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Sono Andrea Volpi, appassionato di videogiochi e tecnologia fin da bambino. Top Games è per me uno sfogo e un modo per comunicare raccontando la mia esperienza nel mondo dei videogiochi in maniera molto personale e soggettiva.

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Un’altra me porta al cinema la vita segreta di un avatar

Margot Sikabonyi tra social e palcoscenico nella commedia in cui il suo alter ego prende vita

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Un’altra me è al cinema da giovedì 5 novembre. È il primo lungometraggio di Luca Brignone e parte da un’idea piuttosto semplice. Anna si costruisce un avatar per avere sui social la sicurezza che le manca nella vita di tutti i giorni. Funziona finché quella versione di sé, che si chiama LaBenni, prende vita e comincia a fare di testa propria. Margot Sikabonyi guida il cast della commedia, distribuita nelle sale italiane da Altre Storie.

Il debutto di Brignone intreccia due ambienti in cui è normale recitare una parte. Sul telefono Anna può scegliere che cosa mostrare, mentre a teatro lavora a una versione al femminile di Cyrano de Bergerac. Il gioco comincia quando la maschera che ha inventato per lo schermo entra nel suo quotidiano. La trama ufficiale svela questa premessa e lascia al film la risposta su come Anna riuscirà a rimettere insieme le due metà della sua vita.

Quanta parte di quello che mostriamo agli altri scegliamo per sentirci più sicuri
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Anna incontra la ragazza che ha inventato

Anna ha trent’anni e fatica a sentirsi a proprio agio con l’immagine che ha di sé. Sui social prova a risolvere il problema inventando LaBenni. Le dà il carattere che vorrebbe avere quando entra in una stanza, la facilità di trovare la battuta giusta e la disinvoltura che le sembra mancare. LaBenni attira l’attenzione e Anna finisce per affidarle sempre più spazio. A poco a poco diventa difficile capire quale delle due stia guidando le sue scelte.

Il punto di svolta arriva quando Anna cerca di mettere da parte l’avatar. È allora che LaBenni fa il salto fuori dallo schermo e si intromette nei rapporti che la sua creatrice ha cercato di proteggere. La situazione funziona come premessa da commedia degli equivoci perché tutti gli altri incontrano una ragazza in carne e ossa. Anna, invece, sa esattamente quali insicurezze hanno dato forma a quella persona.

È facile capire la tentazione da cui parte il film. Sui social una versione di noi può sembrare più spigliata semplicemente perché ha tutto il tempo di scegliere una foto o rivedere una risposta. Il copione di Brignone e Dora Albanese prende quel margine di controllo e immagina che accada il contrario. LaBenni può finalmente agire da sola, proprio quando Anna vorrebbe riprendersi la possibilità di decidere come presentarsi agli altri.

Che cosa ci fa Cyrano in questa commedia

Nel film Anna è coinvolta nella realizzazione di un Cyrano de Bergerac al femminile. La scelta ha a che fare con la storia che sta vivendo. Nel testo di Edmond Rostand, Cyrano presta a un altro le proprie parole per corteggiare Rossana. C’è un divario fra chi parla, chi viene visto e chi viene ascoltato. Nel presente di Anna qualcosa di simile può succedere con un profilo social, dove volto, voce e identità sono elementi che si possono montare separatamente.

La preparazione dello spettacolo dà a quella domanda una forma concreta. Una prova si può ripetere, un costume si può cambiare e chi è in scena può rientrare dietro le quinte quando finisce la battuta. Anna scopre invece che il confine con LaBenni è più difficile da governare. Mettere vicini il palcoscenico e il mondo digitale permette alla commedia di far vedere quando una parte scelta per gioco comincia a pesare anche fuori dalla rappresentazione.

Una grande luna illumina il palcoscenico del Cyrano in Un’altra me

Dentro il Teatro Eliseo di Roma

Il Teatro Eliseo è uno dei luoghi attraverso cui il film prende forma. La presentazione di Italy for Movies racconta il lavoro fra palco e spazi di servizio. Dario Di Mella, direttore della fotografia, ha spiegato di avere cercato soprattutto gli ambienti che chi compra un biglietto vede di rado. I camerini e la sartoria, il sottopalco e le zone di lavoro dei macchinisti sono il lato artigianale dello spettacolo.

La fotografia distingue quello spazio dal mondo dei social e dalle strade di Roma. Nelle note di Di Mella il teatro è il luogo in cui si vedono i materiali e il lavoro che rendono possibile un’illusione, mentre l’ambiente digitale offre un’immagine più controllata. Questo dettaglio aiuta a leggere il ruolo dell’Eliseo nella storia. Mentre Anna cerca una scorciatoia per apparire come vorrebbe, intorno a lei ci sono persone impegnate a costruire una finzione che funziona proprio perché tutti sanno di stare recitando.

Anche chi conosce l’Eliseo soltanto come spettatore può riconoscere il cambio di prospettiva. La platea è costruita per far guardare tutti dalla stessa parte. Il dietro le quinte, invece, permette di osservare da vicino come una scena prenda forma grazie al lavoro di molte persone. Nel film il contrasto con il profilo di Anna è immediato. Su un social sembra che dietro ogni immagine ci sia una sola persona, anche quando quella persona ha passato molto tempo a prepararla.

Il cast e dove vedere il film

Accanto a Margot Sikabonyi il cast comprende Andrea Bosca, Chiara Noschese, Paola Sambo, Ernesto Mahieux e Lucrezia Lante Della Rovere. Brignone firma regia e sceneggiatura, quest’ultima con Dora Albanese. Il montaggio è di Davide Miele, la scenografia di Elena Monorchio e i costumi di Fabio Cicolani. Antonio Fresa firma la musica. Il produttore è Luca Barbareschi e il film è realizzato da Èliseo Entertainment con Rai Cinema.

Per la visione in Italia il riferimento è l’uscita del 5 novembre con Altre Storie, indicata da Filmitalia e confermata dagli esercenti. Le programmazioni possono variare da città a città. Starplex, per esempio, pubblica gli orari della prima settimana nelle schede delle singole multisale. Chi vuole organizzarsi può controllare il nome del film sul sito del proprio cinema, verificando di avere selezionato la data giusta prima di acquistare il biglietto.

Una donna in abito rosa siede tra altre donne in Un’altra me

Quando il profilo prende il tuo posto

Il punto di partenza di Un’altra me sta in una domanda riconoscibile anche a telefono spento. Quanta parte di quello che mostriamo agli altri scegliamo per sentirci più sicuri? Dal 5 novembre la risposta che immaginano Brignone e Albanese passa attraverso una commedia, con una protagonista che deve fare i conti con la persona che lei stessa ha costruito e con uno spettacolo che le ricorda quanto sia antico il desiderio di farsi ascoltare attraverso qualcun altro.

Se poteste affidare a un avatar la vostra giornata, in quale momento vorreste riprendere il controllo? Per seguire le altre uscite potete leggere gli articoli sul sito e trovare i nostri video sul canale YouTube Top Games.

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