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Riassunto
Path of Exile Covens of Umbra arriva il 13 novembre 2026 e mette mano a due cose che decidono come passiamo le serate a Wraeclast: quali mappe apriamo e quali oggetti vale la pena raccogliere. Grinding Gear Games ha presentato l’aggiornamento 3.30 del primo Path of Exile all’ExileCon. La nuova lega ruota attorno a una congrega di streghe, ma la novità che si farà sentire anche fuori dai loro rituali è la riscrittura dell’Atlas. Cambiano l’albero delle passive, il modo in cui si aggiungono attività alle mappe e perfino gli indizi che ci fanno fermare davanti a un oggetto caduto a terra.
L’espansione è gratuita e il 13 novembre indicato dallo studio si riferisce all’orario del Pacifico. È prevista su PC, PlayStation e Xbox, con il gioco disponibile su PC anche tramite Steam ed Epic Games Store. Per farsi un’idea della direzione presa dalla 3.30, si può partire dal trailer ufficiale: streghe e calderoni danno il tono alla lega, mentre il lavoro sul fine gioco è la parte che riguarda chi ha già macinato mappe per intere stagioni.
Le streghe fanno cambiare faccia ai boss
La Regina della Congrega ha condannato Umbra all’oscurità e ora punta a Wraeclast. I suoi seguaci si riuniscono attorno a calderoni per compiere i propri rituali. A metterci sulle loro tracce c’è Mora, una prigioniera della Regina che ci aiuta a mandarli all’aria. Sconfiggere le congreghe permette di ottenere i Fates, modificatori da invocare contro i boss per alzare il rischio dello scontro e puntare a ricompense migliori.
Se ne possono usare fino a tre su un singolo boss. A seconda della combinazione, durante lo scontro possono comparire fuoco esplosivo, rampicanti o arpioni di ossa. Abbinare Fates dello stesso tipo apre la possibilità di ottenere ricompense più rare, fra cui gemme di supporto eccezionali e nuovi oggetti unici. La scelta interessante arriva prima del combattimento: con una build che gestisce bene i danni prolungati si potrebbe accettare un certo modificatore, mentre con un personaggio più fragile avrebbe senso tenerlo da parte e affrontare uno scontro diverso.

Il Wickerman porta i poteri dei boss nella build
Per sfruttare le vittorie c’è il Wickerman, un fantoccio di legno su cui si possono montare fino a quattro Viscera, una per testa, braccio, corpo e gamba. Sono trofei ottenuti dai boss potenziati tramite i Fates e danno bonus molto diversi tra loro. Alcuni aiutano a sopravvivere, per esempio aumentando la vita o la rigenerazione. Altri tornano utili quando la build fa affidamento su un effetto specifico, come il veleno. Con più di 120 Viscera annunciate, sapere dove cercare un bonus può contare quanto averne trovato uno potente.
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Grinding Gear Games ha aggiunto anche più di due dozzine di boss alla campagna, nelle aree che ne erano sprovviste. Nell’Atlas, invece, entrano in gioco i Grim Fates. Si ottengono da boss potenziati nelle aree di livello più alto, persistono tra le istanze e si usano su specifici boss di punta. Le tempeste di Sirus possono trasformarsi in stormi di corvi, mentre lo Shaper può evocare illusioni che ne imitano le abilità. Chi supera queste versioni può raccogliere le Viscera esclusive di quegli incontri.

I Threads of Creation cambiano le mappe
Finora gli Scarab servivano a indirizzare buona parte di quello che avremmo trovato in una mappa. La 3.30 li sostituisce con i Threads of Creation, che si impostano direttamente nel Map Device. Riguardano dieci meccaniche principali, tra cui Abyss, Blight, Expedition e Ritual. Si possono investire fino a otto Threads in una singola attività per aumentare difficoltà, ricompense e probabilità di attivare effetti aggiuntivi. Proseguendo nelle missioni dell’Atlas si arriva a sbloccare fino a tre slot e si possono quindi garantire tre meccaniche diverse nella stessa mappa.
La configurazione resta impostata tra una mappa e l’altra e i Threads necessari vengono prelevati dalla riserva. L’Atlas, nel frattempo, è diviso in regioni legate a meccaniche diverse: completando mappe in una regione si potenzia l’attività associata, con incontri più impegnativi e ulteriori modificatori. Anche l’albero delle passive è stato ridisegnato e assorbe diversi effetti prima legati agli Scarab. Per chi ama Blight, per esempio, la novità non finisce con la possibilità di trovarlo più spesso. Le corsie Mycotic aggiungono pericoli e ricompense, e i nuclei potenziati possono generare miniboss. Anche Ritual può cambiare in corsa, con ondate supplementari se interviene Bodach.
Anche Incursion cambia. Atziri prende il controllo del Tempio di Atzoatl e la Cradle of Creation alza difficoltà e ricompense del Tempio. Tra le nuove possibilità c’è anche quella di corrompere di nuovo un oggetto già corrotto.

Gli oggetti a terra danno più informazioni
Nelle fasi avanzate, gli oggetti magici e rari possono cadere con un tier già visibile prima dell’identificazione. Ai livelli più alti si possono trovare basi migliori, modificatori più forti e oggetti con più incavi o collegamenti. Basi come Simplex Amulet e Cord Belt entrano nel bacino delle ricompense comuni al gioco, mentre gli oggetti magici di quinto livello possono cadere già con un modificatore fratturato. Vedere il livello in anticipo dà un motivo concreto per raccogliere una base che prima avremmo lasciato lì senza pensarci troppo.
Cambia anche il modo in cui la statistica Monster Item Rarity incide sul bottino dei mostri. La statistica influisce sulla probabilità di trovare ricompense di valore, comprese valuta, carte divinatorie, gemme e oggetti unici. In pratica, il risultato da osservare all’uscita sarà quanto spesso una mappa ben costruita ci farà fermare per qualcosa che vogliamo davvero tenere. Per ora sappiamo come si incastrano i sistemi annunciati. Quanto convenga spingere sulla difficoltà dipenderà anche da come si comportano le ricompense una volta che i giocatori avranno provato le diverse combinazioni.
La prima mappa dice già che giocatore sei
Covens of Umbra dà motivi diversi per tornare a Wraeclast. Chi segue la campagna può cercare i nuovi boss e iniziare presto a raccogliere Viscera. Chi vive di mappe ha un Atlas da studiare di nuovo e una domanda da farsi prima di spendere i primi Threads: conviene spingere subito sulla propria meccanica preferita o vedere che cosa succede quando se ne fanno convivere tre? La parte da tenere d’occhio sarà proprio l’incrocio tra una build, i pericoli che può gestire e le ricompense che vale la pena inseguire.
Voi cosa proverete per prima cosa, un boss con tre Fates o una mappa costruita attorno alla vostra attività preferita? Intanto potete leggere gli articoli sul sito e seguirci sul canale YouTube Top Games.










