sabato, Marzo 14, 2026

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Andrea Volpi - Top Games
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Sono Andrea Volpi, appassionato di videogiochi e tecnologia fin da bambino. Top Games è per me uno sfogo e un modo per comunicare raccontando la mia esperienza nel mondo dei videogiochi in maniera molto personale e soggettiva.

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Elden Ring Nightreign DLC nuovi personaggi, nemici e le news settimanali

Benvenuti, amici di Top Games Italia! È domenica mattina, il caffè è sul fuoco (o forse ne avete già bevuti tre per riprendervi dalla sessione notturna di ieri), e come ogni tradizione sacra che si rispetti, non è domenica se non ci facciamo la nostra bella chiacchierata sui Souls. Sapete come funziona qui: se non ho voglia di fare altro, o se il mondo videoludico decide di andare in letargo, saltiamo. Ma oggi? Oh, oggi non si salta proprio nulla.

Mettetevi comodi, magari preparatevi psicologicamente perché stiamo per scendere nella tana del bianconiglio… o meglio, nella tana dei leak, delle speculazioni selvagge e di quella frustrazione mista ad amore che solo FromSoftware sa regalarci.

Abbiamo un menù che definire ricco è un eufemismo: parleremo di quello che sta succedendo con Elden Ring: Nightreign, smonteremo pezzo per pezzo il mito che i Souls-like siano impossibili per i comuni mortali e chiuderemo con una chicca che vi farà rilassare i nervi tesi. Siete pronti? Preparate la vostra Fiaschetta Cremisi, si parte.

Elden Ring: Nightreign – Analisi Profonda di The Forsaken Hollows

Dobbiamo parlare, e dobbiamo farlo seriamente. Mancano pochissime settimane, secondo le voci di corridoio più accreditate (e per “voci” intendo quel sottobosco di internet che raramente sbaglia), all’uscita di The Forsaken Hollows, il primo, massiccio, e diciamocelo, disperatamente atteso DLC per Elden Ring: Nightreign.

Abbiamo passato gli ultimi giorni con gli occhi incollati ai monitor, analizzando ogni singolo pixel dei trailer rilasciati, scavando nei datamine come archeologi impazziti e leggendo tra le righe di descrizioni ufficiali che, come al solito, dicono tutto e non dicono niente.

Ma sapete una cosa? C’è molto di più di quello che l’occhio nudo può cogliere. Hidetaka Miyazaki, quel genio malefico che amiamo odiare, non fa mai nulla per caso. E oggi non siamo qui per dirvi “oh, guardate che bella grafica”. No, siamo qui per parlare di quello che non avete visto, o che forse avete ignorato perché troppo impegnati a cercare di capire se quel drago sullo sfondo vi avrebbe ucciso con il fuoco o con il fulmine.

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I Nuovi Protagonisti: Rivoluzione del Gameplay

I leak erano veri, ragazzi. Ma ora che abbiamo i dettagli succosi, la situazione si fa incredibilmente interessante. Due nuovi personaggi si uniscono al roster e, lasciatemelo dire, cambieranno completamente il modo in cui approcciamo il gameplay di Elden Ring. Dimenticate le build standard che avete usato finora; qui si parla di riscrivere le regole dell’ingaggio.

L’ Erudito: L’Accademico dell’Arcano

Iniziamo con l’ Erudito. Se state pensando al classico mago di Harry Potter che sventola la bacchetta e lancia Avada Kedavra da lontano, siete fuori strada. Completamente fuori strada. Questo non è il vostro mago standard. Lo Scular è un accademico, sì, ma uno di quelli che non ha paura di sporcarsi le mani.

La sua statistica principale? L’Arcano. E già qui, i veterani di Bloodborne e delle build sanguinamento di Elden Ring dovrebbero drizzare le orecchie. Ma la vera novità sta nel suo stile di combattimento. Combatte con gli stocchi. Avete capito bene: armi veloci, eleganti, precise. Ma la magia… oh, la magia è qualcosa di mai visto prima. Utilizza una forma di “magia bianca” unica. Visivamente, ricorda gli incantesimi del Crogiolo o quelli dei Fiori che abbiamo visto nel gioco base, ma con una purezza e una luminosità differenti. Non è la luce dorata dell’Ordine Aureo, è qualcosa di più antico, forse più primordiale.

Ma la vera rivoluzione, quella che vi farà cadere la mascella, è la sua Ultimate Art: Join Chain.

Un dettaglio che va scovato a rallentatore

Dovete guardare attentamente i frame del video per capirne la portata devastante. Il nostro personaggio lancia un incantesimo che non fa semplicemente danno. No, quello sarebbe banale. Questo incantesimo lega fisicamente i nemici tra loro con delle catene eteree. Immaginate la scena: colpite un nemico, e improvvisamente lui è connesso al suo compagno a cinque metri di distanza, e a quello dietro l’angolo.

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Cosa succede dopo? Succede il delirio. Colpite uno, e il danno si propaga a tutti quelli all’interno della catena. È il Crowd Control (controllo della folla) definitivo. In un gioco dove essere circondati significa morte certa nel 99% dei casi, avere la capacità di trasformare un gruppo di mob aggressivi in un unico bersaglio condiviso è una meccanica che rompe il gioco, in senso positivo.

C’è poi un mistero legato alla descrizione ufficiale. Si dice che l’Erudito ottenga “vantaggi dall’osservazione del campo di battaglia”. Cosa diavolo significa? È una passiva legata alla scoperta oggetti? Aumenta il drop rate se guardi i nemici morire male? O forse, cosa molto più intrigante, permette di vedere i punti deboli dei nemici o le loro resistenze elementali in tempo reale? Questo resta un mistero, ma ammettiamolo: l’idea di un “mago tattico” che premia lo studio del nemico prima dell’ingaggio è dannatamente affascinante.

L’Undertaker o Becchina: La Brutalità della Fede

Dall’altra parte della barricata, in netto contrasto con l’eleganza dello Scular, abbiamo l’Undertaker, o come piace chiamarla a me, “La Becchina”. Se l’Erudito è il bisturi, lei è la mazza da demolizione. Rappresenta la pura brutalità, un mix letale di Forza e Fede.

La sua arma è un martello pesante, uno di quei pezzi di metallo che sembrano pesare quanto una piccola utilitaria. Ma non fatevi ingannare dalle apparenze. Non è lenta come sembra. La lore dietro questo personaggio è agghiacciante e spettacolare allo stesso tempo: si dice che sia stata inviata specificatamente per uccidere il Nightlord sul campo di battaglia. Non è un soldato qualunque, è un’assassina di divinità.

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La sua Ultimate si chiama Blink Stage. E qui, signori, la situazione si fa tecnica. Non è solo un parry. Non è il classico colpo di scudo che devia l’attacco. Lei si avvolge in un’aura magica che le permette di sopravvivere a qualsiasi attacco. Pensateci: arriva il colpo che vi one-shotterebbe, attivate il Blink Stage, assorbite l’impatto come se foste fatti di adamantio e poi scatenate un contrattacco massiccio. È la definizione di “rischio e ricompensa”.

Ma la cosa che sta facendo impazzire la community sono i rumor sulla sua mobilità. La descrizione suggerisce che sia un personaggio melee con l’abilità di teletrasportarsi. Se questo fosse vero, e sottolineo se, avremmo tra le mani il tank più mobile della storia dei Souls. Immaginate di avere la difesa di Havel la Roccia ma con la mobilità di un Ladro. Sarebbe terrificante. Sarebbe magnifico. Sarebbe esattamente il tipo di follia che ci aspettiamo da questo DLC.

L’Enigma dei Sette Cavalieri Angelici

Passiamo ai boss, perché qui c’è pane per i nostri denti da teorici del complotto. Quando nel trailer sono apparsi gli angeli, la mia mente è andata subito ai sette vizi capitali. Banale? Forse. Infatti, guardando meglio, c’è qualcosa che non torna. E sono sorpreso che quasi nessuno l’abbia notato.

Le armi. Guardate le armi.
Abbiamo tre lance. Abbiamo tre falcioni. E poi c’è lei, l’arma “diversa”. Un’arma in asta con una punta larga, quasi a volerla far sembrare una mazza lunga o un’alabarda molto pesante. E qui scatta l’allarme “Miyazaki non fa nulla a caso”.

La teoria più forte che sta circolando, e che sposo in pieno, è che questa non sarà la classica “gang fight” dove venite pestati da sette nemici contemporaneamente (anche se, conoscendo FromSoftware, non lo escluderei del tutto). Molto più probabilmente, l’angelo con la mazza è il vero boss, il First Nightlord originale o la sua manifestazione fisica reale. Gli altri sei? Cloni. Illusioni. Ologrammi magici creati per confondervi, per farvi sprecare risorse, per farvi colpire l’aria mentre il vero nemico vi prepara una mazzata sulla nuca.

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I moveset cambiano nel trailer. Questo suggerisce che non combattono tutti allo stesso modo. Sarà un puzzle da risolvere mentre cercate di non morire male. Dovrete identificare il vero boss in mezzo al caos, osservando le armi, i movimenti, forse anche il modo in cui reagiscono ai vostri colpi. È un design di boss fight che, se realizzato bene, potrebbe essere una delle più memorabili della serie. O una delle più frustranti. Non c’è via di mezzo.

Il Ritorno del Cavaliere del Lupo: Artorias 2.0

Ed eccoci al momento clou. Quello che ha fatto gridare metà internet al miracolo e l’altra metà al “riciclo pigro”. Il ritorno di Artorias.

Mettiamo subito le cose in chiaro: chi grida al riciclo non sta guardando con attenzione. In Dark Souls 1, Artorias era corrotto dall’Abisso. Era una creatura tragica, grondante di quella melma nera e viscosa, con un braccio spezzato e movimenti erratici, selvaggi. Qui? L’atmosfera è completamente diversa.

artorias elden ring nightreign dlc top games

In Nightreign, quando questo “nuovo” Artorias colpisce il terreno, non schizza fango nero. C’è acqua. C’è una nebbia bluastra, astrale. C’è la pioggia. È un Artorias legato al tema della “Lunga Notte” e della pioggia che caratterizza questo DLC. E il moveset? Oh, il moveset è una lettera d’amore ai dataminer.
Include un attacco in salto con affondo che era presente nei file di gioco originali di Dark Souls, ma che era stato tagliato dalla versione finale. Miyazaki l’ha ripreso, l’ha pulito, l’ha rielaborato con nuovi effetti particellari e ce lo sta servendo su un piatto d’argento.

Non stiamo affrontando il vecchio Artorias. Stiamo affrontando una versione evoluta, alterata, forse una manifestazione onirica o temporale legata alla realtà di Nightreign. Questo suggerisce che la lore dietro il suo ritorno sarà profonda. Non è un cameo tanto per fare fan service. C’è una ragione narrativa se il Cavaliere del Lupo è lì, e quella ragione probabilmente ci spezzerà il cuore ancora una volta.

Il Bestiario dell’Incubo: Cosa ci Aspetta

Non pensate che sia finita qui. Grazie al lavoro instancabile della community e ai vari datamine, sappiamo cosa ci aspetta oltre ai boss. E onestamente? Ho paura.

  • Ragni Scorpione: Preparatevi psicologicamente. Se odiate i ragni e odiate gli scorpioni, FromSoftware ha deciso di fondere le vostre fobie in un unico pacchetto di dolore numeroso e fastidiosissimo. Saranno veloci, avranno hit-box strane e probabilmente vi avveleneranno. Classico.

  • Imp con Testa di Leone: I classici gargoyle fastidiosi che troviamo in ogni catacomba di Elden Ring, ma con un upgrade estetico e, presumo, di ferocia. La cosa interessante è che questi file sono collegati alle catacombe di Shadow of the Erdtree. Questo conferma un legame diretto, quasi una continuità strutturale tra i DLC.

  • Soldati di Messmer: Abbiamo visto anche cavalieri di fuoco e soldati usare le armi iconiche del DLC precedente.

E qui sorge la domanda che ci tiene svegli la notte: potremo usare queste armi?
In Nightreign, le armi sembrano molto legate all’identità dei personaggi. Se i nemici droppano queste nuove tipologie di armi (la mazza-lancia degli angeli, le nuove varianti dei soldati), FromSoftware dovrà implementare interi nuovi archetipi di moveset per il giocatore. Se non lo faranno? Beh, sarà una delusione cocente vedere i nemici divertirsi con giocattoli che noi non possiamo toccare. Sarebbe come vedere un bambino mangiare un gelato mentre noi siamo a dieta. Crudele.

Speculazione Finale: Il Grande Ritorno

Chiudiamo questa sezione con una riflessione che mi fa tremare i polsi.
Se Artorias rappresenta Dark Souls 1 in questo DLC… chi arriverà per rappresentare gli altri giochi?
I fan chiedono a gran voce personaggi di Dark Souls 2 come Sir Alonne o il Cavaliere della Nebbia (Raime). Sarebbero boss fight 1v1 perfette, duelli d’onore sotto la pioggia battente. Ma immaginate… immaginate solo per un secondo se mettessero il Persecutore (The Pursuer).

Non come boss statico. Ma come boss ricorrente che ci invade nell’open world mentre stiamo esplorando, proprio come faceva in DS2 ma con l’IA e la libertà di movimento di Elden Ring. Sarebbe la coronazione del suo design. Sarebbe l’ansia fatta videogioco.
E per Dark Souls 3? Gael? Midir? Se mantengono il pattern dei boss leggendari nascosti, potremmo trovarci di fronte a sorprese che ci faranno rimpiangere di aver acceso la console. E forse, c’è spazio anche per un nemico armato di una falce molto particolare che ricorda Nashandra. I pezzi del puzzle ci sono tutti. Ora sta a FromSoftware assemblarli nel modo più doloroso possibile.

Guida Definitiva: Come Iniziare a Giocare ai Souls-like Oggi (Senza Impazzire)

Ammettetelo, vi vedo. Siete lì che guardate il trailer di Nightreign, sbavate dietro al design di Artorias, amate l’atmosfera dark fantasy, gotica, decadente… ma c’è un problema. Un grosso problema.
Avete provato Dark Souls. Avete provato Bloodborne. E dopo tre ore passate a morire contro il primo mob del tutorial (quello che teoricamente non dovrebbe nemmeno farvi danno), avete disinstallato tutto urlando che questi giochi sono ingiusti, rotti e fanno schifo.

Eppure, sentite quella vocina. Sentite che vi state perdendo qualcosa di grandioso. Tutti ne parlano come se fosse una religione. I vostri amici si scambiano storie di guerra su come hanno battuto Malenia. E voi siete lì, fuori dal club.
Bene, sono qui per svelarvi un segreto: non serve avere i riflessi di un ninja o essere dei pro-gamer coreani. Serve solo cambiare il modo in cui pensate.

elden ring shadow of the erdtree copertina top games italia

Il Muro Mentale: La Morte è un Dato

Il primo ostacolo non è il boss, è la vostra testa. Siamo stati cresciuti con videogiochi che ci dicono “Game Over” = “Hai Fallito”. Sei scarso. Riprova, perdente.
Nei Souls-like, questa regola non vale. Cancellatela.
La morte non è una punizione. La morte è informazione. È un dato statistico. È il gioco che ti sta insegnando una lezione nel modo più diretto possibile.

Quando entrate in una boss fight, non dovete pensare “Devo vincere al primo colpo”. Se pensate così, la frustrazione vi mangerà vivi. Dovete pensare: “Ok, fammi vedere che mosse ha questo tizio”.
Morirete 10 volte? Sì. 20 volte? Probabile. Ma se alla decima volta avete imparato a schivare quella specifica spazzata che vi uccideva sempre, non avete fallito. Avete fatto progressi. La frustrazione nasce dall’aspettativa irrealistica di vincere subito. Abbassate le aspettative di vittoria, alzate l’attenzione all’apprendimento. La conoscenza della mappa e dei moveset vale molto di più della pura “skill” col pad.

L’Errore del Principiante: La Sindrome della “Boss Run”

Il secondo errore madornale che fate tutti, ma proprio tutti, è correre dritti verso il boss.
Perché lo fate? In un GDR classico esplorare è opzionale. Qui, l’esplorazione è l’unica via per abbassare la difficoltà. È il “selettore di difficoltà” organico del gioco.

Se non riuscite a battere quel mostro, fermatevi. Giratevi. Andate da un’altra parte. Esplorate ogni angolo della mappa. Troverete materiali per potenziare le armi (che contano più del livello del personaggio), troverete cure extra, troverete scorciatoie che rendono la strada per il boss meno infernale.
In Elden Ring o Lies of P, se vi bloccate, è il gioco che vi sta dicendo gentilmente (o brutalmente): “Non sei pronto. Vatti a fare un giro”. Non trattate l’esplorazione come un riempitivo. È la vostra ancora di salvezza. La pazienza nel pulire la mappa vi ripagherà con un personaggio talmente forte che il boss, improvvisamente, sembrerà fattibile. E voi non siete diventati dei fenomeni magici, avete semplicemente usato il cervello.

La Roadmap per Diventare Lord dei Tizzoni

Ok, vi ho convinto a riprovarci. Ma da dove iniziare? Non buttatevi subito nella fossa dei leoni. Ecco la mia roadmap definitiva, divisa per livelli di esperienza.

Livello 1: I Principianti (Entrare senza Dolore)

Volete capire le meccaniche senza rischiare l’esaurimento nervoso? Ecco cosa giocare:

  • Mortal Shell: Questo è il concentrato perfetto dell’esperienza Souls. È breve, contenuto, senza mappe gigantesche che vi faranno perdere. Ma soprattutto ha la meccanica dell'”indurimento” (Hardening). Potete trasformarvi in pietra in qualsiasi momento per assorbire un colpo gratis. Questo perdona tantissimi errori e vi insegna il ritmo di attacco e difesa senza punirvi troppo.

  • Enotria: The Last Song: Orgoglio italiano. Oltre all’ambientazione solare e meravigliosa, ha un sistema di “maschere” e loadout che vi permette di cambiare stile di gioco al volo. Inoltre, la modalità storia è effettivamente gestibile. Vi permette di godervi l’avventura e capire le meccaniche senza dover sudare sette camicie ad ogni angolo.

  • Steelrising: Volete combattere nella Rivoluzione Francese con degli automi? Figo, no? Ma la cosa migliore è la “Assist Mode”. Potete letteralmente editare la difficoltà: ridurre i danni subiti, aumentare la rigenerazione della stamina. È il modo perfetto per godersi il design e il combattimento senza la frustrazione punitiva. Un gameplay pulito, lineare e accessibile.

Livello 2: Gli Intermedi (La Vera Dipendenza)

Avete battuto i primi? Volete la “roba buona”? Qui si va sui classici.

  • Dark Souls 3: Il punto di equilibrio perfetto. È più veloce dei primi due, più moderno, con boss fight che sono considerate le migliori della serie. È il sequel perfetto per capire cosa significa “Souls”.

  • Bloodborne: Se vi piace l’aggressività. Qui non ci si nasconde dietro lo scudo. Il gioco vi premia se attaccate subito dopo essere stati colpiti per recuperare vita. Insegna a non avere paura. E l’atmosfera lovecraftiana è impareggiabile.

  • Lords of the Fallen (Reboot): Un ottimo esponente moderno. Graficamente spacca mascelle, offre un mondo interconnesso interessante con la meccanica del doppio mondo (Umbral) che offre una “seconda chance” quando morite.

Livello 3: Gli Esperti (Soffrire con Stile)

Siete pronti a tutto.

  • Elden Ring: Il capolavoro. Ma attenzione: è immenso. La dispersione è il vero nemico qui. Richiede gestione, orientamento e la capacità di gestire un build complessa.

  • Lies of P: Volete imparare il Parry perfetto? Questo è il vostro maestro. È più lineare di un Souls, ma richiede una precisione tecnica nei combattimenti che non perdona. La storia di Pinocchio in chiave dark è la ciliegina sulla torta.

  • Wuchang: Fallen Feathers: Per chi cerca qualcosa di nuovo, con meccaniche action molto spinte.

Non lasciate che la reputazione vi spaventi. I Souls-like sono un percorso di crescita personale. Se riuscite a cambiare mentalità, scoprirete che la soddisfazione di abbattere quel boss che vi ha bloccato per tre giorni è una droga di cui non potrete più fare a meno.

Moonlighter 2 – Recensione: La Quiete Dopo la Tempesta

E ora, cambiamo completamente registro. Abbiamo parlato di mostri orribili, di morti ripetute, di frustrazione. Ma a volte, anche il più duro dei guerrieri ha bisogno di staccare il cervello. Di posare lo spadone e… gestire un negozio?
Esatto. Parliamo di Moonlighter 2.

Questo è il titolo che vi avevo promesso. Un modo come un altro per disintossicarsi dal mondo dei Souls senza smettere di videogiocare. La premessa è semplice ma geniale, come nel primo capitolo: di giorno sei un rispettabile negoziante che deve prezzare oggetti, gestire i clienti e far quadrare i conti. Di notte? Sei un avventuriero che si infila nei dungeon per rubare quegli stessi oggetti che venderai la mattina dopo. Capitalismo eroico al suo meglio.

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Non è Solo un “More of the Same”

Con Moonlighter 2, gli sviluppatori hanno fatto un lavoro eccellente. Non si sono limitati a fare un “Moonlighter 1.5”. Hanno cambiato un mare di roba. È un titolo estremamente differente, più maturo.

La gestione dell’inventario, per esempio, è stata rivoluzionata. Dimenticatevi di buttare le cose nello zaino a caso. Ora la gestione dell’inventario è quasi un gioco nel gioco, un puzzle alla Tetris. Ci vuole quasi una mezza laurea per capire come incastrare gli oggetti per massimizzarne gli effetti o semplicemente per farceli stare tutti. Dovete ragionare sugli spazi, sulle combinazioni. E la cosa assurda? È divertente. È stranamente appagante.

Il Ritmo del Gioco: Zero Stress

La cosa che mi ha colpito di più, e che mi ha turbato positivamente, è il ritmo.
In un Souls hai sempre l’ansia: l’ansia del boss, l’ansia di perdere le anime, l’ansia dell’invasione. Qui? Zero fretta.
Il gioco non ti mette pressione. Puoi metterci tutto il tempo che vuoi a fare le cose. Puoi passare ore a fare il negoziante, arredare il tuo shop, capire le fluttuazioni di mercato, girare per l’hub di gioco parlando con gli NPC, fabbricare armi. È una vita tranquilla.

Poi, quando decidi tu, vai nel dungeon. Entri, saccheggi, combatti nemici (che sono vari e divertenti, con un combat system semplice ma efficace), scegli il percorso più o meno rischioso in base a quanto ti senti audace, e torni a casa col bottino. La storia c’è, funziona, è dannatamente coinvolgente pur nella sua semplicità, ma è diluita in un gameplay che ti coccola invece di prenderti a schiaffi.

Meccaniche GDR Inaspettate

Non lasciatevi ingannare dalla grafica “pucciosa”. Sotto il cofano, Moonlighter 2 nasconde meccaniche GDR complesse che non mi sarei mai aspettato. Ci sono statistiche da gestire, equipaggiamenti da craftare che cambiano radicalmente il modo di approcciare i dungeon, e decisioni economiche che influenzano la vostra progressione.
Eppure, tutto scorre liscio. È quella complessità “buona”, quella che ti fa sentire intelligente quando capisci come sfruttare il sistema, non quella che ti fa venire il mal di testa.

Portabilità e Portafoglio: La Combo Vincente

E chiudiamo con l’aspetto pratico, perché anche l’occhio (e il portafoglio) vuole la sua parte.
Moonlighter 2 è il gioco perfetto per la portabilità. Io lo sto giocando sia sul mio portatile Lenovo che sulla Legion Go, e vi assicuro che su un dispositivo handheld è la morte sua. È quel gioco perfetto da fare a letto prima di dormire, o sul treno. Gira divinamente, è leggero, immediato.

E non dovete essere tirchi, o meglio, potete esserlo con stile: il gioco è disponibile su Game Pass. Quindi, se avete l’abbonamento, non avete scuse. Colpite il tasto download e portatevelo dove vi pare. È letteralmente gratis (più o meno) e vi offre ore di relax di qualità assoluta tra una bestemmia su Elden Ring e l’altra.

Da Domenica Souls è tutto per questa settimana

Che dire, ragazzi? Questa domenica è stata un viaggio sulle montagne russe. Siamo partiti dalle speculazioni più oscure su Nightreign, passando per un corso accelerato di psicologia per aspiranti giocatori di Souls, fino ad arrivare alla gestione economica di un negozio fantasy.
Saltare da un tema all’altro può sembrare caotico, ma in fondo è il bello di questo mondo. La curiosità per il DLC di Elden Ring è stata riaccesa (anche se Artorias mi farà piangere, lo so già), la voglia di massacrare mostri è tornata, e so che quando avrò bisogno di pace, il mio negozio su Moonlighter 2 sarà lì ad aspettarmi.

Il mondo dei videogiochi è vasto, difficile, a volte ingiusto, ma sempre meraviglioso. E noi siamo qui per esplorarlo tutto, un pixel alla volta.

Voglio sapere la vostra, però. Scrivetemelo qui sotto nei commenti: qual è stato il vostro approccio più disastroso a un Souls-like? Quante volte avete disinstallato Bloodborne prima di capire come si giocava? O siete tra quelli che aspettano il ritorno del Persecutore per farsi del male fisico?
Il mio scheletro nell’armadio è Dark Souls 2. È stata una croce, una sofferenza immane, e devo ringraziare un amico sadico se sono arrivato alla fine (e alla comprensione che la sofferenza faceva parte del pacchetto).
Raccontatemi le vostre storie di dolore e gloria!

Noi ci vediamo, come sempre, al prossimo video o al prossimo articolo. Ma se non ci vediamo, spero sia perché siete troppo impegnati a schivare, parryare o a vendere pozioni a prezzi gonfiati.

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