domenica, Aprile 12, 2026

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Andrea Dal Zoppo - Lo ZioSen
Andrea Dal Zoppo - Lo ZioSenhttp://www.topgamesitalia.com
Appassionato di videogames in tutte le sue forme dall'età di 6 anni. Appassionato di musica, grafica, doppiaggio e scrittura. Mi puoi trovare su YouTube come Lo ZioSen. Qui, su Top Games Italia, troverete le mie sincere e soggettive opinioni sul mondo videoludico.

Review Opencritic

Open Critic Top Games Italia

RECENSIONE IN BREVE

Formula Legends è il nuovo racing game sviluppato dal team italiano 3DClouds, un titolo che prova a coniugare accessibilità e profondità per portare l’emozione delle corse automobilistiche anche su Nintendo Switch. Il gioco si distingue subito per il suo stile grafico caricaturale e “super deformed”, che lo rende adatto a grandi e piccini, pur nascondendo sotto la superficie un gameplay stratificato, fatto di gestione di gomme, carburante, danni e pit stop. Il cuore dell’esperienza è rappresentato dai campionati storici, che permettono di rivivere decennio dopo decennio l’evoluzione della Formula, dalle monoposto anni ’60 fino ai bolidi moderni. Ogni epoca porta con sé caratteristiche tecniche differenti, tangibili anche al controller, e gare che diventano progressivamente più complesse. Completando le competizioni, è possibile sbloccare nuovi piloti e nuove vetture, arricchendo un parco auto variegato e chiaramente ispirato alle scuderie reali. Il feeling di guida è uno dei punti di forza: con la visuale dal casco la sensazione di velocità diventa coinvolgente e credibile, soprattutto se giocato con un controller tradizionale. Buona anche la resa dei motori, differenziati tra le varie epoche. Meno riuscita invece l’atmosfera complessiva, con piste spoglie, pubblico poco incisivo e una colonna sonora poco memorabile. La versione Switch soffre inoltre di limiti tecnici evidenti: pop-up, texture mancanti e bug frustranti, come muri invisibili, incidono sulla qualità complessiva. Nonostante questo, la fluidità rimane stabile e i caricamenti sono rapidi, rendendo comunque l’esperienza giocabile. Formula Legends è dunque un titolo che alterna pregi e difetti, capace di divertire ma lontano dall’eccellenza. Con un supporto futuro e qualche patch correttiva, potrebbe migliorare sensibilmente, ma per ora resta confinato in un equilibrio instabile tra buone idee e mancanza di rifinitura.

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Formula Legends, la recensione con VOTO

Formula Legends, almeno su Nintendo Switch 2 (nostra versione provata) è un titolo che vive costantemente di alti e bassi. Da un lato è impossibile non apprezzare il lavoro della casa di sviluppo italiana 3DClouds, che ha avuto il coraggio di cimentarsi in un genere ostico come quello dei racing game, provando a renderlo più accessibile a tutti senza rinunciare del tutto a meccaniche complesse come il peso delle vetture, le dotazioni elettroniche, la gestione dei danni, l’usura degli pneumatici e persino il consumo di carburante.

Dall’altro, però, il risultato finale mostra spesso il fianco a una certa ruvidità tecnica. Non mancano momenti divertenti e gare capaci di trasmettere adrenalina, ma la presenza di alcuni bug e imperfezioni finisce per compromettere la qualità complessiva dell’esperienza.

In poche parole: Formula Legends è un gioco che sa divertire, ma che non riesce sempre a mantenere alto lo standard, oscillando continuamente tra intuizioni convincenti e problemi che potevano essere rifiniti meglio.

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Una Formula per accontentarli tutti

Formula Legends si presenta con uno stile che a prima vista potrebbe sembrare pensato esclusivamente per un pubblico giovane: piloti e vetture hanno infatti un look caricaturale e “super deformed”, che ricorda da vicino le storiche Micro Machines. Un approccio grafico leggero e colorato, che rende il titolo immediatamente riconoscibile e accessibile anche ai più piccoli.

Dietro questa superficie giocosa, però, si nasconde un gameplay ben più stratificato. Il gioco si piazza a metà strada tra un arcade leggero e una simulazione complessa, grazie alla possibilità di gestire una serie di impostazioni legate alla guida: dal controllo di trazione all’antibloccaggio delle ruote, fino alla gestione del WRS (l’equivalente del DRS reale), senza dimenticare il livello di difficoltà selezionabile (Facile, Medio o Difficile). A questo si aggiunge la necessità di monitorare usura gomme, carburante e danni, elementi che restituiscono un minimo di profondità strategica anche nelle gare più brevi.

Purtroppo, a fronte di un gameplay così ricco di opzioni, l’atmosfera complessiva lascia un po’ a desiderare. Le piste risultano piuttosto spoglie, con scenari poco rifiniti e un pubblico sugli spalti che non riesce a trasmettere la sensazione di trovarsi davvero in un grande evento sportivo. L’impatto visivo, per quanto funzionale, non restituisce quel pathos che ci si aspetterebbe da un titolo dedicato a uno sport tanto spettacolare.

Merita una menzione l’implementazione della modalità che ci porta a rivivere gli anni d’oro della Formula, mettendoci alla guida di vetture che spaziano dagli anni ’60 fino ai giorni nostri. Ogni epoca porta con sé pregi e limiti tecnologici differenti, permettendo di sperimentare stili di guida diversi e dando un tocco nostalgico che gli appassionati del motorsport apprezzeranno sicuramente.

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Modalità di gioco e struttura delle competizioni

In Formula Legends non troviamo una vera e propria modalità Carriera come nei grandi simulatori, ma una serie di Campionati tematici dedicati a ogni singolo decennio della storia della Formula 1. Ciascun campionato è composto da più gare consecutive, con una fase di qualificazione di due giri (impostazione predefinita) e la corsa vera e propria subito dopo.

L’idea è interessante: ogni decennio porta con sé auto diverse, con caratteristiche peculiari che riflettono le tecnologie e i limiti dell’epoca. Così si passa dalle monoposto essenziali e nervose degli anni ’60 fino alle vetture ipertecnologiche e scattanti dei giorni nostri. Questo cambiamento non è soltanto estetico: al controller si percepiscono differenze tangibili, che costringono ad adattare il proprio stile di guida.

Le gare vinte in modalità Normale sbloccano nuove auto e piloti, ampliando un parco macchine sorprendentemente ricco. È evidente che molte vetture facciano il verso alle scuderie reali, pur senza licenze ufficiali: nomi e dettagli estetici cambiano quel tanto che basta a evitare problemi, ma il richiamo è chiaro. Lo stesso discorso vale per i circuiti: i tracciati sono chiaramente ispirati a piste iconiche, seppur modificati nei nomi e in alcuni segmenti del layout.

Ma non basta

Tuttavia, a fronte di questa varietà, la struttura dei campionati soffre di una certa ripetitività. Non c’è una reale progressione narrativa o gestionale: se un campionato prevede quattro piste, queste si susseguono una dopo l’altra, con qualifiche e gare che si ripetono senza una vera sensazione di “andare avanti nella competizione”. Il rischio è che lo stimolo principale rimanga lo sblocco delle nuove auto, più che il piacere di scalare una classifica o di sentirsi dentro a un campionato vero e proprio.

Accanto ai campionati troviamo modalità classiche come le gare veloci, completamente personalizzabili, e il time attack, con la possibilità di misurarsi contro i propri ghost. Non manca la possibilità di creare tornei ad hoc, anche se la varietà delle opzioni non è tale da cambiare radicalmente l’esperienza.

La difficoltà presenta un altro aspetto altalenante: in modalità Facile gli avversari sono fin troppo permissivi, mentre passando già a Normale si avverte un balzo di sfida tangibile. Questo sbilanciamento può spiazzare i giocatori meno esperti, anche se alzare l’asticella rende le gare più vive e meno scontate.

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Gameplay e meccaniche di guida

Il cuore di ogni racing game è il feeling di guida, e Formula Legends sotto questo punto di vista riesce a sorprendere in positivo, soprattutto considerando che si tratta di un titolo accessibile e pensato anche per un pubblico più ampio. Le vetture trasmettono una buona sensazione di peso, e la credibilità dei comportamenti su pista è soddisfacente, tanto che la sensazione di velocità non manca.

Un elemento cruciale riguarda la scelta della telecamera: con le classiche inquadrature posteriori — disponibili in più varianti di distanza dall’auto — l’esperienza risulta più tradizionale, ma perde gran parte dell’impatto. Utilizzando invece la visuale “dal casco”, quasi in prima persona, Formula Legends acquista tutto un altro spessore, restituendo un senso di immersione e di tensione molto più forte.

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Dal punto di vista dei controlli su Switch, l’esperienza cambia molto a seconda del pad utilizzato. I Joy-Con, purtroppo, non offrono veri grilletti analogici e quindi rendono difficile modulare con precisione freno e acceleratore, un aspetto fondamentale quando si guidano vetture prive di antibloccaggio ruote. Con un controller tradizionale — come il Pro Controller di Nintendo — la situazione migliora sensibilmente, restituendo un feeling più adatto a un gioco di corse che fa dell’equilibrio tra accessibilità e realismo uno dei suoi punti cardine.

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Non solo estetica

La gestione tecnica di gomme, carburante e danni non è un mero orpello, ma ha conseguenze tangibili sulla guida. Quando gli pneumatici scendono al 25% di durata, la perdita di grip diventa evidente e influenza direttamente il controllo della vettura. Anche la scelta della mescola giusta è importante per ottenere tempi competitivi, così come la pianificazione dei pit stop. È un aspetto che aggiunge profondità e dimostra come il gioco voglia simulare, seppur in modo semplificato, gli elementi fondamentali della Formula.

Una nota positiva va ai pit stop, gestiti in maniera interattiva. Qui il giocatore deve scegliere la tipologia di gomme da montare, riparare i danni e decidere se fare rifornimento. Il tutto avviene con un sistema di QTE rapido, che aggiunge un pizzico di tensione e di strategia. Non è nulla di rivoluzionario, ma è una trovata che funziona e che rende i pit stop parte integrante dell’esperienza di gara.

L’IA degli avversari alterna momenti convincenti ad altri più frustranti. In molte situazioni i rivali si comportano in maniera credibile, tenendo conto della posizione del giocatore e tentando sorpassi realistici. Tuttavia, non mancano episodi in cui ci si ritrova inspiegabilmente speronati o buttati fuori pista, senza che l’avversario venga penalizzato. Le sanzioni, invece, esistono per i tagli di pista: dopo un certo numero di infrazioni, viene applicata una penalità in secondi che può influenzare pesantemente l’esito di una gara.

Nel complesso, il gameplay riesce a divertire e a coinvolgere, soprattutto nelle prime ore. Con il tempo, però, subentra una certa monotonia, complice la struttura dei campionati e la ripetitività degli eventi. È un peccato, perché la base è solida e le meccaniche ci sono: manca soltanto quel guizzo di varietà capace di mantenere viva la motivazione fino in fondo.

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Comparto tecnico e grafico su Nintendo Switch

Dal punto di vista estetico, Formula Legends punta su uno stile semplice ma gradevole, con modelli delle vetture ben realizzati e immediatamente riconoscibili, nonostante l’approccio caricaturale. Al primo sguardo il colpo d’occhio è positivo: le auto hanno linee pulite, dettagli convincenti e trasmettono bene l’idea di varietà tra le diverse epoche rappresentate.

Il problema emerge quando si guarda oltre la vettura. Le piste risultano spoglie, con scenografie poco curate e una quasi totale assenza di effetti visivi. Su Nintendo Switch questi limiti diventano ancora più evidenti: il gioco soffre di un pop-in davvero invadente, con texture di piste ed elementi di contorno che talvolta non vengono caricati correttamente.

Non benissimo

Anche durante la prova su Nintendo Switch 2 — una macchina decisamente più potente della prima generazione — questi difetti sono rimasti presenti, segno di un’ottimizzazione non particolarmente attenta per l’hardware Nintendo. Al momento, inoltre, non è disponibile una versione o una patch che sfrutti in modo specifico le capacità della nuova console.

In modalità portatile, i difetti si accentuano ulteriormente: la risoluzione cala visibilmente e l’immagine perde definizione, rendendo i limiti tecnici ancora più percepibili. In modalità docked la situazione migliora, con un’immagine più pulita e leggibile, ma restano comunque lontani gli standard grafici raggiungibili da altri racing game contemporanei.

A parziale consolazione, va detto che la fluidità rimane stabile: il frame rate è solido e costante, e nonostante le carenze visive il titolo risulta sempre giocabile e godibile sul piano delle prestazioni. Anche i caricamenti sono abbastanza rapidi e non compromettono il ritmo delle sessioni.

Discorso diverso per i bug, che non sono pochi. In alcune circostanze la palette cromatica della gara cambia improvvisamente, virando verso toni azzurrini che distorcono l’esperienza visiva. In un’occasione, sulla pista ispirata alla Germania, si sono verificati muri invisibili in punti della pista dove non avrebbero avuto alcun senso, con conseguente frustrazione durante la corsa. Sono episodi che interrompono l’immersione e che dimostrano come il lavoro di rifinitura sia ancora incompleto.

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Colonna sonora e comparto audio

Il comparto sonoro di Formula Legends si presenta con luci e ombre. Le tracce musicali provano a richiamare l’impostazione dei racing game più blasonati, ma non riescono mai a imporsi davvero: accompagnano le gare senza risultare fastidiose, ma mancano di incisività e finiscono presto nel dimenticatoio.

Diverso il discorso per gli effetti sonori dei motori, vera colonna portante di un titolo di corse. Qui gli sviluppatori hanno lavorato con maggiore attenzione: ogni vettura restituisce un suono convincente, capace di trasmettere atmosfera e coinvolgimento. Interessante anche la differenziazione tra le varie epoche: il ruggito grezzo delle monoposto anni ’60 e ’70 lascia spazio ai suoni più puliti e tecnologici delle vetture moderne, offrendo un tocco di varietà che arricchisce l’esperienza.

Meno curati gli elementi ambientali: il pubblico sugli spalti è appena percettibile, i pit stop hanno suoni basilari e manca una telecronaca vera e propria. C’è soltanto un piccolo doppiaggio in inglese nei menu pre-gara, ma non basta a ricreare la tensione tipica dei weekend di competizione.

In generale, l’audio di Formula Legends funziona ma non eleva la produzione. Riesce a fare il suo dovere grazie alla buona resa dei motori, ma resta un’occasione mancata per rendere più immersiva e spettacolare l’atmosfera complessiva.

Longevità e contenuti

La longevità di Formula Legends è legata soprattutto alla motivazione personale del giocatore. Come accade in quasi tutti i racing game, non esiste un vero “finale”: il titolo può accompagnare per poche ore di divertimento sporadico oppure per decine e decine di ore, nel caso si vogliano completare tutti i campionati proposti e sbloccare l’intero parco auto.

Da questo punto di vista, la varietà di scuderie e piloti è soddisfacente, così come il numero di piste disponibili, che appare adeguato alla struttura del gioco. L’alternanza tra le diverse epoche della Formula aggiunge ulteriore longevità, offrendo uno stimolo extra a chi ama collezionare e provare veicoli differenti.

L’unica vera mancanza si avverte sul fronte delle modalità: sarebbe stato interessante avere una Carriera personalizzata, con la possibilità di creare il proprio pilota e la propria scuderia, gestendone progressivamente successi e fallimenti. Una feature che avrebbe reso più coinvolgente il percorso a lungo termine e che avrebbe dato maggiore identità alla progressione.

Nel complesso, Formula Legends offre comunque un pacchetto solido, con abbastanza contenuti per tenere impegnati gli appassionati, ma con margini evidenti per un futuro arricchimento.

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I pregi e i difetti di Formula Legends

Difetti principali

Per quanto Formula Legends riesca a proporre un’esperienza di guida piacevole, non mancano alcune criticità che incidono sul giudizio complessivo:

  • Ottimizzazione carente su Nintendo Switch: fenomeni di pop-up e pop-in frequenti, texture che spesso non vengono caricate correttamente e un comparto visivo poco rifinito.

  • Bug frustranti: in particolare la presenza di muri invisibili su alcuni tracciati, capaci di rovinare una gara all’improvviso, oltre a viraggi cromatici improvvisi che disturbano l’esperienza visiva.

  • IA non sempre corretta: se da un lato può offrire gare credibili, dall’altro capita che gli avversari usino tattiche scorrette, come speronamenti o sorpassi troppo aggressivi, senza ricevere penalizzazioni.

  • Assenza di una vera modalità Carriera personalizzata: il sistema dei campionati funziona, ma manca un percorso narrativo o gestionale che stimoli davvero a lungo termine.

Punti di forza

D’altra parte, ci sono elementi che rappresentano veri e propri punti di valore per Formula Legends:

  • Feeling di guida convincente: le vetture trasmettono una buona sensazione di peso e velocità, soprattutto utilizzando la visuale dal casco.

  • Gestione tecnica soddisfacente: danni, carburante, gomme e pit stop hanno un impatto concreto sull’esperienza di gara, aggiungendo profondità senza risultare troppo complessi.

  • Differenze tangibili tra epoche: guidare monoposto degli anni ’60 o vetture moderne non è la stessa cosa, e la progressione storica aggiunge varietà e fascino.

  • Accessibilità e personalizzazione: la possibilità di calibrare aiuti di guida e difficoltà rende il titolo adatto sia ai principianti che agli appassionati più esperti, creando un equilibrio.

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Un limbo di equivalenza

In definitiva, Formula Legends è un gioco che avrebbe tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio concreto tra gli appassionati di racing game, ma che purtroppo manca di quelle finezze e rifiniture necessarie a elevarlo come meriterebbe. Il lavoro di 3DClouds resta comunque apprezzabile: il titolo diverte, offre un buon feeling di guida e dimostra la cura di un team che, già con progetti come Trident’s Tale, ha dimostrato di avere idee interessanti e coraggiose.

Manca però quel passo in più che potrebbe trasformare buone intuizioni in un prodotto davvero memorabile. Formula Legends rimane così un gioco capace di intrattenere grandi e piccini, grazie anche al suo stile accessibile e colorato, ma allo stesso tempo segnato da difetti non trascurabili, almeno nella sua versione per Nintendo Switch.

Con un supporto attivo e intelligente, fatto di patch e ottimizzazioni, il potenziale per migliorare c’è, e siamo sicuri che 3DClouds possa sorprendere in futuro. Per ora, però, il titolo resta sospeso in un limbo di pregi e difetti che si equivalgono, lasciando il giocatore con la sensazione di un’opera divertente ma incompiuta.

Se ti piacciono le nostre recensioni, ti invitiamo a visionare anche quella di Dreams of Another oltre che seguire TOP GAMES ITALIA su tutti i social e iscriverti al canale YouTube dello ZioSen per non perderti nemmeno una videorecensione!

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