Nel panorama videoludico moderno ci sono generi che sembrano destinati a rimanere confinati in una nicchia confortevole ma stantia. I picchiaduro a scorrimento, i gloriosi beat ‘em up che negli anni Novanta monopolizzavano i cabinati delle sale giochi, rappresentano l’esempio perfetto di questo stallo evolutivo. La formula tradizionale, basata su una progressione lineare e su campagne che raramente superano le due o tre ore di gioco, fatica enormemente a fare breccia nel cuore di un pubblico contemporaneo abituato a esperienze stratificate e virtualmente infinite.
In questo scenario conservatore, l’etichetta francese Dotemu si è eretta negli anni a baluardo della preservazione e del rinnovamento intelligente. Dopo aver riportato in vita brand leggendari con capolavori del calibro di Streets of Rage 4 e Teenage Mutant Ninja Turtles, l’azienda ha deciso di alzare ulteriormente l’asticella. Affiancata nuovamente dai maestri del gameplay di Guard Crush Games, ha scelto di imboccare la strada più rischiosa: abbandonare le licenze storiche per creare una proprietà intellettuale inedita basata su un neologismo tanto buffo quanto intrigante.
L’idea alla base di Absolum è quella di creare un vero e proprio “rogue ‘em up”. L’obiettivo è fondere la precisione tecnica e chirurgica del combattimento corpo a corpo lineare con la progressione esponenziale, ricorsiva e basata sui potenziamenti tipica dei roguelite moderni. Abbiamo trascorso decine di ore menando le mani nel magico mondo di Talamh per capire se questa ardita e inusuale commistione genetica sia riuscita a colpire nel segno o se si sia rivelata un buco nell’acqua.
La magia rubata: il fascino decadente di Talamh
Per giustificare la continua resurrezione dei personaggi, dinamica fondamentale in qualsiasi roguelite che si rispetti, gli sceneggiatori hanno dovuto costruire un impianto narrativo coerente e affascinante. Absolum ci trasporta nel mondo fantasy di Talamh, un universo dove la magia non è un semplice strumento, ma la forza vitale che regola la natura, l’economia e la prosperità dei popoli.
Tuttavia, l’ambizione umana ha trasformato questo dono in una maledizione. Un misterioso cataclisma causato da incantatori sconsiderati ha gettato il mondo nel caos, fornendo il perfetto casus belli per un brutale colpo di stato. Il tirannico Re Azra è salito al potere, istituendo l’oppressivo Ordine Cremisi. Questo regime militare ha bandito l’uso della magia in tutto il globo, imprigionando o schiavizzando chiunque possieda scintille di potere arcano e dividendo le terre conquistate tra governatori crudeli e senza scrupoli.

Uchawi e la resistenza dei disperati
In questo scenario di assoluta desolazione e diffidenza, i ribelli si radunano sotto la guida spirituale e strategica di Uchawi. Questa potente incantatrice guida la fazione di resistenza non solo per ragioni politiche, ma per un motivo profondamente personale. Uchawi è incinta, ma il suo corpo si rifiuta di partorire in un mondo privato della forza magica. Una premessa narrativa cupa e inaspettatamente profonda per un gioco basato sulle scazzottate.
La base operativa della resistenza funge da hub centrale per le nostre spedizioni. In questo accampamento clandestino convergono personaggi pittoreschi e disperati provenienti da ogni angolo di Talamh. Troviamo pirati in cerca di redenzione, artigiani solitari disposti a forgiare armi in cambio di materiali, e commercianti reietti che bramano il ritorno dell’energia magica. Supportare questi personaggi durante le nostre incursioni nei livelli permetterà di ampliare le strutture dell’hub e sbloccare nuovi potenziamenti fondamentali per la progressione.
I campioni della magia: il quartetto base
Il roster iniziale ci mette a disposizione quattro combattenti straordinariamente caratterizzati dal punto di vista visivo, seppur inizialmente limitati nelle opzioni offensive. Ogni eroe incarna un preciso stile di combattimento e richiede un approccio tattico differente per sopravvivere alle orde dell’Ordine Cremisi.
- Galandra l’elfa: guerriera pesante armata di un gigantesco spadone. Lenta nei movimenti ma capace di infliggere danni ad area spaventosi e di incanalare poteri necromatici.
- Karl il nano: l’ultimo nano libero di Talamh. Unisce la forza bruta del corpo a corpo ravvicinato all’utilizzo tattico di una devastante spingarda ancestrale per tenere a bada i nemici dalla media distanza.
- Brome il ranocchio: un giovane e prodigioso mago appartenente alla tribù anfibia delle paludi di Jaroba. Predilige il combattimento a distanza e la gestione dello spazio attraverso incantesimi di controllo.
- Cinder l’assassina: combattente estremamente agile equipaggiata con due pugnali rapidissimi. La sua specialità risiede nella mobilità estrema, nelle schivate all’ultimo secondo e nelle combo aeree prolungate.
Come accennato, le prime ore passate in compagnia di questi eroi potrebbero far storcere il naso ai puristi. I moveset base appaiono asciutti e poco differenziati tra loro. Tuttavia, la reale profondità del sistema di combattimento di Absolum emerge prepotentemente solo dopo aver sbloccato abilità avanzate e sviscerato le meccaniche più tecniche del motore fisico ereditato dal team di sviluppo.

La nobile e cruda arte del combattimento
Nel momento in cui si decide di approfondire le meccaniche difensive, Absolum mostra i muscoli e rivela la sua diretta discendenza da Streets of Rage 4. Il senso di impatto dei colpi è eccezionale e le juggle (le combo che mantengono il nemico sospeso a mezz’aria) restituiscono un senso di onnipotenza impagabile. Ma è nella gestione della difesa e del ritmo che il titolo tocca vette di eccellenza assoluta.
Ogni personaggio dispone di uno scatto elusivo che, se eseguito con tempismo perfetto una frazione di secondo prima dell’impatto nemico, agisce come una sorta di parata perfetta (o parry). Riuscire in questa complessa manovra non solo nega i danni in arrivo, ma lascia l’avversario scoperto per una letale punizione. Studiare i pattern di attacco e lo scintillare delle armi nemiche diventa fondamentale, specialmente durante gli scontri contro i boss più coriacei di fine livello.
La meccanica della pressione atmosferica
La vera genialata tattica risiede nel sistema di Pressione. Ogni colpo andato a segno e ogni schivata perfetta riempiono un contatore nascosto applicato al singolo nemico. Una volta che questo indicatore raggiunge la saturazione, si attiva lo stato di Sovrapressione.
In questa finestra temporale la guardia dell’avversario si frantuma irrimediabilmente. I nemici corazzati vengono sbalzati violentemente in aria e restano in balia delle nostre combo più devastanti senza potersi difendere. Imparare a gestire e massimizzare l’accumulo di Pressione è la chiave di volta per dominare il campo di battaglia, uscendo indenni dagli scontri affollati che il gioco ama lanciarci addosso senza pietà.
Le Arti Arcane e la gestione del Mana
A supportare gli attacchi fisici intervengono le Arti Arcane, potenti mosse speciali che consumano segmenti dell’indicatore del Mana. Prima di iniziare ogni spedizione, il giocatore è chiamato a scegliere quale Arte Arcana equipaggiare tra le sei disponibili per ogni eroe. Questa scelta modifica radicalmente l’approccio alla battaglia campale.
Si può optare per un montante magico che funge da mossa evasiva, oppure per l’evocazione di trappole elementali che bloccano il passaggio dei rinforzi nemici. Inoltre, raccogliendo rare stelle disseminate nelle mappe, è possibile sprigionare l’Arte Suprema del personaggio. Va ammesso che questa mossa definitiva, sebbene visivamente spettacolare, non risulta così incisiva in termini di danno crudo come il nome altisonante lascerebbe sperare, spingendo il giocatore a fare maggiore affidamento sulle tecniche base ben concatenate.
L’ibridazione roguelite: Riti e Potenziamenti
La natura procedurale e ricorsiva dell’opera esplode al termine di ogni stanza ripulita dai nemici. Sconfiggendo l’ultima ondata, il gioco ci mette di fronte a una scelta: raccogliere risorse preziose per l’accampamento o accettare il dono di un Rito magico. Questi riti rappresentano l’equivalente diretto dei ben noti potenziamenti visti in titoli come Hades e sono in grado di stravolgere le regole matematiche dello scontro.
Le divinità di Talamh ci offrono potenziamenti basati sugli elementi naturali. Il Rito del Fuoco applica fastidiose ustioni cumulative ai nemici colpiti dai nostri attacchi base. Il Rito del Vento accelera drasticamente l’accumulo della Pressione e genera piccoli tornado stordenti. Esistono persino magie oscure legate alla necromanzia, che permettono di resuscitare i nemici caduti sotto forma di fragili scheletri pronti a combattere al nostro fianco per qualche secondo.
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Il sistema brilla di luce propria quando si iniziano a stratificare questi potenziamenti. Assegnando più Riti alla stessa combinazione di tasti, si innescano reazioni a catena devastanti. Un montante caricato può contemporaneamente incendiare il nemico, rallentare il tempo attorno a noi e generare un’onda anomala che respinge i rinforzi alle nostre spalle.
Raggiungendo l’hub centrale e parlando con l’artigiana, è persino possibile fondere potenziamenti di natura diversa per creare ibridi fuori di testa, come tempeste di fulmini avvolte in spirali di fiamme inestinguibili. La ricerca della build perfetta (la combinazione ideale di poteri) diventa rapidamente una droga, spingendo ad avviare un’altra partita solo per testare nuove e folli sinergie distruttive.

Il rovescio della medaglia: bilanciamento e longevità
Nonostante le basi meccaniche siano eccelse, l’ibridazione tentata da Dotemu presta inevitabilmente il fianco a critiche legate alla struttura a lungo termine. La progressione delle mappe non si affida a una generazione procedurale pura. Gli ambienti, sebbene bellissimi e disegnati interamente a mano dallo studio francese Supamonks, sono prefissati e tendono a ripetersi identici a se stessi spedizione dopo spedizione.
Gli sviluppatori hanno cercato di arginare questa fatica visiva rimescolando aggressivamente le tipologie di nemici presenti nelle stanze e inserendo bivi narrativi. Completando missioni secondarie fornite dai PNG trovati nei livelli, si sbloccano chiavi e passaggi alternativi che conducono a boss segreti o a navi pirata cariche di tesori. Purtroppo, dopo una decina di run, la magia della scoperta svanisce e la sensazione di ripercorrere per l’ennesima volta gli stessi corridoi prende il sopravvento.
Un crollo della difficoltà ingiustificato
Il difetto più macroscopico di Absolum risiede però nel bilanciamento della difficoltà sul lungo periodo. L’economia del gioco mostra il fianco a una problematica nota nel genere: il gioco diventa improvvisamente e drasticamente troppo facile.
Durante le prime dieci o quindici ore, la curva di apprendimento è ripida e punitiva. Ogni morte insegna qualcosa e i nemici esigono rispetto. Tuttavia, una volta sbloccati tutti i miglioramenti permanenti nell’hub centrale (che aumentano vita, danno e opzioni difensive), l’equilibrio del gioco si spezza irrimediabilmente. I nemici non riescono più a scalare in potenza per tenere il passo con le statistiche mostruose raggiunte dal nostro eroe. Le run finali si trasformano in una mattanza quasi passiva, dove perfino i boss vengono sciolti in pochi secondi perdendo ogni briciolo di epicità.
Inoltre, l’ottima implementazione della modalità cooperativa (giocabile sia in locale che online) accentua ulteriormente questo sbilanciamento. Combinare i poteri in due giocatori rende le battaglie ancora più caotiche e semplici. A questo si aggiunge un evidente divario di potenza tra i personaggi: Galandra risulta palesemente sovradimensionata, mentre l’assassina Cinder fa un’enorme fatica a imporsi negli scontri affollati e richiederà urgenti patch correttive.

Un trionfo sensoriale e acustico assoluto
Se le dinamiche di fine gioco prestano il fianco a critiche costruttive, il comparto artistico di Absolum viaggia su binari celestiali, posizionandosi come nuovo punto di riferimento per le produzioni bidimensionali. Lo stile grafico adottato strizza l’occhio all’immaginario dei fumetti occidentali e ai vecchi classici arcade come Golden Axe, vantando animazioni fluidissime e design dei personaggi incredibilmente ispirati.
Tuttavia, è chiudendo gli occhi e ascoltando in cuffia che si percepisce la vera grandezza del progetto. L’azienda ha assemblato un vero e proprio dream team musicale senza badare a spese. La colonna sonora vanta la firma di Gareth Coker (celebre per i due capitoli di Ori), supportato da Yuka Kitamura (Dark Souls, Elden Ring) e dai brutali riff industriali di Mick Gordon (Doom, Killer Instinct).
Il risultato è una soundtrack clamorosa. L’orchestrazione epica e i temi melodici lasciano improvvisamente spazio a chitarre distorte e ritmi frenetici non appena il contatore delle combo schizza verso l’alto. Il mixaggio audio è perfetto, permettendo al rumore sordo dei pugni e al fragore delle magie di bucare lo schermo senza mai coprire le maestose sinfonie di sottofondo.

Il verdetto su un esperimento coraggioso
Arrivati al termine del nostro viaggio nei brutali reami di Talamh, guardiamo al lavoro svolto da Guard Crush Games e Dotemu con enorme rispetto. Absolum è un esperimento coraggioso che prova a svecchiare un genere impolverato innestandogli l’adrenalina della rigiocabilità moderna. Quando il sistema di combattimento ingrana e i Riti magici si fondono in esplosioni elementali fuori controllo, il titolo offre momenti di pura e inebriante esaltazione arcade.
Purtroppo, l’ambizione inciampa su una struttura ricorsiva che mostra il fiato corto dopo una quindicina di ore, minata da una mappa poco incline alle variazioni e da un bilanciamento della difficoltà che crolla verticalmente nelle fasi finali azzerando il senso di sfida. Rimane comunque un acquisto obbligato per chiunque veneri i picchiaduro a scorrimento e desideri supportare l’evoluzione di un genere storico verso nuovi e inesplorati orizzonti di game design.
Siamo curiosissimi di sapere cosa pensate di questo folle ibrido tra botte e incantesimi procedurali. Avete già scelto il vostro personaggio principale? Scriveteci la vostra opinione qui sotto nei commenti, vi leggiamo sempre con immenso piacere. E se siete affamati di altre recensioni enciclopediche, approfondimenti tecnici o reaction ai grandi eventi del mondo videoludico, non dimenticatevi di iscrivervi al nostro canale YouTube ufficiale!
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