Fermatevi un attimo e fate un esperimento mentale. Aprite il portafogli, rovesciate le tasche dei jeans, controllate quel piccolo vano portaoggetti in macchina che non aprite mai. Cosa avete trovato? Una moneta da due euro? Perfetto. Nella vita reale, con due euro oggi ci fate ben poco. Forse un caffè al bancone (se non siete in centro a Milano), un pacchetto di caramelle gommose o un biglietto della metro per andare a lavorare. Insomma, niente che vi cambi la vita o che vi regali ore di puro intrattenimento.
Ma nel mondo digitale, quella moneta è magica. È una chiave che apre porte verso mondi incredibili. Noi di Top Games abbiamo deciso di lanciare una sfida al mercato: è possibile trovare videogiochi “veri”, tripla A, capolavori acclamati dalla critica e vincitori di premi, spendendo meno di due euro? La risposta non è solo sì. La risposta è una lista che vi farà cadere la mascella.
Abbiamo scandagliato il web, confrontato i prezzi delle key, analizzato le offerte storiche di Steam e abbiamo tirato fuori 10 titoli che definire “economici” è un insulto. Sono regali. Parliamo di giochi che al lancio costavano 60 o 70 euro e che oggi, per dinamiche di mercato folli, costano meno di un pacchetto di gomme.
Dagli assassini soprannaturali ai ladri imbranati, dai thriller psicologici ai mattoncini più famosi del mondo. Preparatevi, perché state per scoprire come diventare i gamer più furbi (e ricchi) del pianeta. Ecco a voi i 10 videogiochi devastanti a meno di 2 euro.
Dishonored: L’Arte dell’Omicidio (o della Pietà)
Dunwall: Una Londra Steampunk e Malata
Iniziamo questa lista con un titolo che non ha bisogno di presentazioni per gli appassionati, ma che a questo prezzo diventa un obbligo morale per chiunque possieda un PC. Dishonored, sviluppato da Arkane Studios, è un capolavoro di design, atmosfera e libertà.
Siamo a Dunwall, una città industriale immaginaria palesemente ispirata alla Londra vittoriana, ma con un twist: la tecnologia non è basata sul vapore, ma sull’olio di balena. È una città cupa, decadente, flagellata da una peste terribile trasmessa dai ratti. Voi siete Corvo Attano, Lord Protettore dell’Imperatrice. Il gioco inizia nel peggiore dei modi: l’Imperatrice viene assassinata davanti ai vostri occhi, sua figlia Emily viene rapita e voi venite incastrati per l’omicidio.

Il Gameplay: “Gioca come vuoi” non è solo uno slogan
Ciò che rende Dishonored un gioco da 10/10 è il suo genere: l’Immersive Sim. A differenza degli sparatutto lineari dove dovete solo andare dal punto A al punto B sparando a tutto, qui il gioco vi dà degli strumenti e vi dice: “Risolvi il problema”.
L’Esterno, una divinità misteriosa, vi dona dei poteri soprannaturali.
Traslazione (Blink): Un teletrasporto a corto raggio che vi permette di raggiungere tetti, lampioni o di passare alle spalle dei nemici in un istante.
Possessione: Potete entrare nel corpo di un ratto per passare attraverso piccoli cunicoli, o in quello di una guardia per superare i controlli di sicurezza.
Visione Oscura: Per vedere i nemici e i loro coni visivi attraverso i muri.
La genialità sta nel fatto che potete finire l’intero gioco massacrando ogni singolo essere vivente, usando pistole, balestre e trappole taglienti, OPPURE potete finirlo senza uccidere nessuno. Nemmeno i bersagli principali. C’è sempre un modo “non letale” per neutralizzare i nemici: potete farli arrestare, spedirli in manicomio o farli rapire dai loro stessi alleati.
Il Chaos System
Il gioco reagisce al vostro stile. Se uccidete troppe persone, il “Livello di Caos” sale. Questo non cambia solo il finale, ma il mondo stesso. Più caos create, più ratti ci saranno per le strade, più persone si ammaleranno di peste, più guardie pattuglieranno la città e i personaggi secondari diventeranno più cinici e oscuri nei dialoghi. Al contrario, un approccio “basso caos” (stealth, poche uccisioni) porterà a una Dunwall più speranzosa e a un finale più luminoso.
Visivamente, Dishonored ha uno stile “dipinto a olio” che invecchia benissimo. I volti dei personaggi sono caricaturali, con mani grandi e tratti spigolosi, che ricordano i quadri dell’epoca.
A 1.78 euro, state comprando un pezzo di storia del game design.
Thief Simulator: La Scuola del Crimine (Digitale)
Non provateci a casa
Passiamo da un assassino nobile e soprannaturale a un criminale decisamente più… terra terra. Thief Simulator è esattamente quello che promette il titolo: un simulatore di ladro. Ma non aspettatevi le acrobazie di Assassin’s Creed o la tecnologia di Splinter Cell. Qui siamo nella realtà (più o meno).
Il vostro obiettivo è semplice: rubare. Iniziate in un quartiere residenziale tranquillo, armati solo di un piede di porco arrugginito e tanta faccia tosta. Dovete osservare le case, studiare le abitudini dei proprietari (“Escono alle 8:00, tornano alle 17:00”), individuare le telecamere e i cani da guardia.

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Il cuore del gioco è la tensione. Scassinare una serratura non è solo premere un tasto; è un minigioco dove dovete muovere il grimaldello con precisione. E dovete farlo mentre sentite i passi del proprietario che si avvicinano alla porta.
Se venite scoperti, scatta il panico. Dovete correre verso la vostra auto scassata, buttare la refurtiva nel bagagliaio e scappare dalla polizia guidando come dei pazzi.
Man mano che guadagnate soldi vendendo tostapane rubati e vecchi televisori al banco dei pegni, potete comprare equipaggiamento migliore su “BlackBay” (una parodia di eBay per criminali).
Microcamere: Da piazzare nelle cassette della posta per spiare gli inquilini.
Hacking Tool: Per clonare le chiavi elettroniche delle auto di lusso.
Tagliavetro: Per entrare silenziosamente dalle finestre.
Perché è così divertente?
Thief Simulator non è un gioco perfetto. Ha dei bug, la fisica a volte impazzisce (potreste vedere un’auto volare o un poliziotto incastrarsi in un muro), ma questo fa parte del suo fascino “eurojank”. È un gioco grezzo ma incredibilmente onesto e divertente.
C’è una soddisfazione perversa nel riuscire a svuotare completamente una villa, rubando persino il water (sì, si può fare), senza far scattare l’allarme. O nel rubare l’auto sportiva del vicino antipatico e smontarla pezzo per pezzo nel vostro garage.
Lego Batman: The Videogame – Nostalgia e Divertimento Puro
Prima che parlassero
Oggi siamo abituati ai giochi LEGO con doppiaggio completo, open world giganti e grafica fotorealistica. Ma nel 2008, Traveller’s Tales sfornò questo gioiellino: Lego Batman: The Videogame.
La particolarità? I personaggi non parlano. Comunicano a gesti, mugugni e espressioni facciali esilaranti. Questo tipo di umorismo “slapstick”, muto e fisico, è invecchiato benissimo e strappa ancora risate sincere.

Eroi e Villain: Due giochi in uno
A differenza di altri titoli su licenza che si concentrano solo sui buoni, Lego Batman offre due campagne distinte.
Nella campagna “Hero”, controllate Batman e Robin. Dovete fermare l’evasione di massa dall’Arkham Asylum orchestrata da Joker, Pinguino e l’Enigmista. Batman e Robin possono indossare diverse tute (“Suits”) che conferiscono poteri specifici:
Demolition Suit: Permette a Batman di piazzare bombe.
Glide Suit: Per planare tra i tetti.
Magnet Suit: Per camminare sui muri metallici (esclusiva di Robin).
Ma il vero divertimento inizia nella campagna “Villain”. Qui giocate nei panni dei cattivi! Potete seminare il caos per Gotham, usare i gadget folli del Joker (come la mano elettrica), controllare i pinguini esplosivi del Pinguino o usare la superforza di Clayface. Vedere la storia dal punto di vista dei cattivi, che spesso falliscono per colpa della loro stessa incompetenza, è geniale.
Un level design impeccabile
Non c’è un open world dispersivo. Il gioco è diviso in livelli lineari (o hub ristretti come la Batcaverna e Arkham), il che lo rende perfetto per partite veloci. Il level design è studiato per la cooperativa locale (“Couch Co-op”): molti enigmi richiedono che i due giocatori collaborino. È il gioco perfetto da giocare con un fratello, un figlio o un partner non esperto di videogiochi. È accessibile, indulgente (se morite perdete solo qualche moneta e rispawnate subito) e pieno di segreti da scoprire.
A 1.00 euro esatti, state comprando ore di felicità a mattoncini.
Tails of Iron: Un’Epopea Brutale in Miniatura
Non è una favola della buonanotte
Guardando gli screenshot di Tails of Iron, potreste pensare a un libro di fiabe illustrato. L’arte è disegnata a mano, con colori caldi e un tratto morbido. Ma appena prendete in mano il pad, capite che di morbido qui c’è ben poco.
Siete Redgi, erede al trono del Regno dei Ratti. Il giorno della vostra incoronazione, il brutale Clan delle Rane, guidato dal terrificante Verruca Verde, invade il castello, uccide vostro padre e distrugge tutto ciò che amate. Voi sopravvivete per miracolo e giurate vendetta.

Gameplay: Dark Souls in 2D
Il sistema di combattimento è punitivo e tecnico. Non potete premere tasti a caso (“button mashing”). Ogni nemico, dalla più piccola zanzara al boss rana gigante, ha dei pattern di attacco specifici.
Attacchi Rossi: Non parabili, dovete schivare rotolando.
Attacchi Gialli: Parabili, se premete il tasto col giusto tempismo stordite il nemico.
Attacchi normali: Parabili con lo scudo.
Dovete gestire il peso dell’equipaggiamento (armature pesanti vi proteggono di più ma vi rendono lenti) e usare diverse armi: spade a una mano, asce a due mani, lance e persino armi da fuoco rudimentali.
La sensazione di impatto è resa benissimo: quando colpite una rana corazzata, sentite il “clang” del metallo e vedete il nemico barcollare. E le esecuzioni finali sono sorprendentemente violente e soddisfacenti.
Un mondo vivo e narrato divinamente
Nonostante la brutalità, il mondo di gioco è affascinante. Esplorerete le fogne, le cripte reali, villaggi distrutti e foreste velenose. Redgi dovrà anche ricostruire il suo castello, reclutando i fratelli sopravvissuti (il fabbro, il cuoco) per ottenere potenziamenti.
Una menzione d’onore va alla voce narrante. In lingua originale (inglese), il narratore è Doug Cockle, la voce iconica di Geralt di Rivia nella serie The Witcher. La sua voce roca e profonda conferisce al gioco un’atmosfera epica e solenne che eleva l’intera esperienza.
A 1.78 euro, è un gioiello indie che sfida i grandi action RPG per qualità e stile.
Scribblenauts Unmasked: A DC Comics Adventure – Il Potere delle Parole
L’unico limite è il vocabolario
La serie Scribblenauts ha sempre avuto una premessa geniale: “Scrivi qualsiasi cosa e il gioco la creerà”. Avete un taccuino magico. Se scrivete “Cane”, appare un cane. Se scrivete “Cane Gigante Volante Radioattivo”, appare un cane gigante volante radioattivo.
In Scribblenauts Unmasked, questa meccanica incontra l’universo DC Comics. E quando dico “universo”, intendo tutto l’universo.
Gli sviluppatori hanno inserito nel dizionario del gioco oltre 2000 personaggi e oggetti della DC. Non ci sono solo Superman, Batman e Wonder Woman. Ci sono tutte le versioni alternative. Volete il Batman di “Red Son”? C’è. Volete Lanterna Verde versione papera? C’è. Volete personaggi oscuri che solo i nerd più accaniti conoscono, come Matter-Eater Lad? C’è anche lui.
Puzzle Solving Creativo
La trama è un pretesto: Maxwell e sua sorella Lily finiscono nell’universo DC e devono aiutare gli eroi a sconfiggere i villain raccogliendo le “Starites”.
Ogni livello vi presenta dei problemi da risolvere. Ad esempio: “Flash ha fame”. Potete scrivere “Mela”. Funziona. Ma potete anche scrivere “Banchetto Reale”. O “Pizza Gigante”. Il gioco vi premia se usate soluzioni creative e aggettivi.
Potete anche modificare gli eroi. Scrivete l’aggettivo “Zombie” davanti a “Superman” e vedrete cosa succede. Oppure date a Batman l’aggettivo “Minuscolo”.
L’Enciclopedia Interattiva
Oltre al gioco principale, c’è il “Batcomputer”, un database integrato che vi fornisce le biografie e le statistiche di ogni singolo personaggio DC presente nel gioco. È un’enciclopedia interattiva mostruosa. Potete persino creare i vostri eroi personalizzati nell’editor, mischiando pezzi di corpi diversi (la testa di Joker sul corpo di Wonder Woman con le gambe di Cyborg) e assegnando loro poteri specifici.
Dungeons of Hinterberg: Vacanze Alpine e Magia
Un concept fresco e originale
Immaginate di andare in vacanza sulle Alpi austriache. Aria fresca, montagne verdi, mucche al pascolo… e dungeon pieni di mostri.
Dungeons of Hinterberg è un titolo recentissimo (uscito nel 2024) e trovarlo a questo prezzo è quasi un errore di sistema. La protagonista, Luisa, è una studentessa di legge esausta che decide di prendersi una pausa a Hinterberg, un villaggio turistico famoso per i suoi dungeon magici apparsi misteriosamente.

Il gioco mescola due generi: l’esplorazione di dungeon in stile Zelda e la simulazione sociale alla Persona.
Di giorno, scegliete un’area della mappa (un ghiacciaio, una foresta, un lago) ed entrate nei dungeon. Il gameplay è un mix di combattimento action (spada e magia) e risoluzione di enigmi ambientali. La cosa bella è che ogni area ha meccaniche uniche: in montagna usate uno snowboard magico per grindare su rotaie di luce, nella palude usate una gelatina magica per creare blocchi.
L’Aperitivo Sociale
Di sera, tornate al villaggio. Qui non si combatte. Qui si socializza. Potete andare al bar, al cinema, alle terme o semplicemente sedervi su una panchina a guardare il lago. Dovete scegliere con chi passare il tempo tra i vari NPC: turisti, locali, altri avventurieri famosi.
Migliorare le relazioni (“Social Links”) vi dà bonus concreti nel gameplay: più resistenza, nuovi attacchi speciali, sconti nei negozi. È un sistema che vi spinge a conoscere la storia di ogni personaggio.
Stile Grafico
Visivamente è una gioia. Usa uno stile cel-shading molto marcato, con colori saturi e linee che ricordano i fumetti europei (tipo Tin Tin o Moebius). È rilassante, stiloso e tecnicamente leggero, quindi gira bene anche su PC non potentissimi.
Lords of the Fallen (2014): Il Primo Sfidante
Prima che il mondo impazzisse per i Souls
Oggi il mercato è saturo di Souls-like (giochi ispirati a Dark Souls), ma nel 2014 la situazione era diversa. FromSoftware dominava incontrastata. Poi arrivò Lords of the Fallen (l’originale, non il reboot del 2023), sviluppato da Deck13, a provare a dire la sua.
Molti lo criticarono all’epoca perché era “più lento” di Dark Souls. Ma giocato oggi, quella lentezza è il suo punto di forza. È un gioco “pesante”. Quando il protagonista, Harkyn, indossa un’armatura completa a piastre e solleva un martello da guerra grande quanto un frigorifero, voi sentite lo sforzo. Ogni colpo ha un’inerzia tangibile. Non potete schivare come ballerini; dovete parare, incassare e contrattaccare con violenza.

Harkyn e i Rhogar
La storia è classica dark fantasy: un dio caduto, Adyr, sta invadendo il mondo con il suo esercito di demoni, i Rhogar. Harkyn è un criminale (ha la faccia tatuata con le rune dei suoi peccati) che viene liberato di prigione come ultima risorsa per fermare l’apocalisse.
Il design delle armature e delle armi è esagerato, molto simile allo stile di Warhammer o Darksiders. Spallacci enormi, teschi ovunque, armi che brillano di magia.
Perché vale 1.20 euro?
È perfetto come “Souls-like introduttivo”. È un po’ più facile dei titoli FromSoftware (c’è una magia che rallenta i nemici che è molto potente), ha una grafica che grazie all’illuminazione volumetrica regge ancora botta e offre circa 15-20 ore di combattimenti soddisfacenti.
Il sistema di rischio/ricompensa dei punti esperienza è interessante: più a lungo combattete senza salvare ai checkpoint, più il moltiplicatore di XP sale. Ma se morite, rischiate di perdere tutto.
A questo prezzo, è un antipasto di lusso prima di passare a portate più complesse come Elden Ring.
Portal Knights: Sandbox RPG per Tutti
Più di un clone di Minecraft
A prima vista, Portal Knights sembra “Minecraft con grafica più carina”. Ma è riduttivo. Mentre Minecraft è un sandbox puro (fai quello che vuoi), Portal Knights è un Sandbox RPG strutturato.
Il mondo è stato fratturato in decine di isole fluttuanti, collegate da portali magici antichi che devono essere riattivati raccogliendo frammenti di pietre portale colorate (blu, gialle, verdi, rosse).
Classi e Combattimento
Iniziate creando il personaggio e scegliendo una classe: Guerriero, Ranger, Mago, Ladro o Druido. Ogni classe ha alberi delle abilità, equipaggiamento esclusivo e stili di gioco diversi. Il combattimento non è il semplice “clicca finché il nemico muore” di Minecraft. Qui c’è il Lock-on (agganciamento del bersaglio), la schivata tattica e la gestione del mana. I nemici hanno pattern di attacco che vanno imparati.
Ci sono anche vere e proprie Boss Fight epiche contro i “Guardiani dei Portali”: un verme gigante, un drago, un re mummia.
Costruire con uno scopo
Ovviamente potete distruggere tutto e ricostruire tutto. Potete farvi una casa di terra o un castello di ossidiana. Ma il gioco vi incentiva a esplorare. Ogni isola ha un bioma diverso (deserto, foresta, vulcano, spazio, funghi) con risorse uniche, NPC che vi danno quest e dungeon da esplorare.
C’è anche una modalità creativa se volete solo costruire, ma la modalità avventura è dove il gioco brilla, specialmente in cooperativa fino a 4 giocatori.
The Secret of Monkey Island: Special Edition – La Leggenda
“Tu combatti come una mucca!”
Se questa frase non vi dice niente, dovete smettere di leggere e comprare questo gioco immediatamente. The Secret of Monkey Island non è solo un videogioco; è un pezzo di cultura pop. Uscito originariamente nel 1990 dalla mente geniale di Ron Gilbert, Tim Schafer e Dave Grossman, ha definito il genere delle avventure grafiche “Punta e Clicca”.
Questa Special Edition è un atto d’amore. La grafica è stata ridisegnata in alta definizione con uno stile artistico moderno, le musiche sono state riorchestrate e, soprattutto, è stato aggiunto il doppiaggio completo (eccellente) per tutti i personaggi.
Ma per i puristi, c’è una feature magica: premendo F10 in qualsiasi momento, il gioco transiziona istantaneamente alla versione originale del 1990, con la pixel art, i verbi a schermo e la musica MIDI. È come avere un museo interattivo.

Guybrush Threepwood
La storia segue Guybrush Threepwood, un ragazzo ingenuo che arriva su Mêlée Island con un sogno: “Voglio diventare un pirata!”. Per farlo dovrà superare le Tre Prove, sconfiggere il temibile Pirata Fantasma LeChuck e conquistare il cuore della governatrice Elaine Marley.
L’umorismo è la colonna portante. Non si muore mai in Monkey Island. Si risolvono enigmi assurdi (usare un pollo di gomma con una carrucola in mezzo) e si combatte… a insulti.
I duelli con la spada non si vincono premendo tasti velocemente, ma scegliendo l’insulto giusto e la risposta corretta.
Pirata: “La gente cade ai miei piedi quando mi vede arrivare!”
Guybrush: “Anche prima che ti sentano l’alito?”
A 1.00 euro, state comprando la risata. State comprando l’intelligenza. State comprando la storia.
Heavy Rain: Il Thriller che ha Cambiato Tutto
Fino a dove ti spingeresti per salvare chi ami?
Concludiamo con un titolo che ha diviso la critica ma ha innegabilmente segnato un’epoca. Sviluppato da Quantic Dream e diretto da David Cage, Heavy Rain è un “Drama Interattivo”.
È un film thriller noir dove voi siete il regista e gli attori. La storia ruota attorno all’Origami Killer, un serial killer che rapisce bambini lasciando una scia di origami come firma.
Il protagonista principale è Ethan Mars, un padre che si trova coinvolto in una corsa contro il tempo per ritrovare suo figlio Shaun. Ma non sarete soli: controllerete quattro personaggi distinti, ognuno con la propria storia e il proprio ruolo nelle indagini. Un investigatore privato, un’agente dell’FBI con tecnologie avanzate e una giornalista in cerca dello scoop.
Le tue scelte cambiano tutto
La particolarità di Heavy Rain è che la storia non si ferma mai. Non esiste il “Game Over” tradizionale. Se sbagliate una sequenza d’azione (i famosi Quick Time Event), se fallite un interrogatorio o se prendete una decisione sbagliata… la trama va avanti.
Addirittura, i personaggi principali possono uscire di scena definitivamente prima della fine del gioco, e la storia si adatterà alla loro assenza, portandovi verso uno dei molteplici finali disponibili.
Il gameplay si basa sull’esplorazione, sull’analisi degli indizi e sulle scelte morali. Spesso avrete pochi secondi per decidere cosa fare in situazioni di estrema tensione. “Perdono o vendetta?”, “Fuga o scontro?”. Ogni scelta pesa come un macigno e vi farà sentire direttamente responsabili del destino dei protagonisti.
Visivamente, nonostante gli anni, l’espressività dei volti e la resa della pioggia costante creano un’atmosfera cinematografica immersiva e malinconica.
Un Tesoro a Portata di Click
Eccoci arrivati alla fine di questa incredibile carrellata. Abbiamo visto come, con la stessa moneta che usate per il carrello della spesa, potete accedere a mondi vastissimi, storie commoventi e sfide adrenaliniche. Se sommate il costo di tutti e 10 questi titoli, arriverete a spendere circa 15 euro. Quindici euro per dieci giochi completi, diversi tra loro e di altissima qualità. È un rapporto quantità/prezzo/divertimento che non ha eguali in nessun altro settore dell’intrattenimento.
Questo dimostra che non serve sempre inseguire l’ultima uscita a prezzo pieno per godersi il meglio che il videogioco ha da offrire. Spesso i tesori più preziosi sono nascosti tra le pieghe degli store digitali, in attesa di giocatori curiosi come voi.
Speriamo che questa guida vi abbia ispirato a riempire la vostra libreria digitale con intelligenza. E ora la palla passa a voi! Quale di questi titoli vi ha sorpreso di più? Siete pronti a diventare ladri virtuali, investigatori o eroi a mattoncini? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto!
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