venerdì, Agosto 7, 2026

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Andrea Volpi - Top Games
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Sono Andrea Volpi, appassionato di videogiochi e tecnologia fin da bambino. Top Games è per me uno sfogo e un modo per comunicare raccontando la mia esperienza nel mondo dei videogiochi in maniera molto personale e soggettiva.

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Tutto quello che devi sapere su Dragon Quest VII Reimagined

Scopriamo insieme tutto quello che si nasconde dietro a Dragon Quest VII Reimagined un JRPG unico!

Bentornati su Top Games Italia, amici avventurieri e cacciatori di Slime! Se c’è una cosa che abbiamo imparato in decenni di onorata carriera videoludica, è che alcune leggende non muoiono mai; al massimo, si prendono un lungo periodo di riposo per tornare più in forma di prima. E quando parliamo di leggende, poche serie possono guardare negli occhi il colosso di Square Enix. Oggi siamo qui per scoperchiare il vaso di Pandora – o meglio, il piedistallo delle tavolette magiche – su uno dei progetti più ambiziosi, rischiosi e gargantueschi degli ultimi anni. Mettetevi comodi, prendete una pozione curativa e preparatevi a leggere la guida definitiva, l’articolo onnicomprensivo, la bibbia laica di quello che si preannuncia essere il divoratore del vostro tempo libero nel 2026. Stiamo parlando di Dragon Quest VII Reimagined.

Non stiamo parlando di una semplice rispolverata alle texture, né di un porting pigro buttato lì per fare cassa. Qui siamo di fronte a un’operazione a cuore aperto su uno dei JRPG più complessi, lunghi e stratificati della storia. Abbiamo raccolto ogni singola informazione, ogni intervista, ogni dettaglio sui frame e sulle meccaniche di gioco per offrirvi l’articolo più completo che possiate trovare sul web. Se volete sapere se varrà la pena investire centinaia di ore della vostra vita su questo titolo, siete nel posto giusto. E quando dico “centinaia”, non sto scherzando, ma ci arriveremo tra poco.

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Allacciate le cinture della vostra nave (o del vostro letto volante), perché il viaggio verso l’isola di Estard e oltre i confini del tempo sta per cominciare. Se alla fine di questo fiume di parole vi sentirete pronti all’acquisto o avrete dubbi esistenziali su quale Vocazione scegliere, fatecelo sapere nei commenti e, già che ci siete, iscrivetevi al canale YouTube per non perdere la nostra copertura video!

Il ritorno di una Leggenda: Cos’è Dragon Quest VII Reimagined?

Per capire la portata di questo annuncio, dobbiamo fare un piccolo passo indietro, un viaggio nel tempo degno della trama del gioco stesso. Dragon Quest VII: Fragments of the Forgotten Past uscì originariamente su PlayStation nel lontano 2000 (in Giappone, da noi arrivò molto dopo). Era un mostro. Un gioco immenso, tecnicamente già vecchio all’uscita, ma con un cuore pulsante e una sceneggiatura che poteva riempire intere biblioteche. Poi arrivò il remake per Nintendo 3DS, che provò a smussare gli angoli. Ma Square Enix, non contenta, ha deciso che era tempo di fare le cose in grande.

Dragon Quest VII Reimagined, sviluppato da Hexadrive in collaborazione con Square Enix, non è una remaster. Toglietevi dalla testa questa parola. È un Remake con la R maiuscola, anzi, è una “reimmaginazione”. L’obiettivo dichiarato dal producer Takeshi Ichikawa è stato quello di prendere un’opera famosa per la sua lentezza e la sua mole intimidatoria e renderla accessibile, moderna e visivamente splendida, senza però tradire l’anima che ha fatto innamorare milioni di giapponesi.

Un’operazione chirurgica su un classico

Perché usare il termine “chirurgico”? Perché Dragon Quest VII è sempre stato un gioco “pesante”. E non intendo pesante in termini di gigabyte, ma di ritmo. L’originale richiedeva ore prima di vedere il primo combattimento. Ore. In un mercato moderno dove l’attenzione del giocatore medio è paragonabile a quella di un pesce rosso su TikTok, una cosa del genere sarebbe un suicidio commerciale.

Ichikawa e il suo team, con la benedizione e la supervisione costante del leggendario creatore della serie Yuji Horii, hanno lavorato su tre pilastri fondamentali: Grafica, Trama e Gameplay. Non si sono limitati a cambiare il motore grafico; hanno riscritto dialoghi, tagliato parti morte, riorganizzato la struttura degli eventi e cambiato radicalmente come si combatte. È come prendere una vecchia enciclopedia polverosa e trasformarla in una serie Netflix ad alto budget, mantenendo però tutte le informazioni originali.

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Una data da segnare col sangue di Slime

Prima di scendere nei dettagli tecnici che vi faranno sbavare, segnatevi questa data: 5 febbraio 2026. Sì, c’è da aspettare, ma considerando la mole di contenuti, ne avremo bisogno per prepararci psicologicamente. Il gioco uscirà praticamente ovunque: PC (Steam e Microsoft Store), PlayStation 5, Xbox Series, Nintendo Switch e, udite udite, sulla tanto chiacchierata Switch 2. Questo conferma non solo che la nuova console Nintendo sarà una realtà consolidata per quella data, ma che Dragon Quest VII Reimagined punta a sfruttare hardware più performante rispetto al passato.

La Trama: Un mistero che attraversa i secoli

La narrativa di Dragon Quest VII è unica nel panorama dei JRPG. Non iniziate come il prescelto che deve salvare la principessa (beh, c’è un principe, ma è il vostro migliore amico e tende a cacciarsi nei guai). La storia parte da una premessa quasi filosofica, nata da una curiosità infantile.

L’Isola Solitaria di Estard

Immaginate di vivere su un’isola, l’isola di Estard. È un posto tranquillo, bucolico, dove la vita scorre lenta tra la pesca e le chiacchiere di paese. C’è solo un piccolo, insignificante problema: tutti sono convinti che Estard sia l’unica terra emersa in tutto il mondo. Oltre l’oceano non c’è nulla. Il mondo finisce lì. Un po’ deprimente, vero?

Il nostro protagonista, un giovane ragazzo di Pilchard Bay figlio di un pescatore, non se la beve. Lui sente che c’è qualcosa di più. E non è il solo. Il suo migliore amico è Kiefer, il principe di Estard, un ragazzo che soffre terribilmente la noia di corte e che ha ereditato la curiosità di un gatto (e speriamo non la stessa fine). Questa semplice domanda – “C’è altro al mondo?” – è la scintilla che innesca un incendio narrativo di proporzioni epiche.

Il Santuario dei Misteri e le Tavolette

La svolta avviene quando i due amici trovano dei misteriosi frammenti di un’antica tavoletta di pietra. Non si tratta di semplici reperti archeologici da vendere al museo locale. Inserendo questi frammenti in un piedistallo all’interno di un santuario avvolto nel mistero, accade l’impensabile: una luce magica li avvolge e li trasporta via.

Non vengono trasportati nello spazio, ma nel tempo. I ragazzi si ritrovano in un passato dimenticato, in terre che nel loro presente non esistono più. Scoprono una verità scioccante: il mondo era vasto, pieno di continenti e civiltà, ma una forza malvagia ha letteralmente “sigillato” queste terre, cancellandole dalla storia e facendole sprofondare nell’oblio.

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Ricostruire il mondo, un pezzo alla volta

Qui sta la genialità strutturale di Dragon Quest VII Reimagined. Il gioco si sviluppa attraverso il viaggio tra due mondi distinti: il presente (vuoto e piccolo) e il passato (ricco di pericoli e terre da salvare). La progressione è scandita dal recupero delle tavolette.

Ogni volta che completate una tavoletta, si apre l’accesso a una nuova area nel passato. Lì dovrete risolvere i problemi locali – che solitamente coinvolgono mostri cattivissimi, tragedie umane e drammi shakespeariani – per liberare quella terra dal male. Una volta fatto, tornando nel presente, scoprirete che l’isola di Estard non è più sola: la terra che avete salvato nel passato è riemersa nel presente, modificata dai secoli trascorsi, con nuove città, nuovi NPC e nuovi segreti da scoprire.

È una soddisfazione incredibile vedere il mappamondo riempirsi piano piano grazie alle vostre azioni. Quella che inizia come una scampagnata tra amici diventa una missione per restaurare la realtà stessa. E attenzione, perché le azioni nel passato hanno conseguenze dirette (e talvolta inaspettate) sul presente.

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Una narrazione a “Antologia”

Ichikawa ha descritto la struttura narrativa come una “serie di racconti brevi”. Ogni isola, ogni continente ha la sua storia autoconclusiva, i suoi drammi e i suoi personaggi unici. Questo rende il gioco perfetto per essere fruito a “episodi”, ma allo stesso tempo contribuisce a quella sensazione di vastità oceanica.

Nel Reimagined, questa struttura è stata ottimizzata. Alcuni episodi che nell’originale erano obbligatori e magari un po’ riempitivi, sono stati resi opzionali o tagliati del tutto se non funzionali al ritmo generale. Altri sono stati riposizionati per garantire un flusso narrativo più coerente. Ma non temete, puristi: sono stati aggiunti anche nuovi contenuti, scene inedite e approfondimenti, come un segmento dedicato a Kiefer da adulto che promette di chiudere alcuni cerchi narrativi rimasti un po’ troppo aperti in passato.

I Personaggi: Il Party più eclettico di sempre

Un JRPG è forte quanto lo sono i suoi personaggi, e il cast di Dragon Quest VII è sempre stato… particolare. Nel Reimagined, grazie al nuovo stile grafico e alle cutscene rifatte, questi eroi brillano di nuova luce.

Il Protagonista (L’Eroe)

Il classico protagonista muto di Dragon Quest, ma con un design iconico. Viene da Pilchard Bay, ha un’iguana (o qualcosa di simile) come animale domestico e porta una bandana verde che fa molto “avventuriero alle prime armi”. La sua evoluzione da semplice figlio di pescatore a salvatore dei mondi è il cuore pulsante dell’avventura. È la vostra finestra sul mondo, il vostro avatar silenzioso che però, attraverso le vostre scelte (e le vocazioni), diventerà una macchina da guerra.

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Kiefer, il Principe Ribelle

Kiefer è probabilmente uno dei personaggi più interessanti e discussi della saga. È il principe di Estard, ma odia l’etichetta, i balli di corte e le responsabilità. Vuole l’avventura, vuole sporcarsi le mani. È il motore iniziale della trama: senza la sua testardaggine, il protagonista starebbe ancora a pulire reti da pesca. Il suo arco narrativo è profondo, toccante e, in questa versione, sarà ancora più ampliato. È il tank naturale del gruppo nelle prime fasi, robusto e potente.

Maribel, la regina delle Tsundere

Ah, Maribel. O la amate o la odiate, non c’è via di mezzo. Figlia del sindaco del villaggio, è ricca, viziata, testarda e ha una lingua tagliente come una spada laser. Non ha alcuna intenzione di lasciare che i suoi amici (che considera quasi suoi servitori all’inizio) partano senza di lei. Sotto quella scorza di arroganza e frecciatine continue, però, nasconde un cuore gentile e una lealtà incrollabile. È la maga naturale del gruppo, devastante con gli incantesimi offensivi. Preparatevi a ridere (o a imprecare) per i suoi commenti durante il viaggio.

Ruff e il suo Lupo

Ruff è… beh, è complicato. È un ragazzo selvaggio, puro, sempre allegro. Viaggia costantemente in groppa o accompagnato da un lupo. Ha istinti animali, non conosce le buone maniere ma ha un fiuto infallibile per il pericolo e per le persone malvagie. È veloce, agile e colpisce duro. La sua storia è legata a una delle sottotrame più belle e magiche del gioco. In questa versione, le animazioni di Ruff e del suo compagno lupo sono state rese incredibilmente espressive.

Aishe, la Danzatrice Guerriera

Aishe è una giovane nomade, devota allo Spirito della Terra. È una donna forte, determinata a restaurare l’Onnipotente (la divinità suprema del mondo di gioco). Non è solo una guerriera abile con la spada, ma è anche una danzatrice eccezionale. Questo dualismo si riflette nelle sue abilità in battaglia, che mescolano grazia e potenza letale. È un personaggio che trasuda carisma e che ha un ruolo centrale nella mitologia del mondo.

Sir Mervyn, l’Eroe del Passato

Mervyn è un veterano. E quando dico veterano, intendo che ha combattuto il Re dei Demoni in un passato talmente remoto da essere leggenda. È un membro dell’Ordine Sacro dell’Onnipotente. Nonostante l’età, conserva la forza che lo ha reso un eroe. È il classico paladino saggio, un po’ rigido forse, ma con un senso del dovere che fa tremare i cattivi. Avere lui nel party è come avere un pezzo di storia vivente che combatte al vostro fianco.

Il ruolo degli NPC Ospiti

Una nota interessante emersa dalle prove è la gestione degli NPC ospiti. Durante l’avventura, vari personaggi si uniranno temporaneamente al gruppo. Nel Reimagined, questi personaggi combattono in totale autonomia grazie a un’intelligenza artificiale completamente riscritta. Non sono pesi morti: usano abilità, curano, attaccano strategicamente. Ichikawa ha sottolineato come le loro routine comportamentali siano state create da zero per renderli utili e coerenti con la loro personalità narrativa.

Gameplay e Combattimento: La Rivoluzione è qui

Se la storia vi ha incuriosito, il gameplay vi terrà incollati allo schermo. Qui Square Enix ha fatto il lavoro più grosso. Dimenticate la lentezza macchinosa dell’originale; Dragon Quest VII Reimagined è scattante, moderno e profondo.

Addio Scontri Casuali (Alleluia!)

Iniziamo con la notizia che farà stappare lo champagne a molti: non ci sono più gli scontri casuali. Ripeto: niente schermate che si rompono all’improvviso mentre camminate nel nulla. I mostri sono visibili sulla mappa e nei dungeon.

Potete vederli, potete evitarli (se siete bravi) e potete attaccarli preventivamente. Se colpite un mostro sulla mappa prima che lui tocchi voi, inizierete la battaglia con un vantaggio (danni inflitti ai nemici). Ma c’è di più: è stata introdotta una meccanica di “Instant Kill”. Se il vostro livello è significativamente più alto di quello dei nemici nell’area, potete sconfiggerli direttamente sulla mappa con un colpo di spada, senza entrare nella schermata di combattimento. Ottenete meno esperienza, certo, ma è una manna dal cielo per il backtracking o quando volete solo esplorare in pace.

Il Sistema di Combattimento a Turni Evoluto

Il cuore del gioco resta il combattimento a turni classico, ma con un dinamismo nuovo. La telecamera è mobile, le animazioni sono fluide e veloci. Potete impostare la velocità delle battaglie (fino a renderle rapidissime) e c’è un’opzione di Auto-Battle per i combattimenti di routine, dove l’IA gestirà il party in base alle tattiche che avete impostato (“Non usare PM”, “Picchia duro”, “Pensa a curare”, ecc.).

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Le Vocazioni: Il vero gioco inizia qui

Dragon Quest VII è famoso per il suo sistema di Classi, qui chiamate Vocazioni. Non sono disponibili subito (dovrete raggiungere l’Abbazia di Dharma, un classico della serie), ma quando si sbloccano, il gioco cambia faccia.

Ci sono vocazioni base (Guerriero, Mago, Artista Marziale, Ladro, ecc.), vocazioni avanzate (Gladiatore, Saggio, Paladino) e vocazioni supreme. Ogni personaggio può imparare qualsiasi vocazione. Padroneggiare una vocazione conferisce statistiche permanenti e abilità che restano al personaggio.

Ma la vera novità del Reimagined è il Sistema Moonlight.

Sistema Moonlight: Doppia Classe, Doppia Strategia

Questa è la “killer feature” del gameplay. In passato, potevate avere una sola vocazione attiva alla volta. Nel Reimagined, arrivati a un certo punto della storia, potrete equipaggiare due vocazioni contemporaneamente.

Avete capito bene. Volete creare un Guerriero che lancia magie di cura come un Chierico? Potete farlo. Volete un Artista Marziale che ruba oggetti come un Ladro? Fatto. Volete un Saggio che picchia come un Gladiatore? Perché no.
Questo apre scenari tattici infiniti. Le combinazioni possibili sono centinaia. Potete creare sinergie devastanti, coprire le debolezze di un personaggio o massimizzare i suoi punti di forza. È un paradiso per chi ama il “min-maxing” e la creazione di build.

Perk e Frenesia

Ogni vocazione ha un “Perk”, un’abilità speciale unica. Durante il combattimento, i personaggi accumulano energia. Quando la barra è piena, possono attivare il Perk della loro vocazione principale (o secondaria?). Questo può tradursi in attacchi devastanti, cure di massa o buff potenziati.

Inoltre, è stato introdotto il sistema di Frenesia. Si tratta di uno stato alterato che si attiva casualmente dopo aver inflitto o subito un certo numero di danni. La Frenesia varia a seconda della vocazione equipaggiata. Può essere un bonus (aumento dell’attacco, magie a costo zero per alcuni turni) o un malus.
Dovrete stare attenti: con il sistema Moonlight a doppia vocazione, dovrete scegliere strategicamente quale Frenesia attivare o privilegiare. E occhio, perché anche i mostri possono entrare in Frenesia, trasformando uno scontro facile in un incubo se non state attenti.

La Vocazione dei Mostri

Torna anche la possibilità di apprendere le “Vocazioni dei Mostri”. Invece di diventare un Guerriero, potete “diventare” uno Slime, un Mimic o creature ben più potenti. Queste classi offrono abilità mostruose uniche. La novità del Reimagined è che il Perk della Vocazione dei Mostri permette di evocare creature alleate in battaglia per assaltare i nemici. È praticamente un gioco di evocazioni dentro al JRPG.

Dragon Quest VII Reimagined come giocarlo

Quality of Life: Rendere il gioco un piacere

Ichikawa e il suo team hanno lavorato duramente per togliere la “frustrazione” tipica dei giochi anni 2000.

Interfaccia Utente (UI) a Schede

Addio alle vecchie finestre nere con scritte bianche che si aprivano a cascata coprendo tutto lo schermo. La nuova interfaccia è moderna, a schede, pulita e intuitiva. Yuji Horii in persona ha supervisionato questo aspetto, assicurandosi che fosse “fedele” a Dragon Quest ma comprensibile per un giocatore abituato agli standard odierni. Gestire l’equipaggiamento, le abilità e le vocazioni non è mai stato così semplice. Anche i negozi sono stati rifatti per rendere l’acquisto e la vendita molto più rapidi.

Difficoltà Personalizzabile

Volete godervi solo la storia? O volete piangere sangue contro ogni boss? Ora potete scegliere. Oltre ai livelli di difficoltà classici (Facile, Medio, Difficile), il menu opzioni permette di regolare parametri specifici:

  • Danni inflitti dai nemici.

  • Danni subiti.

  • Punti Esperienza guadagnati (per ridurre il grinding o renderlo necessario).

  • Recupero HP/MP dopo le battaglie.

Questo livello di personalizzazione è rarissimo nei JRPG giapponesi e dimostra la volontà di aprire il gioco a tutti. Inoltre, le statue di salvataggio ora curano completamente il party, fungendo da veri checkpoint strategici.

Radar e Obiettivi

Per evitare di perdersi (cosa facilissima nell’originale), è stato migliorato il sistema di tracciamento degli obiettivi. Un menu apposito vi ricorderà sempre cosa dovete fare, dove trovare il prossimo frammento di tavoletta e chi dovete incontrare. C’è anche una funzione che vi aiuta a localizzare i frammenti mancanti, evitando ore di ricerca a vuoto.

Comparto Tecnico e Artistico: Il Mondo in una Scatola

Visivamente, Dragon Quest VII Reimagined è una gioia per gli occhi, ma ha fatto una scelta stilistica coraggiosa.

Stile “Diorama Artigianale”

Dimenticate il cel-shading di Dragon Quest XI o lo stile pixel-art dell’HD-2D (usato in Dragon Quest III Remake). Qui si è optato per un 3D che simula i diorami.
Città, dungeon e foreste sembrano costruiti a mano, come plastici in miniatura pieni di dettagli. L’illuminazione gioca un ruolo fondamentale nel rendere i materiali realistici: il legno sembra legno, la pietra sembra pietra. È uno stile che ricorda un po’ il recente Fantasian di Sakaguchi o il remake di Link’s Awakening, ma con una personalità tutta sua.

Personaggi come “Bambole”

I personaggi sono stati modellati per sembrare delle “bambole” o delle action figure che si muovono in questo mondo diorama. Le proporzioni sono più realistiche rispetto ai vecchi sprite “chibi”, ma mantengono un tocco fiabesco.
Nelle prove, qualcuno ha notato un leggero effetto “uncanny valley” in alcune espressioni (specialmente su Kiefer), ma nel complesso il risultato è affascinante e unico. Le scene drammatiche, ricreate con questo motore, acquisiscono un tono teatrale molto particolare.

Longevità: Avete impegni per il 2026? Cancellateli.

Arriviamo al dunque. Quanto dura questo mostro? Abbiamo i dati ufficiali e, beh, sedetevi.

  • Solo Storia Principale: 78 Ore.
    Avete letto bene. Solo per vedere i titoli di coda, andando dritti (o quasi) verso la meta, vi serviranno quasi 80 ore. È il doppio della durata media di molti giochi AAA odierni.

  • Storia Principale + Extra: 95 Ore.
    Se vi fermate a fare qualche quest secondaria, a esplorare un po’ di più e a non correre, sfiorerete le 100 ore.

  • Completista (100%): 153 Ore.
    Volete tutte le mini-medaglie? Volete masterare tutte le vocazioni? Volete completare il bestiario? Volete finire i dungeon opzionali e battere i boss segreti? Preparatevi a dedicare oltre 150 ore della vostra vita.

È un investimento di tempo enorme, ma con le opzioni di velocità e il sistema di combattimento rinnovato, la speranza è che queste ore volino via senza la pesantezza del passato.

DQ VII reimagined cose da sapere

Edizioni, DLC e Contenuti Aggiuntivi

Come ogni grande lancio che si rispetti, anche Dragon Quest VII Reimagined arriverà con il suo carico di contenuti extra.

I DLC al lancio

Sono stati annunciati tre pacchetti DLC a pagamento disponibili fin dal giorno uno:

  1. The Road of Regal Wretches: Una serie di sfide arena contro nemici tratti dalla “Trilogia di Erdrick” (DQ 1, 2 e 3). Ricompense di alto valore per chi riesce a sopravvivere.

  2. Luminary’s Livery: Un pacchetto estetico. Costumi ispirati ai personaggi di Dragon Quest XI per vestire il vostro party come l’Eroe, Erik, Serena e compagnia bella.

  3. Jam-Packed Swag Bag: Il classico “starter pack” per chi vuole vincere facile. Equipaggiamenti a tema Slime, accessori per aumentare esperienza e oro guadagnati, e oggetti consumabili.

Digital Deluxe e Collector’s Edition

  • Digital Deluxe Edition: Include il gioco base, tutti e tre i DLC sopra citati, l’accesso anticipato di 48 ore (per chi proprio non può aspettare) e un costume speciale “White Wolf” per Ruff.

  • Collector’s Edition Fisica: Per i collezionisti veri. Include tutto il contenuto digitale, uno SteelBook, un peluche di Slime sorridente (di medie dimensioni, perfetto da abbracciare mentre grindate) e una nave in bottiglia da esposizione. Molto suggestiva.

Bonus Pre-order e Fedeltà

Prenotando riceverete i “Trodain Togs” (costume dell’eroe di DQ VIII) e tre semi per le vocazioni.
Inoltre, ci sono bonus esclusivi per piattaforma (scudi Slime colorati) e un bonus speciale per chi ha i salvataggi di Dragon Quest I & II HD-2D Remake: un Anello dell’Agilità. Un tocco di classe per premiare i fan fedeli.

Dove Acquistarlo, Prezzo e Video Gameplay

Siamo arrivati alla fine di questa disamina titanica. Dragon Quest VII Reimagined sembra avere tutte le carte in regola per essere il JRPG definitivo per gli amanti della vecchia scuola che non vogliono rinunciare alle comodità moderne. Una storia epica, un sistema di classi profondo e stratificato, un mondo da ricostruire pezzo per pezzo e una longevità che garantisce un rapporto qualità/prezzo imbattibile.

A proposito di prezzo, il gioco è preordinabile al prezzo di 56.99€. Un prezzo onestissimo considerando che offre contenuti per mesi di gioco.

Potete preordinarlo supportando il nostro lavoro attraverso il link qui sotto:

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I Primi 30 Minuti di Gioco – Video Esclusivo Top Games Italia

Volete vedere con i vostri occhi l’inizio dell’avventura? Volete vedere come gira il motore grafico e come funzionano i menu? Ho preparato per voi un video gameplay esclusivo dei primi 30 minuti di gioco, senza tagli, per farvi immergere nell’atmosfera di Estard.

Cosa ne pensate? Siete pronti a dedicare 150 ore della vostra vita a ricostruire il mondo? Il nuovo stile grafico vi convince o preferivate l’HD-2D? E soprattutto, quale combinazione di vocazioni non vedete l’ora di provare col sistema Moonlight?

Fatecelo sapere nei commenti qui sotto! La discussione è aperta e siamo curiosissimi di leggere le vostre strategie. Se questo articolo vi è stato utile e vi è piaciuto il livello di dettaglio, lasciate un bel like, condividetelo con i vostri amici malati di JRPG e iscrivetevi al nostro canale YouTube attivando la campanellina. Su Top Games Italia l’avventura non finisce mai e passate anche sul canale dedicato ai primi 30 minuti dei videogiochi. Alla prossima, eroi!

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