mercoledì, Maggio 13, 2026

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Michele Conforti
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Eh si... non si direbbe ma sono appassionato di cinema e serie tv...

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Elden Ring il film di A24 ci Svela il Cast e la Data

Siediti un momento vicino a questo Luogo di Grazia, caro Senzaluce, perché quello che sto per dirti ti farà cadere la fiaschetta di lacrime dalle mani. Se pensavi che sopravvivere a Malenia fosse l’impresa più ardua della tua vita, aspetta di vedere cosa sta succedendo negli uffici di A24 e Bandai Namco. Non è un leak, non è un sogno febbrile dopo troppe ore passate a farmare rune al Palazzo di Mohgwyn: l’adattamento live-action di Elden Ring è realtà, ha una data, ha un regista che farebbe tremare i polsi a chiunque e un cast che sembra uscito da una notte di sogni bagnati per ogni cinefilo che si rispetti.

Mettiti comodo, perché oggi su Top Games Italia analizziamo ogni singolo atomo di questa notizia che sta per cambiare per sempre il modo in cui il gaming incontra il cinema. Benvenuti nell’era cinematografica dell’Interregno.

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Elden Ring arriva al cinema

Iniziamo dalle basi, perché qui non stiamo parlando della solita trasposizione “mordi e fuggi” fatta per mungere il brand. Bandai Namco Entertainment e A24 hanno sganciato una bomba termonucleare: Elden Ring diventerà un film. E non un film qualsiasi, ma un’esperienza pensata per il formato IMAX che debutterà nelle sale il 3 marzo 2028. Se pensate che manchi tanto, ricordatevi quanto tempo avete passato cercando di capire come arrivare a Villa Vulcano senza farvi ammazzare. Il tempo è relativo quando si parla di capolavori.

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A24 e Bandai Namco

La scelta della casa di produzione è il primo segnale che questo progetto non è “roba da dilettanti”. A24 non è la tipica major di Hollywood che punta tutto sui jump scare economici o sugli effetti speciali in CGI che invecchiano dopo tre mesi. Stiamo parlando della casa di produzione che ha ridefinito il cinema d’autore moderno con titoli come Hereditary, The Witch, Everything Everywhere All At Once e il recente Civil War.

Vedere il logo A24 accanto a quello di Bandai Namco significa una cosa sola: l’estetica di Elden Ring, quel senso di decadenza, di orrore cosmico e di bellezza malinconica, verrà rispettata. Non avremo un film d’azione generico pieno di battutine Marvel-style. Avremo, con ogni probabilità, un’opera visiva monumentale che cercherà di catturare il “vibe” di Miyazaki. Se Bandai ha deciso di affidare il suo gioiello più prezioso a questa etichetta, è perché l’obiettivo è l’immortalità cinematografica, non solo il botteghino.

La Data è il 3 marzo 2028

Il 3 marzo 2028 sembra una data lontana, quasi mitologica, ma la macchina produttiva si metterà in moto già nella primavera del 2026. Questo lasso di tempo è fondamentale. Adattare un mondo vasto come l’Interregno richiede una pre-produzione maniacale. Ogni armatura, ogni castello (da Grantempesta a Leyndell), ogni creatura mostruosa deve essere trasposta con una fedeltà che rasenta l’ossessione. Il fatto che si prendano quattro anni per portarlo sullo schermo è, paradossalmente, la notizia migliore che potessimo ricevere. Significa che non c’è fretta, ma solo voglia di perfezione.

Perché il cinema non sarà più lo stesso

Filmare in IMAX® non è solo un vezzo tecnico. Per un gioco che fa della “megalofobia” (la paura delle cose immense) il suo punto di forza, l’IMAX è l’unico formato possibile. Immaginate di vedere l’Albero Madre che torreggia sopra di voi su uno schermo alto come un palazzo di cinque piani. Immaginate di sentire il ruggito di un Drago Antico in un sistema audio che vi fa vibrare le ossa. L’obiettivo dichiarato è l’immersione totale, la stessa che proviamo quando entriamo per la prima volta a Sepolcridia e veniamo travolti dalla vastità del panorama.

Alex Garland L’uomo, il mito, il “Try Finger But Hole”

Parliamo del capitano di questa nave: Alex Garland. Se non sapete chi sia, probabilmente avete vissuto sotto una roccia (o dentro una caverna di Caelid senza torcia). Garland è l’uomo dietro a capolavori della fantascienza e del thriller psicologico come Ex Machina, Annihilation e Civil War. È un regista che non ha paura di osare, che ama i ritmi dilatati e le immagini che ti restano stampate nella retina per giorni.

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Dalla fantascienza d’autore al fantasy brutale

Molti si sono chiesti: perché un regista di sci-fi per un fantasy? La risposta è semplice: Elden Ring non è un fantasy classico alla Signore degli Anelli. È un dark fantasy con forti venature di orrore cosmico (e qui entra in gioco l’influenza di George R.R. Martin). Garland ha dimostrato con Annihilation di saper gestire la trasformazione della natura in qualcosa di alieno e inquietante. Chi meglio di lui può rendere visivamente il concetto di “Disgregazione” e la follia dei Semidei?

La passione viscerale di Garland per Elden Ring

C’è un dettaglio che sta facendo impazzire la community: Alex Garland è un gamer. E non uno di quelli che gioca a “Candy Crush” nei tempi morti. Si dice che abbia passato centinaia, se non migliaia di ore nell’Interregno. Questa è la garanzia definitiva. Non avremo un regista che guarda al materiale originale con sufficienza, ma un uomo che ha provato sulla propria pelle la frustrazione di morire contro un boss per la cinquantesima volta. Garland capisce il linguaggio del gioco, capisce perché amiamo quel mondo e, soprattutto, capisce che il silenzio e l’atmosfera contano quanto (e più) dei dialoghi.

Il rischio del ritiro e il richiamo della Grazia

Garland aveva recentemente dichiarato di volersi ritirare dalla regia per dedicarsi solo alla sceneggiatura. Il fatto che sia tornato sui suoi passi per Elden Ring suggerisce che questo progetto sia qualcosa di speciale, una “chiamata” a cui non ha potuto resistere. Quando un autore del suo calibro interrompe un proposito di ritiro per un’opera specifica, significa che ha una visione chiara e potente. Non sta solo facendo un lavoro; sta realizzando il suo progetto della vita.

Chi sono i protagonisti dell’Interregno di Elden Ring?

Passiamo alla polpa, ovvero a chi metterà la faccia (e l’armatura) in questa epopea. Il cast annunciato è un mix incredibile di giovani promesse, attori feticcio di Garland e veterani che non hanno bisogno di presentazioni. Vediamo nel dettaglio chi sono e perché la loro presenza è fondamentale.

Kit Connor e Cailee Spaeny

Kit Connor e Cailee Spaeny

Kit Connor (Heartstopper, Warfare) e Cailee Spaeny (Alien: Romulus, Civil War) sono le punte di diamante. Entrambi hanno già legami solidi con A24 e Garland. La Spaeny, in particolare, sta vivendo un momento d’oro: la sua capacità di trasmettere vulnerabilità e forza bruta allo stesso tempo la rende perfetta per diversi ruoli chiave. Sarà Melina? Sarà Ranni la Strega? O forse una versione giovane di Malenia?

Kit Connor, dal canto suo, ha la fisicità e l’intensità necessaria per interpretare un Senzaluce alle prime armi o, magari, un personaggio tragico come Vyke. La loro chimica sul set sarà uno dei pilastri del film.

Nick Offerman e Jonathan Pryce

Qui si entra nel territorio della “goduria pura”. Nick Offerman (The Last of Us, Parks and Recreation) è un attore che può interpretare qualsiasi cosa, dal guerriero stoico al mercante cinico. Dopo la sua straordinaria prova in The Last of Us, sappiamo che sa come dare anima a un personaggio nato in un videogioco.

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E poi c’è Jonathan Pryce. Ragazzi, stiamo parlando dell’Alto Passero di Game of Thrones, di un attore con una gravitas monumentale. La community si è già scatenata con i meme, ma sotto l’ironia c’è una verità: Pryce ha il volto e la voce per interpretare le figure autoritarie e decadenti dell’Interregno.

Jonathan Pryce e il destino di Miriel

Non possiamo ignorarlo: internet ha già deciso che Jonathan Pryce deve essere Miriel, il Pastore dei Voti (sì, la tartaruga gigante con la mitra papale). Sebbene sia probabile che Pryce interpreti un ruolo umano (magari Gideon Ofnir o addirittura una versione di Radagon/Marika), l’idea che possa dare la voce o il volto (tramite motion capture) alla tartaruga preferita di tutti è un sogno che speriamo diventi realtà. La sua voce calma e saggia sarebbe perfetta per spiegare al protagonista che “le eresie non sono che artifici”.

Il legame profondo con FromSoftware

La presenza di Peter Serafinowicz è un colpo di genio assoluto per i fan hardcore. L’attore britannico non è solo un interprete sopraffino, ma è un fan storico dei Souls e ha già prestato la sua voce a Pate il Mite in Dark Souls II. La sua inclusione nel cast è un “easter egg” vivente, un riconoscimento alla fedeltà dei fan che seguono Miyazaki fin dai tempi di Lordran. La sua conoscenza enciclopedica della lore sarà sicuramente utile anche dietro le quinte per mantenere la coerenza del mondo.

Da Ben Whishaw a Sonoya Mizuno

Il resto del cast non è da meno. Ben Whishaw (Skyfall, Paddington) porta un’eleganza intellettuale che potrebbe tradursi in un personaggio legato alla magia (Rennala o un nobile di Raya Lucaria?). Sonoya Mizuno è l’attrice feticcio di Garland (presente in Ex Machina, Annihilation e Devs): la sua presenza suggerisce un ruolo fisico, etereo, quasi alieno. Forse una delle Sfingi o un personaggio legato all’Ordine Aureo.

E che dire di Tom Burke, fresco del successo di Furiosa? La sua capacità di interpretare personaggi tormentati e carismatici si sposa perfettamente con l’atmosfera di Elden Ring. Il cast è completato da talenti come Havana Rose Liu, Ruby Cruz, John Hodgkinson, Jefferson Hall, Emma Laird e il veterano Serafinowicz. È un gruppo di attori “seri”, scelti per le loro capacità recitative e non solo per la fama sui social.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla trama di Elden Ring?

Qui entriamo nel campo minato delle congetture. Come si adatta un gioco dove la storia è frammentata in descrizioni di oggetti e dialoghi criptici? Garland ha davanti a sé una sfida titanica.

il creatore di Games of thrones parteciperà alla scrittura di Elden Ring per la versione cinematografica?

L’ombra di George R.R. Martin per Elden Ring

Non dimentichiamoci che la base mitologica di Elden Ring è stata scritta da George R.R. Martin. Questo significa che sotto la superficie del gameplay esiste una struttura narrativa classica, fatta di tradimenti, incesti, guerre di successione e ambizione. Il film potrebbe decidere di ignorare il “presente” del gioco (il viaggio del Senzaluce) per concentrarsi sulla “Disgregazione” (The Shattering). Immaginate un film che racconta l’ascesa e la caduta dei Semidei, la guerra tra Radahn e Malenia, l’assassinio di Godwyn l’Aureo. Sarebbe un Trono di Spade sotto steroidi magici.

Cronache della Disgregazione o il viaggio del Senzaluce?

Esiste però un’altra possibilità: un approccio più “minimalista” alla Garland. Un solo protagonista (il Senzaluce interpretato forse da Kit Connor) che attraversa una terra desolata, incontrando pochi personaggi chiave e affrontando boss che sono più simili a divinità decadute che a semplici nemici. Questo permetterebbe di mantenere quel senso di solitudine e scoperta che rende il gioco unico. Tuttavia, con un cast così corale, è più probabile che avremo una narrazione ad incastro, che esplora diversi punti di vista dell’Interregno.

La sfida di adattare una narrazione frammentata

Il rischio principale è spiegare troppo. Parte del fascino di Elden Ring è il non sapere. Se il film iniziasse con uno spiegone di venti minuti sulla volontà superiore e l’anello ancestrale, perderebbe metà del suo potere. Ci fidiamo di Garland proprio perché sappiamo che ama il mistero. Ci aspettiamo che la storia venga raccontata attraverso le immagini, le scenografie e il linguaggio non verbale, lasciando allo spettatore il compito di unire i puntini.

La Community Souls-like tra sogni e incubi

La reazione dei fan è stata, come prevedibile, un misto di euforia e terrore puro. Chi ha passato notti in bianco a studiare i video di Sabaku o VaatiVidya sa che l’equilibrio di Elden Ring è precario. Un passo falso e si finisce nel territorio dei “cine-panettoni fantasy”.

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Il trauma degli adattamenti passati

Siamo onesti: la storia del cinema è lastricata di cadaveri di adattamenti videoludici finiti male. Tuttavia, negli ultimi anni qualcosa è cambiato. Arcane, The Last of Us, Fallout hanno dimostrato che se rispetti il materiale originale e ci metti dei soldi (e del talento), i risultati arrivano. La community dei Souls è particolarmente esigente perché non accetta compromessi sulla difficoltà e sull’oscurità dei toni. Ma la combinazione Garland + A24 è, sulla carta, la più vicina possibile alla “visione” di Miyazaki.

Perché A24 è la scelta giusta per l’estetica di Elden Ring

A24 ha un gusto unico per il “folk horror” e per le atmosfere oniriche. Se pensate a film come The Green Knight (Il Cavaliere Verde), potete già vedere dei parallelismi visivi con Elden Ring. Quella fotografia satura, quel senso di antico che preme sul presente, quella natura che sembra viva e minacciosa. A24 non cercherà di rendere Elden Ring “pulito” o “per famiglie”. Lo renderà sporco, sanguinante e meraviglioso.

Film vs Serie TV pe Elden Ring

Molti fan continuano a sostenere che una serie TV sarebbe stata una scelta migliore per coprire la vastità del gioco. È un’osservazione legittima. Tuttavia, un film IMAX offre qualcosa che la TV non può dare: la scala. Elden Ring non è una storia di piccoli momenti quotidiani; è una storia di monumenti, di dei giganti e di eventi che scuotono le fondamenta del mondo. Il grande schermo è l’unico posto dove l’Albero Madre può davvero apparire in tutta la sua terrificante maestosità.

Cosa sappiamo ad oggi Su Elden Ring

Le riprese inizieranno nella primavera del 2026. Dove gireranno? Le speculazioni indicano l’Islanda, la Nuova Zelanda o le aspre coste della Scozia. Luoghi dove la natura è ancora primordiale e potente. La scelta delle location sarà cruciale: Sepolcridia ha bisogno di verde e scogliere, Caelid ha bisogno di… beh, probabilmente di un sacco di post-produzione rossa e inquietante.

primavera 2026

L’inizio dei lavori per Elden Ring è prevista per la Primavera 2026

L’inizio delle riprese nel 2026 suggerisce che la sceneggiatura sia già in fase avanzata di rifinitura. Garland lavorerà probabilmente a stretto contatto con il team di FromSoftware per assicurarsi che ogni dettaglio sia “canonico”. Non mi stupirei se Miyazaki stesso avesse un ruolo di consulenza creativa (o almeno lo speriamo tutti).

La sfida tecnica del Dark Fantasy

Portare a schermo creature come le Sentinelle dell’Albero o, peggio, i mostri di Caelid senza che sembrino ridicoli è una sfida tecnica senza precedenti. Ci aspettiamo un uso massiccio di effetti pratici (trucco prostetico, animatronica) integrati con una CGI di altissimo livello. A24 tende a preferire l’effetto pratico quando possibile, il che darebbe al film una “consistenza” tattile che molti blockbuster digitali hanno perso.

Conclusione tecnica e impatto sull’industria

Se questo film dovesse avere successo (e con questi presupposti è difficile immaginare il contrario), assisteremmo a una rivoluzione. Non sarebbe più solo il gioco a copiare il cinema, ma il cinema d’autore ad attingere a piene mani dalla complessità dei videogiochi. Elden Ring di Alex Garland potrebbe essere il Blade Runner della nostra generazione: un film che definisce un’estetica e un genere per i decenni a venire.

Le premesse ci sono tutte: un regista visionario, una casa di produzione coraggiosa, un cast stellare e, soprattutto, un materiale di partenza che è già un classico moderno. Ora non ci resta che aspettare, sperando che il tempo voli o di trovare un modo per saltare direttamente al 2028 senza dover affrontare altri boss nella vita reale. Restate sintonizzati su Top Games Italia, perché seguiremo ogni sviluppo di questo progetto con l’attenzione di un cecchino di Raya Lucaria.

E Voi?

amici di Top Games Italia, cosa ne pensate? Siete entusiasti di vedere l’Interregno sul grande schermo o avete paura che Hollywood possa rovinare la magia di Miyazaki? Chi vedreste bene nel ruolo di Malenia o di Ranni tra gli attori annunciati? Fatecelo sapere qui sotto nei commenti, vogliamo scatenare un dibattito degno della Tavola della Grazia Perduta!

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Alla prossima, e che la Grazia vi guidi sempre!

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