domenica, Luglio 12, 2026

Autore

Filippo Rev Sgarbi
Filippo Rev Sgarbihttps://topgamesitalia.com
Autore e volto dei canali Youtube @theoldnerds e @patchnote-01. Appassionato di Videogames e cultura nerd.

Review Opencritic

Open Critic Top Games Italia

RECENSIONE IN BREVE

Ys X: Proud Nordics rappresenta la sublimazione dell'ultimo capitolo della storica saga Falcom. Grazie all'introduzione della vasta Isola di Öland, di nuovi personaggi e meccaniche rifinite come il Mana Hold, questa edizione "Enhanced" si conferma un Action RPG solido e incredibilmente divertente. Il sistema di combattimento Cross Action offre una profondità tattica appagante, mentre l'esplorazione navale a bordo della Sandras restituisce un senso di libertà e avventura d'altri tempi. Sebbene il motore grafico senta ormai il peso degli anni e l'inizio dell'avventura soffra di un ritmo eccessivamente lento, l'esperienza complessiva è trascinante. L'unica vera nota dolente è il posizionamento commerciale: il prezzo pieno è difficilmente giustificabile per i veterani che possiedono già l'originale, dato che le aggiunte equivalgono a un corposo DLC. Per i neofiti, invece, questa è senza dubbio la porta d'ingresso migliore per salpare verso il Nord insieme ad Adol Christin.

I Nostri video

TOP 5 ARTICOLI

ARTICOLI CORRELATI

PUBBLICITÀ

Ys X Proud Nordics Recensione Completa

Nel vasto e spesso tumultuoso oceano dei giochi di ruolo d’azione giapponesi, poche navi hanno saputo mantenere la rotta con la costanza e la fierezza della Nihon Falcom Corporation. Fondata nel lontano 1981, questa software house è una delle più antiche ancora in attività nel panorama videoludico, un vero e proprio baluardo di tradizione che ha attraversato decenni di evoluzioni tecnologiche senza mai perdere la propria anima. Se la serie The Legend of Heroes (con le sue sottosaghe Trails) rappresenta l’apice della narrazione complessa e del world-building politico, la saga di Ys è da sempre il cuore pulsante dell’azione, dell’avventura pura e della scoperta.

Oggi ci troviamo di fronte a un momento cruciale per il franchise. Con Ys X: Proud Nordics, Falcom e il publisher NIS America non si limitano a portarci il decimo capitolo numerato delle avventure di Adol Christin, ma ci offrono quella che viene presentata come l’edizione definitiva, arricchita ed espansa, di un titolo che segna un punto di svolta tecnico e ludico per la serie. Disponibile dal 20 febbraio 2026 su PlayStation 5, PC e sulla neonata Nintendo Switch 2, questo gioco rappresenta un ponte tra il passato glorioso e un futuro che cerca di modernizzare le meccaniche storiche senza tradirle.

Per comprendere appieno la portata di quest’opera, è necessario inquadrare chi sia il protagonista che, da quasi quarant’anni, guida i giocatori attraverso continenti fantastici. Adol Christin, noto come “Adol il Rosso”, non è il classico eroe prescelto dalle profezie o un guerriero cupo in cerca di vendetta. Adol è l’archetipo dell’avventuriero: un uomo (o un ragazzo, in questo caso) spinto da una curiosità insaziabile verso l’ignoto. La lore della serie ci racconta che Adol, al termine della sua vita, ha lasciato oltre cento diari di viaggio, ognuno dei quali descrive un’avventura vissuta in terre lontane. Ogni videogioco della serie Ys è, metaforicamente, la lettura interattiva di uno di questi diari.

Ys X: Proud Nordics si colloca in una posizione temporale estremamente interessante. Nonostante il numero romano “X” possa far pensare a un sequel ambientato nel futuro remoto della vita di Adol, cronologicamente facciamo un balzo indietro notevole. Ci troviamo di fronte a un Adol appena diciassettenne. Siamo temporalmente situati pochissimo tempo dopo le vicende di Ys I & II (le avventure nell’antica terra di Ys) e subito prima del viaggio verso Celceta (Ys: Memories of Celceta). Questo posizionamento non è casuale: ci permette di controllare un protagonista ancora acerbo, non ancora il leggendario spadaccino conosciuto in tutto il mondo, ma un giovane pieno di speranze che sta lasciando la sua terra natale per dirigersi verso il nord.

L’ambientazione scelta è il Golfo di Obelia, una vasta regione marittima costellata di innumerevoli isole, pericoli nascosti e antiche rovine sommerse. È qui che Adol, accompagnato dal fedele amico Dogi (ancora giovane e meno massiccio di come lo conosciamo nei capitoli successivi), incontra i Normans. Ispirati chiaramente alla cultura vichinga reale, i Normans sono un popolo di navigatori, guerrieri e, occasionalmente, predoni, che dominano le acque del golfo. Il destino di Adol si intreccerà in modo indissolubile con quello di Karja Balta, figlia del capo Grimson e conosciuta come la “Principessa Pirata”.

Senza rovinare il piacere della scoperta con spoiler non necessari, la trama ruota attorno alla comparsa dei Griegr, creature mostruose e apparentemente immortali che minacciano la pace del golfo e l’esistenza stessa dei suoi abitanti. Adol e Karja si ritrovano legati da una misteriosa catena di Mana, un potere antico e dimenticato che li costringe a restare fisicamente vicini e a combattere come un’unica entità. La narrazione esplora temi di crescita, di fiducia reciproca tra due individui provenienti da mondi culturali opposti (l’avventuriero gentile e la guerriera brutale) e il mistero di una civiltà perduta che sembra aver lasciato tracce indelebili nella storia del mondo. È un racconto di formazione che, pur mantenendo i toni leggeri tipici della serie, non disdegna momenti di introspezione e dramma.

Cross Action System La Rivoluzione del Combattimento

Analizzare il gameplay di Ys X significa dissezionare quello che è forse il cambiamento più radicale nella struttura della serie dai tempi di Ys Seven. Per oltre un decennio, i fan si sono abituati al “Party System”, una meccanica che prevedeva un gruppo di tre personaggi attivi contemporaneamente, scambiabili con la pressione di un tasto, ognuno associato a un tipo di danno specifico (Taglio, Impatto, Perforazione) per sfruttare le debolezze dei nemici secondo un sistema simile alla morra cinese.

Con Ys X, Falcom ha avuto il coraggio di cancellare tutto e ricominciare da capo. Il nuovo sistema, denominato Cross Action System, elimina il party allargato per concentrarsi esclusivamente sulla coppia formata da Adol e Karja. Non ci sono altri personaggi giocabili, non ci sono debolezze elementali basate sulle armi da sfruttare in modo schematico. C’è solo la sinergia tra due guerrieri. Questa scelta, che sulla carta poteva sembrare una limitazione (passare da 6+ personaggi a 2), si è rivelata la chiave per una profondità tattica inedita.

Il sistema si basa su due modalità di combattimento distinte ma fluide: la Modalità Solo e la Modalità Duo.

Nella Modalità Solo, il giocatore controlla direttamente uno dei due personaggi mentre l’altro è gestito dall’intelligenza artificiale (che si limita a supportare senza essere invasiva). Adol è il fulmine: rapido, scattante, dotato di una spada che fende l’aria con velocità impressionante. Karja è la tempesta: armata di ascia e scudo rotondo, i suoi colpi sono più lenti ma devastanti, capaci di spezzare la guardia nemica. In questa modalità, il gameplay è frenetico, basato sulla schivata, sul posizionamento e sulla velocità di esecuzione delle Skill (abilità speciali che consumano punti SP). È l’Ys classico che conosciamo, veloce e arcade.

La vera magia avviene premendo e tenendo premuto il tasto deputato alla guardia (R2 su PlayStation). Si attiva così la Modalità Duo. I due personaggi si uniscono, muovendosi all’unisono come un singolo corpo. I loro attacchi diventano sincronizzati, più lenti, pesanti e con un numero di hit superiore. Ma la caratteristica fondamentale della Modalità Duo non è l’attacco, bensì la difesa. In questa stance, la schivata viene disabilitata e sostituita dalla parata.

Qui il gioco richiede al giocatore di cambiare mentalità. Non si tratta più solo di evitare i colpi, ma di assorbirli o deviarli. Bloccare gli attacchi nemici riempie la Revenge Gauge (Barra della Vendetta), un moltiplicatore di danno che si applica alle Skill Duo successive. Padroneggiare il Perfect Guard (la parata perfetta eseguita all’ultimo istante prima dell’impatto) è essenziale, specialmente contro i boss e nelle difficoltà più elevate. Una parata perfetta non solo annulla il danno, ma stordisce l’avversario, riempie massicciamente la barra della vendetta e permette contrattacchi devastanti.

Questa dualità crea un ritmo di gioco unico: si è “acqua” (veloci e sfuggenti) per accumulare SP e infliggere danni rapidi, e si diventa “roccia” (solidi e inamovibili) per parare i colpi più potenti dei boss e restituire il danno decuplicato. È un balletto letale che, una volta padroneggiato, regala soddisfazioni immense. Sebbene la mancanza di varietà nel roster possa farsi sentire dopo 40 o 50 ore di gioco, la profondità del sistema di parata e la spettacolarità delle mosse combinate compensano ampiamente la riduzione numerica del cast.

Una nota negativa è che purtroppo la telecamera spesso non fornisce l’angolazione migliore e soprattutto nelle battaglie più concitate risulta difficile comprendere l’effettivo raggio dei colpi nemici e il modo migliore per evitarli o pararli. Si tratta di un difetto piuttosto comune per giochi di questo tipo, ma è necessario segnalarlo.

Il Potere del Mana e l’Esplorazione Dinamica

Oltre alle lame, Adol e Karja hanno a disposizione il potere del Mana. In Ys X, il Mana non è la classica “magia” da RPG usata per lanciare palle di fuoco, ma uno strumento multifunzionale integrato nell’esplorazione e nel combattimento, attraverso le cosiddette Mana Actions.

Guarda il nostro ultimo video

La prima e più iconica è il Mana String. Si tratta sostanzialmente di un rampino energetico che fuoriesce dal braccio di Adol. In fase esplorativa, permette di aggrapparsi a punti specifici per dondolarsi sopra baratri, raggiungere piattaforme elevate o tirare leve a distanza. In combattimento, il Mana String trasforma Adol in un predatore: permette di agganciare nemici lontani e proiettarsi istantaneamente verso di loro per continuare la combo (azzerando i tempi morti), oppure di strappare scudi e armature ai nemici volanti per renderli vulnerabili.

La seconda abilità è il Mana Ride. Evocando il Gullinboard (una tavola magica simile a un hoverboard), i protagonisti possono scivolare a grande velocità. Questo non serve solo per muoversi rapidamente nelle vaste aree aperte, ma è l’unico modo per attraversare specchi d’acqua, paludi velenose o terreni accidentati senza subire danni o rallentamenti. Il Mana Ride interagisce anche con le “Wind Lines”, percorsi di vento che lanciano i personaggi in aria permettendo evoluzioni e spostamenti rapidi tra diverse sezioni della mappa. È un sistema che rende il backtracking e l’esplorazione estremamente fluidi e divertenti, quasi da gioco di skate.

Infine, il Mana Burst permette di rilasciare attacchi elementali caricati. Adol controlla il fuoco, utile per bruciare rovi che bloccano il passaggio o accendere torce in antichi dungeon oscuri. Karja controlla il ghiaccio, che può creare piattaforme solide sull’acqua o congelare i nemici. Queste abilità servono a risolvere puzzle ambientali che, pur non essendo mai troppo complessi da bloccare il progresso, aggiungono varietà al gameplay.

Tuttavia, bisogna fare una nota sul ritmo di acquisizione di queste capacità. Ys X soffre di un inizio decisamente lento. I primi due o tre capitoli (su dieci totali) sono strutturati come un lungo, lunghissimo tutorial narrativo. Il gioco interrompe l’azione frequentemente con dialoghi, cutscene e spiegazioni, limitando la libertà del giocatore. Per i veterani della serie, abituati a essere gettati nell’azione quasi subito (basti pensare al naufragio immediato di Ys VIII), questo può risultare frustrante. Fortunatamente, superato il terzo capitolo, le redini si allentano: il mondo si apre, la nave diventa disponibile per l’esplorazione libera e il ritmo decolla, mantenendosi alto fino ai titoli di coda. È un investimento di tempo iniziale che paga ampiamente sulla lunga distanza.

La Sandras e la Vita di Mare

L’elemento che distingue maggiormente Ys X dai suoi predecessori è senza dubbio l’esplorazione navale. Se Ys VIII ci aveva confinati su un’isola prigione e Ys IX all’interno di una città gotica, Proud Nordics ci regala un intero arcipelago. La nave Sandras non è un semplice veicolo per spostarsi dal punto A al punto B tramite un menu, ma un mezzo fisico che pilotiamo in tempo reale.

Navigare nel Golfo di Obelia restituisce un senso di avventura “vecchia scuola” che ricorda i migliori momenti di titoli come The Legend of Zelda: The Wind Waker o, con le dovute proporzioni, Assassin’s Creed: Black Flag. Il mare è vivo: ci sono correnti da cavalcare, banchi di pesci da individuare per la pesca, relitti galleggianti che nascondono materiali preziosi e isole inesplorate che non compaiono sulle mappe ufficiali.

Il combattimento navale è stato approcciato con uno stile arcade molto divertente. Non aspettatevi simulazioni veliche realistiche: la Sandras si muove agilmente, spara con cannoni laterali e armi speciali a prua. Durante gli scontri, il giocatore deve gestire il posizionamento per evitare i colpi delle navi dei Griegr (spesso equipaggiate con barriere magiche) e contrattaccare. Una delle meccaniche più esaltanti è la Mana Barrier: attivando uno scudo magico intorno alla nave, è possibile speronare a tutta velocità le imbarcazioni nemiche, infliggendo danni massicci.

La progressione della nave è parallela a quella dei personaggi. Raccogliendo materiali e reclutando nuovi membri dell’equipaggio (ognuno dei quali conferisce bonus passivi), è possibile potenziare lo scafo, la velocità, la potenza di fuoco e la manovrabilità. All’inizio del gioco, la Sandras può sembrare pesante e lenta (un difetto che si nota nelle prime ore), ma con i giusti upgrade si trasforma in un bolide capace di sfruttare le correnti d’aria per sfrecciare tra le onde.

Un aspetto fondamentale è l’abbordaggio. Quando una nave nemica è sufficientemente danneggiata, è possibile agganciarla. A quel punto, il gameplay cambia istantaneamente: la telecamera si sposta sul ponte della nave avversaria e inizia una classica battaglia action RPG corpo a corpo con Adol e Karja contro l’equipaggio mostruoso. Vincere questi scontri garantisce forzieri rari e risorse indispensabili per il crafting. Questo ciclo continuo di navigazione, combattimento navale, abbordaggio ed esplorazione a piedi delle isole crea un loop di gameplay vario e appagante che difficilmente stanca.

Ys X Proud Nordics Analisi dei Contenuti Esclusivi

Arriviamo ora al cuore di questa recensione, l’elemento che giustifica il sottotitolo “Proud Nordics” e che differenzia questa versione dall’originale uscita precedentemente. Non siamo di fronte a un semplice porting con risoluzione aumentata; Proud Nordics è una versione strutturalmente arricchita che integra nuovi contenuti massicci direttamente nel tessuto della campagna principale.

La novità più rilevante è l’introduzione di Öland Island (Isola di Öland). Non si tratta di un piccolo atollo extra, ma di una nuova macro-area completamente esplorabile, divisa in cinque zone distinte, ognuna con la propria identità geografica, i suoi mostri, i suoi tesori e i suoi dungeon. L’accesso a Öland non è confinato al post-game; gli sviluppatori hanno scelto intelligentemente di sbloccare l’accesso all’isola progressivamente, tramite delle EX Quests che compaiono man mano che si raggiungono determinati traguardi nella storia principale. Questo permette ai nuovi contenuti di fluire naturalmente parallelamente all’avventura di base, offrendo una deviazione costante e ricca di sfide.

Su Öland Island facciamo la conoscenza di due nuovi personaggi che approfondiscono notevolmente la lore dei Normans: Canute Gamley e Astrid Seelen. Canute è il cugino di Karja, secondo figlio del Re di Danmerk, un guerriero possente e un utilizzatore di Mana che incarna l’aspetto più brutale e diretto della cultura normanna. Astrid è la sua “Shield Sister” (sorella di scudo) ed ex fidanzata del fratello defunto di lui, una donna intelligente e brillante che gestisce le attività dell’isola. Sebbene non siano personaggi giocabili che si uniscono al party in battaglia (il focus rimane sempre sul duo Adol-Karja), le loro questline offrono un contesto narrativo prezioso, spiegando perché i Normans hanno lasciato le loro terre d’origine e approfondendo le dinamiche politiche del loro regno. È un’aggiunta di spessore per chi ama il world-building.

L’espansione porta con sé anche nuove meccaniche di gioco esclusive. La più importante è il Mana Hold, una nuova Mana Action che assomiglia a una sorta di artiglio gravitazionale o telecinetico. Questa abilità permette di afferrare e manipolare oggetti pesanti nell’ambiente, aprendo la strada a puzzle ambientali inediti progettati appositamente per questa versione. Ma l’uso del Mana Hold non si ferma agli enigmi: in combattimento, può essere usato per respingere attacchi o controllare il campo di battaglia in modi creativi.

Per i giocatori che cercano sfide più intense, Proud Nordics introduce il dungeon Muspelheim. A differenza dei dungeon classici, Muspelheim è un’area a tempo ad alta difficoltà, pensata per mettere alla prova la padronanza assoluta del Cross Action System e delle parate perfette. Le ricompense qui sono di altissimo livello. Inoltre, sull’isola è presente il Bergen Coliseum, gestito da Astrid, che offre una serie di sfide di combattimento sbloccabili progressivamente (battaglie in coppia, o in solitaria con Adol o Karja), e le Mana Ride Races, gare di velocità e abilità sul Gullinboard contro i tempi di Karja e Canute.

Il sistema di progressione è stato espanso con nuove risorse: i Lightning Crystals, ottenibili da nuovi nemici rari con aura rossa, e la Golden Sand. Queste risorse permettono di potenziare le Skill oltre i limiti precedenti (aumentandone Rango e Danno) e di livellare gli Artefatti per migliorare le statistiche passive. Infine, sono stati introdotti i Semi di Mana Incolori (Colorless Mana Seeds): questi oggetti, inseriti nell’albero delle abilità (il Release Line), non forniscono bonus di affinità cromatica ma offrono aumenti brutali delle statistiche base (come +50 alla Fortuna), permettendo di creare build endgame devastanti.

A completare il pacchetto troviamo la sezione Ceaseless Sea, che offre nuove sfide navali contro ondate di nemici sempre più forti, e l’inclusione di tutti i DLC cosmetici (costumi e accessori) che erano venduti separatamente nella versione base del gioco.

Purtroppo, anche in questa versione non c’è la localizzazione italiana e l’inglese utilizzato, talvolta è anche piuttosto complesso da capire, rendendo ostica l’esperienza per chi fosse meno avvezzo alle lingue.

Comparto Tecnico su PlayStation 5

Abbiamo testato a fondo Ys X: Proud Nordics su PlayStation 5. Il risultato è un’esperienza tecnicamente solida, che beneficia della potenza dell’hardware per garantire prestazioni che la serie merita. Il gioco offre due modalità grafiche: Quality (Qualità) e Performance (Prestazioni). Su PS5, la differenza in termini di fluidità è minima, con il gioco che riesce a mantenere i 60 frame al secondo stabili nella maggior parte delle situazioni anche in modalità Qualità, un requisito fondamentale per un gameplay basato su tempismi di parata così stretti.

Graficamente, si nota un passo avanti rispetto a Ys IX. Le animazioni sono più fluide, i modelli dei personaggi principali (Adol e Karja in primis) sono dettagliati ed espressivi, e l’uso dei colori è vibrante e piacevole. L’acqua, elemento onnipresente, è resa in modo convincente. Tuttavia, non si può ignorare che il motore grafico proprietario di Falcom inizia a sentire il peso degli anni. Le texture degli ambienti (rocce, terreni, interni delle caverne) appaiono spesso piatte e a bassa risoluzione, e la geometria dei livelli è talvolta spigolosa e semplice.

 

Un problema tecnico che persiste è il pop-in (la comparsa improvvisa di oggetti) durante la navigazione. Data la vastità del mare e la velocità che la nave può raggiungere, capita spesso di vedere isole, scogli o navi nemiche “disegnarsi” all’orizzonte in modo evidente. È un difetto estetico che tradisce la natura cross-gen del titolo e le limitazioni dell’engine, ma che fortunatamente non inficia la giocabilità.

È importante segnalare che, nelle build pre-lancio, sono stati riscontrati alcuni bug fastidiosi, come testi in giapponese che apparivano in alcune cutscene finali nonostante l’impostazione in lingua inglese, o glitch audio minori. Tuttavia, le note ufficiali fornite dal publisher confermano l’arrivo di una massiccia Patch del Day One (prevista per il lancio del 20 febbraio) mirata specificamente a risolvere questi problemi di localizzazione, correggere bug di rendering grafico e migliorare la stabilità generale. L’esperienza dell’utente finale dovrebbe quindi essere molto più pulita rispetto alle versioni review.

Tra le aggiunte “Quality of Life” molto gradite, citiamo la possibilità di visualizzare i punti di raccolta rimanenti in un’area direttamente accanto alla minimappa (senza dover aprire il menu principale), nuove opzioni per la telecamera della nave (inclusa la Dynamic Mode da dietro il timone) e impostazioni per ridurre o disattivare gli effetti di sangue, rendendo il titolo più accessibile.

Verdetto Finale

Arrivati alla fine del viaggio, la domanda sorge spontanea: Ys X: Proud Nordics vale il prezzo del biglietto? La risposta è duplice e dipende interamente dalla vostra esperienza pregressa con il titolo.

Il gioco viene proposto a prezzo pieno (Full Price). Considerando che si tratta di una versione “Enhanced” di un titolo uscito relativamente di recente, questa strategia commerciale può far storcere il naso. I contenuti aggiuntivi di Proud Nordics sono indubbiamente di alta qualità: l’Isola di Öland è vasta quanto un DLC corposo, le nuove meccaniche sono divertenti e l’approfondimento della lore è significativo. Tuttavia, la mole di novità, per quanto ben integrata, equivale a quella di un’espansione da 20 o 30 euro, non a un gioco nuovo al 100%.

Per chi non ha mai giocato a Ys X: Nordics, questa è un’occasione imperdibile. Vi trovate di fronte alla versione migliore, più completa e rifinita di uno degli Action RPG più divertenti degli ultimi anni. Il senso di avventura, il combattimento appagante e la libertà dell’esplorazione navale vi terranno incollati allo schermo per oltre 50 ore. In questo caso, l’acquisto è consigliatissimo e il voto sale verso l’eccellenza.

Per chi possiede già la versione base, il discorso cambia drasticamente. Sebbene le aggiunte siano interessanti, non stravolgono l’esperienza principale né offrono cambiamenti radicali al finale o alla trama portante di Adol e Karja. Öland Island è una splendida deviazione, ma rimane un contenuto accessorio. Spendere nuovamente il prezzo pieno per accedere a questi contenuti extra è difficilmente giustificabile, a meno che non siate collezionisti sfegatati della saga. Il consiglio, in questo caso, è di attendere un calo di prezzo o una promozione futura.

Proud Nordics sarà disponibile in download digitale e come game key card su Switch 2, un dettaglio che potrebbe deludere i collezionisti amanti del supporto fisico, ma è stata annunciata anche una deluxe edition fisica per PS5.

In definitiva, Ys X: Proud Nordics è la sublimazione di una formula vincente. Nonostante un motore grafico non all’avanguardia e un inizio un po’ lento, il gioco riesce a catturare quella sensazione di meraviglia e scoperta che è l’essenza stessa dell’avventura. Adol Christin ha colpito ancora, e il suo diario di viaggio nel Nord è una pagina che ogni appassionato di RPG dovrebbe leggere.

Pro

  • Gameplay Eccellente: Il Cross Action System è profondo, veloce e tattico. La meccanica del Perfect Guard dà grande soddisfazione.
  • Senso di Avventura: L’esplorazione navale, la scoperta delle isole e la libertà di movimento offrono un feeling meraviglioso.
  • Contenuti Proud Nordics: L’Isola di Öland, i nuovi personaggi (Canute/Astrid), il dungeon Muspelheim e le nuove abilità (Mana Hold) arricchiscono notevolmente l’offerta.
  • Colonna Sonora: Il Falcom Sound Team jdk si conferma una garanzia con tracce rock e melodiche indimenticabili.
  • Performance: 60fps solidi su PS5 garantiscono la reattività necessaria.

Contro

  • Ritmo Iniziale: I primi 3 capitoli sono lenti, verbosi e con troppi tutorial che spezzano l’azione.
  • Tecnicamente Datato: Texture e geometria semplici, problemi di pop-in durante la navigazione.
  • Prezzo e Formato: Prezzo pieno difficile da giustificare per i vecchi possessori.
  • Ripetitività: Verso la fine, la scarsa varietà di nemici comuni può farsi sentire.
  • Telecamera non perfetta: la telecamera nelle sezioni più concitate è un nemico peggiore dei nemici stessi.
  • mancata localizzazione: manca la localizzazione italiana.

Se ami i JRPG di stampo classico leggi anche la recensione di Octopath Traveler 0

Per contenuti a tema JRPG sempre nuovi visita il canale youtube TheOldNerds

I VIDEOGIOCHI CONSIGLIATI DELLA SETTIMANA

Tuo da 54,99€

Compra ora!

Tuo da 73,99€

Compra ora!

Tuo da 31,72€

Compra ora!

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui

Articoli popolari

Ys X: Proud Nordics rappresenta la sublimazione dell'ultimo capitolo della storica saga Falcom. Grazie all'introduzione della vasta Isola di Öland, di nuovi personaggi e meccaniche rifinite come il Mana Hold, questa edizione "Enhanced" si conferma un Action RPG solido e incredibilmente divertente. Il sistema di combattimento Cross Action offre una profondità tattica appagante, mentre l'esplorazione navale a bordo della Sandras restituisce un senso di libertà e avventura d'altri tempi. Sebbene il motore grafico senta ormai il peso degli anni e l'inizio dell'avventura soffra di un ritmo eccessivamente lento, l'esperienza complessiva è trascinante. L'unica vera nota dolente è il posizionamento commerciale: il prezzo pieno è difficilmente giustificabile per i veterani che possiedono già l'originale, dato che le aggiunte equivalgono a un corposo DLC. Per i neofiti, invece, questa è senza dubbio la porta d'ingresso migliore per salpare verso il Nord insieme ad Adol Christin.Ys X Proud Nordics Recensione Completa
Indice articolo