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Elden Ring Tarnished Edition rinviato ufficialmente

Senzaluce, mettetevi comodi. Anzi, comodissimi. Se stavate già lucidando la vostra fidata Lama della Notte e della Fiamma in attesa di sbarcare nell’Interregno tramite la fiammante Nintendo Switch 2, abbiamo notizie per voi. Notizie che hanno lo stesso sapore di una fiaschetta di lacrime cremisi vuota nel bel mezzo della battaglia contro Malenia.

FromSoftware e Bandai Namco hanno appena sganciato una bomba che ha fatto tremare l’intera community: Elden Ring: Tarnished Edition è stato ufficialmente rimandato. E non di qualche mese. Preparatevi a un lungo, lunghissimo letargo, perché la nuova finestra di lancio è fissata per un generico e lontanissimo 2026.

Ma cosa è successo esattamente? Perché questo rinvio colossale? E cosa significa per il futuro dei nostri amati souls-like? Allacciate le cinture, perché stiamo per fare un’immersione profonda nell’annuncio che ha spezzato più cuori di un Calice Infranto.

Elden Ring Tarnished Edition Slitta Ufficialmente al 2026

Partiamo dal nocciolo della questione, dalla notizia che ha fatto il giro del mondo videoludico in una manciata di minuti, gelando il sangue nelle vene di milioni di fan Nintendo. Con un comunicato tanto breve quanto devastante, diffuso tramite i canali social ufficiali, FromSoftware ha confermato i timori che aleggiavano nell’aria da settimane, se non mesi.

Quello che doveva essere uno dei titoli di punta per la nuova console Nintendo, un simbolo della sua potenza e della sua capacità di accogliere esperienze “hardcore”, non vedrà la luce nel 2025.

Il post su X che cambia tutto per Switch 2

Il tweet, pubblicato nella mattinata del 23 ottobre 2025, è un capolavoro di diplomazia aziendale che non lascia però spazio a interpretazioni: “Mentre lo sviluppo di #ELDENRING Tarnished Edition continua con tutto il cuore verso il rilascio, abbiamo deciso di spostare il lancio al 2026 per concedere tempo per aggiustamenti delle prestazioni.

elden ring tarnished edition disastro su switch 2

Ci scusiamo con i giocatori che attendevano con impazienza il gioco e vi ringraziamo per la vostra pazienza e il vostro supporto.”

Un messaggio conciso, quasi chirurgico, che però apre un vaso di Pandora di domande e preoccupazioni. Un intero anno, se non di più, di attesa supplementare non è una decisione che si prende a cuor leggero, specialmente per un colosso come Elden Ring, un gioco che ha venduto oltre 28 milioni di copie e ha ridefinito il genere degli action RPG open world.

Il sogno di poter esplorare Sepolcride in treno o di affrontare il Gigante di Fuoco mentre si è in pausa pranzo dovrà attendere. E il motivo, sebbene espresso in modo diplomatico, è tanto chiaro quanto preoccupante: il gioco, semplicemente, non gira come dovrebbe.

Questa non è solo una battuta d’arresto; è un segnale forte che indica la complessità del progetto e, forse, le sfide inaspettate che anche la tanto attesa Switch 2 sta ponendo agli sviluppatori di terze parti. Il messaggio è chiaro: la qualità prima di tutto, anche a costo di deludere milioni di fan nell’immediato.

Una filosofia che, come vedremo, potrebbe rivelarsi la scelta più saggia in un’industria sempre più afflitta da lanci frettolosi e prodotti incompleti.

Ma Perché? L’Anatomia di un Rinvio Annunciato

Scaviamo più a fondo nel comunicato ufficiale. Le parole chiave sono “aggiustamenti delle prestazioni”. Nel linguaggio forbito delle case di sviluppo, questa è una formula elegante per dire una cosa molto semplice: “il gioco scatta, il frame rate è instabile e l’esperienza attuale è ben lontana dagli standard qualitativi che vogliamo offrire”. FromSoftware non è una compagnia nota per i compromessi.

I loro giochi sono difficili, punitivi, ma quasi sempre tecnicamente solidi (con qualche eccezione storica, certo, ma il loro standard moderno è altissimo). Un Elden Ring che balbetta su una nuova console sarebbe un danno d’immagine enorme, non solo per il gioco stesso, ma anche per la reputazione della “qualità FromSoftware” che si sono costruiti in oltre un decennio.

Le Implicazioni di “Aggiustamenti delle Prestazioni”

Cosa significa concretamente lavorare sulle performance per un gioco di questa portata? Non si tratta solo di abbassare la risoluzione o ridurre la qualità delle texture. Significa un lavoro certosino e complesso che tocca ogni aspetto del motore di gioco, un’operazione quasi a cuore aperto sull’infrastruttura tecnica del titolo.

elden ring non funziona su switch 2

Ottimizzazione del Frame Rate: La Stabilità è Sacra

L’obiettivo primario, quasi un dogma per un gioco del genere, è garantire un frame rate stabile. Per un titolo come Elden Ring, dove la prontezza di riflessi è tutto e una schivata eseguita con un decimo di secondo di ritardo può significare la morte, un frame rate che crolla durante una boss fight è inaccettabile.

Non si tratta di puntare a numeri altisonanti, ma alla consistenza. Un gioco a 30 FPS granitici è infinitamente superiore a uno che oscilla in modo selvaggio tra i 40 e i 60. I report dalle demo parlavano di fluttuazioni importanti, e l’obiettivo del team sarà probabilmente quello di raggiungere un target solido, che sia 30 o 60, e di mantenerlo in ogni situazione, dalla tranquilla esplorazione di Liurnia al caos più totale di un combattimento contro Radahn.

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Gestione dello Streaming degli Asset: Il Tallone d’Achille degli Open World

L’Interregno è un mondo vasto e senza interruzioni visibili. Questo significa che la console deve costantemente caricare e scaricare dati dalla memoria (il cosiddetto “streaming degli asset”) mentre il giocatore cavalca con Torrente.

Se questo processo non è ottimizzato alla perfezione su un hardware con una memoria più lenta o meno RAM rispetto alle console maggiori, si verificano fenomeni di “pop-in” (oggetti, nemici o intere porzioni di scenario che compaiono dal nulla a pochi metri dal giocatore) o, peggio, fastidiosi stuttering (micro-scatti) che spezzano il ritmo e rovinano l’immersione.

È probabile che gran parte del lavoro extra si concentrerà proprio su questo aspetto, riscrivendo parte del codice di streaming per adattarlo alle specifiche dell’architettura e del tipo di memoria della Switch 2.

Adattamento Grafico e Fedeltà Visiva: L’Arte del Compromesso

Infine, c’è la questione dell’equilibrio. Quanto si può sacrificare in termini di dettaglio grafico, qualità delle ombre, effetti di luce e distanza visiva per ottenere prestazioni stabili, senza snaturare l’incredibile direzione artistica del gioco? Trovare questo bilanciamento è un’arte.

FromSoftware non vuole consegnare una versione “castrata” del proprio capolavoro, ma un’esperienza che, pur con i dovuti compromessi tecnici, mantenga intatto il suo fascino e la sua atmosfera. Questo richiede tempo, innumerevoli test e una profonda conoscenza dell’architettura della nuova console Nintendo per capire dove tagliare senza che il giocatore se ne accorga troppo.

elden ring grossi problemi su switch 2

Potrebbero lavorare su ombre meno definite, un sistema di illuminazione globale semplificato o una riduzione della densità della vegetazione, tutto pur di preservare la fluidità.

Dietro le Quinte del Rinvio: I Segnali Che Nessuno Voleva Vedere

Per chi ha seguito da vicino le vicende di Elden Ring e della Switch 2, questo rinvio, per quanto doloroso, non arriva come un fulmine a ciel sereno. I segnali, a guardar bene, c’erano tutti.

Erano come i messaggi dei giocatori lasciati a terra prima di una trappola mortale: chiari, inequivocabili, ma che molti di noi hanno preferito ignorare, accecati dall’entusiasmo e dalla speranza.

Le Demo della Discordia: Gamescom e le Prime Impressioni Negative

Il primo, grande campanello d’allarme è suonato con fragore durante la Gamescom di agosto e altri eventi a porte chiuse. In queste occasioni, una ristretta cerchia di giornalisti e influencer ha avuto la possibilità di provare con mano la “Tarnished Edition” su un dev kit della Switch 2. I resoconti che ne sono emersi erano un coro di voci contrastanti, ma con un tema di fondo comune e decisamente preoccupante: l’inconsistenza.

Alcuni lodavano l’idea di avere un’esperienza così vasta in formato portatile, sottolineando come, nei momenti più tranquilli di esplorazione, il gioco fosse visivamente impressionante per un hardware di quel tipo. Altri, però, sono stati molto più critici, dipingendo un quadro decisamente meno idilliaco.

Si parlava di un frame rate che, pur puntando a un obiettivo apparentemente solido, subiva crolli vistosi nelle aree più complesse, come le zone boscose di Sepolcride o durante i combattimenti con più nemici a schermo. Addirittura, alcuni report menzionavano che il gioco girava decentemente solo quando il personaggio era fermo, ma non appena si iniziava a muoversi o, peggio, a combattere, le performance diventavano inaccettabili, rendendo l’esperienza frustrante.

Bandai Namco arrivò persino a vietare la registrazione di filmati diretti durante queste sessioni di prova, una mossa asubdola come un Astel che ti afferra dal nulla, e che col senno di poi appare come un chiaro tentativo di contenere la fuga di notizie su uno stato dei lavori ancora troppo acerbo e non rappresentativo del prodotto finale desiderato.

La Petizione dei Fan per un Rinvio

La community dei souls-like è una delle più appassionate, esigenti e attente del panorama videoludico. Le notizie frammentarie e i report preoccupanti provenienti dalle fiere non sono passati inosservati. Anzi, hanno generato un’ondata di scetticismo e preoccupazione palpabile su forum e social media.

Talmente forte che, in un’iniziativa quasi paradossale ma incredibilmente matura, è stata addirittura lanciata una petizione online da parte dei fan. L’obiettivo? Chiedere a FromSoftware e Bandai Namco di prendersi tutto il tempo necessario e, se necessario, di rimandare il gioco piuttosto che rilasciare un porting deludente che avrebbe macchiato l’eredità del titolo.

Questo la dice lunga sulla mentalità dei giocatori moderni. Dopo anni di lanci disastrosi da parte di altre software house, la community ha imparato a sue spese che è meglio aspettare un prodotto rifinito che avere subito un’esperienza frustrante e rovinata da problemi tecnici. FromSoftware ha evidentemente ascoltato questo feedback, dimostrando un rispetto per la propria utenza che, purtroppo, non è sempre scontato nel mercato odierno.

Il Silenzio Assordante nei Nintendo Direct

Un altro indizio fondamentale, la prova del nove per molti, è stata la totale, assordante assenza di Elden Ring: Tarnished Edition dagli ultimi, importanti eventi Nintendo Direct. Mentre venivano annunciati altri titoli, mostrati gameplay di giochi in arrivo e celebrate le future uscite, del Senzaluce portatile non c’era nemmeno l’ombra. Un’assenza che pesava come un martello di pietra.

Se il gioco fosse stato in dirittura d’arrivo per il 2025 e in buona forma tecnica, Nintendo e FromSoftware avrebbero avuto tutto l’interesse a mostrarlo in pompa magna, a cavalcare l’onda dell’entusiasmo e a posizionarlo come una killer application per la nuova console.

Il silenzio radio, al contrario, suggeriva che dietro le quinte ci fossero problemi seri, che il prodotto non fosse ancora “presentabile” al grande pubblico e che mancasse la fiducia per mostrare un gameplay che avrebbe potuto generare più critiche che hype. E oggi, purtroppo, ne abbiamo avuto la conferma definitiva.

Perché Portare l’Interregno su Switch 2 è un’Impresa Titanica

Per comprendere appieno la portata di questo rinvio, è essenziale analizzare la sfida tecnica che rappresenta il porting di Elden Ring su un hardware come la Switch 2. Nonostante la nuova console Nintendo sia significativamente più potente del suo predecessore, la sua natura ibrida impone dei compromessi intrinseci che rendono la trasposizione di un “mostro” tecnico come Elden Ring un’impresa a dir poco erculea, affidata, secondo alcune fonti, non solo a FromSoftware ma anche a un team esterno specializzato in porting.

L’Architettura della Switch 2: Potenza Controllata e Compromessi Inevitabili

La filosofia di Nintendo è sempre stata quella di non competere sulla pura potenza bruta con Sony e Microsoft. La Switch 2, secondo tutti i rumor e le analisi, continuerà su questa strada. Sarà una macchina in grado di far girare titoli moderni come Cyberpunk 2077 e Star Wars Outlaws in modo più che dignitoso (come dimostrano i porting già usciti), ma lo farà sempre tenendo conto di due fattori cruciali: la portabilità e l’efficienza energetica.

Questo significa che gli sviluppatori non hanno a disposizione la stessa quantità di RAM, la stessa larghezza di banda della memoria o la stessa potenza di calcolo di una PlayStation 5 o di una Xbox Series X. Devono lavorare con risorse più limitate e ottimizzare il loro codice in modo molto più aggressivo per far sì che il gioco non solo giri bene, ma non prosciughi la batteria in meno di un’ora.

L’Open World di Elden Ring è Complesso da Domare

Elden Ring non è un gioco qualunque. È un open world immenso, denso di dettagli, nemici, effetti particellari e con una distanza visiva notevole. A differenza di molti altri open world, l’Interregno è stato progettato per essere quasi completamente privo di caricamenti visibili, creando un senso di continuità e immersione totale che è uno dei suoi più grandi punti di forza. Questo, però, ha un costo tecnico enorme.

Il motore di gioco deve gestire una mole di dati spaventosa, e adattare questo sistema a un’architettura hardware meno performante e con velocità di lettura dalla memoria differenti è un vero e proprio incubo per i programmatori. Ogni albero, ogni nemico in lontananza, ogni incantesimo lanciato contribuisce a un carico di lavoro che, se non gestito alla perfezione, porta inevitabilmente a quei cali di frame rate di cui parlavano i primi report.

Steam Deck e le Aspettative dei Giocatori

Molti giocatori, a ragione, hanno fatto notare che Elden Ring gira già in modo più che accettabile su Steam Deck, un’altra console portatile. Questo confronto, però, è più complesso di quanto sembri e non del tutto corretto.

La Steam Deck è, a tutti gli effetti, un PC compatto basato su un’architettura x86. La sua flessibilità software è maggiore e, soprattutto, non deve sottostare agli stessi rigidi requisiti di efficienza energetica e termica di una console prodotta in massa come la Switch 2, che utilizza un’architettura ARM. Valve può permettersi una console che scalda di più e ha una durata della batteria inferiore in cambio di maggiori prestazioni.

Nintendo, al contrario, deve garantire un’esperienza utente impeccabile e standardizzata per decine di milioni di unità. Questo significa che la versione Switch 2 di Elden Ring non può semplicemente essere una versione “a dettagli bassi” della controparte PC.

Deve essere un porting su misura, riscritto e ri-ottimizzato per sfruttare al meglio le peculiarità dell’hardware Nintendo, inclusi i suoi limiti. È un lavoro lungo, costoso, ed è esattamente il motivo per cui FromSoftware e il team partner hanno deciso di premere il pulsante di pausa e chiedere più tempo.

Cosa ci Stiamo Perdendo (per Ora): Un Recap della Tarnished Edition

In mezzo alla delusione per il rinvio, è facile dimenticarsi cosa rappresenta esattamente questa “Tarnished Edition”. Non si tratta di un semplice porting 1:1, ma di un pacchetto pensato per essere la versione definitiva del gioco, specialmente per chi si avvicina per la prima volta all’opera di Miyazaki. Rinfreschiamoci la memoria su cosa conterrà (quando finalmente arriverà):

  • Il Gioco Base “ELDEN RING”: L’esperienza completa che ha stregato il mondo, con le sue centinaia di ore di contenuti, i suoi boss memorabili e il suo mondo di gioco mozzafiato che ha vinto innumerevoli premi “Game of the Year”.

  • L’Espansione “SHADOW OF THE ERDTREE”: Il corposo DLC, acclamato dalla critica, che espande la lore e le mappe di gioco, aggiungendo nuove, immense aree, decine di nemici, boss formidabili e un arsenale di nuove armi e incantesimi. Un’aggiunta fondamentale che arricchisce ulteriormente un’offerta già gigantesca.

  • Nuovi Oggetti Esclusivi (il “Tarnished Pack”): La “Tarnished Edition” includerà anche nuovi set di armature e, soprattutto, nuove opzioni di personalizzazione estetica per il nostro fido destriero, Torrente. Sebbene si tratti di aggiunte minori, rappresentano un piccolo bonus per giustificare il nome “definitivo” di questa edizione.

È importante notare che questi contenuti extra (il “Tarnished Pack”) sono previsti anche come aggiornamento, probabilmente a pagamento, per le altre piattaforme (PC, PlayStation e Xbox).

La domanda che sorge spontanea, a questo punto, è: anche il rilascio di questo pack per le altre console subirà un ritardo per allinearsi all’uscita su Switch 2, oppure verrà rilasciato prima? Al momento, non ci sono risposte ufficiali, ma è plausibile che Bandai Namco voglia coordinare un grande rilancio globale, legando l’uscita del pack a quella della nuova versione.

Cosa Significa Questo Rinvio per il Futuro di FromSoftware?

Un rinvio di questa portata non è un evento isolato. È una tessera di un domino che, cadendo, potrebbe influenzare l’intera timeline delle prossime uscite di FromSoftware, creando un effetto a catena che si estende ben oltre il singolo gioco. Un progetto, in particolare, è ora sotto i riflettori.

“Duskbloods”: Un Destino Indissolubilmente Legato a Elden Ring?

Ricordate “Duskbloods”? L’altro, misterioso titolo di FromSoftware annunciato come esclusiva per Nintendo Switch 2, che, secondo le indiscrezioni, gira sullo stesso identico motore di Elden Ring. La logica, in questi casi, è spesso spietata: se il team sta impiegando un anno in più per ottimizzare il motore per la “Tarnished Edition”, è quasi certo che le conoscenze e le soluzioni tecniche sviluppate verranno poi applicate anche a “Duskbloods”. Questo potrebbe significare due cose, uno scenario ottimista e uno pessimista.

the duskbloods subirà ritardi su switch 2

Nello scenario ottimista, il ritardo di Elden Ring è una sorta di “sacrificio necessario”. Funge da apripista, permettendo al team di padroneggiare l’hardware della Switch 2. Di conseguenza, “Duskbloods” beneficerà di un motore già rodato e ottimizzato, garantendogli un lancio più fluido e forse anche più ambizioso tecnicamente.

Nello scenario pessimista, invece, i problemi riscontrati con il porting di Elden Ring sono così profondi e legati all’interazione tra il motore e la nuova architettura hardware da creare un vero e proprio collo di bottiglia. Questo significherebbe che entrambi i progetti sono ora invischiati in un complesso processo di ottimizzazione, e il ritardo di Elden Ring è solo la punta dell’iceberg.

In questo caso, anche il lancio di “Duskbloods”, originariamente previsto per il 2026, potrebbe slittare ulteriormente verso la fine dell’anno o addirittura al 2027. La verità, probabilmente, sta nel mezzo, ma è innegabile che i due progetti siano ora più legati che mai.

Un Rinvio è solo un Rinvio, ma un Gioco “Rotto” è per Sempre

In conclusione, per quanto la notizia del rinvio bruci come il tocco della Fiamma Frenetica, è difficile non vedere il lato positivo della medaglia. Viviamo in un’era videoludica in cui i lanci affrettati, le “day one patch” corpose come un gioco intero e i prodotti palesemente incompleti sono diventati una triste norma. Troppe volte i giocatori sono stati usati come beta tester paganti, costretti a subire esperienze frustranti in attesa di aggiornamenti che, a volte, non risolvono nemmeno tutti i problemi.

In questo contesto, la decisione di FromSoftware è un atto di coraggio e di rispetto. Rispettano il loro stesso lavoro, rifiutandosi di pubblicare una versione del loro capolavoro che non ritengono all’altezza della sua fama. E, soprattutto, rispettano i giocatori, in particolare quelli dell’ecosistema Nintendo, garantendo loro che quando finalmente metteranno le mani su Elden Ring, l’esperienza sarà quella che meritano: fluida, coinvolgente e tecnicamente solida.

Parafrasando una celebre citazione, un gioco rimandato è, alla fine, solo rimandato, ma un gioco lanciato male rischia di essere ricordato per sempre per i suoi difetti. FromSoftware ha scelto la strada della qualità, e per questo, nonostante l’amarezza dell’attesa, non possiamo che essere loro grati. L’Interregno su Switch 2 arriverà, e quando lo farà, sarà pronto ad accoglierci nel migliore dei modi. Fino ad allora, non ci resta che affilare le nostre armi e, soprattutto, la nostra pazienza. Il 2026, improvvisamente, non è mai sembrato così lontano.

Cora ci rimane da fare?

E voi, cosa ne pensate di questo colpo di scena? Siete delusi dal rinvio o contenti che FromSoftware stia puntando alla massima qualità? Credete che questo influenzerà anche gli altri loro progetti? La discussione è aperta! Fateci sapere la vostra nei commenti qui sotto e, già che ci siete, fate un salto sul nostro canale YouTube e iscrivetevi per non perdervi nessun aggiornamento, analisi e gameplay sul mondo di Elden Ring e le nostre guide, le trovate qui. Alla prossima, Senzaluce!

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