per rallentare l’avanzata nemica. La soddisfazione tecnica di vedere Isaac che calpesta un nemico abbattuto per recuperare risorse è una delle firme stilistiche più iconiche e viscerali del genere horror.

Il sound design come vera arma di tortura psicologica

Il comparto audio di questo remake merita un’attenzione particolare. Isaac ora reagisce fisicamente allo stress ambientale e la sua respirazione si fa affannosa quando la salute è bassa o dopo una corsa disperata tra i corridoi angusti della nave.

I suoni ambientali e i sussurri che sembrano provenire dalle pareti metalliche creano un’atmosfera di paranoia costante che vi terrà incollati alla sedia con i nervi a fior di pelle. Non siete mai al sicuro nemmeno in una stanza apparentemente vuota perché l’Intensity Director monitora le vostre azioni e decide quando scatenare l’inferno.

L’esplorazione a zero gravità e la libertà di movimento

Le sezioni a gravità zero sono state completamente rivisitate permettendo a Isaac di volare liberamente in tutte le direzioni grazie ai propulsori della sua tuta.

In terza persona vedere il protagonista fluttuare tra i detriti spaziali mentre la luce di una stella lontana filtra attraverso i finestrini è uno spettacolo visivo mozzafiato che bilancia perfettamente i momenti di terrore puro con momenti di pura meraviglia fantascientifica.

Spider Man un videogioco che diventa un simulatore di supereroi

Spider Man oscilla tra i grattacieli di New York nella selezione Top Games

Chi di noi non ha mai sognato di lanciarsi tra i grattacieli di New York appeso a un filo di ragnatela sottile ma indistruttibile? Insomniac Games non ha semplicemente creato un videogioco basato sull’Uomo Ragno ma ha dato vita al simulatore definitivo di questo iconico personaggio Marvel. La terza persona in questo caso è l’unica prospettiva possibile per catturare l’agilità incredibile e la dinamicità delle movenze di Peter Parker.

Il sistema di oscillazione e la perfezione del movimento aereo

In molti giochi open world spostarsi dal punto A al punto B è visto come un dovere noioso o una perdita di tempo.

In Spider Man invece è un piacere assoluto che crea dipendenza. Il sistema di web swinging è così fluido e naturale che potreste passare intere ore semplicemente a girare per Manhattan senza completare alcuna missione secondaria.

La telecamera segue i movimenti acrobatici di Peter con una dinamicità incredibile stringendosi durante le picchiate vertiginose e allargandosi durante le evoluzioni aeree più complesse. È un esempio perfetto di come il movimento stesso possa diventare il cuore pulsante dell’intero gameplay.

Peter Parker e l’umanità che batte sotto la maschera

Il vero colpo di genio dello sviluppatore è stato dare lo stesso peso narrativo a Peter Parker e a Spider Man. La storia ci mostra un Peter adulto che deve barcamenarsi tra bollette da pagare e relazioni complicate con Mary Jane e Miles Morales mentre porta sulle spalle il peso di essere il protettore di una città che non dorme mai.

Vedere Peter interagire con zia May in scene di quotidiana dolcezza ci fa sentire parte di una comunità reale. La narrazione è ai vertici dell’industria con una profondità emotiva che culmina in un finale capace di commuovere anche il giocatore più cinico e distaccato.

Una Manhattan viva piena di dettagli e di vita vera

La New York ricreata per questo titolo è un personaggio a sé stante e non un semplice sfondo statico. È densa di vita con cittadini che reagiscono al vostro passaggio chiedendovi un selfie o segnalandovi dei crimini in corso.

L’integrazione tra i monumenti reali e quelli dell’universo Marvel crea un mix affascinante che spinge il giocatore a esplorare ogni singolo vicolo della città. Che stiate affrontando i Sinistri Sei in battaglie epiche o stiate semplicemente scattando foto dal grattacielo più alto ogni azione restituisce un feedback perfetto e appagante.

Il sistema di combattimento acrobatico e l’uso dei gadget tecnologici

Il combattimento è un mix incredibile tra l’eleganza delle arti marziali e la creatività tipica dell’Uomo Ragno. Potete usare l’ambiente a vostro favore lanciando tombini o utilizzando le ragnatele per intrappolare i nemici contro le pareti. L’uso dei gadget aggiunge uno strato strategico che permette di approcciare ogni scontro in modi diversi premiando l’inventiva e la velocità d’esecuzione del giocatore.

Elden Ring e la gioia sublime di perdersi in un mondo ignoto

Un Senzaluce osserva l'Interregno dominato dall'Albero Madre in Elden Ring

Parlare di Elden Ring significa parlare di un cambiamento epocale nel modo di intendere il genere degli open world moderni. FromSoftware ha preso la formula collaudata dei suoi celebri soulslike e l’ha proiettata in una dimensione vasta e misteriosa dove il senso di scoperta è il motore principale di ogni azione. Qui non siete guidati ma siete abbandonati a voi stessi in un viaggio verso l’ignoto più assoluto.

La filosofia della scoperta pura senza indicatori invasivi

In Elden Ring non troverete una mappa piena di icone colorate o punti interrogativi che vi dicono esattamente dove andare e cosa fare per progredire.

Siete voi con il vostro cavallo Torrent e un orizzonte dominato dalla luce dorata dell’Albero Madre. La terza persona qui funge da vera e propria bussola visiva perché vedere una torre diroccata in lontananza o un castello arroccato su una scogliera a picco sul mare vi spinge naturalmente a indagare.

Ogni angolo dell’Interregno nasconde un segreto o un boss opzionale capace di cambiare la vostra partita. È un gioco che rispetta l’intelligenza del giocatore premiando la sua audacia nel deviare dal sentiero principale.

Un design dei boss che sfida i confini dell’arte digitale

Ogni scontro principale in questo titolo è un evento memorabile che rimarrà impresso nella vostra memoria per anni. Dai movimenti regali di Malenia alla furia distruttiva di Radahn il design dei nemici è pura arte maledetta.

La terza persona è essenziale per leggere le coreografie complesse di questi esseri leggendari perché capire quando rotolare o quando parare è una questione di vita o di morte che si decide in pochi millisecondi. La varietà di build disponibili è talmente vasta che ogni giocatore può vivere un’avventura completamente diversa dalle altre pur partendo dallo stesso punto di inizio.

La narrazione ambientale e il folklore di un mondo in rovina

Come da tradizione dello studio la storia non vi viene raccontata attraverso lunghi dialoghi didascalici ma è scritta nelle descrizioni degli oggetti e nel posizionamento degli edifici.

Questo crea un senso di mistero palpabile che vi farà sentire dei veri detective dell’occulto in un mondo ormai in declino. Dovrete ricostruire i pezzi di un puzzle cosmico creato dalla mente geniale di Hidetaka Miyazaki con la collaborazione di George R.R. Martin sentendovi parte di una mitologia antica e potente.

La verticalità delle mappe e la complessità dei legacy dungeon

I castelli e le fortezze di Elden Ring sono capolavori di architettura ludica. La loro verticalità costringe il giocatore a guardare sempre verso l’alto o verso il basso cercando percorsi alternativi e scorciatoie nascoste. Esplorare questi luoghi in terza persona regala una sensazione di scala incredibile facendovi sentire minuscoli di fronte alla grandezza delle strutture millenarie che popolano l’Interregno.

Clair Obscur Expedition 33 e l’arte applicata al gameplay

I protagonisti di Clair Obscur Expedition 33 in uno scenario surreale della classifica Top Games

Ecco una delle sorprese più fresche e originali del panorama videoludico recente. Expedition 33 è un titolo che osa sfidare le convenzioni dei generi classici mescolando un sistema di combattimento a turni con una reattività in tempo reale che solitamente troviamo solo nei giochi d’azione pura. È una ventata di aria fresca in un mercato spesso troppo ancorato a formule sicure e già viste mille volte.

Un’estetica unica ispirata alla Belle Époque e al surrealismo

La prima cosa che colpisce chiunque si avvicini a questo gioco è il suo comparto visivo straordinario. Ambientato in un mondo che sembra un dipinto del diciannovesimo secolo che prende vita il gioco ci trasporta in una missione disperata per fermare la Pittrice.

Questa entità ogni anno dipinge un numero sulla sua tela e fa svanire nel nulla tutti coloro che hanno quell’età specifica. L’architettura parigina mescolata a elementi surreali e onirici crea un’atmosfera magica dove la bellezza estetica e l’angoscia esistenziale camminano a braccetto. Osservare i protagonisti muoversi in questi scenari in terza persona è un’esperienza quasi ipnotica e poetica.

L’evoluzione dei combattimenti a turni verso la reattività dinamica

Mentre molti giochi a turni permettono al giocatore di riflettere per minuti su ogni singola mossa Expedition 33 introduce il concetto di reattività attiva costante.

Anche durante il turno del nemico dovete rimanere concentrati e pronti a parare o schivare i colpi premendo i tasti con il giusto tempismo. Questo fonde perfettamente la pianificazione strategica dei classici giochi di ruolo con l’adrenalina degli action moderni. È un’evoluzione naturale che rende ogni battaglia un evento dinamico e coinvolgente eliminando del tutto la staticità che a volte affligge questo genere specifico.

Una storia di fratellanza sacrificio e speranza ultima

Il tema centrale dell’avventura è il tempo che scorre inesorabilmente verso la fine. I membri della trentatreesima spedizione sanno bene di rappresentare l’ultima speranza rimasta all’intera umanità. Questo senso di urgenza permea ogni dialogo e ogni interazione tra i personaggi rendendo il loro legame qualcosa di molto profondo e tangibile per il giocatore. Non sono semplici pedine da muovere ma esseri umani fragili con paure e sogni che cercano di opporsi a un destino che sembra già scritto.

La cura dei dettagli nei costumi e nelle ambientazioni interne

Ogni dettaglio dei vestiti dei protagonisti riflette l’epoca storica di riferimento ma con tocchi fantastici che li rendono moderni. Vedere i tessuti che reagiscono al vento o alla pioggia mentre esplorate città deserte aggiunge un ulteriore strato di realismo a una produzione che punta tutto sulla qualità visiva e sull’impatto emotivo delle sue immagini.

La leggenda di Black Myth Wukong

Il Predestinato affronta un enorme avversario nella foresta di Black Myth Wukong

Direttamente dalla Cina è arrivato Black Myth Wukong come un uragano capace di abbattere ogni pregiudizio. Questo titolo ha dimostrato che un team appassionato può competere con i giganti mondiali se possiede una visione artistica chiara e un talento tecnico fuori dal comune. Basato sul classico della letteratura orientale Il Viaggio in Occidente il gioco ci mette nei panni del Predestinato impegnato in un viaggio epico.

La potenza tecnologica estrema dell’Unreal Engine 5

Wukong rappresenta attualmente una delle migliori vetrine tecnologiche disponibili sul mercato mondiale. Grazie all’uso sapiente del motore grafico di Epic Games il gioco offre scenari che rasentano il fotorealismo più assoluto.

Foreste innevate dove la neve si deforma realisticamente sotto i vostri passi e templi antichi ricoperti di muschio millenario creano un colpo d’occhio straordinario. La prospettiva in terza persona permette di ammirare non solo la vastità di questi mondi ma anche la fluidità incredibile delle animazioni del protagonista mentre maneggia il suo bastone magico con una maestria che lascia letteralmente a bocca aperta.

Un bestiario mitologico che celebra la cultura orientale

Il vero cuore pulsante dell’esperienza sono le battaglie contro i boss. Ogni incontro è ispirato al folklore cinese con creature che spaziano da spiriti volpe a giganti composti interamente di roccia ognuno dotato di uno stile di combattimento unico e imprevedibile. Il Predestinato possiede la capacità di trasformarsi nei nemici sconfitti acquisendo temporaneamente le loro mosse e i loro poteri speciali. Questa meccanica aggiunge uno strato strategico enorme perché dovrete capire quale trasformazione sia più efficace contro un nemico specifico creando un gameplay profondo e mai banale.

La poesia intrinseca di ogni colpo di bastone

C’è qualcosa di profondamente ritmico e quasi musicale nel modo in cui Wukong combatte i suoi avversari. Le schivate perfette non servono solo a evitare danni ma lasciano dietro di sé immagini residue che possono confondere il nemico.

I colpi pesanti caricano barre di energia speciale che una volta piene permettono di scatenare attacchi spettacolari capaci di ribaltare le sorti di uno scontro. È un gioco che vi fa sentire potenti e saggi ma vi ricorda costantemente che la vulnerabilità è parte integrante della vostra natura divina e terrena allo stesso tempo.

L’esplorazione dei segreti nascosti tra le montagne mistiche

Il gioco non è un corridoio dritto ma invita alla scoperta di aree nascoste e percorsi alternativi. Trovare un eremita che vive in una grotta isolata o un antico altare dove potenziare le proprie abilità regala una soddisfazione costante. Il mondo di Wukong trasuda cultura e leggenda da ogni poro facendovi sentire parte di una narrazione millenaria che finalmente ha trovato la sua forma digitale definitiva.

Assassin’s Creed Black Flag Resynced e il richiamo del mare aperto

Edward Kenway esplora una spiaggia dei Caraibi in Assassin's Creed Black Flag Resynced

Torniamo a navigare in mare aperto con quello che moltissimi appassionati considerano l’apice assoluto dell’intera saga di Assassin’s Creed. Black Flag era già un capolavoro al momento del lancio ma questa versione rivisitata e potenziata porta l’esperienza della pirateria a livelli di gloria mai visti prima d’ora in un videogioco di questo genere. È la celebrazione della libertà più selvaggia.

La libertà totale dell’oceano e il ruggito dei cannoni pesanti

Il vero protagonista indiscusso di questa avventura non è solo l’assassino Edward Kenway ma la sua nave ovvero la Jackdaw. Il passaggio dalle sporche strade di Nassau o della splendida Avana al timone della nave è una delle magie più grandi del gioco. Da lì potete salpare verso l’orizzonte infinito. La terza persona qui si sdoppia abilmente tra quella classica a terra per le infiltrazioni furtive e quella epica al comando della nave.

Sentire la propria ciurma intonare canti marinareschi mentre le onde del Mar dei Caraibi si infrangono sulla prua è un’emozione che non invecchia mai e che continua a emozionare a ogni sessione di gioco.

Edward Kenway e la maturazione di un uomo egoista e scaltro

A differenza di molti altri protagonisti della serie che iniziano già come nobili cavalieri o assassini ideologizzati Edward è inizialmente un uomo egoista spinto solo dalla brama di ricchezza e gloria personale. La sua evoluzione morale e il suo conflitto interiore tra la vita libera di un pirata e il richiamo solenne del Credo degli Assassini è scritta in modo eccellente e credibile. Vedere Edward maturare attraverso il dolore della perdita e le difficoltà della vita di mare rende il finale dell’avventura uno dei momenti più potenti e significativi dell’intera saga prodotta da Ubisoft.

Un mondo tropicale vibrante e colmo di pericoli letali

L’esplorazione dei fondali marini tra i relitti delle navi affondate e la caccia alle balene o l’abbordaggio dei galeoni spagnoli carichi di oro sono attività secondarie così divertenti che ci si dimentica spesso della missione principale.

Il mondo caraibico è reso con una vivacità cromatica incredibile e la sensazione di libertà assoluta che si prova scoprendo un’isola deserta o un antico tempio Maya nascosto nella giungla più fitta è semplicemente impareggiabile. È senza ombra di dubbio il simulatore di pirateria che ogni appassionato ha sempre sognato di poter giocare con questa qualità tecnica.

Il sistema di upgrade della Jackdaw e la gestione della flotta

Vedere la propria nave crescere da piccolo veliero a terrore dei mari è un processo gratificante. Ogni potenziamento dei cannoni o rinforzo dello scafo si riflette visivamente sul modello della nave in terza persona rendendo tangibile il vostro progresso. Poter gestire una flotta di navi catturate aggiunge un tocco gestionale che amplia ulteriormente le possibilità di gioco rendendo l’esperienza vasta e sfaccettata.

Il mistero futuristico di Pragmata

Hugh e Diana affrontano un robot durante il gameplay di Pragmata

Entriamo ora nel territorio dell’ignoto con uno dei progetti più enigmatici e ambiziosi mai presentati da Capcom negli ultimi anni. Pragmata è un titolo che ha saputo catturare l’immaginazione di milioni di giocatori fin dal suo primissimo trailer promettendo un’esperienza di fantascienza d’autore completamente fuori dagli schemi classici.

Il legame unico tra l’astronauta solitario e la piccola Diana

Al centro di tutta l’esperienza narrativa di Pragmata c’è il rapporto speciale tra un protagonista pesantemente corazzato e una bambina dai poteri misteriosi chiamata Diana. In un futuro distopico dove la Terra è stata ormai abbandonata dall’uomo e la Luna è diventata l’ultima frontiera della sopravvivenza il loro legame è l’unica cosa che conta davvero.

La visuale in terza persona è fondamentale qui per gestire il dinamismo tra i due perché non dovrete solo proteggere voi stessi dai pericoli ma assicurarvi costantemente che Diana sia al sicuro e vicina a voi. Si crea una dinamica di protezione reciproca che ricorda grandi capolavori del passato ma in un contesto lunare asettico e tecnologicamente avanzato.

La potenza visiva del RE Engine applicata allo spazio profondo

Capcom ha dimostrato più volte di possedere uno dei motori grafici più versatili e potenti dell’intera industria videoludica mondiale. In Pragmata la fedeltà visiva raggiunge vette incredibili con riflessi sulle superfici metalliche della Luna e una fisica dei materiali che lascia sbalorditi per la precisione.

Le espressioni facciali di Diana sono curate nei minimi dettagli trasmettendo una gamma di emozioni umane in un ambiente dominato dalle macchine e dal silenzio dello spazio. È un gioco che punta tutto sull’atmosfera densa e sul senso di meraviglia costante facendovi sentire piccoli di fronte all’immensità dell’universo e di una tecnologia che sembra aver perso il controllo.

Un gameplay innovativo che mescola esplorazione e tensione

Tra enigmi ambientali che sfidano le leggi della gravità e combattimenti intensi contro intelligenze artificiali che sembrano dotate di una coscienza propria il gioco non ha paura di risultare strano o criptico in alcuni momenti.

Vi spinge a osservare con attenzione l’ambiente circostante per capire come procedere e come interagire con gli oggetti tecnologici che vi circondano. Ogni trailer rilasciato ha lasciato i fan con mille domande senza risposta e il gioco finale rappresenta una risposta spettacolare che mescola esplorazione tattica e tensione narrativa in un mix davvero unico e irripetibile.

L’uso della tecnologia olografica e della manipolazione ambientale

Poter vedere ologrammi che ricostruiscono eventi passati o manipolare la gravità per superare ostacoli apparentemente insormontabili rende il gameplay di Pragmata vario e sempre stimolante. La terza persona permette di avere sempre sotto controllo la posizione di Diana mentre agite sull’ambiente creando un senso di responsabilità paterna molto forte che guida ogni vostra decisione strategica durante l’avventura lunare.

La perfezione dell’emotività umana in The Last of Us Parte I

Joel ed Ellie attraversano un sentiero nella natura in The Last of Us Parte I

Chiudiamo questa rassegna d’eccellenza con quello che non è considerato solo un videogioco ma un vero e proprio trattato sulla condizione umana in tempi di crisi estrema. The Last of Us Parte I è la versione definitiva della celebre storia di Joel ed Ellie ricostruita da zero con una tecnologia moderna che permette di trasmettere emozioni che prima erano solo parzialmente suggerite dai limiti tecnici del passato.

Un remake necessario che ridefinisce il concetto di recitazione digitale

Grazie al nuovo motore grafico sviluppato da Naughty Dog le espressioni facciali dei protagonisti sono diventate dei veri specchi dell’anima. Un piccolo tremolio impercettibile del labbro di Joel o uno sguardo colmo di paura di Ellie durante un momento di pericolo rendono la narrazione immensamente più potente e coinvolgente.

La terza persona è qui usata magistralmente per farci percepire la vicinanza fisica e il contatto tra i due protagonisti. Quando Joel mette una mano sulla spalla della ragazza per rassicurarla non state vedendo solo un’animazione poligonale ma un gesto carico di tutto il peso emotivo del loro viaggio disperato attraverso un’America devastata dall’epidemia.

Il combattimento brutale disperato e sporco per la sopravvivenza

A differenza di molti altri titoli d’azione dove le risorse abbondano e il protagonista sembra invincibile qui ogni scontro è faticoso e spaventoso. Le munizioni sono scarse e ogni proiettile sprecato può significare una morte atroce pochi minuti dopo. Il sistema di intelligenza artificiale dei nemici è stato notevolmente migliorato rendendo gli avversari umani o infetti imprevedibili e molto pericolosi.

Sentirete l’adrenalina salire vertiginosamente quando un Clicker si avvicina nel buio guidato solo dal flebile suono del vostro respiro mozzato dalla paura. La fisicità dei colpi è brutale e restituisce perfettamente la sensazione di una lotta disperata per restare in vita un giorno in più.

La bellezza malinconica della natura che riprende i suoi spazi

Naughty Dog possiede un talento unico nel rendere meravigliosi anche gli scenari più desolanti e distrutti che si possano immaginare. Una città riconquistata dalla natura selvaggia con l’edera che ricopre interamente i palazzi crollati e gli animali che corrono liberi tra le carcasse delle auto abbandonate crea un contrasto visivo poetico. La narrazione ambientale ha raggiunto i vertici massimi dell’industria perché ogni stanza vuota o ogni lettera ritrovata racconta silenziosamente la storia di chi ci viveva prima del crollo della civiltà rendendo l’esplorazione un atto di scoperta quasi archeologico e profondamente malinconico.

Il rapporto dinamico tra i due protagonisti durante il gameplay

Vedere come Ellie reagisce alle vostre azioni e come il rapporto con Joel cambi anche meccanicamente durante l’avventura è straordinario.

La ragazza non è un peso da proteggere ma diventa col tempo una compagna fidata che vi aiuta attivamente durante i combattimenti e le fasi di esplorazione. Questa evoluzione del gameplay riflette perfettamente la crescita del loro legame affettivo rendendo il giocatore partecipe di una delle storie d’amore filiale più belle mai scritte per qualsiasi media contemporaneo.

Crimson Desert tra grande gameplay e un’anima ancora da trovare

Kliff esplora Pywel a cavallo in Crimson Desert, menzione speciale della classifica Top Games

Molti lettori si chiederanno giustamente perché Crimson Desert non sia entrato di diritto nella lista dei dieci titoli quasi perfetti pur essendo visivamente incredibile. La risposta risiede proprio nel cuore dell’articolo. Il titolo sviluppato da Pearl Abyss offre un gameplay d’azione di altissimo livello e una grafica mozzafiato ma fatica ancora a reggere il confronto sul piano puramente emotivo e narrativo con i mostri sacri citati in precedenza.

Mentre il divertimento è assolutamente garantito al gioco manca ancora quel quid misterioso e quel legame viscerale tra il giocatore e il protagonista che solo produzioni come Red Dead Redemption 2 o The Last of Us sono riuscite a creare nel tempo. È un titolo eccellente che vive di meccaniche raffinate ma che forse possiede un’anima meno definita rispetto ai capolavori che abbiamo analizzato finora motivo per cui merita una citazione d’onore ma resta appena fuori dalla nostra selezione definitiva.

Il potenziale inespresso della narrativa corale

Crimson Desert punta molto sulla coralità del suo gruppo di mercenari ma non riesce sempre a rendere ogni membro così iconico come accade nelle produzioni Rockstar o Naughty Dog.

La libertà d’azione e la varietà delle missioni lo rendono comunque un’esperienza che ogni appassionato di giochi in terza persona dovrebbe tenere d’occhio. Il potenziale per diventare un classico c’è tutto ma richiede ancora quel salto di qualità nella scrittura che separa gli ottimi giochi dai capolavori immortali.

Entra a far parte della nostra community!

Siamo arrivati alla fine di questo incredibile viaggio attraverso l’eccellenza videoludica in terza persona. Questi dieci titoli sono esperienze che rimangono incollate alla pelle, capaci di farci riflettere, emozionare e, perché no, anche un po’ spaventare.

La classifica Top Games dedicata ai grandi giochi in terza persona

Ma ora la parola passa a voi! Quale di questi giochi vi ha segnato di più? C’è qualche titolo che avreste inserito al posto di un altro? Scrivetecelo qui sotto nei commenti, amiamo discutere con la nostra community!

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